Ad oggi vi sono diversi tipi di psicoterapia. In molte occasioni, quando una persona prende coscienza di dover andare dallo psicologo, continua a mantenere certe idee erronee su cosa sia la psicoterapia. Spesso ha in mente la classica scena di un paziente sdraiato sul divanetto con il terapeuta dietro di lui che prende appunti. Il tipo di psicoterapia si differenzia in base alla teoria e alla pratica che lo psicoterapeuta utilizza nel suo lavoro. Nel corso di questo e dello scorso secolo si sono sviluppati moltissimi approcci teorici e pratici diversi, moltissimi punti di vista sull’uomo e sulla sua salute psicologica. L’elenco non vuole essere esaustivo, né vuole essere una classifica con il fine di individuare quale tra i vari orientamenti sia il migliore: tutti i tipi di psicoterapia possono essere efficaci se il professionista è competente e si crea una buona alleanza terapeutica.
La scelta di intraprendere una psicoterapia è un bel gesto di cura di sé. Esistono decine di orientamenti psicoterapeutici riconosciuti, ciascuno con un proprio quadro teorico e specifiche tecniche di intervento. Prima di esplorarli, è utile partire da una premessa: la psicoterapia è uno spazio protetto in cui, con il supporto di un professionista qualificato, è possibile esplorare le proprie difficoltà, comprenderne le radici e sviluppare nuove risorse per affrontarle. Le modalità di intervento sono diverse e riguardano i destinatari del percorso, non l'orientamento teorico del terapeuta. Le principali sono: la psicoterapia individuale, i percorsi psicoterapici di coppia, la psicoterapia familiare, le psicoterapie di gruppo. Ma il mondo degli approcci psicoterapeutici è ancora più vasto. Oggi esistono moltissimi tipi di terapia psicologica, ciascuno nato da specifiche correnti psicologiche e modelli teorici. Possiamo immaginare i vari orientamenti della psicoterapia come diverse "mappe" per esplorare la mente umana: ogni mappa offre una prospettiva unica, con strumenti e metodi propri. Nessuna è migliore o peggiore delle altre: ciascuna illumina aspetti diversi dell'esperienza umana. Esplorare le diverse tipologie di psicoterapia può sembrare come trovarsi di fronte a una lista infinita, e questo può generare un senso di smarrimento. È del tutto normale. L'elenco che segue non ha lo scopo di confondere, ma di offrire una panoramica della ricchezza e della varietà degli strumenti a disposizione.
La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale: Un Approccio Basato sul Pensiero
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (spesso abbreviata in CBT, dall'inglese Cognitive-Behavioral Therapy) è uno degli approcci più studiati e diffusi al mondo. Si basa su un principio chiaro: non sono gli eventi in sé a crearci sofferenza, ma il modo in cui li interpretiamo. Esiste un legame strettissimo tra i nostri pensieri, le emozioni che proviamo e i comportamenti che mettiamo in atto. Il mio approccio, la CBT lavora sulla premessa che il pensiero precede le emozioni: le difficoltà sono quindi risolvibili affrontando il modo in cui si pensa. Parte del processo CBT dipende dalla misurazione dei progressi in modo che da valutare i dati.
Il comportamentismo nacque agli inizi del XX secolo, dalla tradizione scientifica della psicologia sperimentale con l’intento di costruire una scienza psicologica che avesse caratteristiche di esattezza e obiettività. Con questo obiettivo operò un cambiamento nell'oggetto di studio della psicologia, spostando l'attenzione sul comportamento ossia sul complesso delle manifestazioni esteriori, direttamente osservabili, di un individuo e quindi valutabili. Successivamente venne arricchito con le riflessioni del cognitivismo, passando quindi da una attenzione esclusiva sul comportamento inteso secondo la struttura S-R (stimolo-risposta) ad una integrazione con aspetti cognitivi. Ciò portò alla definizione del modello S-O-R (stimolo-organismo-risposta) ed ai successivi approfondimenti ed elaborazioni. La psicoterapia cognitivo-comportamentale rappresenta quindi una posizione di sintesi degli approcci neocomportamentisti, della RET (Rational-Emotive Therapy) di Albert Ellis e della terapia cognitiva classica di Aaron Beck.
Tale psicoterapia si basa sul modello A-B-C in cui B (Behaviour) è il comportamento disfunzionale da modificare attraverso l’individuazione di A (Antecedente), cioè la situazione che dà origine allo stesso comportamento B. Altro elemento di analisi è C (Conseguente) cioè l'effetto che ottiene B, e che ha un valore di rinforzo sul comportamento B causando il mantenimento dello stesso, anche quando risulti problematico e causa di sofferenza. Approfondendo l’esame di questi fattori si può arrivare ad agire per modificare l’interpretazione degli eventi da parte del soggetto in modo da influire sul comportamento e sul vissuto personale. L'obiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è di ridurre la condotta inadeguata, facilitare una ristrutturazione cognitiva ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di gestione delle situazioni difficili. I percorsi di terapia mirano, tra l’altro, a:
- Ristrutturare credenze "false" o auto-lesionistiche
- Sviluppare l'abilità di parlare a se stessi in modo positivo
- Sviluppare la capacità di sostituzione di pensieri negativi
- Fornire conoscenze specifiche al paziente, che lo aiuteranno a fronteggiare le situazioni problematiche
Tra le diverse tecniche utilizzate nella CBT troviamo il rilassamento muscolare, la desensibilizzazione, la tecnica del diario, l’esposizione, la desensibilizzazione sistematica e l’attribuzione di compiti che il soggetto svolge al di fuori della seduta terapeutica. Questo tipo di psicoterapia si sviluppò a partire dagli studi di Albert Ellis e Aaron Beck, il quale postulò la cosiddetta triade cognitiva di Beck, notando come quelli che definì "pensieri automatici" influissero sul benessere psicologico della persona. La CBT ha una particolare affinità con il trattamento di disturbi come il DOC e il panico, ma la competenza del singolo terapeuta prevale sempre sull'etichetta dell'orientamento. In ambito cognitivo-comportamentale si sono sviluppati anche approcci più recenti, definiti come Terapie della terza onda, che integrano tecniche esperienziali e pratiche come la mindfulness. Tra questi troviamo ad esempio la Schema Therapy, la Dialectical Behavior Therapy (DBT), l'Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e la Compassion Focused Therapy (CFT). La CBT è particolarmente indicata per chi è pragmatico e cerca strumenti concreti e misurabili per affrontare le proprie difficoltà.

La Terapia della Gestalt: Vivere nel Qui e Ora
La terapia della Gestalt, un approccio psicoterapeutico sviluppato da Fredrick S. Perls negli anni ’40 e influenzato dalla psicologia della Gestalt, si tratta di una terapia che prende in considerazione l’intero individuo e si occupa degli ostacoli del suo funzionamento. L’approccio gestaltico ha la premessa di base che la vita accade nel presente, non nel passato o nel futuro, e che quando ci soffermiamo sul passato o fantastichiamo sul futuro non stiamo vivendo pienamente la vita. Vivendo nel presente siamo in grado di assumerci la responsabilità delle nostre azioni. Essere pienamente presenti nel qui e ora ci offre più energia e coraggio per vivere la vita direttamente.
La parola "Gestalt" deriva dalla lingua tedesca e non ha una traduzione precisa in italiano. Per definizione, una Gestalt è una configurazione fisica, biologica, simbolica o un modello di un elemento così unificato nel suo insieme che le sue proprietà non possono essere identificate da una semplice somma delle sue parti. La teoria della Gestalt, creata da Max Wertheimer quando ha fatto i suoi studi sulla percezione del movimento, è una scuola di pensiero che guarda alla mente umana e al comportamento nel suo insieme. Quando si cerca di dare un senso al mondo che ci circonda, la psicologia della Gestalt suggerisce che non ci concentriamo semplicemente su ogni piccola componente, in quanto le nostre menti tendono a percepire gli oggetti come parte di un insieme più grande e come elementi di sistemi più complessi. Questa scuola di psicologia ha svolto un ruolo importante nello sviluppo moderno dello studio della sensazione e della percezione umana.
I principi della Gestalt comunemente citati sono:
- Principio di similarità o somiglianza: È nella natura umana raggruppare cose simili insieme. Nella Gestalt, elementi simili sono raggruppati visivamente, indipendentemente dalla loro vicinanza l’uno all’altro. Possono essere raggruppati per colore, forma o dimensione.
- Principio del destino comune: Afferma che le persone raggrupperanno cose che puntano o si stanno muovendo nella stessa direzione.
- Principio di continuità di direzione (o della Curva Buona): Presuppone che l’occhio umano seguirà il percorso più agevole durante la visualizzazione delle linee, indipendentemente da come le linee sono state effettivamente disegnate.
- Principio di completamento o chiusura: È l’idea che il tuo cervello riempirà le parti mancanti di un disegno o di un’immagine per creare un tutto.
- Principio di prossimità o vicinanza: Si riferisce a quanto sono vicini gli elementi tra loro. Le relazioni di prossimità più forti sono quelle tra soggetti sovrapposti, ma anche il solo raggruppamento di oggetti in una singola area può avere un forte effetto di prossimità.
- Principio di contrasto (figura-sfondo): Sfrutta il modo in cui il cervello elabora lo spazio negativo. Il cervello distinguerà tra gli oggetti che considera in primo piano di un’immagine (la figura o punto focale) e lo sfondo (l’area su cui poggiano le figure). Un esempio classico è il Vaso di Rubin, dove si può percepire alternativamente un vaso o due profili umani.
- Principio dell’esperienza passata: Gli elementi tendono ad essere raggruppati insieme se erano spesso insieme nell’esperienza passata dell’osservatore.
- Legge della pregnanza (o della Buona Forma): La legge della simmetria e dell’ordine è anche conosciuta come prägnanz, la parola tedesca per “buona figura”.
La scuola di pensiero della Gestalt considerava il comportamento umano e la mente come un tutto completo. Wolfgang Kohler, uno dei suoi esponenti, descrisse la teoria della Gestalt in poche parole dicendo che “Il tutto è diverso dalla somma delle sue parti”. Nel 1912 Wertheimer scoprì il famoso fenomeno phi.
La terapia della Gestalt si concentra sull’insieme e sul lavoro sul passato nel presente. A causa della nostra naturale tendenza a creare gestalt, quelle non chiuse, chiamate affari incompiuti, possono essere un significativo drenaggio di energia, nonché un blocco sullo sviluppo futuro. Il terapeuta aiuta la persona, mediante tecniche e esercizi, a focalizzarsi sul momento presente, sulle sue convinzioni, emozioni e sensazioni fisiche che sta sperimentando nel qui-e-ora: il passato e il futuro sono presi in considerazione allorché influenzano il momento presente. L’obiettivo della terapia della Gestalt è lavorare sulla nostra autocoscienza in modo che possiamo risolvere i nostri problemi con maggiore sicurezza.

Confronto e Differenze Chiave tra CBT e Gestalt
Sebbene entrambi gli approcci mirino al benessere psicologico, le loro metodologie e focus sono distinti. La CBT è più strutturata, orientata al compito e focalizzata sull'identificazione e modifica di pensieri e comportamenti disfunzionali specifici che influenzano il presente. Si avvale di tecniche concrete e spesso assegna "compiti a casa" al paziente.
Al contrario, la Terapia della Gestalt pone un'enfasi maggiore sull'esperienza soggettiva del "qui e ora", sull'aumento della consapevolezza corporea ed emotiva e sull'integrazione delle diverse parti del sé. Il terapeuta gestaltico agisce più come un facilitatore empatico, incoraggiando l'esplorazione diretta dell'esperienza presente, piuttosto che l'analisi razionale dei pensieri. L'obiettivo è l'autoconsapevolezza e la capacità di vivere pienamente il momento presente, affrontando gli "affari incompiuti" che possono bloccare lo sviluppo.
Un altro punto di divergenza risiede nell'approccio al passato. Mentre la CBT può esplorare il passato per comprendere l'origine di schemi di pensiero attuali, il suo focus primario rimane il presente e il cambiamento comportamentale. La Gestalt, pur concentrandosi sul qui e ora, considera il passato come ciò che influenza il presente, esplorandolo attraverso il vissuto attuale del paziente.
Nella psicoterapia cognitivo-comportamentale, il processo terapeutico è spesso caratterizzato da un dialogo collaborativo, esercizi pratici e l'apprendimento di strategie concrete per gestire le difficoltà quotidiane. Il paziente ha un ruolo attivo e proattivo. La Terapia della Gestalt, invece, incoraggia l'esplorazione diretta dell'esperienza, l'espressione emotiva e la presa di coscienza attraverso tecniche esperienziali. L'individuo è visto come un insieme unico e indivisibile di mente e corpo, in costante relazione con l'ambiente.
Gestalt o Psicoanalisi? // la differenza degli approcci
La Relazione Terapeutica: Un Fattore Comune Fondamentale
Nonostante le differenze sostanziali negli approcci teorici e nelle tecniche, sia la CBT che la Gestalt pongono una grande importanza sulla relazione terapeutica. Diversi studi sull'efficacia della psicoterapia indicano che la qualità dell'alleanza terapeutica, tra terapeuta e cliente, sia fondamentale per il successo della psicoterapia. Questo aspetto va al di là della teoria di riferimento del professionista. La fiducia, l'empatia, l'accoglienza e la creazione di uno spazio sicuro sono elementi cruciali in entrambi gli orientamenti, poiché permettono al paziente di aprirsi, esplorare le proprie difficoltà e lavorare attivamente verso il cambiamento.
La scelta tra questi due approcci, o tra qualsiasi altro orientamento terapeutico, dovrebbe dipendere dalle esigenze personali, dal tipo di difficoltà che si stanno affrontando e dalla risonanza che il paziente sente con il terapeuta e con il suo modo di lavorare. Non esiste una psicoterapia "giusta" per tutti, ma un percorso che si adatti meglio alla singola persona. L'obiettivo di tutti i professionisti di questo ambito è quello di venire incontro al paziente, al di là dell’approccio di formazione che hanno scelto.
Altri Approcci Terapeutici Rilevanti
Il panorama psicoterapeutico è ricco e variegato, offrendo diverse lenti attraverso cui comprendere e affrontare il disagio umano. Oltre alla CBT e alla Gestalt, altri approcci significativi includono:
- Psicoanalisi e Psicoterapia Psicodinamica: Fondate sulle teorie di Freud e successive evoluzioni, queste terapie esplorano le dinamiche inconsce, i conflitti interni e le esperienze infantili per comprendere il comportamento attuale. L'interpretazione, la libera associazione e l'analisi del transfert sono strumenti chiave.
- Terapia Sistemico-Relazionale: Si concentra sulle dinamiche relazionali all'interno dei sistemi (famiglia, coppia, gruppo). Il sintomo di un individuo è visto come espressione di una difficoltà dell'intero sistema.
- Analisi Transazionale: Ideata da Eric Berne, analizza gli scambi interpersonali attraverso i concetti di Stati dell'Io (Genitore, Adulto, Bambino) per migliorare la comunicazione e le relazioni.
- Psicologia Analitica (Jung): Mira all'integrità dell'essere umano esplorando l'inconscio personale e collettivo (archetipi).
- Psicoterapia Adleriana: Si focalizza sull'esplorazione dei sentimenti di inadeguatezza e inferiorità legati alla storia familiare e ai difetti fisici.
- Terapia Centrata sul Cliente (Rogers): Enfatizza la capacità innata dell'individuo di affrontare le proprie difficoltà, con il terapeuta che offre un ascolto empatico e incondizionato.
- Schema Therapy: Si focalizza sugli schemi disfunzionali sviluppati nell'infanzia che influenzano il presente.
La scelta dell'orientamento terapeutico è un passo importante e personale. Comprendere le differenze tra i vari approcci può facilitare la ricerca del professionista e del percorso più adatti a promuovere il proprio benessere e la crescita personale.
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