Psicoanalisi Telematica Anonima: Esplorazioni nel Setting Virtuale

L'avvento di strumenti tecnologici sempre più sofisticati ha aperto nuove frontiere nella pratica clinica, portando la psicoanalisi a confrontarsi con la possibilità di un setting telematico. Sebbene in passato la discussione sull'efficacia della psicoanalisi online fosse circoscritta e legata a condizioni cliniche specifiche o a impossibilità logistiche, la recente pandemia da SARS-CoV-2 ha impresso una spinta senza precedenti all'adozione e alla riflessione su questo approccio. Questo evento epocale ci ha costretti a rivalutare la natura stessa della relazione terapeutica, le sue modalità e i suoi limiti, ridefinendo i confini tra il "presenza" e il "virtuale".

L'Impatto della Pandemia e la Nascita del "Terremotato Digitale"

La pandemia da SARS-CoV-2 ha agito come un potente catalizzatore, riportandoci "con i piedi per terra" e costringendoci a vivere in "tende da campo", metafora efficace utilizzata da Bolognini (2020) per descrivere la nostra condizione attuale. L'epidemia ha modificato profondamente la storia e i costumi dell'umanità, incidendo nella vita di intere generazioni con modalità inedite per la sua dimensione globale e la virulenza del contagio. Se da un lato la tecnologia ci ha fornito strumenti di conoscenza e comunicazione senza precedenti, dall'altro la semplice affermazione "sono positivo" ha rivelato la vulnerabilità umana e l'angoscia di fronte a una minaccia mortale. Questo scenario ha reso estremamente attuale il concetto freudiano di "perturbante" (Freud, 1919), dove il familiare, come la socializzazione, può trasformarsi nel veicolo del "pericoloso estraneo", il virus.

Le misure di contrasto alla pandemia - vaccinazioni, cure mediche e restrizioni sociali come distanziamento, mascherine e confinamento - hanno inevitabilmente portato a un maggiore utilizzo della tecnologia digitale. La generazione degli immigrati nel digitale, meno avvezza rispetto ai nativi digitali, ha dovuto adattarsi rapidamente, spesso trovandosi in una condizione di disorientamento. Questo cambiamento ha imposto una riflessione necessaria: come hanno reagito e stanno reagendo gli adolescenti a questi trattamenti online imposti dall'epidemia?

Adolescenti che utilizzano dispositivi digitali

Adolescenti e la Sfida del Digitale: Tra Addiction e Risorsa

Prima della pandemia, non era raro ricevere richieste di consulenza per dipendenza da video, cellulari e PC da parte di genitori preoccupati per i propri figli adolescenti immersi nei social media. Spesso, in questi casi, erano i genitori stessi a necessitare di supporto. Con l'avvento dell'epidemia e le restrizioni sociali, il dispositivo digitale è diventato una risorsa fondamentale. Gli adolescenti si sono spesso trasformati in "consulenti" per gli adulti nell'uso dei social e dei programmi di chiamata, dimostrando una notevole capacità di adattamento. L'utilizzo dello strumento digitale è diventato indispensabile sia per superare l'isolamento, sia per lo studio (DAD) e lo svago.

Tuttavia, è fondamentale operare una distinzione tra la terapia online in generale e quella imposta dalle restrizioni epidemiche. Il trattamento online, in passato, era considerato solo in casi di necessità - ad esempio, pazienti impossibilitati a raggiungere lo studio per motivi di trasferimento o condizioni cliniche particolari come ricoveri - ma raramente come scelta preferenziale. La spinta impressa dalla pandemia ha aperto importanti spazi di riflessione, come evidenziato da numerosi studi e webinar dedicati (Anastasia, Goisis, 2020; Ungar, 2020; SPIweb, 2020; Webinar IPA post-Covid 2020).

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Psicoterapia Online: "Remoto" vs. "Virtuale" e il Valore della Relazione

Nella psicoterapia online, vengono spesso utilizzati i termini "remoto" e "virtuale". Il termine "remoto" si oppone a "in presenza" e descrive l'essere lontani nello spazio. Il termine "virtuale", derivante dal latino "virtualis" (in potenza), viene a volte utilizzato in opposizione al trattamento "reale" o "effettivo". Tuttavia, è importante sottolineare che il trattamento online, pur presentando caratteristiche diverse dal setting in presenza, non può essere considerato "virtuale" nel senso di "meno reale" o privo di azione clinica. Anzi, in alcuni casi, può offrire valide occasioni terapeutiche.

È vero che il trattamento di persona offre una qualità sensoriale - come la condivisione della stanza e l'organizzazione del setting - utile ai fini terapeutici. Tuttavia, la potenzialità del remoto è esemplificata da vignette circolate sui social, dove paziente e analista dialogano tramite cellulare pur trovandosi nello stesso luogo, suggerendo un differente modo di comunicare. Le sedute online possono quindi permettere l'accesso a una differente modalità di relazione e conoscenza, con implicazioni transferali e controtransferali specifiche da studiare caso per caso. È ipotizzabile che la modalità online manterrà la sua efficacia per alcune situazioni cliniche specifiche anche nel periodo post-epidemia.

Casi Clinici Emblematici: Superare le Distanze Geografiche e le Angosce

Esempi concreti illustrano la validità del trattamento online. Pazienti per i quali la distanza geografica rappresenta un ostacolo insormontabile possono beneficiare di sedute a distanza. Pazienti con dismorfofobie, ad esempio, possono trovare sollievo dall'angoscia dell'incontro "fisico" in un setting online. Alice, 18 anni, in epoca pre-Covid, ha potuto usufruire dell'analisi a distanza a causa di una seria anoressia che rendeva impossibile il trattamento in presenza. Allo stesso modo, Roberto, 13 anni, in trattamento per un grave lutto, ha potuto proseguire le sedute anche dopo un trasferimento familiare in un'altra città.

Il Setting Online: Adattamento, Contenimento e Nuove Dinamiche

Winnicott (1964) ha sottolineato l'importanza del setting come cornice indispensabile per analizzare le "richieste imponenti" portate dal paziente. Pellizzari (2006) evidenzia come il setting garantisca le condizioni per osservare e interpretare l'inconscio. L'avvio di un trattamento, specialmente con gli adolescenti, può richiedere allo psicoanalista una notevole capacità di adattamento alle irruzioni fisiche del paziente nella stanza d'analisi - silenzio immobile, movimenti bruschi, rumori, odori e profumi. Queste modalità possono essere veicolate anche dall'uso quasi protesico degli strumenti tecnologici (Preta, 2007), sollecitando l'analista a un lavoro di significazione simbolica e di gestione del controtransfert.

Nel trattamento online dell'adolescente, l'analista è chiamato a una differente funzione di "contenitore" e "garante" del setting. Non è raro che sia il paziente a intervenire in caso di problemi tecnici, come nel caso di Luca, 15 anni, che di fronte a problemi di connessione ha detto all'analista: "Non ti preoccupare, ci penso io, proviamo con Google Meet, ti insegno". L'adesione alle regole del setting online richiede un adattamento analogo da parte dell'adolescente, che deve essere preparato a possibili fallimenti tecnici e a una delicata fase di "intake".

Schema che illustra il setting online

L'Intake Online: Una Sfida per la Fiducia e la Competenza

Avviare una terapia online senza almeno un incontro preliminare in presenza è difficile, sebbene non impossibile. L'intake con l'adolescente è spesso un "esame" delle competenze dell'analista sul suo mondo (gioco, sport, musica, rapporti, linguaggio), della sua "location" (luogo e stanza d'analisi) e della sua disponibilità temporale. La stanza d'analisi, nel transfert, può diventare oggetto di attacchi. Nel trattamento online, l'analista può essere messo alla prova sul versante "tecnologico". Giulia, 17 anni, chiede la condivisione dello schermo per mostrare l'immagine di un personaggio di un film. Questa richiesta mette alla prova la capacità dell'analista di gestire il programma, proteggere la privacy e, soprattutto, connettersi con il mondo interno della paziente.

Nel setting online, l'analista non è più l'unico garante della privacy del paziente. Anche il paziente deve attivarsi per tutelare il setting, e la sua eventuale mancanza di impegno in tal senso diventa oggetto di interpretazione.

L'Impatto del "Tsunami Digitale": Analisi e Riflessioni

L'arrivo del Covid è stato paragonato all'arrivo di uno tsunami (Sarno, 2020), un'onda distruttiva che compare in una condizione climatica apparentemente serena, introducendo il tema del perturbante e del familiare che diventa alieno. Paolo, sedici anni, ha descritto l'esperienza vissuta come un "casino", un "no tzunami", evidenziando la violenza dell'evento.

Nel gennaio 2020, il clima sociale in Italia era relativamente sereno, e l'epidemia di Wuhan sembrava lontana. Le ipotesi sulla sua origine circolavano, ma il clima generale era "disteso". Gli adolescenti proseguivano le loro psicoterapie in presenza, affrontando le usuali difficoltà legate allo studio, alla socializzazione, ai disturbi del comportamento, al consumo di sostanze e alla dipendenza da smartphone. All'inizio dell'epidemia, molti pazienti adolescenti hanno mostrato indifferenza o negazione, a volte influenzati da minimizzazioni da parte di figure pubbliche.

Quando il virus si è diffuso drammaticamente, l'intera collettività si è resa conto della gravità della situazione. Nella diagnosi dell'adolescente, la capacità di preoccuparsi in modo responsabile (Winnicott, 1963) e di esaminare la realtà è una variabile rilevante. Lo spettacolo sociale dell'esplosione della pandemia ha generato smarrimento. Tuttavia, gli adolescenti hanno affrontato il primo lockdown senza che il "mondo adulto" prendesse pienamente in considerazione le loro difficoltà nel mantenere la socializzazione, lo sport e la frequentazione scolastica, o la possibilità di vaccinarli.

Immagine simbolica di uno tsunami digitale

La Psicoanalisi Online: Efficacia, Limiti e Prospettive Future

La domanda centrale rimane: la psicoterapia online è efficace? O è preferibile optare per il metodo classico in presenza? Il lavoro da remoto, le riunioni in modalità video e gli incontri online hanno preso piede a causa di ragioni sanitarie, spingendo la comunità professionale degli psicologi e psicoterapeuti italiani ad adeguarsi. In altre parti del mondo, la "telepsicologia" è già una realtà consolidata.

Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato l'efficacia della psicoterapia online, con risultati incoraggianti, soprattutto per approcci come quello cognitivo-comportamentale. Uno studio condotto da APC nella primavera del 2020 su 184 pazienti italiani ha rivelato una generale soddisfazione dei partecipanti che hanno aderito alla modalità da remoto, pur esprimendo il desiderio di riprendere in presenza appena possibile.

Non è proficuo cercare una precisa equivalenza tra percorsi tradizionali e quelli online. È piuttosto necessario comprendere le peculiarità di interventi che si svolgono in setting differenti. La psicoanalisi online non dovrebbe essere intesa come una semplice simulazione di quella tradizionale.

Il Valore della "Parola Incarnata" nel Setting Virtuale

Giuseppe Craparo, nel suo testo, sottolinea come la pratica psicoanalitica sia una pratica dell'incertezza (Craparo, 2015). Egli delinea le differenze tecniche tra psicoanalisi e psicoterapie psicoanalitiche, facendo dialogare diversi autori. Successivamente, si interroga sull'online e sulla realtà virtuale, focalizzandosi sulla parola "Corpo". Sebbene il corpo sia assente nello spazio condiviso, analista e paziente sono presenti in una relazione "incarnata". La "parola è incarnata" (p. 48), e questa dimensione si articola attraverso casi clinici, dimostrando come la relazione terapeutica, anche a distanza, sia un'esperienza vissuta.

Il distanziamento sociale ha costretto terapeuti e pazienti ad adattarsi, rendendo comuni i colloqui psicologici e le sedute online. Molte persone scelgono questa opzione per non interrompere percorsi terapeutici o per trovare supporto nella gestione di ansia e stress. La consulenza psicologica online si rivela utile per contenere l'ansia e dare continuità alle cure. Il contatto visivo può rimanere sostanzialmente immutato, e gli elementi fondamentali della relazione terapeutica possono essere garantiti anche online, a patto di assicurare un contesto adeguato e simile al setting tradizionale.

Accortezze per un Setting Online Efficace

Per mantenere la qualità delle sedute invariata, è necessario porre attenzione ad alcuni aspetti organizzativi: precisione nell'appuntamento e un contesto tranquillo che garantisca assenza di interruzioni e privacy. Come nel contatto personale, il primo approccio avviene spesso al telefono, seguito dalla compilazione dei moduli per privacy e consenso.

È importante notare che il termine "virtuale", nel suo significato etimologico latino di "potenzialità", non implica una diminuzione di realtà. Le relazioni interpersonali "virtuali" (chat, social) hanno spesso effetti concretissimi e reali. La tecnologia è già entrata a far parte della relazione con il paziente, basti pensare all'uso della messaggistica istantanea per comunicazioni pratiche. Il setting, pur differente, resta affettivo e contenitivo, poiché la sua efficacia dipende dalle capacità delle persone di entrare in sintonia, più che dall'ambiente fisico.

Il Futuro della Psicoanalisi: Un Ponte tra Presenza e Virtuale

La psicoanalisi online non va intesa come una semplice simulazione di quella tradizionale, ma come una modalità specifica con le sue peculiarità. L'Ordine degli Psicologi ha stabilito linee guida per la psicoterapia online, suggerendo di privilegiare incontri preliminari in presenza, sebbene la distanza fisica possa talvolta impedirlo.

La capacità di comprensione, il livello di attenzione, la percezione di sicurezza del paziente e la formazione specifica del terapeuta sono elementi cruciali per il successo del trattamento online. Superare le limitazioni sensoriali e relazionali richiede un'attenzione particolare all'immaginazione e al simbolismo. Le immagini che contano nel setting telematico sono quelle che si producono nella mente, frutto di rappresentazioni e di un processo di mentalizzazione dell'altro.

La psicoanalisi, nel suo continuo evolversi, si apre a nuove possibilità. L'anonimato nella psicoanalisi telematica, sebbene non esplicitamente trattato come tema centrale in questo testo, rappresenta una potenziale area di indagine, legata alla privacy e alla riservatezza che la tecnologia può offrire. La sfida futura sarà quella di integrare le potenzialità del digitale con la profonda comprensione della mente umana che la psicoanalisi ha sviluppato nel corso del tempo, creando un ponte tra la presenza fisica e la connessione virtuale, per rispondere alle più svariate esigenze terapeutiche in un mondo in continua trasformazione.

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