Negli ultimi anni, il panorama politico degli Stati Uniti ha assistito a un fenomeno inaspettato e in rapida crescita: l'ascesa dei Democratic Socialists of America (DSA). Quella che un tempo era considerata una corrente marginale all'interno del Partito Democratico sta ora emergendo come una forza politica significativa, capace di influenzare le elezioni a livello locale e nazionale e di ridefinire il dibattito progressista.

Dalle Sale Conferenze alla Conquista del Potere Locale: La Crescita dei DSA
La seconda conferenza nazionale "How We Win" dei Democratic Socialists of America, tenutasi a New Orleans alla fine di dicembre, ha segnato un punto di svolta. L'evento ha riunito oltre cento membri, dimostrando la crescente vitalità e l'espansione geografica del movimento. Come riportato dalla rivista "Jacobin Magazine", la conferenza ha visto la partecipazione di delegati provenienti da ogni angolo del paese, compresi eletti dai collegi più conservatori del Texas. Mike Siegel di Austin, Sylvia Campos di Corpus Christi e Ric Galvan di San Antonio sono solo alcuni degli esempi di come i DSA stiano radicandosi in territori precedentemente inesplorati.
Questa espansione territoriale è un segnale inequivocabile di una mappa politica in mutamento, che dinamizza la scena progressista americana. Sebbene l'élite democratica mantenga una presa salda, la sua egemonia non è più scontata, come suggerito dalle voci sulla possibile ricandidatura di Kamala Harris nel 2028.
Un altro segnale della nuova ondata progressista è l'elezione di Katie Wilson a sindaca di Seattle. Attivista e fondatrice della Transit Riders Union, Wilson, pur non essendo membro dei DSA, incarna lo spirito socialista che sta guadagnando terreno. La sua vittoria, avvenuta una settimana dopo quella di Mamdani a New York, sottolinea un trend più ampio. Wilson proviene da un'organizzazione che unisce lavoratori e comunità vulnerabili - studenti, anziani, persone con disabilità - con l'obiettivo di prendere in mano le proprie vite e promuovere un cambiamento sociale. Il suo messaggio di vittoria, "La mia elezione è stata alimentata da migliaia di persone unite da una visione condivisa: è tempo di qualcosa di nuovo, qualcosa di più promettente, più giusto e più equo", riflette un linguaggio concreto e pragmatico, simile a quello che ha portato alla vittoria di Mamdani a New York.

Questo approccio pragmatico, radicato nella risoluzione dei problemi quotidiani e nel funzionamento delle infrastrutture urbane, richiama la tradizione del "sewer socialism" americano. Bernie Sanders, figura politica cardine di questa nuova ondata socialista, ha incoraggiato gli eletti a concentrarsi su questo tipo di soluzioni concrete.
Dai Leader Nazionali ai Consiglieri Locali: Un Movimento a Trazione Diffusa
Oltre a figure di spicco a livello nazionale come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, i DSA stanno costruendo una rete capillare di rappresentanti a livello locale. La deputata di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, prima a sconfiggere l'establishment democratico nel suo collegio e poi a diventare una leader nazionale, è considerata una possibile candidata presidenziale nel 2028. Altre figure di rilievo includono la deputata Rashida Tlaib, la prima musulmana eletta al Congresso, nota per le sue posizioni radicali.
Tuttavia, la vera forza dei DSA risiede nella loro capacità di radicarsi a livello locale. Consiglieri comunali e statali in tutto il paese stanno emergendo come volti del movimento: Kelsea Bond ad Atlanta, Danny Nowell nella Carolina del Nord, JP Lyninger a Louisville, Nick Komives a Toledo. Nel Wisconsin, è stato eletto il primo socialista al Consiglio comunale di Milwaukee dal 1948, con l'impegno di ripristinare il "sewer socialism" storico della città. A Portland, Oregon, i socialisti hanno conquistato un terzo dei seggi del consiglio comunale, beneficiando anche di un sistema elettorale che favorisce una maggiore scelta per gli elettori.
La conferenza di New Orleans ha evidenziato la crescente maturità di questo movimento, spesso sottovalutato dall'establishment, ma che ora si presenta unito e determinato nella conquista del potere statale e municipale.
Oltre il Socialismo: Altre Voci di Dissenso e Mobilitazione
L'effervescenza politica statunitense non si limita al solo fenomeno socialista. Le manifestazioni "No Kings", che hanno visto milioni di persone scendere in piazza in tutto il paese, rappresentano un'altra forma di opposizione allo strapotere politico, con un chiaro riferimento a Donald Trump. L'associazione "Indivisible", guidata da Ezra Levin, è stata in prima linea in queste mobilitazioni, offrendo strategie per contrastare le politiche dell'amministrazione. La pubblicazione de "The Indivisible Guide" nel 2016 ha fornito uno strumento per la mobilitazione civica, ispirandosi al modello del Tea Party.

Anche il movimento sindacale sta vivendo una fase di rinnovamento, con figure come Shawn Fain, presidente del sindacato metalmeccanico UAW. Fain ha ottenuto importanti conquiste salariali e ha guidato il sindacato verso una leadership più democratica e trasparente. La sua proposta di uno sciopero generale nel 2028, mirato a migliorare salari, assistenza sanitaria, pensioni e a ridare ai lavoratori il controllo del proprio tempo, evidenzia una forte attenzione alle istanze della classe lavoratrice. Fain riconosce la complessità del sistema politico statunitense, che non permetterebbe facilmente la formazione di un nuovo partito laburista, ma sottolinea la necessità di un'alternativa che si connetta seriamente alle ragioni del lavoro.
Le Sfide dell'Unità e del Sistema Elettorale
Nonostante la crescente effervescenza, la sinistra americana si trova ad affrontare la sfida di creare un quadro unitario che permetta a queste diverse istanze di dialogare e relazionarsi. Il sistema elettorale statunitense, frammentato e dominato dalle primarie, rende difficile la costruzione di un movimento coeso. La candidatura di Bernie Sanders nel 2016 e nel 2020 ha rappresentato un importante canale unitario, permettendo di saldare la radicalità delle proposte con l'efficacia della campagna elettorale all'interno delle primarie democratiche.
Le elezioni di Midterm del novembre 2026 saranno un banco di prova cruciale per valutare la forza dei neo-socialisti e dei dissidenti radicali a livello territoriale. Il loro successo potrebbe non solo impensierire Donald Trump, ma anche l'establishment del Partito Democratico.
Il Digital Services Act e la Tensione Transatlantica
Parallelamente all'evoluzione politica interna, gli Stati Uniti e l'Unione Europea si trovano al centro di un acceso dibattito normativo riguardante le grandi piattaforme digitali. Il Digital Services Act (DSA) dell'UE, volto a regolare i contenuti online e a contrastare la disinformazione, è stato oggetto di critiche feroci da parte dell'amministrazione Trump.

Washington accusa il DSA di rappresentare una forma di censura, di limitare la libertà di espressione degli americani e di colpire ingiustamente le aziende tecnologiche statunitensi. Le accuse sono state formalizzate attraverso rapporti della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti, che sostiene che le leggi europee stiano spingendo le Big Tech a censurare contenuti leciti pubblicati da cittadini americani. La Commissione Europea, dal canto suo, respinge fermamente queste accuse, affermando che il DSA mira a contrastare contenuti illegali e a rendere l'ambiente digitale più sicuro e trasparente, senza intaccare la libertà di espressione.
La disputa va oltre la mera regolamentazione tecnica, toccando questioni di sovranità digitale e di influenza economica. L'UE, con il DSA e il Digital Markets Act (DMA), cerca di affermare il proprio ruolo di regolatore globale del web, imponendo regole comuni ai colossi tecnologici. La reazione di Washington, che minaccia restrizioni sui visti contro funzionari UE, è vista come un tentativo di indebolire la coesione europea e di proteggere gli interessi economici delle aziende americane.
L'Europa si trova di fronte a un dilemma: proseguire sulla strada della regolazione, rischiando uno scontro diretto con Washington, o arretrare, accettando che il proprio spazio digitale sia governato da leggi decise altrove. Il conflitto sul DSA evidenzia la difficoltà nel costruire una vera sovranità digitale europea in un mondo polarizzato.
Che cosa è il DSA (Digital Services Act) Europeo, spiegato bene #1143
Il "Brussel Effect" e le Sue Implicazioni
L'Unione Europea ha costruito negli anni una fortezza normativa digitale, a partire dal GDPR nel 2016, passando per il DMA e il DSA nel 2022, fino all'AI Act nel 2024. Questa serie di regolamenti mira a imporre trasparenza, a dare priorità alla scelta dei cittadini e a garantire una concorrenza leale con le piccole e medie imprese locali.
Il fenomeno del "Brussel Effect", coniato da Anu Bradford, docente della Columbia Law School, descrive la capacità delle regole comunitarie di diventare standard globali. Un esempio è la sospensione del trattamento dei dati di OpenAI per addestrare ChatGPT, che ha portato l'azienda a introdurre chat in incognito per tutti gli utenti, non solo quelli europei.
Tuttavia, l'applicazione di queste regole presenta delle sfide. La "fatica del consenso", ovvero la complessità delle procedure per l'accettazione dei cookie, e la difficoltà nel far rispettare le normative mettono a nudo una debolezza europea nel passaggio dalla teoria alla pratica. Inoltre, il blocco degli annunci pubblicitari politici in Europa, come risposta al regolamento sulla trasparenza della pubblicità politica, ha penalizzato i cittadini, i partiti e le associazioni, limitando la visibilità delle campagne e la tracciabilità delle spese.
Investimenti e Innovazione: Il Divario Tecnologico
Nonostante gli sforzi normativi, l'Europa si trova ad affrontare un divario significativo negli investimenti in intelligenza artificiale rispetto agli Stati Uniti. Secondo l'ultimo State of AI report, l'82% dei finanziamenti privati all'AI nel 2025 è stato raccolto da aziende statunitensi, per un totale di 109 miliardi di dollari. L'Europa e il Regno Unito si attestano rispettivamente a circa il 9% e la Cina a meno del 4%.
Le valutazioni delle principali aziende di AI evidenziano ulteriormente questo divario: OpenAI vale 500 miliardi di dollari, xAI 200 miliardi e Anthropic oltre 180 miliardi. Mistral AI, la startup europea più finanziata, si colloca tra i 12 e i 14 miliardi. Anche per quanto riguarda i data center e le infrastrutture di calcolo, gli Stati Uniti guidano la corsa con investimenti massicci da parte di OpenAI, Microsoft, Amazon, Google e Meta.
Questo divario negli investimenti potrebbe avere implicazioni significative per la futura competitività tecnologica dell'Europa e per la sua capacità di influenzare gli standard globali nel settore dell'intelligenza artificiale. La sfida per l'Unione Europea sarà quella di bilanciare la sua ambiziosa agenda normativa con la necessità di promuovere l'innovazione e attrarre investimenti in un settore cruciale per il futuro.
