Disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD) a Caserta: Comprendere, Affrontare e Trovare Supporto

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), conosciuto anche con l'acronimo inglese ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), rappresenta una condizione neuropsichiatrica che interessa un numero significativo di individui, manifestandosi prevalentemente nell'infanzia ma con la possibilità di persistere anche nell'età adulta. A Caserta e nella sua provincia, come in molte altre realtà, la comprensione e la gestione di questo disturbo sono diventate sempre più centrali per garantire il benessere e lo sviluppo ottimale delle persone colpite e delle loro famiglie. Questo articolo si propone di esplorare in profondità il disturbo, le sue manifestazioni, le strategie di intervento e le risorse disponibili nell'area casertana, con un'attenzione particolare al ruolo dello psicologo e dello psicoterapeuta.

Comprendere il Disturbo da Deficit di Attenzione (ADHD)

L'ADHD è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da un pattern persistente di disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento o lo sviluppo. È importante sottolineare che DDAI e ADHD sono in realtà la stessa condizione, semplicemente con nomi diversi che riflettono la traduzione italiana e l'acronimo inglese. Non si tratta di una mancanza di volontà o di intelligenza, bensì di una differenza nel modo in cui il cervello elabora le informazioni e regola il comportamento.

Le manifestazioni dell'ADHD si articolano principalmente in due aree sintomatologiche:

  • Disattenzione: Questo aspetto si manifesta attraverso difficoltà a mantenere l'attenzione su compiti o attività, distrazioni frequenti, incapacità di portare a termine progetti, tendenza a perdere oggetti necessari, dimenticanze nelle attività quotidiane e difficoltà nell'organizzarsi. Chi soffre di disattenzione può apparire "con la testa fra le nuvole", avere problemi a seguire le istruzioni e evitare compiti che richiedono uno sforzo mentale prolungato.
  • Iperattività-Impulsività: L'iperattività si traduce in un'eccessiva irrequietezza motoria, difficoltà a stare seduti quando richiesto, correre o arrampicarsi in situazioni inappropriate, e una sensazione di essere "sempre in movimento". L'impulsività, invece, si manifesta con difficoltà ad aspettare il proprio turno, interrompere gli altri, agire senza pensare alle conseguenze e prendere decisioni affrettate.

È fondamentale riconoscere che l'ADHD si presenta in diverse forme e con intensità variabili. Alcuni individui manifestano prevalentemente sintomi di disattenzione, altri prevalentemente iperattività-impulsività, mentre molti presentano una combinazione di entrambi. La diagnosi è complessa e richiede una valutazione approfondita da parte di professionisti qualificati.

Diagramma che illustra le tre presentazioni dell'ADHD: disattenta, iperattiva/impulsiva e combinata.

Il Ruolo dello Psicologo e dello Psicoterapeuta nella Gestione dell'ADHD

Lo psicologo e lo psicoterapeuta giocano un ruolo cruciale nel percorso di diagnosi, trattamento e supporto per le persone con ADHD. Lo psicologo, grazie alle sue specifiche conoscenze sul funzionamento umano, mette a disposizione la sua professionalità per aiutare chi presenta problematiche che provocano sofferenza, chi sente il bisogno di migliorare la propria capacità di comprendere se stesso e gli altri, e affrontare le sfide della vita con consapevolezza ed efficacia.

Per conoscere e comprendere come funziona il paziente, e per ottenere informazioni sulla natura e le cause del suo problema, lo psicologo utilizza diversi strumenti. Il colloquio psicologico è sicuramente lo strumento più importante e utile, ma può anche utilizzare questionari, scale e test per integrare e completare le informazioni raccolte durante i colloqui. In questo modo può meglio valutare la presenza e l’intensità di alcuni sintomi (ansia, depressione, disregolazione emotiva, etc..), ma anche specifiche caratteristiche di personalità. In ambito clinico, la diagnosi del paziente non è un’etichetta, ma un quadro del suo specifico funzionamento, a partire dal quale, si può strutturare uno specifico piano di intervento, per aiutare il paziente a ridurre la sofferenza e soddisfare i propri bisogni.

Lo psicoterapeuta, invece, è uno psicologo (o medico) che ha completato una specifica formazione, della durata minima di quattro anni, presso una delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia riconosciute dal MIUR. Gli psicologi che hanno terminato la formazione come psicoterapeuti vengono annotati sull'Albo dell'esercizio dell'attività psicoterapeutica dell’Ordine degli Psicologi. Come cita l’art. 5 del Codice Deontologico, lo Psicologo/Psicoterapeuta dovrà usare solo gli strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito un’adeguata competenza, e su cui continua a formarsi ed aggiornarsi.

La relazione terapeutica è fondamentale. Lo psicologo/psicoterapeuta e i suoi pazienti non sono amici. Rivolgersi a un professionista non è come fare una chiacchierata, o “sfogarsi” con un amico. Tra lo Psicologo/Psicoterapeuta e il paziente si crea una specifica e fondamentale relazione, di tipo terapeutico appunto, che per quanto possa essere solida e empatica, è diversa da qualsiasi relazione amicale o intima. È necessario definire la giusta distanza emotiva, che consenta allo Psicologo/Psicoterapeuta di rimanere obiettivo, senza tutelare interessi sentimentali propri o di altri. È necessario inoltre che lo Psicologo/Psicoterapeuta e i suoi pazienti non siano coinvolti in rapporti affettivo-sentimentali, evitando così la confusione dei ruoli o di nuocere al rapporto professionale. Come cita l’art. 28 del Codice Deontologico, lo psicologo ha il dovere di evitare commistioni tra ruolo professionale e vita privata.

È importante affrontare anche la questione della veridicità nel percorso terapeutico. Piuttosto che chiedersi se uno psicoterapeuta può riconoscere quando il paziente mente, è importante chiedersi perché il paziente potrebbe mentire al terapeuta. Lo studio dello psicoterapeuta non è un’aula di tribunale, in cui un giudice ascolta una deposizione e cerca di accertare i fatti. Tuttavia è molto frequente che i pazienti abbiano difficoltà a raccontarsi completamente e in modo autentico, o si possano sentire giudicati o imbarazzati. Alcune esperienze di vita, inoltre, possono essere accompagnate da emozioni molto intense, su cui il paziente può non essere pronto a lavorare, o prova forte disagio ogni volta che ci si avvicina. È normale! Il terapeuta attento, coglie le omissioni e i tentativi spesso automatici di spostare l’attenzione su altri argomenti, o la tendenza del paziente a costruire teorie generali sui suoi problemi. Lo psicoterapeuta è interessato a comprendere il funzionamento del suo paziente e ad essergli d’aiuto, non a giudicarlo!

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Strategie di Intervento e Supporto

La gestione dell'ADHD richiede un approccio multimodale che integra diverse strategie di intervento, adattate alle specifiche esigenze dell'individuo. Tra le principali strategie troviamo:

  1. Terapia Comportamentale: Questa forma di terapia si concentra sul modificare comportamenti problematici attraverso rinforzi positivi e tecniche di gestione del comportamento. L'obiettivo è insegnare strategie per migliorare l'autocontrollo, l'organizzazione e la gestione delle emozioni.
  2. Educazione e Supporto Familiare: Coinvolgere la famiglia nel processo terapeutico è fondamentale. I genitori e i caregiver vengono supportati nell'acquisire una maggiore comprensione dell'ADHD, imparando strategie efficaci per gestire i comportamenti problematici a casa e promuovere un ambiente supportivo.
  3. Interventi Scolastici: Collaborare con le scuole per implementare piani educativi personalizzati (PEP) può essere molto utile. Questi piani possono includere accomodamenti come posti a sedere preferenziali, pause frequenti, istruzioni chiare e suddivise, e supporto aggiuntivo per lo svolgimento dei compiti.

La terapia cognitiva, in particolare, si configura come un intervento che, pur potendo essere breve, non ha una durata prestabilita. La durata può infatti dipendere da alcuni fattori, come il tipo di problema presentato dal paziente, gli obiettivi terapeutici, e soprattutto dal suo impegno durante il percorso di psicoterapia. In una prima fase può essere fondamentale programmare sedute settimanali. Successivamente è possibile anche programmare sedute bisettimanali o mensili, in base ai risultati raggiunti e alle esigenze del paziente.

Professionisti dell'ADHD a Caserta e Dintorni

La provincia di Caserta offre una rete di professionisti qualificati che si dedicano al supporto di persone con ADHD e disturbi correlati. Tra questi, spiccano psicologi, psicoterapeuti e neuropsicologi con specifiche competenze nell'età evolutiva e nei disturbi del neurosviluppo.

L'AIDAI-ONLUS Sede Regione Campania, nata a Caserta nel settembre del 2015, rappresenta un esempio di realtà dedicata alla riabilitazione, formazione e ricerca nell’ambito dell’ADHD e delle patologie correlate. Questo gruppo di professionisti si impegna a fornire un sostegno concreto a bambini, adolescenti e adulti, offrendo percorsi personalizzati.

Diversi professionisti operano sul territorio casertano, offrendo sia terapie presenziali che online, per garantire flessibilità e accessibilità. Alcuni di questi professionisti includono:

  • Dott.ssa Laura Spiezia: Psicologa Clinica e dell'Età Evolutiva, Psicomotricista, che offre percorsi terapeutici individualizzati.
  • Dott. Mario Langastro: Psicologo del settore neuropsicologico, socio SPAN, esperto in valutazione e intervento per disturbi neuropsichiatrici.
  • Dott.ssa Federica Caldirola: Psicologa clinica e dello sviluppo, psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo-comportamentale, socia ordinaria a CBT Italia.
  • Dott.ssa Bernardini Gaia: Psicologa ad orientamento Cognitivo Comportamentale, iscritta all'Albo A dell'Ordine degli Psicologi Regione Campania.
  • Dott.ssa Elisa Paucecch: Psicologa e Psicoterapeuta in Psicoterapia Strutturale Integrata ad indirizzo Fenomenologico Esistenziale.
  • Dott. Francesco Ferraiuolo: Psicologo e Neuropsicologo regolarmente iscritto all'albo degli Psicologi della Regione Campania.
  • Barbara Rauso: Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, formatasi presso l'Istituto A. T. Beck di Caserta.
  • Dottor Alessio Iodice: Psicologo Clinico e Psicoterapeuta Analista Transazionale.
  • Dott. Andrea Bertamino: Psicologo Clinico ad orientamento Psicoanalitico, esperto in disturbi d'ansia, depressione, disturbi di personalità.

Questi professionisti, e molti altri presenti sul territorio, offrono una gamma di servizi che vanno dalla valutazione diagnostica alla psicoterapia, dal supporto familiare alla consulenza scolastica. La possibilità di ricevere terapie anche online amplia ulteriormente l'accesso a questi importanti servizi.

È importante notare che per accedere a determinate prestazioni specialistiche, come quelle erogate da strutture sanitarie pubbliche, è possibile utilizzare il servizio di prenotazione on line "Campania in Salute", disponibile 24h/24h da smartphone o da tablet connessi ad internet. Tuttavia, è bene ricordare che dal primo agosto al 31 agosto le impegnative di visita di controllo per ambulatori specialistici, di telemedicina e di colloqui psicologici non vengono prese in carico. Il servizio di prenotazione interna riprende regolarmente il 1° Settembre.

Aspetti Correlati e Approfondimenti

La comprensione dell'ADHD si arricchisce con l'esplorazione di concetti affini e aree di ricerca emergenti. La neuroplasticità, ad esempio, è oggi riconosciuta come uno dei concetti cardine delle neuroscienze moderne. La capacità del cervello di modificarsi strutturalmente e funzionalmente in risposta all’esperienza ha rivoluzionato la comprensione del comportamento umano e delle possibilità terapeutiche. Nel contesto dell'ADHD, la neuroplasticità suggerisce che interventi mirati possono favorire lo sviluppo di nuove connessioni neurali e migliorare le funzioni cognitive e comportamentali.

Un altro aspetto rilevante riguarda l'intersezione tra ADHD e altre condizioni psicologiche. Ad esempio, la disregolazione emotiva in adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti che richiede capacità di adattamento e di regolazione delle emozioni. L'ADHD può esacerbare queste difficoltà, rendendo fondamentale un supporto mirato. Similmente, l'approfondimento sull'incuria emotiva evidenzia come l'adeguata attenzione emotiva durante l'infanzia sia cruciale per lo sviluppo sano del bambino, e come la sua carenza possa avere ripercussioni significative.

Infine, in alcuni casi, l'ADHD può coesistere con altri disturbi, come i disturbi di personalità. Un disturbo di personalità è caratterizzato da un insieme stabile, abituale, rigido e pervasivo di modi di percepire se stessi, gli altri e le esperienze, che si manifestano almeno a partire dall’adolescenza o nella prima età adulta. La persona con un disturbo di personalità ha profonde difficoltà nella gestione delle emozioni, nel controllo degli impulsi e nelle relazioni interpersonali, che causano profonda sofferenza e compromettono fortemente il funzionamento sociale, familiare e lavorativo.

Affrontare l'ADHD richiede un approccio olistico che consideri non solo i sintomi specifici del disturbo, ma anche le sue implicazioni per la vita quotidiana, le relazioni interpersonali e il benessere generale dell'individuo. La collaborazione tra professionisti, famiglie e istituzioni è essenziale per creare un ecosistema di supporto efficace per le persone con ADHD a Caserta e oltre.

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