Autismo: Uno Sguardo Oltre il Filtro Sensoriale, Sociale ed Emotivo

Vi siete mai chiesti come vedono il mondo le persone autistiche-e perché la vita quotidiana può sentirsi così diversa per alcune persone? Per molti adulti non diagnosticati, questa domanda non è teorica. È una ricerca personale di un linguaggio che calzi finalmente a pennello. Se vi sentite sopraffatti dal ronzio di un frigorifero, prosciugati dopo una breve chiacchierata al bar o destabilizzati da piccoli cambiamenti, potreste sperimentare uno stile di percezione neurodivergente. Non è necessario essere certi per trarre beneficio dal notare dei pattern. Questa guida esplora i paesaggi sensoriali, sociali ed emotivi unici dell'autismo. Nota: questo articolo ha scopo educativo e di auto-riflessione.

Il Paesaggio Sensoriale: Un Mondo in "Alta Definizione"

Per capire come le persone autistiche vedono il mondo in modo diverso, partiamo dal filtro sensoriale. Per molte persone autistiche, quel "filtro" può essere più sottile, incoerente o difficile da controllare. Il risultato può sembrare una vita in "alta definizione": ogni suono, trama, odore o sfarfallio arriva con la stessa intensità. Un altro pattern comune è l'elaborazione "dal basso verso l'alto". Invece di cogliere prima il quadro generale, il cervello può prima assimilare parti e dettagli, poi costruire l'insieme. Può essere un punto di forza, ma può anche rendere gli ambienti rumorosi caotici. State vivendo il mondo con maggiore intensità rispetto a chi vi circonda? Se diversi elementi vi sembrano familiari, il carico sensoriale potrebbe consumare gran parte della vostra energia quotidiana.

Percezione sensoriale nell'autismo

Le persone autistiche possono sperimentare il loro ambiente in modo intenso, con sensazioni amplificate, soprattutto rispetto alla popolazione neurotipica, per cui quello che può essere rilevato da alcune persone autistiche non è necessariamente notato dalla maggioranza. Per esempio, le persone autistiche con una visione altamente ipersensibile possono vedere particelle d’aria cariche positivamente che sembrano piccolissime scintille argentee. Fino ad oltre il 90% degli individui autistici può avere un modo di percepire fuori dalla norma statisticamente intesa, ma nonostante questo altissimo grado di prevalenza e l’impatto ormai ben conosciuto clinicamente di un diverso funzionamento sensoriale sull’individuo, la letteratura scientifica che ne indaga le cause e le differenze fra i generi è ancora estremamente scarsa.

Una caratteristica percettiva che al momento appare tipicamente femminile è il “sesto senso delle donne Asperger”: la capacità di percepire in modo estremamente intenso le sensazioni emotive provenienti dalle persone, dagli animali, dalla natura. Per quanto riguarda le persone, molte donne Asperger/Autistiche raccontano di riuscire a “sentire” come sta emotivamente un’altra persona senza bisogno di guardarla in faccia, ma semplicemente percependo “l’energia positiva o negativa” che quella persona “sprigiona” nell’ambiente.

G.: «L’energia può essere positiva o negativa, ma anche calda o fredda. Il calore dipende da come sta la persona: se ha qualcosa che la fa soffrire o meno. Se la persona sta male l’energia è fredda, mentre se sta bene è calda; con tutte le gradazioni intermedie ovviamente.»

Questa capacità percettiva può apparire affascinante e quasi mistica, ma ipotizziamo risieda in specifiche abilità di percezione sensoriale e cognitiva di pattern e micro-segnali che sfuggono alla lettura della realtà delle persone neurotipiche e possono quindi sembrare percezioni quasi ‘magiche’ o addirittura inventate o di tipo psicotico, pur non essendolo. Alcune donne riferiscono inoltre di avere esperienze percettive straordinarie come la capacità di percepire delle ‘auree’ attorno alle persone con colori che spesso denotano il tipo di personalità dell’individuo.

G.: «Ho capito che le auree tendenti al rosso scuro sono particolarmente pericolose, idem per quelle viola scuro. […] in linea di massima ho capito che un certo colore ha un "significato personologico": so che mi sta dicendo qualcosa della persona che ho davanti. Ci sono colori più comuni e altri più rari. Il giallo, il verde, l’arancio e il rosso sono i più comuni. Un altro colore che vedo spesso è il nero. Meno frequenti sono il blu e il viola. Le auree marroni, rosa e azzurre sono rare. I colori che ho visto solo una volta sono l’indaco e il bianco. Ovviamente anche io ho un colore. Ci sono anche persone che hanno colori un po’ ibridi e ci sono quindi giorni in cui è più preponderante un colore, e altri giorni in cui è più preponderante l’altro.»

L.: «La percezione dell’aura simile all’alone della candela mi ha sempre trasmesso serenità e calma; le volte in cui mi è capitato di percepirla su persone a me care, è successo in riferimento a quelle che io definisco “anime buone”, persone pure.»

Spesso le persone non ne parlano perché, in presenza di fatti apparentemente inspiegabili, gli individui che non percepiscono gli stessi stimoli spesso tendono a denigrare, prendere in giro, non credere o addirittura attribuire aggettivi poco piacevoli - come pazza o isterica - alla persona che prova a comunicare quello che vede, che sente e/o che prova.

I.: «Queste “forme di energia” non le percepisco né positive né negative, ma devo dire che per molti anni penso di non essermi permessa di sintonizzarmi su di esse perché non era considerata una cosa positiva nell’ambiente in cui ero.»

L.: «Da bambina/adolescente, invece, le cose erano differenti: avevo sempre bisogno di concentrazione, ma la visione era più frequente e avveniva senza particolari sforzi. Probabilmente avevo meno sovrastrutture e “sedavo” meno alcune stranezze, ma non ne ho mai parlato con nessuno.»

Nel caso specifico delle auree c’è stata una scoperta sorprendente e che finalmente può dare credito alle persone che dicono di riuscire a vederla. Infatti, alcuni ricercatori dell’Università di Calgary, in Canada, potrebbero aver trovato una spiegazione scientifica del fenomeno nell'effetto noto come emissione di fotoni ultra-debole (UPE). La ricerca, pubblicata sulla rivista The Journal of Physical Chemistry Letters, dimostra infatti che gli organismi viventi, piante incluse, producono una luce tenue - che svanisce con la morte - come conseguenza del metabolismo.

B.: «[…] attorno agli alberi, alle chiome in particolare, vedo come una 'nuvola' più scura, che circonda i gruppi di foglie per almeno 5-10 centimetri. La vedo chiaramente anche se la guardo direttamente. Quando ci passo in mezzo mi accorgo del leggero cambio di luminosità tra l'esserci dentro e l'essere fuori.»

Ora che sappiamo che effettivamente gli esseri viventi emettono una sorte di bagliore, dovremmo cercare di capire come e perché alcune persone nello spettro autistico riescano a vederlo ad occhio nudo.

Emissione di fotoni ultra-debole in un topo

Nel corso degli anni si sono usate diverse spiegazioni:

  • Sinestesia: un’esperienza fisica involontaria che si manifesta quando la stimolazione di una modalità sensoriale innesca una percezione in uno o più sensi diversi. Per esempio, sentire certi suoni può provocare la percezione di determinati colori. Nel caso dell’aura si pensa che ci possa essere una correlazione tra movimento e colore: il movimento di una persona può creare una percezione cromatica.
  • Auree emicraniche ed emicranie silenti: nel caso di aura emicranica, oggetti e persone possono essere percepite con un alone luminoso che le circonda. Nel caso delle emicranie silenti, si possono presentare sintomi visivi ma senza la presenza di dolore fisico quindi l’emicrania passa inosservata, perché la persona non prova dolore, ma potrebbe vedere le auree.

E.: «Non percepisco l’aura su tutte le persone, mi succede in particolari condizioni di luce (specie se ci sono i neon), di semi luce, di stanchezza, prima dell’attacco emicranico, quando si amplificano tutti i sensi. Sono infermiera da 19 anni. In genere vedo l’aura viola sui morenti, verde sulle persone “brutte dentro”, bianca o luminescente sulle persone buone oppure non la vedo proprio. Con le persone di colore verde divento abbastanza scorbutica e fredda senza volerlo coscientemente perché non fa parte del mio carattere. Mi sento predisposta al dialogo e allo scambio reciproco con quelle di colore bianco. Per le persone di colore viola provo compassione ma professionalmente cerco di non lasciarmi coinvolgere molto, a meno che non ci sia sofferenza fisica. Vedere l’aura non è piacevole perché spesso prevede un sovraccarico sensoriale o un’emicrania, o comunque una situazione di stanchezza e spossatezza.»

  • Ipersensorialità: un allargamento percettivo della vista permette una percezione visiva più ampia e una maggiore consapevolezza di dettagli visivi, che sfuggono alla maggior parte delle persone. Lo stesso esempio può essere riportato in campo uditivo. Si pensi agli ultrasuoni: hanno una frequenza troppo alta che supera la soglia uditiva umana, però, in caso di iperacusia, condizione in cui le persone sono ipersensibili ai rumori e molto frequente tra le persone nello spettro autistico, gli ultrasuoni possono essere uditi.

L'Interazione Sociale: Navigare un Mondo di Regole Non Scritte

Quando ci chiediamo come vedono il mondo gli adulti autistici, l'interazione sociale fa spesso parte della risposta. Per molte persone neurotipiche, il contatto visivo, il tono di voce e le "regole non scritte" vengono elaborati automaticamente. Questo surplus di elaborazione può portare al masking: copiare comportamenti neurotipici per ridurre gli attriti. Nella vita quotidiana, può manifestarsi nel mantenere il contatto visivo anche quando distrae, nel preparare battute prima di un evento o nel controllare postura ed espressioni facciali per non apparire "strani". Il masking può aiutarvi a superare una situazione. È utile ricordare che l'elaborazione "manuale" non è un difetto caratteriale. Spesso è segno che il vostro cervello lavora di più per interpretare segnali veloci e sottili. Questi pattern non significano che siete "scarsi con le persone".

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La Presidente di Aspergeronline, Associazione che promuove la conoscenza e l'inclusione delle persone neurodivergenti, e Co-Fondatrice, VP, Comunicazione e Pr., nata a Manaus e residente a Torino da sempre, sottolinea l'importanza della consapevolezza. "La consapevolezza è importante perché aiuta a comprendere e accettarsi. Per le persone autistiche è maggiormente importante. Sappiamo che non è sempre facile comprendere noi stessi, figuriamoci gli altri! Per prima cosa, dobbiamo capire che la sindrome di Asperger non è una malattia, ma rientra nelle neurodivergenze, una variante dello sviluppo del cervello che ci rende unici. Non siamo come un puzzle con pezzi mancanti, non siamo incompleti, siamo semplicemente diversi."

Per capire meglio l'autismo o spettro autistico, potrebbe essere utile immaginarsi come un alieno che cerca di capire le regole e le norme sociali di una nuova specie. Pensi proprio fuori dagli schemi! A volte ci sentiamo un po' fuori posto e confusi, ma con la giusta guida e supporto, possiamo imparare a navigare nel mondo e a relazionarci con gli altri.

Io, come persona autistica, posso sentire la necessità di mascherare le mie difficoltà sociali o comportamentali per adattarmi alle aspettative della società e passare inosservato. Questo processo è chiamato "masking" o "camuffamento". Ci sono vari test, tra cui il Cat-Q che può permetterti di sapere se camuffi i tratti autistici. Ci sono diverse ragioni per cui potrei sentirmi spinto a mascherare il mio autismo: potrei temere il giudizio degli altri o il bullismo, oppure potrei voler avere maggiori opportunità lavorative o sociali. Questo processo può essere estenuante perché richiede uno sforzo continuo per adattarsi alle norme sociali e comportamentali. Potrei trovarmi a dover sopprimere i miei interessi e le mie abilità uniche per adeguarmi. Inoltre, il masking può anche impedire alle persone intorno a me di comprendere veramente chi sono e come posso essere supportato.

Anche se il masking può essere utile per adattarsi alla società, è importante che le persone nello spettro autistico siano supportate nel trovare modi per essere se stessi e vivere in modo autentico. Questo può includere l'educazione degli altri sulla sindrome di Asperger e il supporto per le esigenze individuali, in modo che possiamo vivere in modo autentico e soddisfacente. Ciò può includere: sensibilizzare gli altri sul proprio autismo, fornire supporto per le esigenze individuali e la creazione di ambienti inclusivi e comprensivi. È importante che le persone nello spettro autistico ad alto funzionamento e "gifted" siano valorizzate per le loro abilità uniche e non si sentano obbligate a mascherare se stesse per adattarsi alle aspettative della società.

Detto questo, voglio sottolineare che non tutte le persone hanno bisogno di essere "comprese" o "cambiate". Siamo perfetti così come siamo, con i nostri pregi e i nostri difetti. L'importanza della consapevolezza è quella di aiutare la comunità a comprendere e accettare le persone con questa sindrome dello spettro autistico, promuovendo un ambiente inclusivo e comprensivo e smantellando gli stereotipi e i pregiudizi negativi.

Seraina V. (nome cambiato dalla redazione) descrive il contesto esterno come «un intreccio di migliaia di impressioni, realtà, informazioni e aspettative». Si tratta di tipiche manifestazioni di questo disturbo dello sviluppo: alle persone colpite da disturbo dello spettro autistico, in breve ASD, manca la funzione di filtraggio. Chi è affetto da ASD nutre frequentemente un interesse intenso per temi od oggetti specifici. L’autismo non è una malattia, ma una particolarità innata che può manifestarsi in modi differenti. Le persone neurotipiche non possono nemmeno immaginare cosa significhi vivere in un mondo in cui ci si sente costantemente sopraffatti. La sensazione deve essere come ritrovarsi l’unica persona con un ombrello bucato, mentre tutte le altre sono al riparo dalla pioggia. La percezione che ha Seraina degli stimoli si avvicina molto a questa metafora: «Se non presto attenzione, tutto mi invade, mi sento sommersa. Molte persone affette da autismo, proprio come Seraina, sono ipersensibili al rumore: «Se mi trovo in un luogo tranquillo e sento dei forti rumori è come se questi infestassero tutto il silenzio. Il volume in sé è secondario, il vero problema è il fattore di disturbo.» Ciò che per altri è solo rumore, in lei scatena rabbia o dolore fisico. Spesso i rumori per Seraina non sono «solo» forti, ma «troppo» forti, e la luce non «solo» luminosa, ma «troppo» luminosa. La luce del sole su di me ha l'effetto di un faro puntato direttamente in faccia.

La gestione della vita sociale in quanto persona fuori dalla «norma» ha condizionato le sue emozioni molto più dello stesso autismo: «Non posso contare sul mio intuito, perché la mia bussola interna si è rivelata sbagliata sin da quando ero piccola. Se ti senti continuamente dire che la tua percezione, le tue sensazioni, il tuo modo di pensare, i tuoi approcci alle soluzioni ecc. sono sbagliati, finisci per non fidarti più di te stesso.» Seraina ha imparato a ignorare i segnali del corpo e l’intuizione, preferendo orientarsi a regole o fatti concreti. Ma le circostanze possono cambiare, e a volte esistono diverse interpretazioni per le regole. Tutto questo crea delle difficoltà a Seraina, come ci spiega: «Le persone lo percepiscono come mancanza di empatia e di flessibilità. In questo modo, anche la comunicazione con le altre persone diventa una sfida. Per Seraina parlare con le altre persone è faticoso, perché deve continuamente elaborare quanto viene detto. Per lei le conversazioni con le persone neurotipiche sono «come la comunicazione tra cane e gatto: semplicemente non parliamo la stessa lingua. Grazie alla consapevolezza del suo disturbo dello spettro autistico, Seraina sa di non essere lei «sbagliata» e le altre persone «giuste».

L'Intensità Emotiva e l'Alessitimia: Profondità Interiore e Sfide di Espressione

Un mito comune è che le persone autistiche manchino di empatia. In realtà, molti autistici descrivono una profonda consapevolezza emotiva-a volte così forte da diventare opprimente. Alcuni sperimentano "iper-empatia", dove il dolore o la gioia altrui si sentono intensamente, o dove la tristezza in una stanza è difficile da scrollarsi di dosso. Un altro tratto correlato è l'alessitimia: difficoltà a identificare o nominare le proprie emozioni. Potreste notare tensione toracica, nausea o irrequietezza, ma potreste non sapere subito se sia ansia, eccitazione, fame o stress. Può anche essere confuso quando l'espressione esterna non combacia con l'esperienza interiore. Potreste provare molto, ma fare fatica a mostrarlo "a comando". Questo divario può creare incomprensioni con partner, amici o colleghi.

Quando ci chiediamo come vedono il mondo le persone autistiche, l'intensità emotiva è parte del quadro. Se avete passato anni a sentirvi "fuori sincrono", nominare i vostri tratti può essere una forma di cura di sé. Capire come vedono il mondo le persone autistiche può aiutare a trasformare l'auto-critica in auto-compassione. Non siete "rotti".

Differenze nel filtro sensoriale possono cambiare quali informazioni sembrano "forti" o "importanti", e ciò modella come il cervello costruisce significato. Questo può relazionarsi all'alessitimia, che spesso co-esiste con l'autismo. Potreste sentire le emozioni intensamente, ma l'atto di etichettarle può richiedere più tempo.

L’elaborazione nell’autismo, a differenza di quanto accade nelle persone neurotipiche, è molte volte profonda, sequenziale (cioè, una cosa dopo l’altra), meticolosa, orientata ai dettagli e specializzata. Inoltre, sempre generalizzando, le persone autistiche cercano costantemente pragmatismo e utilità in tutto ciò che fanno (non ci piacciono le informazioni superflue e preferiamo invece quelle chiare e dirette), e abbiamo un forte senso della correttezza (quest’ultima caratteristica può essere considerate virtù ma, purtroppo, la società tende ad etichettarci come “rigidi” e inflessibili per aver cercato di attenerci sempre a ciò che riteniamo corretto). Come è logico, non esistono due persone autistiche uguali. Potrebbe esserci qualcuno che non si distingue per la memoria a lungo termine, o che ha una straordinaria capacità di interpretare informazioni ambigue, ma è vero che una buona parte di noi è caratterizzata da questo tipo di elaborazione più dettagliata (il famoso “iperfocus”, che ci aiuta a concentrarci e dimenticare tutto il resto), e che preferiamo fare le cose una alla volta piuttosto che occuparci di più compiti contemporaneamente.

Come abbiamo appena visto, le persone autistiche hanno un gran numero di talenti specifici, ma cosa succede quando interagiamo con l’ambiente? È qui che arrivano i problemi. In generale, il mondo è mutevole e imprevedibile, ed è governato da regole spesso ambigue e astratte, invece che logiche e concrete. Preferiamo relazionarci con persone e ambienti prevedibili, strutturati e controllabili. Molte persone autistiche, ovviamente, possono adattarsi a queste richieste. In realtà lo facciamo da tutta la vita, è il “masking”, l’indossare una maschera e attuare tutti quei comportamenti che vediamo premiati nella società, cosa che però rappresenta un costo inimmaginabile per noi. Va notato qui che il problema non è necessariamente in noi, e che non c’è alcun difetto individuale che deve essere corretto, ma che molte delle difficoltà che hanno le persone autistiche sono causate da questa interazione con un ambiente pensato da e per le persone neurotipiche. In più, c’è lo stigma di classificare come sbagliato o difettoso tutto ciò che non è comune alla stragrande maggioranza, e quindi parlare di neurodivergenze e di come si manifestano certi tratti del nostro carattere è ancora un tabù, qualcosa di scomodo per buona parte della popolazione.

Fin dalla tenera età noi persone autistiche intuiamo di essere diverse dalle altre, ma spesso non ne comprendiamo bene il motivo. Io, ad esempio, ho notato che avevo grosse difficoltà in certi ambiti o attività ritenute facili dalla maggioranza, mentre invece determinati compiti più complicati (a detta delle maestre, dei genitori e degli altri bambini) riuscivo a svolgerli praticamente senza battere ciglio, molto più velocemente rispetto al resto dei compagni di classe. Ad esempio, per me è sempre stato molto difficile capire i film d’azione, d’avventura o di fantasia, dato che di solito hanno molti personaggi secondari, trame e sottotrame parallele, scene che si susseguono velocemente, molti stimoli da elaborare in poco tempo, un gran numero di effetti speciali e, a volte, un’esposizione non lineare degli eventi che si verificano nelle diverse trame. Ho sempre avuto un complesso su questo tema, perché i film d’azione sono considerati semplici dalla stragrande maggioranza delle persone. Molti amici tendono a guardarli anche per staccare, senza prestarci troppa attenzione, e invece per me è praticamente impossibile guardarne uno senza fermarmi ogni due minuti per leggere il riassunto di quello che è appena successo. Al contrario, riesco facilmente a capire manuali di teoria di diverse materie, e leggere per ore libri di psicologia, filosofia, letteratura e molti altri argomenti di mio interesse, pur avendo questi libri un vocabolario tecnico e costruzioni sintattiche e grammaticali che molte persone faticano a maneggiare o che considerano complicati. Perché accade? È molto semplice: questa attività richiede un’elaborazione lenta, profonda, meticolosa in cui concentro l’attenzione su un unico focus, analizzando in dettaglio e al mio ritmo ciò che leggo. Mi sono sempre chiesta perché non ho mai capito i film d’intrattenimento però leggo libri di teoria fin da piccola. Non ha niente a che fare con l’essere più o meno intelligenti, ma con il modo di elaborare e integrare le informazioni dall’esterno.

Punti di Forza: Creatività, Dettaglio e Specializzazione

Quando smettiamo di provare a "correggere" la percezione autistica e iniziamo a sostenerla, creiamo spazio per abilità importanti nel lavoro, nelle relazioni e nella creatività. Questi punti di forza non cancellano le difficoltà reali, e non dovrebbero essere usati per spingere nessuno a "essere d'ispirazione". Rivendicare la propria visione del mondo può significare scegliere spazi sensorialmente amichevoli, stabilire confini sociali per prevenire l'esaurimento e abbracciare i propri interessi senza vergogna.

Illustrazione che rappresenta la creatività e il pensiero fuori dagli schemi

L'autismo è spesso associato a difficoltà sociali e di comunicazione, ma sempre più ricerche stanno mettendo in luce un aspetto sorprendente: la creatività. Uno studio pubblicato nel Journal of Autism and Developmental Disorders ha rilevato che le persone autistiche tendono a esprimere idee creative che si discostano dalle convenzioni standard, grazie alla loro tendenza a pensare fuori dagli schemi. Un altro aspetto interessante è il modo in cui l’arte e la musica possono fungere da canali di espressione per chi ha difficoltà a comunicare verbalmente.

Pensiero Visivo e Pittura

Molti individui autistici eccellono nella pittura grazie alla loro abilità di pensare in modo visivo. Questo tipo di pensiero, dettagliato e spesso iperfocalizzato, permette loro di trasporre su tela dettagli che altri potrebbero trascurare.

Musica: Orecchio Assoluto e Composizione

L’autismo può anche manifestarsi attraverso capacità musicali eccezionali. Alcuni individui sullo spettro possono avere l’orecchio assoluto, una rara abilità che permette di identificare e riprodurre note musicali senza riferimenti esterni.

Scrittura e Narrazione

La scrittura offre un rifugio per quegli autistici che trovano difficoltà nell’espressione verbale diretta. Attraverso la narrativa, possono esplorare e comunicare le loro esperienze interne in modo più controllato e ponderato.

Design e Innovazione Tecnologica

La capacità di vedere il mondo in modi unici spesso porta a soluzioni innovative nei campi del design e della tecnologia.

Arte Digitale e Animazione

L’autismo può favorire un approccio unico e meticoloso anche nell’arte digitale e nell’animazione. La precisione nel dettaglio e la capacità di immagazzinare e lavorare con informazioni visive complesse possono tradursi in lavori digitali estremamente ricchi e dettagliati.

Teatro e Performance

Nonostante le sfide nelle interazioni sociali, alcuni individui autistici trovano nel teatro e nelle esibizioni dal vivo un modo per esprimersi e connettersi con gli altri. Attraverso il teatro, possono esplorare diverse identità e modi di espressione in un ambiente strutturato che permette ripetizioni e chiarezza.

Fotografia

La fotografia può essere particolarmente adatta per gli individui autistici, offrendo loro un mezzo per catturare e condividere le loro prospettive uniche senza la necessità di comunicazione verbale.

Artigianato e Modellismo

Molti autistici trovano soddisfazione e calma nel creare con le mani, che si tratti di modellismo, lavorazione del legno, o cucito.

La relazione tra autismo e espressione artistica è un argomento complesso e sfaccettato. Nonostante esistano storie affascinanti di individui autistici con capacità artistiche straordinarie, è fondamentale sottolineare che l’autismo è uno spettro estremamente vario. Questo significa che le abilità, incluse quelle artistiche, variano significativamente da persona a persona. L’autismo influisce diversamente sullo sviluppo neurologico di ogni individuo, il che si riflette nelle capacità e nelle preferenze personali. Alcuni possono avere un talento innato per la musica, l’arte visiva, o la scrittura, trovando in queste forme d’espressione un mezzo per comunicare e interagire con il mondo esterno. Per altri, tuttavia, le sfide sensoriali e di comunicazione possono rendere l’espressione artistica meno accessibile o appagante.

Per molte persone nello spettro autistico, l’arte può fungere da ponte comunicativo quando le parole risultano insufficienti o troppo difficili da gestire. Attraverso l’arte visiva, la musica o il teatro, individui che faticano con la comunicazione verbale possono esprimere emozioni, esperienze e pensieri. Ma è essenziale riconoscere che questo non si applica universalmente. L’accessibilità all’espressione artistica per gli autistici dipende notevolmente dal supporto ricevuto dall’ambiente circostante. L’incoraggiamento da parte di familiari, educatori e professionisti mentali può fare una grande differenza nell’esplorazione delle arti. Programmi educativi che includono arte adattata e terapie artistiche sono spesso cruciali per aiutare gli autistici a scoprire e a coltivare i loro interessi e talenti artistici. È altresì importante riconoscere che non tutti gli autistici hanno interessi che si inclinano verso l’arte. Così come nella popolazione neurotipica, gli interessi e le passioni degli autistici possono spaziare in una vasta gamma di attività, che possono includere la scienza, la tecnologia, lo sport, o altre aree non strettamente legate all’arte. Mentre l’arte può offrire un potente mezzo di espressione e comunicazione per molte persone con autismo, non tutti gli autistici si esprimono o trovano interesse nell’arte. La comprensione dell’autismo come uno spettro richiede un approccio olistico che valuti le capacità, gli interessi e le preferenze individuali.

Artisti nello Spettro Autistico

L’autismo, con la sua gamma unica di esperienze e percezioni, ha influenzato molti individui eccezionali che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte.

  • Stephen Wiltshire è un artista britannico noto per la sua abilità fenomenale di disegnare paesaggi urbani dettagliati dalla memoria dopo averli osservati brevemente. Diagnosi di autismo all’età di tre anni, Stephen ha sviluppato una straordinaria capacità di ricordare e riprodurre complesse vedute urbane con una precisione sbalorditiva.
  • Temple Grandin, una delle figure più influenti nel mondo dell’autismo, è anche conosciuta per il suo lavoro nel design di attrezzature per il trattamento umano degli animali da allevamento. Sebbene il suo contributo principale sia nel campo della scienza e dell’ingegneria, la sua capacità di “pensare in immagini” è strettamente legata alla creatività visiva.
  • Derek Paravicini è un musicista britannico cieco e autistico con un talento eccezionale per il pianoforte. Nonostante le sfide significative nate da una nascita prematura che ha portato a disabilità di apprendimento, Derek ha sviluppato una straordinaria abilità musicale, suonando pezzi complessi con poco o nessun esercizio.
  • Donna Williams era una scrittrice australiana, artista, e poetessa, che ha usato l’arte e la scrittura per esplorare e comunicare la sua esperienza di vita con l’autismo.
  • Jerry Newport è un altro autistico noto per le sue capacità matematiche, ma anche per la sua passione per la musica e il cinema.
  • Jon Adams è un artista visivo e poeta britannico che si impegna attivamente nell’esplorare la sua esperienza di autismo attraverso la fotografia, i disegni e la scrittura.
  • James Durbin, noto per la sua partecipazione a “American Idol”, ha sfruttato la sua passione per la musica per affrontare e superare le sfide legate al suo autismo e alla sindrome di Tourette.

Questi artisti rappresentano solo alcuni esempi di come l’autismo possa interagire con la creatività in modi unici e profondi. Ogni storia è un esempio di come le barriere possano essere trasformate in ponti, e le differenze neurologiche possono dare vita a nuove forme di espressione artistica.

Il concetto di creatività tra le persone con autismo ad alto funzionamento è un tema di grande interesse nel campo della psicologia e della ricerca sull’autismo. Generalmente, essa è vista come la capacità di generare idee nuove e utili. La creatività può manifestarsi in molte forme, come l’arte, la scienza, il problem-solving quotidiano e l’innovazione tecnologica. Le persone con autismo ad alto funzionamento spesso mostrano forti capacità in aree che richiedono attenzione ai dettagli, memoria a lungo termine e expertise in campi di nicchia. Questi tratti possono portare a forme uniche di creatività che potrebbero non essere immediatamente riconoscibili come tali in un contesto convenzionale.

La ricerca scientifica ha prodotto risultati misti riguardo la creatività nelle persone con autismo. Uno studio del 2015 pubblicato sul Journal of Autism and Developmental Disorders ha trovato che gli individui autistici tendevano a produrre meno usi convenzionali in un test di creatività che richiedeva di pensare a usi diversi per oggetti quotidiani. Ciò nonostante le idee fornite erano spesso più originali e uniche rispetto a quelle dei partecipanti neurotipici.

  • Interessi Specifici: Molti autistici sviluppano intensi campi di interesse e accumulano una vasta conoscenza in quelle aree.
  • Stili di Pensiero: L’autismo è spesso associato con stili di pensiero diversi, come il pensiero visivo o il pensiero in pattern.

Non c’è una risposta definitiva alla domanda se le persone con autismo ad alto funzionamento siano mediamente più creative delle persone neurotipiche. La creatività è altamente individuale e contestualizzata, influenzata da un’ampia gamma di fattori personali e ambientali. In ultima analisi, piuttosto che cercare di stabilire se un gruppo è “più creativo” di un altro, è più produttivo riconoscere e coltivare la creatività come una caratteristica diversificata e multidimensionale, presente in tutte le persone in modi differenti.

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Auto-Riflessione e Percorsi di Supporto

L'auto-riflessione è un buon punto di partenza. Solo un professionista qualificato può fornire una diagnosi formale, ma molti adulti trovano valore negli strumenti di screening strutturati perché aiutano a organizzare ricordi, pattern e domande. Uno strumento non può dirvi chi siete. È normale se l'auto-scoperta genera sentimenti contrastanti. Il sollievo è comune, ma anche il lutto per lotte passate rimaste senza nome.

Se notate esaurimento, può essere utile osservare pattern come carico sensoriale, tempo di recupero dopo eventi sociali e quanto mascherate a lavoro o scuola. Come risorsa educativa, offriamo il test AQ-50 per adulti. Esplora cinque aree: abilità sociali, comunicazione, immaginazione, attenzione ai dettagli e cambio di attenzione.

L'autismo è caratterizzato oltre che dai sintomi più generalmente conosciuti, come le difficoltà d’interazione sociale, comunicative e comportamenti ripetitivi, anche da aspetti di percezione sensoriale superiore. La percezione sensoriale è la prima forma di contatto con la realtà ed è il filtro attraverso il quale le persone costruiscono il loro modello del mondo. I bambini autistici spesso sembrano vedere il mondo in modo diverso e tendono a mostrare una capacità maggiore nel cogliere e ricordare i dettagli come, ad esempio, risulta evidente dalle rappresentazioni di paesaggi urbani dell’artista autistico Stephen Wiltshire tratti dalla sola memoria.

Ottantadue bambini ad alto rischio per autismo, ovvero che avevano almeno un fratello con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e ventisette bambini a basso rischio sono stati sottoposti ad un eye tracking (misurazione del punto di fissazione oculare) per misurare l’orientamento spontaneo al target (O, S, V, e +) presentato tra distrattori (la lettera X). Dato che è stata analizzata la prima saccade realizzata dai bambini in ogni prova, e non se i bambini abbiano guardato il bersaglio nel corso dell’esperimento (come in alcuni precedenti studi di ricerca visiva), si può essere certi che questi risultati non dipendano da differenze nel comportamento oculomotorio effettuato da soggetti con questo disturbo. Prestazioni visive superiori a 9 mesi hanno previsto un livello più elevato di sintomi di autismo a 15 mesi e 2 anni.

L'autismo presenterebbe non solo difficoltà d’interazione sociale, comunicative e comportamenti ripetitivi, ma anche una percezione sensoriale superiore. La ricerca scientifica ha dimostrato che gli esseri viventi emettono un lieve bagliore luminoso. Se già prima dovevamo dare credito al racconto di alcune persone neurodivergenti rispetto alla capacità di percepire stimoli che la maggior parte degli individui non sono in grado di rilevare, ora non è davvero più possibile negare la realtà di questa esperienza. Anzi, diventa ancora più urgente indagare le basi neurofisiologiche di queste percezioni e studiare scientificamente il fenomeno, in modo da evitare il rischio della sua misinterpretazione da parte di professionisti della salute non correttamente formati.

Che cerchiate una diagnosi professionale o semplicemente una maggiore chiarezza su voi stessi, imparare come vedono il mondo le persone autistiche può aprire a una vita più calma e autentica.

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