La demenza, e in particolare la malattia di Alzheimer, rappresenta una sfida crescente per le famiglie e per la società nel suo complesso. Troppo spesso, chi riceve una diagnosi si trova a dover affrontare la malattia in solitudine, con difficoltà nell’accesso ai servizi e nel reperire informazioni affidabili. In questo contesto, progetti innovativi come "Teseo - Fragilità e demenze in una comunità che cura" si pongono come un faro di speranza, offrendo supporto concreto e personalizzato a chi vive con queste patologie e ai loro caregiver. Promosso dalla Fondazione Don Gnocchi, capofila di un consorzio che include Airalzh Onlus, Associazione per la Ricerca Sociale, Caritas Ambrosiana e Sociosfera Onlus, il progetto Teseo ha già preso in carico oltre 600 persone tra anziani e caregiver nella città di Milano, dimostrando l'efficacia di un approccio integrato e collaborativo.

Un Supporto Concreto per una Sfida Sociale
Milano, con oltre 300.000 residenti ultra 65enni, affronta una realtà significativa di anziani con demenza, stimati in almeno 25.000 solo in città, e 200.000 in Lombardia. A questi si aggiungono circa 77.000 anziani non autosufficienti, di cui ben il 70% assistito da caregiver familiari. La restante parte beneficia del supporto di badanti o è ospitata in strutture residenziali. Queste cifre, in costante crescita, sottolineano l'urgenza di creare reti di sostegno efficaci. Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ha evidenziato come la demenza non sia una mera patologia sanitaria, ma una vera e propria sfida sociale che richiede l'impegno di tutta la comunità. La solitudine, purtroppo, accentua una situazione già critica per molti.
Il progetto Teseo risponde a questa esigenza attraverso strumenti pratici e facilmente accessibili, progettati per offrire risposte rapide e mirate. Tra le ultime novità, spiccano due guide fondamentali: "Vivere Bene con la tua malattia" per i pazienti e "Prendersi cura di una persona con demenza" per i caregiver. Queste guide, frutto di un lavoro di adattamento di materiali realizzati dall’Alzheimer's Society inglese, sono state pensate per essere consultate in base alle specifiche necessità del momento, evitando la necessità di una lettura lineare e complessa. L'obiettivo è che diventino un punto di riferimento concreto per chi convive con la demenza.
La Centrale Operativa: Un Punto di Ascolto e Accoglienza Umana
Uno degli strumenti più innovativi del progetto Teseo è la Centrale Operativa. Questo punto di primo ascolto e accoglienza è fondamentale per offrire alle famiglie un supporto personalizzato da parte di operatori esperti. "La Centrale Operativa non è solo un servizio, ma un punto di contatto umano. Non lasciamo le famiglie sole nel loro percorso, ma le accompagniamo, passo dopo passo," spiega Emanuele Tomasini, psicologo e neuropsicologo della Fondazione Don Gnocchi e referente clinico del progetto. Il numero di segnalazioni e casi presi in carico è cresciuto costantemente, superando già le 600 persone.
L'approccio innovativo di Teseo, la sua capacità di creare connessioni concrete tra servizi, famiglie e istituzioni, e la sua rete di supporto, lo hanno affermato come un modello di riferimento nel territorio milanese. La sua esperienza dimostra che un sistema di cura più accessibile e integrato è possibile, rendendo il progetto replicabile in altri comuni italiani. L'obiettivo è garantire un'assistenza più vicina, efficace e umana, abbattendo lo stigma della demenza e promuovendo una comunità più attenta e solidale, dove malato e famiglia non siano mai lasciati soli.
Informasalute 07/12/2016 - Come assistere un familiare affetto da demenza senile
Il Caregiver Familiare: Un Ruolo Cruciale e Spesso Ignorato
Prendersi cura di una persona con demenza è un'esperienza complessa, spesso segnata da fatica, incertezza e solitudine. Per molti caregiver familiari, la quotidianità richiede non solo impegno fisico e organizzativo, ma anche un grande sforzo emotivo. Le testimonianze raccolte evidenziano la forza della relazione come valore comune, con un forte apprezzamento per il progetto Teseo, riconosciuto come un supporto concreto e umano in un momento delicato della vita.
La richiesta più ricorrente da parte dei caregiver riguarda la necessità di formazione specifica per gestire le situazioni complesse e di un sostegno costante per affrontare la fatica mentale e fisica del lavoro assistenziale. È fondamentale che la famiglia, inclusi bambini e ragazzi, venga supportata nel comprendere la patologia e le sue conseguenze. I bambini e i ragazzi, in particolare, necessitano di tempo e di un aiuto per elaborare la notizia e comprendere la malattia di un proprio caro, con indicazioni chiare su chi debba comunicare cosa e quando.
Innovazione e Ricerca per un Supporto Migliorato
La sfida della demenza è amplificata dalla sua crescente incidenza in Italia, con circa 1,2 milioni di persone affette da una forma di demenza, cifra destinata ad aumentare. I caregiver, spesso figure invisibili nella società, svolgono un ruolo vitale nell'assistenza, ma frequentemente non ricevono il supporto adeguato. L'IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, da sempre impegnato nell'assistenza e formazione, ha integrato negli ultimi anni tecnologie all'avanguardia, come la telemedicina, per rendere il supporto più accessibile e innovativo.
Un'iniziativa promettente è il progetto pilota ideato dalla Dott.ssa Cristina Festari, psicologa e ricercatrice, finanziato dall’Alzheimer's Association. Questo progetto combina la psicoeducazione con la realtà virtuale (VR) per migliorare il supporto ai caregiver. La psicoeducazione fornisce informazioni cruciali sulla malattia, la sua evoluzione e le implicazioni quotidiane, aiutando i caregiver a sviluppare strategie pratiche. L'introduzione della realtà virtuale permette ai caregiver di vivere in prima persona i sintomi tipici di un paziente con demenza di Alzheimer, aumentando l'empatia e la comprensione delle difficoltà affrontate dai malati.

I risultati del progetto pilota che ha combinato psicoeducazione e realtà virtuale sono stati estremamente positivi, con una significativa riduzione dello stress percepito e una maggiore fiducia nella gestione quotidiana della malattia da parte dei partecipanti. I benefici si sono dimostrati duraturi nel tempo, rimanendo evidenti anche a distanza di due mesi dalla conclusione dell'intervento. Questo approccio innovativo, replicabile a livello nazionale e internazionale, rappresenta un passo importante verso una società più consapevole e sensibile alle difficoltà dei caregiver, offrendo un supporto pratico, concreto e umanamente arricchente.
Progetti Sperimentali e Gruppi di Auto-Mutuo Aiuto
Oltre alle iniziative più ampie, esistono progetti mirati a offrire un supporto specifico. Il progetto sperimentale, articolato in due edizioni con incontri mensili o quindicinali, mira a perfezionare un modello di risposta concreta ai bisogni dei caregiver, integrandosi con i servizi territoriali esistenti. Gli incontri, che si svolgono presso il Centro Diurno Anziani Stella Polare a Rho, includono tematiche come la gestione dei reparti Alzheimer nelle RSA, il ricovero dei malati gravi, l'amministratore di sostegno, il metodo Gentlecare, la ginnastica mentale e le esperienze di laboratorio teatrale.
Un'altra iniziativa degna di nota è il progetto Supportcare, finanziato dal programma europeo Erasmus+, che risponde ai bisogni fondamentali dei caregiver attraverso la creazione di un manuale per la cura di sé e campagne di sensibilizzazione per ridurre lo stigma. L'utilizzo di metodologie come la "living library" o biblioteca vivente, dove le persone diventano "libri" da consultare, favorisce la comprensione e il dialogo.
L'Importanza della Diagnosi Precoce e del Supporto Integrato
È cruciale non sottovalutare i primi sintomi di demenza e parlarne tempestivamente con il proprio medico di famiglia o uno specialista. Dopo un'attenta valutazione da parte di un'equipe specializzata, viene confermata l'eventuale diagnosi e avviati i trattamenti farmacologici e psicosociali disponibili. Un operatore può assistere nella compilazione di una scheda di segnalazione sullo stato di salute della persona che necessita di assistenza.
Il Centro di Ascolto per il Caregiver Familiare è un servizio essenziale per chi si prende cura di un proprio caro non autosufficiente o con disabilità, quando il carico assistenziale diventa troppo gravoso. Esistono inoltre progetti regionali volti a favorire la permanenza delle persone con diagnosi di demenza presso il proprio domicilio.
La demenza porta con sé un impatto profondo su ogni membro della famiglia. È fondamentale riconoscere e prendersi cura di entrambe le parti sensibili del nucleo familiare: la persona con demenza e i suoi familiari assistenti. Il percorso è difficile non solo per i malati, ma anche per i caregiver, che affrontano un lavoro assistenziale estenuante mentalmente e fisicamente. La solitudine e il disorientamento del malato, uniti alle sfide quotidiane dei caregiver, richiedono un approccio olistico e un sostegno continuo.
L'IRCCS Fatebenefratelli continua a porsi come punto di riferimento per l'innovazione nel settore della salute mentale e delle malattie neurodegenerative, affermandosi nella cura e nel sostegno delle persone con demenza e dei loro caregiver, promuovendo un modello di assistenza sempre più inclusivo, tecnologico e umanamente arricchente.
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