Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e Funzionamento Neuropsichico: Uno Sguardo Approfondito

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) rappresentano una sfida significativa nel panorama educativo e clinico, influenzando non solo le capacità accademiche ma anche il benessere psicologico e comportamentale dei bambini e degli adolescenti. La complessità di questi disturbi richiede un'analisi multidimensionale che tenga conto delle loro interrelazioni con altre condizioni e delle diverse sfaccettature del loro impatto. Questo articolo si propone di esplorare vari aspetti legati ai DSA, attingendo a ricerche e studi per fornire un quadro completo e approfondito.

Epilessia e Funzionamento Psicopatologico nei Bambini

I bambini affetti da epilessia sono da tempo considerati soggetti a rischio per quanto riguarda i disturbi psicopatologici, sia di tipo esternalizzante che internalizzante. Tuttavia, non è ancora del tutto chiaro se questa problematica sia intrinsecamente legata alla patologia epilettica in sé, o se invece sia la presenza di altre comorbilità a influire sul funzionamento psicologico dei pazienti. Uno studio condotto su 100 pazienti pediatrici affetti da epilessia, con un'età compresa tra i 6 e i 18 anni e un rapporto M:F di 1:1, afferenti consecutivamente all'Istituto Neurologico C. Mondino, ha utilizzato la Child Behavior Checklist (CBCL 6-18) per la valutazione del profilo emotivo-comportamentale. Sono state inoltre raccolte variabili socio-demografiche e cliniche tramite una scheda standardizzata. I risultati di questa ricerca indicano che i soggetti affetti da epilessia in età pediatrica non mostrano una costante presenza di psicopatologia rilevabile tramite i questionari compilati dai genitori. Le problematiche psicopatologiche che emergono sembrano essere essenzialmente correlate ad aspetti clinici eventualmente associati all'epilessia, come la disabilità intellettiva o motoria.

bambino con epilessia che gioca

Disturbi del Movimento e Difficoltà di Apprendimento nei Bambini

Diversi studi hanno evidenziato una stretta associazione tra disturbi motori e difficoltà di apprendimento. Recentemente, sono stati descritti anche problemi motori, alterazioni del tono muscolare e difficoltà di equilibrio in bambini con dislessia. Per esaminare queste caratteristiche motorie, uno studio ha coinvolto 58 bambini suddivisi in tre gruppi: 18 con diagnosi di Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD), 22 con Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e 18 con sviluppo tipico (ST). La valutazione degli aspetti motori è stata effettuata tramite il Developmental Coordination Disorder Questionnaire (DCD-Q). L'analisi dei dati (ANOVA) ha rivelato differenze significative tra i tre gruppi nel punteggio totale del DCD-Q. Il gruppo DCD ha ottenuto punteggi significativamente inferiori rispetto al gruppo ST. I bambini con DSA hanno ottenuto punteggi simili ai DCD nelle aree "Motricità fine e scrittura" e "Coordinazione generale", mentre non differivano dal gruppo ST nell'area del "Controllo del movimento". Questi risultati suggeriscono una sovrapposizione tra le difficoltà motorie osservate nei bambini con DCD e quelle presenti in alcuni bambini con DSA, in particolare nelle aree legate alla motricità fine e alla coordinazione generale.

bambino che disegna con difficoltà

Il Modello della Resistenza all'Intervento (Modello RI) per l'Identificazione Precoce dei DSA

Per identificare tempestivamente il rischio di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e affrontare le difficoltà scolastiche, la letteratura internazionale ha dimostrato l'efficacia del modello della resistenza all'intervento (Modello RI). I DSA vengono individuati perché resistenti agli interventi di potenziamento dei prerequisiti scolastici messi in atto all'interno della scuola dagli insegnanti e strutturati su tre livelli di intensità crescente. Le difficoltà scolastiche possono risolversi più o meno rapidamente, mentre la resistenza all'intervento diventa l'indicatore di un possibile rischio per un DSA meritevole di approfondimento clinico. L'obiettivo di uno studio è stato quello di verificare per la prima volta nella realtà scolastica italiana l'efficacia del modello RI rivolto a bambini in età prescolare. Sono stati reclutati 210 bambini dell'ultimo anno di alcune scuole dell'infanzia di una città del nord-est Italia, attraverso uno screening computerizzato che valuta i prerequisiti all'apprendimento. Tutti i livelli di potenziamento sono stati gestiti dagli insegnanti: i primi due sono stati attuati all'interno della scuola dell'infanzia. Per i bambini resistenti, il terzo livello è stato attuato durante il primo anno della scuola primaria. I risultati hanno mostrato che 58 bambini (27,62%) del campione totale presentavano difficoltà nei prerequisiti. Dopo i due livelli di potenziamento, solo 16 (7,6%) sono risultati resistenti. Questi sono stati sottoposti a un intervento di didattica personalizzato durante il primo anno della scuola primaria. Dieci bambini sono poi stati rivalutati e solo uno è risultato a rischio per DSA. Il metodo RI si è quindi rivelato efficace nel migliorare i prerequisiti all'apprendimento, permettendo agli insegnanti di gestire direttamente le attività formative.

bambini in classe che lavorano

ADHD: Dati Epidemiologici e Terapie nella Regione Umbria

L'ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è una sindrome cognitivo-comportamentale frequente che determina un forte impatto sulla qualità della vita dei giovani affetti e delle loro famiglie, rappresentando inoltre una condizione a elevato impatto sociale in termini di costi. L'obiettivo di un lavoro è stato quello di descrivere i dati epidemiologici dei pazienti afferiti al centro di riferimento per l'ADHD della regione Umbria nel periodo compreso tra settembre 2007 e dicembre 2012. Sono stati analizzati 103 pazienti, di cui il 60,95% ha effettuato una terapia multimodale senza l'assunzione di farmaci, mentre il 39,05% ha effettuato una terapia multimodale abbinata all'assunzione di un farmaco psicostimolante (atomoxetina o metilfenidato). Nessuno dei pazienti che hanno interrotto il trattamento lo ha sospeso per insorgenza di effetti avversi. È stata effettuata una valutazione del miglioramento clinico in un sottogruppo di 30 pazienti in trattamento farmacologico tramite la Children Global Assessment Scale (C-GAS) e la Clinical Global Impression Severity Scale (CGI-S), con analisi statistiche appropriate.

simbolo ADHD con cervello stilizzato

Il Disturbo da Sintomi Somatici e Disturbi Correlati nel DSM-5

Un lavoro ha analizzato la nuova categoria diagnostica del DSM-5 denominata "Disturbo da Sintomi Somatici e disturbi correlati". Oltre a una descrizione della categoria stessa, viene preso in esame il complesso dibattito emerso nella letteratura scientifica relativamente a questa novità diagnostica.

Consumo di Alcol negli Adolescenti, Alessitimia e Aspettative legate al Bere

Il fenomeno del consumo di alcol negli adolescenti in Italia è diventato sempre più diffuso a partire da età anche molto precoci, con conseguenze negative rilevanti per la salute neuropsichica. L'obiettivo di uno studio è stato quello di valutare l'eventuale associazione tra consumo alcolico, alessitimia e aspettative legate al bere relative all'affettività. È stato studiato un campione di 467 studenti frequentanti scuole secondarie di II grado della provincia di Padova tramite la somministrazione di tre questionari: il QASS (Questionario Adolescenti Sabato Sera), la TAS-20 (Toronto Alexithymia Scale) e il DEQ (Drinking Expectancy Questionnaire). I risultati hanno evidenziato che il consumo alcolico è maggiore nei maschi rispetto alle femmine, con andamenti paralleli e picchi di consumo tra i 15 e i 17 anni. Il tasso di alessitimia varia in base all'età e al genere dei soggetti, con le femmine che mostrano un andamento più stabile nel tempo con picchi intorno ai 15 e ai 17 anni.

gruppo di adolescenti che bevono

Neuropatie Ottiche Infantili in Pazienti con Malattie Neurometaboliche

Le neuropatie ottiche a esordio infantile, in soggetti affetti da malattie neurometaboliche, sono spesso conseguenza di un processo neurodegenerativo che può essere espressione di una lesione primaria del nervo ottico o secondario a degenerazione retinica. Poiché una neuropatia ottica può essere la manifestazione di un ampio gruppo di patologie, il suo riscontro rende indispensabile un work-up diagnostico completo e multidisciplinare che orienti il clinico tra i differenti disordini neurometabolici. Le principali malattie neurometaboliche in cui può essere presente una neuropatia ottica possono essere classificate in tre gruppi in base all'età di esordio clinico del coinvolgimento del nervo ottico: forme a esordio nei primi 3 anni di vita, forme a esordio tra i 3 e i 10 anni di vita, e forme a esordio tra i 10 e i 16 anni di vita.

Percorsi Assistenziali nelle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA)

Comprendere chi e in che modo prende contatto con le Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (UONPIA) costituisce un passaggio importante per delineare strategie volte a contrastare il "treatment gap", rappresentato dal divario tra bisogni di cura e reale accesso ai trattamenti. Un lavoro ha descritto e analizzato un ampio campione di utenti delle UONPIA al fine di identificare i percorsi assistenziali di questi pazienti e delle loro famiglie, comparare i loro profili clinici e di funzionamento psicosociale, e valutare la gravità dei casi in trattamento. Sono stati valutati 710 pazienti consecutivamente afferenti ai servizi ambulatoriali delle UONPIA della Regione Emilia-Romagna e di Brescia tramite una "Scheda Paziente" e strumenti standardizzati di assessment (CBCL, CGAS, HoNOSCA e CGI). L'età media dei pazienti è di 11 anni. La maggior parte del campione vive con i genitori biologici; solo il 20% proviene da una famiglia con struttura non tradizionale (adottiva, affidataria o monoparentale). Si osservano livelli di gravità clinica e compromissione del funzionamento significativamente diversi tra i principali gruppi diagnostici; i problemi scolastici rappresentano il più frequente motivo di richiesta di consulto. Quasi la metà degli utenti (43%) ha già ricevuto un trattamento prima dell'accesso iniziale ai servizi, per lo più da parte del pediatra o medico di medicina generale. La maggior parte dei genitori dichiara di essere stata inviata alla UONPIA da altri professionisti (80%), mentre il 17% dei genitori richiede un consulto di propria iniziativa. Una elevata scolarità della madre risulta associata al contatto senza invio da parte di altri servizi o professionisti. I problemi scolastici risultano essere un importante antecedente della richiesta di consultazione nelle UONPIA. Pertanto, i bambini e gli adolescenti che presentano problemi scolastici dovrebbero ricevere un esame attento già nell'ambito della scuola stessa.

edificio di un ospedale pediatrico

Strategie di Studio Efficaci per Studenti con DSA

Per gli studenti con DSA della scuola secondaria di II grado, è fondamentale sviluppare strategie di studio efficaci che li supportino nel percorso accademico. Queste strategie includono il controllo del tempo, l'uso del diario, la presa di appunti durante le lezioni, lo studio sui libri di testo, la pianificazione del ripasso, l'approccio a diversi tipi di verifiche, il superamento della paura delle verifiche e l'utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi.

9 strategie d'oro da usare con i DSA

La Comprensione del Testo nei Bambini: Un Approccio Multicomponenziale

La comprensione del testo è un processo complesso che richiede l'integrità di molte funzioni linguistiche e cognitive. Per i bambini che manifestano difficoltà nella comprensione dei testi, anche se normodotati e senza problemi scolastici pregressi, è importante identificare le abilità compromesse e quelle intatte. Tra le abilità ritenute intatte vi sono l'elaborazione fonologica, la lettura di parole, la conoscenza del vocabolario e la conoscenza della grammatica. Le abilità compromesse possono includere la capacità di trarre inferenze e integrazioni, il monitoraggio della comprensione e la conoscenza della struttura della storia, ipotizzando quindi possibili difficoltà collegate alla memoria di lavoro. Le inferenze particolarmente difficili per questi bambini riguardano la capacità di integrare idee e di incorporare conoscenze generali sul mondo per comprendere un testo. Spesso non si accorgono della presenza di ovvie incongruenze in un testo e tendono a raccontare storie scarsamente strutturate. Le conseguenze di una comprensione povera e difficoltosa sono gravi perché incidono sullo studio, sull'acquisizione di informazioni nuove, sulla comprensione di parole nuove, metafore, ecc.

Un programma di intervento ampiamente studiato, come la "Nuova Guida alla Comprensione" (De Beni et al., 2003), adotta un approccio multicomponenziale, riconoscendo che la comprensione, pur essendo un'operazione mentale unitaria, coinvolge specifiche abilità mentali riferibili a fattori diversi e indipendenti. Questo modello si articola in componenti di:

  • Contenuto: capacità di cogliere dal testo i contenuti e le informazioni necessarie (es. individuare personaggi, fatti, eventi).
  • Elaborazione: include l'analisi delle strutture morfosintattiche, la capacità di fare collegamenti, cogliere inferenze, individuare la gerarchia del testo e costruire un modello mentale coerente con il testo.
  • Metacognizione: comprende la sensibilità al testo (valutazione della propria capacità di comprensione), la flessibilità nell'adattare l'approccio al testo e la capacità di cogliere incongruenze ed errori.

La guida si compone di un programma con 10 aree di intervento, ciascuna con 15 schede, obiettivi specifici e un invito alla riflessione metacognitiva. Le aree di intervento includono "Personaggi, Luoghi, Tempi e Fatti", "Fatti e Sequenze", "Collegamenti" (stabilire legami di coreferenza, sostituzione e concettuali) e "Inferenze" (lessicali, semantiche e ponte).

schema del modello di comprensione del testo

L'Importanza della Scelta del Materiale Didattico per gli Studenti con DSA

La scelta del materiale didattico riveste un ruolo cruciale nell'efficacia dell'apprendimento per gli studenti con DSA. L'approccio multicomponenziale nella riabilitazione della comprensione del testo, come esemplificato dalla "Nuova Guida alla Comprensione", sottolinea la necessità di stimolare funzioni specifiche attraverso interventi mirati. L'uso di materiali che integrano testo e immagini, come nella stimolazione delle inferenze basate su immagini associate al testo, può compensare le difficoltà nella comprensione del linguaggio orale. La capacità di ricostruire parole attraverso indizi visivi e lettere parziali, ad esempio, stimola il ragionamento e l'inferenza.

Il programma descrive aree di intervento specifiche, come quella dedicata ai "Collegamenti", che mira a stabilire legami di coreferenza, sostituzione e concettuali. Questo include l'individuazione e il collegamento di elementi del testo e dell'immagine, il lavoro su indovinelli e definizioni, e la comprensione di nessi causali e implicativi. Un'altra area fondamentale è quella delle "Inferenze", che si focalizza sulla capacità di cogliere inferenze lessicali (recuperare il significato di parole dal contesto), semantiche (recuperare conoscenze a partire dall'immagine o usare conoscenze proprie) e ponte (prendere spunti da diverse parti del testo per creare collegamenti).

L'obiettivo è quello di fornire agli studenti strumenti per costruire un modello mentale del testo che sia il più possibile coerente con quanto letto, sviluppando al contempo la consapevolezza delle proprie capacità di comprensione e la flessibilità nell'approccio alla lettura. Questo approccio, che valorizza anche le modalità visive e l'uso di supporti multimediali, è essenziale per supportare gli studenti con DSA nel loro percorso di apprendimento.

9 strategie d'oro da usare con i DSA

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