La comprensione della nevrosi e del suo intrinseco legame con il principio di realtà rappresenta un cardine della psicoanalisi, un campo di indagine che ha profondamente influenzato la nostra concezione della mente umana. Freud, con le sue formulazioni sui due principi dell'accadere psichico, ha introdotto concetti che, sebbene complessi, offrono una lente preziosa per analizzare le dinamiche profonde che sottendono il disagio psichico. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio il rapporto tra il principio di piacere, il principio di realtà e l'insorgenza delle nevrosi, attingendo alle intuizioni freudiane e integrando prospettive più recenti.
La Nascita della Psichiatria e i Primi Modelli di Comprensione
Fin dalle sue origini, la psicoanalisi si è posta l'obiettivo di "curare la nevrosi". I concetti fondamentali formulati da Freud, a partire da "L'interpretazione dei sogni" (1899), mettono in luce e spiegano i meccanismi psichici che si manifestano nelle organizzazioni psichiche specifiche della nevrosi. Un concetto centrale è quello di "rimozione", ovvero l'espulsione dalla coscienza di pensieri e desideri inaccettabili per l'Io. Questa non accettazione è spesso legata all'azione repressiva del "Super-Io", una struttura psichica che si forma nei primi anni di vita, censurando i moti spontanei di desiderio incompatibili con le regole educative imposte dalle figure genitoriali, in particolare dal padre. Il Super-Io è particolarmente attivo nelle patologie nevrotiche. In sintesi, la nevrosi può essere definita come l'espulsione dalla coscienza, tramite la rimozione, di pensieri e desideri sottoposti alla censura del Super-Io.
Questi pensieri e desideri rimossi si legano ad altre rappresentazioni o azioni, che attraverso un processo di "spostamento" acquisiscono a livello inconscio il significato di ciò che è stato rimosso. Di conseguenza, queste altre rappresentazioni o azioni diventano i "sintomi" della nevrosi dell'individuo. La formazione dei sintomi non dipende solo dalla rimozione, ma anche da altri "meccanismi di difesa" attivati per proteggersi dai desideri proibiti. La prevalenza di un particolare meccanismo di difesa caratterizza le diverse sintomatologie nevrotiche.
È importante notare che, a partire dalla metà del XX secolo, l'attenzione di Freud si è spostata verso le patologie extra-nevrotiche, per le quali riteneva che la psicoanalisi avesse limiti terapeutici, pur comprendendone i meccanismi patologici. Successivamente, contributi significativi da parte di Melanie Klein e della psicoanalisi britannica hanno focalizzato la ricerca sulla psicosi. La psicoanalisi statunitense, influenzata da autori come Hartmann, Kris e Loewenstein, ha sviluppato la "Psicologia dell'Io", concentrandosi sul funzionamento dell'Io e sull'adattamento alla realtà.

Il Conflitto tra Principio di Piacere e Principio di Realtà
Freud ha introdotto il concetto di "due principi dell'accadere psichico": il principio di piacere e il principio di realtà. Il principio di piacere, dominante nella vita psichica del lattante, mira alla gratificazione immediata dei bisogni e all'evitamento del dispiacere. È un principio primario, che aspira a ottenere piacere e a ritirarsi da ciò che può suscitare dispiacere attraverso la rimozione.
Tuttavia, l'apparato psichico, di fronte alla necessità di soddisfare bisogni interni e alle disillusione derivanti dall'impossibilità di un appagamento puramente allucinatorio, è costretto a confrontarsi con la realtà esterna. Questo porta all'instaurazione del principio di realtà. Quest'ultimo non abolisce il principio di piacere, ma ne regola l'espressione, posticipando la gratificazione in vista di un piacere maggiore e più duraturo o di un dolore minore. Il principio di realtà richiede l'accettazione di uno stato di tensione in cambio di un futuro appagamento.
La sostituzione del principio di piacere con il principio di realtà non avviene istantaneamente. Mentre le pulsioni dell'Io si adattano a questo cambiamento, le pulsioni sessuali, inizialmente autoerotiche, si staccano da questo processo. Il periodo di latenza, che interrompe lo sviluppo sessuale fino alla pubertà, crea un legame più stretto tra pulsione sessuale e fantasia, e tra pulsioni dell'Io e attività della coscienza. L'incessante efficacia dell'autoerotismo permette il mantenimento del soddisfacimento fantasmatico al posto di quello reale, che richiede sforzo e differimento.
La rimozione rimane potente nell'ambito del fantasticare, inibendo rappresentazioni prima che raggiungano la coscienza se il loro investimento può generare dispiacere. Questo rappresenta un punto debole nella nostra organizzazione psichica, che può essere sfruttato per riportare sotto il dominio del principio di piacere processi di pensiero già razionali.
La Nevrosi come Distacco dalla Realtà
Ogni nevrosi ha come conseguenza, e probabilmente anche come tendenza, quella di estromettere il malato dalla vita reale, di estraniarlo dalla realtà effettuale. L'introduzione del processo di rimozione nella genesi della nevrosi permette di comprendere questa connessione. Il nevrotico si distoglie dalla realtà effettuale perché la trova, in tutto o in parte, insopportabile. Il caso limite di questo distogliersi dalla realtà è offerto da alcune psicosi allucinatoria, in cui l'evento scatenante la follia deve essere negato. Tuttavia, ogni nevrotico agisce in modo simile con specifici frammenti della realtà.
Ciò impone l'indagine sul rapporto del nevrotico, e dell'uomo in generale, con la realtà, e sull'importanza psicologica del mondo esterno nella struttura delle nostre dottrine. Nella psicologia fondata sulla psicoanalisi, si parte dai processi psichici inconsci, le cui proprietà sono note attraverso l'analisi. Questi processi sono considerati i più antichi, primari, residui di una fase di sviluppo in cui erano l'unico tipo di processi psichici. La suprema tendenza che li governa è il principio di piacere-dispiacere.

Sdoppiamento e la Psicopatologia Nevrotica Contemporanea
Le concezioni psicodinamiche della mente e della psicopatologia hanno da tempo identificato nello "sdoppiamento isterico" una condizione caratteristica dei disturbi di personalità ad alto funzionamento, o di livello nevrotico. Questa condizione è considerata alla base di tutte le costellazioni sintomatologiche tradizionalmente incluse nello spettro nevrotico, come disturbi d'ansia, fobie, depressioni reattive, nevrosi ossessive, depersonalizzazioni e derealizzazioni. Questi quadri clinici sono caratterizzati da un'espressione sintomatologica lieve, sebbene egodistonici, e da un'eziopatogenesi legata a fattori non traumatici gravi dello sviluppo.
Il costrutto di sdoppiamento isterico, teorizzato dalla scuola PPI (Psicodinamica Integrata), si discosta dal concetto freudiano di "isteria" e si riconduce al modello dissociativo della personalità di Janet, rivisitato da autori moderni. La natura dissociativa dell'isteria apre la porta a una concezione della personalità e del Sé come strutture non monolitiche, ma costituite da parti in continuo cambiamento, costruite intersoggettivamente.
Secondo un criterio diagnostico strutturale, lo sdoppiamento è una modalità di funzionamento mentale che definisce la non integrazione tra due ambiti della personalità: il sistema motivazionale dell'attaccamento e il sistema motivazionale della sessualità. Lo stato sdoppiato coesiste nella coscienza del paziente come conflitto intrapsichico, determinando una percezione di sé insicura. Tuttavia, l'uso del termine "isterico" associato allo sdoppiamento può risultare riduttivo, poiché i quadri isterici non sono le uniche manifestazioni psicopatologiche di questa condizione. Per questo motivo, si preferisce sostituire l'aggettivo "isterico" con "nevrotico", più ampio e meno connotato storicamente da un'accezione esclusivamente femminile.
I Sistemi Motivazionali e la Non Integrazione
La teoria PPI sostiene la strutturazione della personalità secondo il paradigma intersoggettivo, in accordo con la teoria dei sistemi motivazionali. I cinque sistemi motivazionali innati, plasmati intersoggettivamente, includono i macrosistemi di attaccamento, esplorativo-assertivo e sessualità, che hanno un alto valore psicodinamico strutturante. Questi sistemi mediano esigenze in parte alternative e antagoniste, richiedendo una continua integrazione per mantenere l'organizzazione e la coesione del Sé.
Nello sviluppo normale, la dialettica tra istanze psichiche differenti dovrebbe generare una sintesi, favorendo la crescita e l'apertura al cambiamento. Il desiderio nasce quando i bisogni primari di sicurezza e fiducia sono soddisfatti, permettendo alla persona di fantasticare e alimentare una tensione positiva di ricerca.
Lo sdoppiamento nevrotico consiste in una non integrazione dei sistemi Attaccamento e Sessualità, che tuttavia mantengono una sostanziale organizzazione. Questo sdoppiamento favorisce l'emergere di scenari affettivo-relazionali problematici. Nel primo scenario, prevale l'instabilità nelle relazioni di attaccamento, con immaturità e dipendenza dal contesto ambientale per regolare autostima e sicurezza. Nel secondo scenario, pur avendo maturato autonomia, il soggetto non è in grado di muoversi in modo originale nelle relazioni affettive, manifestando problematiche prevalentemente nell'ambito della sessualità, intesa in senso ampio come desiderio di cambiamento, progettualità e senso di autoefficacia.
La Modalità del "Far Finta" e le sue Implicazioni
La personalità con sdoppiamento nevrotico sviluppa un sistema di attaccamento insicuro, spesso ambivalente, a causa di una storia familiare in cui non è stata garantita continuità o accuratezza nel soddisfacimento dei bisogni affettivi primari. Si osservano traumi relazionali precoci cumulativi, legati a processi di sintonizzazione e rottura/riparazione con le figure di caregiving. L'indisponibilità emotiva di una figura genitoriale, dovuta a malattia, depressione o altri eventi di vita, può generare nel bambino vissuti di vuoto affettivo.
Di conseguenza, questi pazienti sviluppano paura dell'abbandono e instabilità nel legame, condizionando la percezione di sé come di scarso valore e le future relazioni affettive con sfiducia e pessimismo. Gli schemi relazionali precoci, improntati alla preoccupazione di perdere i propri rifornimenti affettivi, limitano la capacità di esprimersi in forme originali, rendendo questi individui insicuri e dipendenti dal contesto familiare.
In età adulta, eventi critici o cambiamenti nello scenario relazionale possono portare alla manifestazione di sintomi come ansia, attacchi di panico, insonnia, depressione, e in casi più gravi, sintomi dissociativi e depersonalizzazione. Questi sintomi sono qualitativamente simili ma quantitativamente diversi rispetto a disturbi più gravi, e sono percepiti come egodistonici.
L'organizzazione di un sistema d'attaccamento insicuro favorisce il blocco a una modalità di pensiero preriflessiva, il "far finta", che rimane dominante anche in età adulta. Questo funzionamento mentale afferma il predominio del "come se" su una realtà affettiva a sfondo depressivo e abbandonico. La persistenza del "far finta" si configura come una difesa mentale e interpersonale, una via di fuga al dolore psichico derivato da un sistema d'attaccamento insicuro, attraverso il ricorso alla fantasticheria di nuove relazioni e situazioni idealizzate.
In un sano sviluppo, il "far finta" permette al bambino di sganciarsi dagli schemi impliciti delle prime relazioni e costruire nuove soluzioni rappresentazionali. Successivamente, il bambino integra fantasia e realtà attraverso la capacità di mentalizzazione. I pazienti nevrotici, invece, rimangono ancorati al funzionamento del "far finta" sganciato dalla realtà, creando un doppio binario tra fantasia e realtà a favore della prima. Ciò alimenta instabilità emotiva, precarietà esistenziale, malessere, insoddisfazione e senso d'impotenza.
DIEGO FUSARO: Freud, il principio di realtà e il principio di piacere
La Pratica Psicoanalitica e la Cura della Nevrosi
La pratica psicoanalitica, con la sua enfasi sull'associazione libera e l'interpretazione dei sogni, mira a riportare alla coscienza contenuti mentali rimossi o negati. Il "transfert", ovvero il trasferimento delle dinamiche affettive dalle figure genitoriali all'analista, è un elemento cruciale nella "nevrosi di transfert". L'interpretazione dell'analista aiuta il paziente a riconoscere questi spostamenti e a elaborare i propri conflitti.
La psicoanalisi relazionale, emersa negli ultimi decenni, pone l'accento sulla qualità della relazione analista-paziente come elemento terapeutico fondamentale. Il "setting" terapeutico, con le sue regole precise (neutralità dell'analista, assenza di giudizi, regola dell'associazione libera per il paziente), crea uno spazio sicuro per l'esplorazione del mondo interno.
Il costo della psicoterapia, sebbene spesso criticato, è considerato da alcuni un elemento importante del setting, che contribuisce a valorizzare il processo terapeutico. Tuttavia, la questione dell'accessibilità economica della psicoterapia rimane un tema cruciale, con il rischio che trattamenti a lungo termine siano riservati a fasce abbienti della popolazione. Freud stesso auspicava un coinvolgimento delle istituzioni pubbliche nel rendere la terapia psicologica accessibile a tutti.
Conflitto Psichico e Sviluppo
Il conflitto tra il principio di piacere e il principio di realtà è un movimento fondamentale nella struttura dell'apparato psichico. Le conseguenze di un urto speciale tra questi principi possono manifestarsi nel fenomeno del riso e dell'umoralità. L'adolescenza rappresenta il periodo in cui il soggetto completa la sua strutturazione definitiva, definendo i confini tra la realtà interna e quella esterna.
La ripetizione dell'atto, l'urto e l'incontro primario, possono accendere nella vita quotidiana il fenomeno del riso e le emozioni legate all'umore. La ripetizione del bisogno, senza una reale necessità, si trasforma in godimento o assuefazione alla dipendenza dall'oggetto del bisogno, inserendosi in una dimensione che si discosta dalla logica biologica e si pone come "terzo incomodo" rispetto alla coppia piacere-realtà.
La convivenza del piacere con la quotidianità ripetitiva e monotona è messa a dura prova, favorendo l'alleanza tra il dispiacere e il principio di realtà. Questo porta il soggetto a godere del suo bisogno di assoggettamento alle condizioni comuni del quotidiano, un assoggettamento interno che introduce una quarta dimensione: l'"al di là del principio di piacere". Questo implica che i fatti imposti dal mondo esterno vengono vissuti soggettivamente, con un peso variabile per ogni individuo.
Questa forza assoggettante, sentita come trascendente e implacabile, può trasformare l'essere in follia, dissolvere il soggetto nell'impersonale. In questa impersonalità, piacere e realtà si fondono, poiché il principio di realtà non corregge più nulla. Ciò che piace al soggetto coincide con questo anonimato impersonale, fondato su un narcisismo secondario deresponsabilizzante. Il principio di realtà coincide con l'ordine imperativo che invita il soggetto a godere, a ripetere lo stesso evento per tentare di cancellarlo.
Questo meccanismo di riassorbimento del principio di realtà nel principio di piacere, che produce l'"al di là del principio di piacere", si presenta nella società attuale come tendenza generale di massa, configurandosi come una perversione generalizzata che adora l'oggetto esaltato come un feticcio.
La Nevrosi e le Sue Origini
La nascita di una patologia nevrotica è dovuta a una complessa interazione di fattori, tra cui la predisposizione genetica e il contesto di crescita. La regressione, il ritorno a stadi precedenti dello sviluppo, e la frustrazione, il rifiuto o l'auto-rifiuto del soddisfacimento di una domanda pulsionale, sono elementi che contribuiscono alla genesi della nevrosi.
La regressione della libido, se accompagnata da rimozione, porta alla nevrosi. Senza rimozione, la regressione della libido si manifesta come perversione. Nella nevrosi, si assiste a una regressione della libido con uno o più elementi rimossi, mentre nella perversione vi è una regressione della libido con uno o più elementi promossi.
Le pulsioni sessuali, originariamente, si appoggiano sui meccanismi fisiologici. La psicoanalisi non ha mai negato l'esistenza di forze pulsionali non sessuali, distinguendo nettamente tra pulsioni sessuali e pulsioni dell'Io. Le nevrosi derivano dal conflitto tra l'Io e la sessualità. La psicoanalisi ha avuto il compito di studiare le pulsioni sessuali perché, attraverso le nevrosi di traslazione, sono diventate le più accessibili alla comprensione.
La nevrosi si caratterizza dal fatto che l'Io, dipendendo dalla realtà, reprime una parte dell'Es. Nella psicosi, invece, l'Io si mette al servizio dell'Es, ritraendosi da una porzione di realtà. Nella nevrosi è predominante la forza della realtà, mentre nella psicosi abbiamo lo strapotere dell'Es. La nevrosi è caratterizzata da processi che sostituiscono l'elemento represso dell'Es, risultando da una rimozione non riuscita. Nella psicosi, un processo simile avviene tra istanze psichiche diverse. Con la fuga, nella nevrosi, una parte del mondo esterno viene evitata; nella psicosi, la realtà è ricostruita ex novo. Alla fuga iniziale nella psicosi segue una fase di ricostruzione attiva; nella nevrosi, alla sottomissione iniziale segue un tentativo continuamente rinviato di fuga. Il nevrotico non rinnega la realtà, ma non vuole saperne nulla. Lo psicotico, invece, rinnega la realtà cercando di sostituirla.
La cura psicoanalitica, nata per la nevrosi, attraverso l'interpretazione e l'analisi del transfert, mira a sciogliere i conflitti intrapsichici e a favorire un più armonioso rapporto tra il principio di piacere e il principio di realtà, consentendo al soggetto di affrontare la realtà in modo più adattivo e meno sofferente.
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