Attività Pratiche per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento: Un Percorso di Supporto e Inclusione

Partiamo da un assunto fondamentale: chi presenta Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) non è affetto da una malattia. I DSA sono, quindi, disturbi del neuro-sviluppo che si manifestano nella capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. La disgrafia e la discalculia sono solo alcuni esempi di queste manifestazioni. Se i disturbi Specifici dell’apprendimento non sono una malattia, allora non è prevista una vera e propria “cura”. Quali sono, dunque, gli strumenti e le pratiche per indirizzare l’insegnamento verso altre tipologie di apprendimento?

Mappa concettuale su DSA

Comprendere il Canale Preferenziale di Apprendimento

I ragazzi che presentano disturbi specifici dell’apprendimento privilegiano il canale visivo. La memoria visiva è la corsia preferenziale che sanno utilizzare meglio. La loro psiche scatta una quantità illimitata di fotografie che riesce poi a mettere in sequenza, dando all’informazione recepita un senso compiuto. Tuttavia, abbiamo detto che le difficoltà maggiori riscontrate dagli studenti con DSA hanno una duplice natura: in determinate abilità (lettura, scrittura, grafia ecc.) ma anche nel metodo di apprendimento (automatismo, ricordare le informazioni).

“Metodi e strategie didattiche al servizio degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento”

Strumenti Compensativi e Misure Dispensative: Alleati per l'Apprendimento

La prima linea di intervento si concentra sugli strumenti compensativi specifici, che sostituiscono in modo diretto e specifico un’abilità con un’altra. La seconda racchiude gli strumenti compensativi funzionali, che fanno da supporto delle capacità tecniche. Occupiamoci ora, invece, delle misure dispensative, ovvero quell’insieme di strategie didattiche messe in atto per favorire i progressi di inclusione e il raggiungimento degli obiettivi formativi. In questo caso l’alunno è autorizzato a non partecipare ad alcune attività o esercizi che potrebbero ostacolare il suo cammino educativo.

L'Efficacia delle Mappe Concettuali e Multimediali

Anche se è possibile realizzare mappe su carta a mano, le mappe concettuali multimediali si adattano meglio alle caratteristiche degli studenti con DSA, dal momento che raccolgono gli aspetti positivi sia delle mappe concettuali (che spiegano, cioè le nozioni) e mentali (per memorizzare i concetti). L'utilizzo dei telefoni cellulari moderni è di grande utilità. Gli smartphone hanno diverse funzioni che possono semplificare il lavoro dei ragazzi. Durante la lezione l’insegnante potrebbe fornire degli appunti con parole chiave evidenziate e disegni per associare il testo a un ricordo visivo. È importante anche segnare appunti sul libro e registrare i compiti assegnati sul diario, contrassegnati da un post-it o programmati sul registro elettronico. Lo studio a casa può essere preparato con una lista di domande che simulino una verifica. Anche in questo caso l’uso di mappe che rispondano a stili cognitivi diversi sono molto utili, soprattutto se accompagnate da un testo esplicativo che “illustri il percorso da seguire”.

Strategie Pratiche per lo Studio Quotidiano

Il quadro teorico appena esposto risulterebbe insufficiente se non venisse completato da un’applicazione pratica. Diverse discipline richiedono uno studio dedicato sulle tecniche più efficaci per l’apprendimento degli studenti con DSA. C’è però un sistema che agisce allo stesso modo per le materie umanistiche e scientifiche, ed è la scomposizione del lavoro in più parti. Il primo passo sarà quello di sottolineare le frasi e le parole chiave. Dopo la sottolineatura e la divisione del testo arriva il momento di riassumerlo. Per separare le informazioni fondamentali da quelle secondarie, si può ricorrere alle 5W, le cinque domande che in italiano si traducono in Chi?, Che cosa?, Dove?, Perché?, Quando?.

Esempio di mappa mentale

Lo studente con disturbi specifici dell’apprendimento si trova davanti un’equazione ostica da risolvere. Ora che ha fatto un riepilogo delle puntate precedenti, bisogna trovare il risultato dell’equazione effettuando ogni passaggio, se necessario affrontando un’operazione alla volta, un po’ come si farebbe con le parentesi tonde, quadre e graffe. Il modo migliore è lavorare per temi. Prendiamo il caso in cui si stiano insegnando le stagioni. Disponi le diverse parole con le immagini in sequenza, formando così un invisibile linea del tempo in cui le stagioni si susseguono.

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Un Approccio Didattico Strutturato: 16 Punti Strategici

La grande esperienza maturata con bambini e ragazzi dislessici e la conoscenza circa la dislessia oggi, ci permettono di fare una riflessione strutturata riguardo una didattica per dislessici, definendo 16 punti strategici a cui tutti gli insegnanti dovrebbero fare riferimento per definire migliori strategie didattiche da integrare agli strumenti compensativi per la dislessia.

  1. Presentare una piccola quantità di lavoro: L’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti che diventano ansiosi alla sola vista della mole di cose che devono fare. Inoltre, l’insegnante può ridurre la mole di lavoro quando le attività appaiono ridondanti. Ad esempio, l’insegnante può richiedere di completare solo gli esercizi con il numero dispari o altro indicatore. Può inoltre presentare alcuni esercizi già risolti e chiedere agli studenti di completare il resto. Un foglio di lavoro può essere diviso facilmente tracciando una linea e scrivendo “fare” e “non fare” in ogni parte.

  2. Usare un registratore: Molti problemi con i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Indicazioni di compiti da svolgere (consegne), racconti e specifiche lezioni possono essere registrate. Lo studente può poi riascoltare il nastro per facilitare la comprensione di compiti o concetti.

  3. Chiarire o semplificare le consegne scritte: Molte indicazioni (consegne) sono scritte sotto forma di paragrafo e contengono parecchie unità di informazioni. Questo può risultare opprimente per molti studenti. L’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative delle indicazioni del compito (consegna) o riscriverle per favorire la comprensione da parte dell’alunno.

  4. Bloccare gli stimoli esterni: Se lo studente è facilmente distraibile dagli stimoli visivi all’interno di un foglio di lavoro, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando. Inoltre possono essere usate finestre che lasciano leggere un’unica riga o un solo esercizio di matematica per volta per aiutare la lettura.

  5. Uso di procedure di insegnamento esplicite: Molti materiali commerciali non suggeriscono agli insegnanti l’uso di strategie esplicite d’insegnamento; così, spesso gli insegnanti devono adattare i materiali per includere queste procedure.

  6. Evidenziare le informazioni essenziali: Se un adolescente può leggere un libro di testo, ma ha delle difficoltà nell’individuare le informazioni essenziali, l’insegnante può sottolineare queste informazioni con un evidenziatore.

  7. Trovare il punto con materiali in progressione: Nei materiali che gli studenti utilizzano durante l’anno (come ad esempio i libri di esercizi) lo studente può tagliare l’angolo in basso a destra della pagine già utilizzate in modo da trovare facilmente la pagina successiva da correggere o completare.

  8. Prevedere attività pratiche addizionali: Alcuni materiali non prevedono abbastanza attività pratiche per far sì che gli studenti con difficoltà di apprendimento acquisiscano padronanza nelle abilità prefissate. Gli insegnanti, a questo punto, devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche. Gli esercizi pratici raccomandati includono giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi software per il computer e fogli di lavoro aggiuntivi.

  9. Ripetizione della consegna: Gli studenti che hanno difficoltà nel seguire le indicazioni per i compiti (consegne) possono essere aiutati richiedendo di ripeterle con le loro parole. Tali studenti possono ripetere le indicazioni a un compagno quando l’insegnante non è disponibile. I suggerimenti che seguiranno possono essere utili ad aiutare lo studente nella comprensione delle indicazioni: se essa richiede molte fasi, spezzala in piccole sequenze; semplifica l’indicazione presentando solo una sequenza per volta e scrivendo ogni porzione sulla lavagna oltre a pronunciarla oralmente; quando viene utilizzata un’indicazione scritta assicurati che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere sia le parole che il significato di ogni frase.

  10. Mantenimento delle routine giornaliere: Molti studenti con disturbo dell’apprendimento hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano.

  11. Consegna di una copia degli appunti della lezione: L’insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli studenti che hanno difficoltà nello scriverli durante la presentazione.

  12. Uso di istruzioni passo-a-passo: Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite a chiarificare il passaggio dal particolare al generale.

  13. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive: Le informazioni verbali possono essere date assieme a quelle visive (ad es: opuscoli, volantini, lavagna luminosa ecc.).

  14. Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna: Prima di una presentazione l’insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi che gli studenti incontreranno sulla lavagna a gessi o in quella luminosa.

  15. Uso delle tecniche di memorizzazione: Nell’ambito delle strategie di apprendimento possono essere usate tecniche di memorizzazione per aiutare gli studenti a ricordare le informazioni chiave o le varie fasi di un processo. Ad esempio, per gli studenti di lingua inglese, si può usare la parola HOMES per ricordare i nomi dei Grandi Laghi: H per il lago Huron, O per l’Ontario, M per il lago Michigan, E per l’Erie e S per il lago Superior.

  16. I Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e la loro evoluzione: I DSA sono ormai entrati a far parte della nostra quotidianità. Come riportato dai dati dell’ANSA, “i casi di dislessia, disgrafia e discalculia tra gli studenti italiani sono quintuplicati dal 2010 al 2019 (dallo 0,9% al 4,9%). Parliamo di 298.114 bambini e ragazzi che hanno avuto una diagnosi certificata di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) nel 2019”. Questa importante crescita dei numeri manifesta, di conseguenza, la richiesta di un considerevole lavoro da parte delle figure educative. Infatti, non sempre è facile comprendere come poter aiutare questi ragazzi durante l’intero percorso scolastico. Ogni studente presenta un proprio stile di apprendimento, fondamentale durante l’intero percorso di studi. Per rendere efficace l’apprendimento di un alunno DSA è fondamentale concentrarsi sulle sue caratteristiche individuali e prevedere una didattica inclusiva, che gli possa permettere di utilizzare nel migliore dei modi le strategie e abilità che possiede. Perché questo avvenga deve essere sempre tenuta presente l’unicità del soggetto, valorizzandone le diversità. L’elenco delle strategie utilizzabili potrebbe essere ancora molto lungo, poiché ogni alunno DSA è diverso e apprende in modo personalizzato; come afferma Giacomo Stella, “la dislessia non è una porta murata, ma una porta chiusa a doppia mandata”.

Infografica sulle statistiche DSA in Italia

Strategie Didattiche per Facilitare gli Apprendimenti

Rinforzare il sapere e facilitare il recupero delle conoscenze pregresse mettendo a disposizione la mappa concettuale dell’ultima lezione. Proporre anticipazioni cognitive sul testo o sull’argomento da trattare per facilitare l’apprendimento successivo; presentare quindi ciò di cui andremo a parlare o a fare nella lezione appena iniziata, comunicando gli obiettivi di apprendimento. Esercitare l’abilità di sintesi e di elaborazione nei bambini/ragazzi adottando la pratica del riepilogo finale delle informazioni della lezione appena terminata per dare loro la possibilità di raccogliere ulteriormente i dati, di organizzarli e di memorizzarli in unità coerenti. Essere ridondanti nelle spiegazioni! “Repetita iuvant”, dicevano i latini per sottolineare l’importanza della rilettura, del ripasso, del secondo e terzo ascolto. Attitudini queste utili per comprendere e memorizzare con più efficacia i contenuti proposti. Ricorrere alle immagini e cercare di evitare spiegazioni eccessivamente lunghe e/o grammaticalmente articolate per evitare lo smarrimento cognitivo degli alunni dislessici o fragili. Fare degli intervalli, possibilmente dopo 20 minuti di spiegazione, per costruire insieme alla classe delle mappe riassuntive dell’argomento appena esposto al fine di favorire la memorizzazione e impedire il sovraccarico di informazioni. Presentare attività per stimolare i processi cognitivi di base per il processamento e l’elaborazione delle informazioni: Attenzione, Pianificazione, Simultaneità e Successione. Favorire situazioni di apprendimento cooperativo tra compagni, lavorando sulla meta-cognizione chiedendo, per esempio, ad ogni alunno le strategie utilizzate per memorizzare ed elaborare le informazioni del compito svolto, affinché l’alunno “fragile” possa avere suggerimenti su stili e modelli da adottare.

Attività Didattiche Suggerite per Gruppi Grandi e Piccoli

Far leggere alla classe un brano all’unisono mantenendo lo stesso ritmo o variando timbri e intensità nella stessa lettura (più veloce, più lenta, a voce bassa, a voce alta, ecc.); Far leggere una parola, o più, a turno a ciascun alunno mantenendo la melodia e la punteggiatura del brano; si può aggiungere uno “stop” di lettura ad alta voce ed un “riprendi”, in cui bisogna continuare a leggere dal punto reale di lettura, come se non si fosse mai interrotta. Iniziare una frase dove ogni studente a turno deve aggiungere una parola; ognuno dovrà necessariamente ricordare tutte le parole aggiunte e metterne a sua volta una di senso rispetto alla storia creata; Storie da mettere in scena: drammatizzazioni e riformulazione di testi secondo prospettive diverse. Si potranno aggiungere, talvolta, attività di Problem Solving, non matematico, per allenare gli alunni alla risoluzione di situazioni nuove e complesse e per sviluppare il pensiero ipotetico (tali attività necessitano di approfondimento). Tali lavori divertono i bambini/ragazzi e stimolano concentrazione, memoria, organizzazione del pensiero, abilità di turnazione e di coordinazione tra i membri; essi vengono inoltre suggeriti anche per gli alunni con disfluenze verbali come la balbuzie infantile.

Bambini che lavorano insieme in gruppo

Il Ruolo Cruciale dell'Insegnante e della Famiglia

Il percorso scolastico del bambino con DSA è, in genere, un percorso in salita; già dal primo anno della scuola primaria, e negli anni immediatamente successivi, le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo lo portano a un gap con i compagni con i quali si confronta quotidianamente. Gli insegnanti potranno ricevere grande aiuto da una diagnosi completa ed esaustiva che determini di conseguenza un progetto educativo e didattico il più mirato possibile. L’insegnante spesso è la prima persona che si accorge del problema, quindi il suo intervento è cruciale. È importante che egli non lo liquidi attribuendolo pregiudizialmente a scarsa intelligenza o a povertà dell’ambiente culturale o ad altre cause. La relazione con la famiglia deve tenere conto della centralità dell’alunno e del fine ultimo di un percorso personalizzato: valorizzare le abilità del bambino e rimuovere quanti più ostacoli sia possibile dalla sua strada verso il successo scolastico. Le strategie da usare nel corso dell’azione educativa possono essere sia compensative (uso di correttore ortografico sul computer oppure della calcolatrice) o dispensative (evitare la lettura ad alta voce, ridurre il carico di lavoro domestico e mnemonico, non far prendere appunti).

Per organizzare il lavoro e offrire a tutta la classe un metodo efficace, l’insegnante deve insegnare l’uso del brainstorming e della mappa mentale-concettuale nonché presentare il materiale attraverso modalità varie: visive, verbali, cinestetiche. Per finire, il docente userà l’apprendimento per punti, rispetterà i tempi, anche di riposo, della classe e collaborerà con genitori e terapisti. Non bisogna ancora dimenticare le strategie intrinseche, ossia incoraggiare la metacognizione, dare il giusto feedback del successo ottenuto, provocare e stimolare atteggiamenti positivi e incoraggiare gli sforzi.

“Metodi e strategie didattiche al servizio degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento”

Supporti Didattici Efficaci e Personalizzati

Gli studenti spendono una larga porzione del tempo giornaliero scolastico interagendo con materiali. La maggior parte dei materiali didattici offre agli insegnanti indicazioni per insegnare in una intera classe di studenti che apprendono con ritmi e modi differenti. Spesso educatori, volontari e gli studenti stessi possono aiutare ad implementare e a sviluppare varie tipologie di strumenti compensativi a livello didattico.

Fornire un glossario per aree di contenuto. Nella scuola secondaria, il linguaggio specifico di alcune materie richiede una lettura molto attenta. Sviluppare una guida per la lettura. Una guida per la lettura offre allo studente una mappa di ciò che è contenuto nel testo e comprende una serie di domande per aiutarlo a focalizzare progressivamente i concetti rilevanti durante la lettura del testo. Tale guida può essere organizzata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione. L’obiettivo di catturare l’attenzione degli studenti e renderli partecipi per un periodo di tempo sufficiente richiede molte capacità di insegnamento e di gestione. L’insegnamento e l’interazione dovrebbero fornire ad ogni studente la possibilità di imparare con successo.

Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o una mappa da completare può essere dato allo studente che lo riempirà durante la lezione. Uso di istruzioni passo-a-passo. Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. Questo aiuta gli alunni con scarse conoscenze sull’argomento che hanno bisogno di istruzioni esplicite che chiariscano il passaggio dal particolare al generale. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive. Scrittura dei punti chiave o delle parole alla lavagna. Uso di presentazioni ed attività bilanciate. Uno sforzo dovrebbe essere fatto per bilanciare le presentazioni orali con quelle visive e con le attività partecipative.

Esempi di organizzatori grafici

Enfasi sul ripasso giornaliero. Gli studenti variano enormemente nella loro capacità di rispondere con modalità differenti. Ad esempio, gli studenti variano nella loro abilità di esprimersi oralmente; partecipare ad una discussione; scrivere lettere e numeri; scrivere paragrafi; disegnare oggetti; fare lo spelling; lavorare in ambienti rumorosi, leggere, scrivere o parlare velocemente. Inoltre, gli studenti variano nella loro abilità di elaborazione delle informazioni presentate in formato visivi o audio. Cambia la modalità di risposta. Per gli studenti che hanno difficoltà nella attività motoria fine (come ad esempio nello scrivere a mano), tale difficoltà può essere aggirata utilizzando diverse modalità di risposta alle domande: non scrivere, ma sottolineare, scegliere tra risposte multiple, ordinare le risposte ecc. Fornire uno schema della lezione. Uno schema o una scaletta può aiutare alcuni studenti a seguire la lezione con successo e a prendere appunti appropriati. In più, uno schema aiuta gli studenti a vedere l’organizzazione del materiale e a fare domande pertinenti e al momento giusto. Incoraggiare l’utilizzo di organizzatori grafici. L’uso di organizzatori grafici implica l’organizzare il materiale in formato visivo. Incoraggiare l’uso di calendari e agende per le varie scadenze. Gli studenti possono usare calendari per segnare le scadenze dei vari impegni, delle attività collegate alla scuola, le date delle verifiche e gli orari delle attività scolastiche. Permettere l’uso di ausili didattici. Agli studenti possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Mostra esempi del lavoro. Esempi del lavoro completato possono essere mostrati agli studenti per aiutarli a costruirsi delle aspettative e per pianificare il lavoro in accordo con questi. Usare l’apprendimento mediato dai pari. L’insegnante può accoppiare soggetti di diversi livelli di abilità per rivedere loro appunti, studiare per un test, leggere ad alta voce l’uno all’altro, produrre testi o condurre esperimenti di laboratorio. Usare in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico. Prevedere una pratica addizionale. Gli studenti hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Cambiare o adattare i criteri di valutazione. Agli studenti può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Inoltre, un test può essere dato in formato orale o scritto.

L'Importanza del Supporto Emotivo e della Motivazione

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono disturbi che interessano uno specifico ambito di abilità (lettura, ortografia, grafia e calcolo) in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. La legge dell’8 ottobre 2010, n. 170, e i successivi provvedimenti, riconoscono la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (in sigla i DSA), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana, in particolare nel percorso scolastico. Se l’impegno e lo sforzo non vengono canalizzati nel modo corretto, e magari danno pochi o nulli risultati, si rischia di far diventare lo studio e lo svolgimento dei compiti momenti di grande frustrazione, rabbia, pesantezza emotiva. L'accompagnamento allo studio può essere considerato un importante spazio di crescita per gli studenti BES (Bisogni Educativi Speciali). Chi supporta i ragazzi e le ragazze con DSA nello studio e nei compiti può svolgere il ruolo di facilitatore, fornendo agli studenti aiuti temporanei che, attraverso strategie diverse e personalizzate, mirano a promuovere l'autonomia. A tal fine sarà importante favorire il raggiungimento di una buona consapevolezza, da parte dello studente, della propria capacità di pianificare e organizzare il lavoro quotidiano, nonché di riflettere sulle sue difficoltà e sui suoi punti di forza. I ragazzi con BES e DSA possono avere per esempio difficoltà nell’organizzazione dello studio, difficoltà legate a scarsa autostima, e difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione. Fornire feedback immediati e puntuali, soprattutto positivi, è fondamentale.

Come sottolinea Daniela Lucangeli, nel libro “5 Lezioni sull’emozione di apprendere”, Ed. “Un alto carico di apprendimento e di studio spesso genera momenti di stanchezza; tuttavia basta una goccia di emozione, data dal sorriso del compagno, dall’incoraggiamento delle figure significative, per far ripartire il sistema: riattivare il ritmo cardiaco e quello respiratorio, modificare il colore della pelle, come anche l’atteggiamento del viso e la disponibilità all’ascolto. La nostra evoluzione ha ritenuto vincente che le reazioni prodotte sul nostro organismo dalle emozioni positive fossero intense, per indurci a continuare a ricercare le cose che ci fanno sentire bene. È in questo modo che si innesca il meccanismo di ricerca: provo una soddisfazione intensa, quindi ne cerco ancora.” Scegliere le attività, l’approccio e gli strumenti compensativi più adeguati a seconda delle difficoltà che incontrano i ragazzi e le ragazze è un’operazione delicata che deve essere ben ponderata sulle caratteristiche della persona. Ma soprattutto, occorre sempre tenere a mente che una presenza positiva e di incoraggiamento, che stimola emozioni positive contribuisce in modo fondamentale a rafforzare l’autostima e la serenità fondamentali per il successo scolastico e il benessere dello studente.

Ragazzo sorridente che riceve incoraggiamento

I DSA sono disturbi dipendenti da disfunzioni neurobiologiche congenite, che pertanto non possono essere risolti ma solamente ridotti (compensazione del disturbo). Riguardano SOLO SPECIFICHE AREE di apprendimento (LETTURA, SCRITTURA E CALCOLO) senza compromettere l’intelligenza generale.

Per quanto riguarda le prove Invalsi, la normativa prevede per l’anno 2011-2012 l’utilizzo, se ritenuto opportuno, delle prove in formato elettronico o in formato audio. Tali prove devono essere richieste dalla scuola all’atto dell’iscrizione al SNV 2011‐12. Può essere previsto inoltre un tempo aggiuntivo (fino a un massimo di 30 minuti per ogni prova) e la possibilità che gli allievi con DSA svolgano le prove in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe.

In conclusione, l'accompagnamento allo studio può essere considerato un importante spazio di crescita per gli studenti BES (Bisogni Educativi Speciali). Chi supporta i ragazzi e le ragazze con DSA nello studio e nei compiti può svolgere il ruolo di facilitatore, fornendo agli studenti aiuti temporanei che, attraverso strategie diverse e personalizzate, mirano a promuovere l'autonomia.

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