Transistor BJT e Diodi: Informazioni Tecniche Fondamentali

La sigla BJT è un acronimo per "Bipolar Junction Transistor", che in italiano si traduce come "transistor bipolare a giunzione". L'aggettivo "bipolare" deriva dal fatto che nel funzionamento di questo dispositivo sono coinvolti entrambi i tipi di portatori di carica: le lacune (cariche positive) e gli elettroni (cariche negative). Questo contrasta con altri dispositivi, come i MOSFET e i JFET, in cui la conduzione è dovuta principalmente a un solo tipo di portatore di carica.

Struttura di un transistor bipolare

Struttura e Composizione dei Transistor BJT

La struttura di un transistor BJT è schematizzata in figura. Un BJT è composto da tre regioni semiconduttrici, che possono essere disposte in configurazione NPN (un sottile strato di materiale di tipo P interposto tra due strati di materiale di tipo N) o PNP (un sottile strato di materiale di tipo N interposto tra due strati di materiale di tipo P). La figura 4.1 illustra schematicamente queste due configurazioni, mostrando anche i simboli circuitale comunemente utilizzati per rappresentare un BJT.

Costruttivamente, in un BJT, l'emettitore e il collettore non sono simmetrici. Il collettore è generalmente di dimensioni maggiori e circonda ed avvolge l'emettitore, come mostrato in figura 4.2. Questa asimmetria dimensionale è cruciale per ottimizzare le prestazioni del dispositivo. La regione di base, che separa emettitore e collettore, è deliberatamente realizzata molto sottile. Questa sottigliezza è fondamentale per garantire che la maggior parte dei portatori di carica iniettati dall'emettitore attraversi la base per raggiungere il collettore, minimizzando la ricombinazione nella regione di base.

Funzionamento di Base del Transistor NPN

Per comprendere il funzionamento di un transistor NPN, si consideri la figura 4.3. Quando la giunzione base-emettitore è polarizzata direttamente, una frazione significativa degli elettroni iniettati dall'emettitore nella base attraversa, per diffusione, il sottile spessore della base e raggiunge la regione del collettore. Questi elettroni costituiscono la quasi totalità della corrente che attraversa la giunzione base-emettitore. Solo una piccola frazione di questi portatori, pari a (1 - F), dove F è l'efficienza di trasporto dei portatori nella base, non raggiunge il collettore e costituisce la corrente di base, indicata come $I_B$. La giunzione collettore-base è, nel funzionamento tipico, contropolarizzata.

I due generatori di tensione, $V{EB}$ e $V{CB}$, forniscono le tensioni di polarizzazione applicate rispettivamente alla giunzione base-emettitore e alla giunzione base-collettore. Le equazioni di Ebers-Moll descrivono matematicamente il comportamento del transistor. I primi due termini in queste equazioni derivano dall'applicazione dell'equazione della giunzione PN. $I{ES}$ rappresenta la corrente di saturazione inversa della giunzione base-emettitore, e $I{CS}$ è l'analogo per la giunzione base-collettore. I segni negativi sono dovuti alle convenzioni adottate per il verso delle correnti.

La giunzione base-emettitore viene realizzata con un drogaggio asimmetrico. La concentrazione di atomi donatori (che forniscono elettroni) nella regione dell'emettitore è molto maggiore rispetto alla concentrazione di atomi accettori (che creano lacune) nella regione di base. Di conseguenza, quando la giunzione base-emettitore è polarizzata direttamente, la corrente è costituita quasi interamente da elettroni iniettati dall'emettitore nella base. Il contributo delle lacune che si muovono dalla base all'emettitore risulta trascurabile.

A causa della sottigliezza della regione di base e della sua geometria, una frazione F dei portatori (elettroni nel caso NPN) iniettati nella base raggiunge per diffusione la regione del collettore. Questi elettroni vanno a contribuire alla corrente di collettore ($IC$), dando origine al secondo termine nelle equazioni di Ebers-Moll. Analogamente, se la giunzione collettore-base venisse polarizzata direttamente, una frazione R dei portatori iniettati dal collettore nella base raggiungerebbe l'emettitore, contribuendo alla corrente totale dell'emettitore ($IE$). Il valore di R è generalmente piccolo, tipicamente dell'ordine di 0.5.

Regioni di Funzionamento del BJT

Un transistor BJT si dice operare nella regione attiva quando la giunzione base-emettitore è polarizzata direttamente e la giunzione base-collettore è contropolarizzata. In queste condizioni, il transistor agisce come un amplificatore.

Se la tensione di polarizzazione $V_{CB}$ viene portata a zero e successivamente invertita la sua polarità, la giunzione collettore-base passerà dalla regione di interdizione (blocco) alla regione di conduzione. In questo scenario, il primo termine nelle equazioni di Ebers-Moll non sarà più trascurabile, ma contribuirà significativamente alla corrente totale, con un segno opposto rispetto al secondo termine. Questo porta il transistor a operare in regioni diverse dal funzionamento attivo, come la saturazione.

Configurazioni Circuitale degli Amplificatori BJT

Il transistor è un dispositivo a tre terminali (emettitore, base, collettore). Nell'impiego come amplificatore, uno di questi tre terminali deve essere comune sia al circuito di ingresso che a quello di uscita, ovvero collegato a massa (o a un potenziale di riferimento). Esistono tre configurazioni circuitale fondamentali:

  1. Common Base (Base Comune): In questa configurazione, la base è collegata a massa. Il terminale di ingresso è l'emettitore e quello di uscita è il collettore (figura 4.4a). La tensione che si genera ai capi della resistenza di carico ($R_L$), se scelta correttamente, è molto maggiore della tensione di ingresso applicata all'emettitore. Pertanto, un transistor con base comune agisce principalmente come un amplificatore di tensione.

  2. Common Emitter (Emettitore Comune): Questa è la configurazione più utilizzata in quanto offre sia amplificazione di tensione che di corrente. Il terminale di ingresso è la base e quello di uscita è il collettore (figura 4.4b). Il generatore di tensione di ingresso ($VG$) polarizza la giunzione base-emettitore in modo simile alla configurazione a base comune. Tuttavia, in questo caso, il circuito di ingresso deve erogare solo la debole corrente di base ($IB$), che è significativamente più piccola della corrente di collettore ($I_C$). Un BJT in configurazione di emettitore comune è quindi un amplificatore di corrente con un fattore di amplificazione pari a $F$ (o $\beta$), oltre ad essere un amplificatore di tensione.

    Configurazioni circuitali del BJT: Common Base, Common Emitter, Common Collector

  3. Common Collector (Collettore Comune): In questa configurazione, il collettore è collegato a massa. Il terminale di ingresso è la base e quello di uscita è l'emettitore (figura 4.4c). La corrente che circola nella resistenza di carico ($RL$) è proporzionale alla corrente di base con un fattore di amplificazione pari a $F + 1$ (o $\beta + 1$). Il transistor BJT con collettore comune è quindi un amplificatore di corrente. L'amplificazione di tensione, invece, risulta leggermente inferiore a uno, poiché la tensione di uscita su $RL$ è la tensione di ingresso $V_G$ diminuita della frazione necessaria per polarizzare la giunzione base-emettitore. Questa configurazione è spesso utilizzata come buffer di impedenza.

Caratteristiche di Trasferimento e di Ingresso

Le curve caratteristiche di un BJT forniscono informazioni cruciali sul suo comportamento. La figura 4.5a descrive la corrente di collettore ($IC$) in funzione della tensione collettore-emettitore ($V{CE}$) e della corrente di base ($I_B$). Queste curve sono note come caratteristiche di uscita.

La figura 4.5b riporta la relazione tra la corrente di base ($IB$) e la tensione base-emettitore ($V{BE}$). Questo grafico esprime sia la caratteristica di ingresso $IB(V{BE})$ (relazione tra corrente di base e tensione base-emettitore) sia la caratteristica di trasferimento inverso $IB(V{CE})$ (relazione tra corrente di base e tensione collettore-emettitore, a $V{BE}$ costante). Il grafico contiene una sola curva per $IB(V{BE})$ perché, secondo le equazioni di Ebers-Moll, questa relazione è praticamente indipendente da $V{CE}$ nell'intera regione attiva. Si osserva una curva tipica di un diodo direttamente polarizzato, con la differenza che la corrente $I_B$ è solo una frazione della corrente totale attraverso la giunzione emettitore-base.

La curva più bassa, con $IB = 0$, corrisponde al transistor in stato di interdizione, ovvero spento. Le equazioni di Ebers-Moll prevedono che nella regione attiva, la corrente di collettore $IC$ dipenda principalmente dalla tensione $V{BE}$ (equazione 4.4) o dalla corrente $IB$ (equazione 4.6). Questo è evidente nel grafico della figura 4.5a, dove le curve per $I_B$ costanti, a destra della linea blu, sono approssimativamente rette parallele all'asse orizzontale.

Una descrizione più accurata del comportamento del BJT, che include effetti non lineari e dipendenze da parametri come la tensione $V_{CE}$, è riportata in figure successive e modelli circuitale più complessi.

Cos'è e come funziona il TRANSISTOR - Animazione 3D

Modelli Circuitale Lineari per Analisi di Piccoli Segnali

Per analizzare il comportamento del transistor in presenza di segnali di piccola ampiezza, si utilizzano modelli circuitale lineari. Questi modelli semplificano il comportamento non lineare del BJT in una regione operativa specifica, trattandolo come un insieme di componenti lineari (resistenze, generatori di tensione e corrente controllati).

La configurazione ad emettitore comune è particolarmente studiata per l'analisi di piccoli segnali. I generatori di corrente collegati alla base in figura 4.7a rappresentano i circuiti di polarizzazione che stabiliscono il "punto di lavoro" del transistor (punto Q), e la corrente di segnale $ib$ che si sovrappone alla corrente di polarizzazione $IB$. Il segnale di corrente $ib$ nel circuito di ingresso genera variazioni nella corrente di collettore ($ic$) e nella tensione collettore-emettitore ($v_{ce}$) nel circuito di uscita.

La tensione di ingresso $v{be}$, corrispondente alla corrente $ib$, può essere determinata utilizzando le caratteristiche di ingresso del transistor (figura 4.5b). L'utilizzo diretto delle equazioni di Ebers-Moll è conveniente solo per escursioni di segnale ampie, che portano il circuito in condizioni di non linearità significative, come nello studio dei circuiti di potenza.

Per l'analisi di piccoli segnali, si utilizzano modelli come il modello a parametri $h$ o il modello ibrido-pi. Questi modelli rappresentano il transistor come una rete a quattro terminali con parametri caratteristici che descrivono le relazioni tra tensioni e correnti ai suoi terminali. I parametri $h$ (come $h{ie}$, $h{fe}$, $h{oe}$, $h{re}$) sono derivati dalle caratteristiche misurate del transistor e sono comunemente utilizzati nelle schede tecniche. Il modello ibrido-pi, invece, si basa maggiormente sulla fisica del dispositivo e include parametri come la resistenza di ingresso $r{\pi}$, la transconduttanza $gm$, la resistenza di uscita $ro$ e la resistenza di transizione $rx$.

Ad esempio, nel modello a parametri $h$ per un transistor in configurazione emettitore comune, $h{ie}$ rappresenta la resistenza di ingresso (tensione base-emettitore per unità di corrente di base a $V{CE}$ costante), $h{fe}$ è il guadagno di corrente di piccolo segnale (corrente di collettore per unità di corrente di base a $V{CE}$ costante), $h{oe}$ è la conduttanza di uscita (corrente di collettore per unità di tensione collettore-emettitore a $IB$ costante), e $h{re}$ è il guadagno di tensione inverso (tensione base-emettitore per unità di tensione collettore-emettitore a $IB$ costante).

Modello ibrido-pi di un BJT

Effetti Fisici e Parametri del Transistor

Diversi effetti fisici influenzano il comportamento reale del transistor BJT, discostandosi dai modelli ideali. L'effetto Early descrive la dipendenza della corrente di collettore ($IC$) dalla tensione collettore-emettitore ($V{CE}$), anche nella regione attiva. Questa dipendenza è dovuta alla modulazione della lunghezza efficace della regione di base a causa delle variazioni del campo elettrico nella regione di svuotamento della giunzione collettore-base. L'effetto Early porta a una leggera pendenza delle curve caratteristiche di uscita, rappresentata dalla resistenza di uscita $ro$ o dal parametro $h{oe}$. La tensione di Early ($V_A$) è un parametro che caratterizza questo effetto.

Il guadagno di corrente $h_{fe}$ (spesso indicato anche come $\beta$ o $F$) non è una costante ideale, ma varia leggermente con la corrente di collettore e la temperatura. La sua dipendenza dalla corrente di collettore contribuisce alla non linearità del dispositivo.

In alta frequenza, la presenza di capacità parassite tra i terminali del transistor (capacità base-emettitore $C{be}$, capacità base-collettore $C{bc}$, capacità collettore-emettitore $C{ce}$) limita la larghezza di banda del dispositivo. Queste capacità introducono poli e zeri nella risposta in frequenza dell'amplificatore, determinando una frequenza di taglio ($fT$).

Polarizzazione e Stabilità del Punto di Lavoro

La corretta polarizzazione del transistor è fondamentale per garantirne il funzionamento desiderato, sia esso in regione attiva per amplificazione o in interdizione/saturazione per commutazione. Il punto di lavoro (o punto Q) è definito dalle correnti e tensioni continue che attraversano il transistor quando non è presente alcun segnale.

Diverse tecniche di polarizzazione sono utilizzate per stabilire questo punto di lavoro. La polarizzazione fissa (figura 4.9) utilizza una singola resistenza collegata alla base per fornire la corrente $I_B$. Tuttavia, questa configurazione è molto sensibile alle variazioni del parametro $F$ (guadagno di corrente) e della temperatura, portando a una scarsa stabilità del punto di lavoro.

La polarizzazione con partitore di tensione (figura 4.12a) migliora significativamente la stabilità. In questa configurazione, un partitore resistivo collegato alla base fornisce una tensione di base relativamente stabile, che a sua volta stabilizza la corrente di base e quindi la corrente di collettore. L'aggiunta di una resistenza in serie all'emettitore ($R_E$) fornisce feedback negativo, stabilizzando ulteriormente il punto di lavoro rispetto alle variazioni di $F$ e della temperatura.

La polarizzazione a quattro resistenze (figura 4.12b) è una configurazione ancora più robusta, che offre un'eccellente stabilità del punto di lavoro anche in presenza di ampie variazioni dei parametri del transistor e della temperatura. Questa configurazione utilizza due resistenze per il partitore di tensione sulla base e una resistenza aggiuntiva in serie all'emettitore.

La dispersione dei parametri dei transistor, come dimostrato nella figura 4.13 che mostra la distribuzione dei valori di $F$ per un campione di transistor 2N2222A, rende la progettazione di circuiti con punti di lavoro stabili una sfida. Per applicazioni critiche, può essere necessario selezionare i transistor con parametri simili o utilizzare circuiti di polarizzazione auto-regolanti.

Applicazioni dei Transistor BJT

I transistor BJT trovano impiego in una vasta gamma di applicazioni elettroniche:

  • Amplificatori: Sono ampiamente utilizzati negli stadi di amplificazione di segnali audio, radiofrequenza (RF) e strumentazione. Le configurazioni a emettitore comune, base comune e collettore comune vengono scelte in base ai requisiti specifici di guadagno di tensione, guadagno di corrente e impedenza di ingresso/uscita.
  • Circuiti di Commutazione: I BJT possono essere utilizzati come interruttori elettronici per controllare carichi come relè, motori o LED. Funzionando nelle regioni di interdizione (OFF) e saturazione (ON), possono gestire correnti e tensioni significativamente maggiori rispetto a quelle che li controllano.
  • Oscillatori: I transistor BJT sono componenti fondamentali in molti circuiti oscillatori, che generano segnali periodici a frequenze specifiche.
  • Regolatori di Tensione: Possono essere impiegati in circuiti regolatori di tensione per fornire una tensione di uscita stabile e indipendente dalle variazioni della tensione di ingresso o del carico.
  • Modulatori e Demodulatori: Nei sistemi di comunicazione, i BJT sono utilizzati nei circuiti di modulazione e demodulazione per codificare e decodificare informazioni su segnali portanti.

Diodi: Fondamenti e Funzionamento

Sebbene l'articolo si concentri sui transistor BJT, è importante menzionare i diodi, poiché la loro comprensione è fondamentale per capire il funzionamento dei transistor stessi. Un diodo è un componente elettronico a due terminali costituito da una singola giunzione PN.

  • Giunzione PN: Una giunzione PN si forma unendo un materiale semiconduttore di tipo P (con un eccesso di lacune) e uno di tipo N (con un eccesso di elettroni). Alla giunzione si forma una regione di svuotamento dove i portatori di carica liberi sono scarsi, creando una barriera di potenziale.
  • Polarizzazione Diretta: Quando una tensione viene applicata in modo che il terminale positivo sia collegato alla regione P e il terminale negativo alla regione N, la barriera di potenziale viene ridotta e la giunzione conduce corrente (principalmente elettroni che attraversano la giunzione e si ricombinano con le lacune).
  • Polarizzazione Inversa: Quando la polarità della tensione è invertita, la barriera di potenziale aumenta, bloccando efficacemente il flusso di corrente, ad eccezione di una piccola corrente di perdita dovuta ai portatori minoritari.

Questa proprietà unidirezionale del diodo è alla base di molte applicazioni, tra cui la rettificazione (conversione di corrente alternata in corrente continua), la protezione contro le inversioni di polarità e la formazione delle giunzioni all'interno dei transistor.

In sintesi, i transistor BJT, costruiti su principi simili a quelli dei diodi ma con una struttura più complessa a tre regioni, offrono capacità di amplificazione e commutazione che li rendono pilastri dell'elettronica moderna. La comprensione della loro struttura, del loro funzionamento, delle diverse configurazioni circuitali e dei modelli matematici è essenziale per la progettazione e l'analisi di circuiti elettronici complessi.

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