La Salute Mentale nell'Organizzazione Mondiale della Sanità: Sfide, Strategie e Prospettive Future

La salute mentale è una componente fondamentale del benessere generale, un principio sancito dalla stessa definizione di salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): "La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità". Nonostante questa chiara affermazione, per decenni la salute mentale è rimasta una delle aree più trascurate della salute pubblica, ricevendo solo una minima parte delle risorse necessarie. Questa negligenza ha avuto conseguenze tangibili: oltre 125 milioni di persone nella sola Regione Europea dell'OMS convivono con un disturbo mentale, un dato allarmante che sottolinea l'urgenza di un intervento su larga scala.

Persone che si supportano a vicenda in un cerchio

La pandemia di COVID-19, i conflitti armati e le crisi economico-climatiche hanno ulteriormente esacerbato il disagio psichico, ampliando le disuguaglianze esistenti. Le cure primarie, spesso il primo punto di contatto per chi manifesta un disagio, si trovano oggi impreparate ad affrontare questa crescente domanda. La carenza di personale formato, la mancanza di strumenti operativi adeguati, risorse economiche insufficienti e una governance frammentata ostacolano un cambiamento sistemico. Collegare stabilmente le cure primarie con i servizi specialistici, attraverso modelli di collaborazione strutturati, è una delle sfide cruciali per garantire un'assistenza più efficace e accessibile. La transizione da un modello istituzionale a uno basato sulla comunità, pur essendo un obiettivo dichiarato, rimane incompleta, lasciando molte persone escluse o affidate a contesti inadeguati.

Determinanti della Salute Mentale e Disturbi Psichici: Un Quadro Complesso

Il disturbo mentale è definito come una sindrome caratterizzata da significativi problemi nel pensiero, nella regolazione delle emozioni o nel comportamento di una persona, che riflettono una disfunzione dei processi psicologici, biologici o dello sviluppo che compongono il funzionamento mentale. Questi disturbi sono generalmente accompagnati da sofferenza o difficoltà nelle abilità sociali, occupazionali e in altre attività significative, come descritto nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association).

I determinanti della salute mentale e dei disturbi mentali sono molteplici e interconnessi. Includono non solo caratteristiche individuali, come la capacità di gestire pensieri, emozioni e comportamenti, ma anche fattori sociali, culturali, economici, politici e ambientali. Le politiche nazionali, la protezione sociale, lo standard di vita, le condizioni lavorative e il supporto sociale offerto dalla comunità giocano un ruolo cruciale. L'esposizione alle avversità sin dalla tenera età rappresenta un fattore di rischio per disturbi mentali ormai riconosciuto e che, fortunatamente, può essere prevenuto attraverso interventi tempestivi.

Le persone con disturbi mentali sperimentano tassi di disabilità e mortalità più elevati rispetto alla media. Ad esempio, individui con depressione maggiore e schizofrenia hanno una probabilità significativamente maggiore di morte prematura a causa di altre malattie non affrontate, come cancro, malattie cardiovascolari, diabete o infezione da HIV, oltre al suicidio, che rappresenta la seconda causa di mortalità nei giovani su scala mondiale.

È importante sottolineare la complessa interazione tra salute mentale e altre patologie. La depressione, ad esempio, può aumentare la predisposizione all'infarto del miocardio e al diabete, condizioni che, a loro volta, possono favorire l'insorgenza della depressione. Fattori di rischio comuni, come una modesta condizione socioeconomica, l'alcolismo e lo stress, si riscontrano frequentemente sia nei disturbi mentali che in altre malattie non trasmissibili. Spesso, i disturbi mentali si accompagnano a disturbi da uso di sostanze psicoattive, complicando ulteriormente il quadro clinico e terapeutico.

I Costi Sociali ed Economici della Salute Mentale

Il peso dei disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze psicoattive è considerevole. Secondo il Global Burden of Disease Study 2017, questi disturbi sono responsabili di oltre il 14% dei DALYs (Disability-adjusted life year), un indicatore che misura gli anni di vita persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura. Questo carico grava su entrambi i sessi e su tutte le fasce d'età.

Nell'infanzia, i disturbi più frequenti sono la disabilità intellettiva e i disturbi dello spettro autistico, mentre nell'età adulta emergono con maggiore prevalenza i disturbi depressivi e ansiosi e la schizofrenia. In ogni regione geografica, le malattie mentali interessano più del 10% della popolazione. Il GBD 2017 evidenzia un preoccupante aumento del peso dei disturbi mentali: mentre nel 1990 erano la 13esima causa di disabilità, ora occupano il sesto posto.

Nella Regione Europea dell'OMS, i disturbi mentali rappresentano la principale causa di disabilità e la terza causa del carico complessivo di malattia, superati solo dalle malattie cardiovascolari e dai tumori. La prevalenza stimata dei disturbi mentali nel 2015 era di 110 milioni, equivalenti al 12% della popolazione della regione. L'inclusione dei disturbi da uso di sostanze porta questa percentuale al 15% (27 milioni di persone in più), e può raggiungere il 50% (300 milioni di persone) se si considerano anche i disturbi neurologici.

Particolarmente allarmante è la situazione di bambini e adolescenti. Studi recenti indicano che più di 1 adolescente su 7 nel mondo convive con un disturbo mentale diagnosticato. In Europa, ansia e depressione rappresentano oltre la metà dei casi, e il suicidio è la seconda causa di morte tra gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni, con tassi in aumento.

I costi economici della malattia mentale nei paesi OCSE sono ingenti, superando il 4% del PIL e includendo non solo gli investimenti nel sistema di salute mentale, ma anche i costi legati alla minore occupazione e produttività. Vivere con una condizione di salute mentale rende più difficile studiare, lavorare efficacemente, rimanere a scuola o nel mondo del lavoro, e mantenere una buona salute fisica.

I disturbi mentali spesso precipitano individui e famiglie in condizioni di povertà. La perdita della casa e la detenzione inappropriata sono più frequenti nelle persone con disturbi mentali rispetto alla popolazione generale, aggravando la loro emarginazione e vulnerabilità. A causa della stigmatizzazione e della discriminazione, i loro diritti umani vengono violati, con limitazioni nell'accesso al lavoro, all'istruzione, alla procreazione e alle migliori condizioni di salute. La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite mira a salvaguardare e promuovere i diritti di queste persone, inclusa la loro piena inclusione sociale.

Grafico a torta che mostra la distribuzione dei costi della malattia mentale

L'Impatto della Pandemia e le Nuove Strategie per la Salute Mentale

La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto profondo sulla salute mentale a livello globale. Operatori sanitari, studenti, persone che vivono da sole, soggetti vulnerabili e individui con disturbi preesistenti sono stati particolarmente colpiti. Le misure di contenimento hanno aumentato fattori di rischio come disoccupazione, insicurezza finanziaria e povertà, mentre i servizi sanitari dedicati alla salute mentale hanno subito rallentamenti o interruzioni.

Nonostante queste sfide, il peggioramento della salute mentale della popolazione ha reso i servizi dedicati più importanti che mai. Nel maggio 2021, i governi mondiali hanno riconosciuto la necessità di aumentare i servizi di salute mentale di qualità a tutti i livelli.

Le nuove linee guida costituiscono un passo significativo verso un approccio di tipo “mental health in all policies”, ovvero la piena integrazione delle considerazioni sulla salute mentale nelle politiche pubbliche a livello nazionale e locale. La guida copre dieci settori governativi chiave, riflettendo la convinzione che il benessere mentale sia influenzato da fattori sociali, economici, educativi e ambientali, oltre che sanitari.

Nel 2021, la 74ª Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato gli aggiornamenti al Piano d'azione per la salute mentale WHO 2013-2030. Questo piano definisce azioni chiare per promuovere la salute mentale e il benessere a livello globale, prevenire l'insorgenza di disturbi mentali e raggiungere una copertura universale per i servizi di salute mentale. I quattro obiettivi principali rimangono invariati: leadership e governance più efficaci, erogazione di servizi integrati e basati sulla comunità, implementazione di strategie di promozione e prevenzione, e potenziamento dei sistemi informativi, delle evidenze e della ricerca.

Nel giugno 2022, l'OMS ha pubblicato il "World mental health report: Transforming mental health for all", una valutazione completa dell'attuale situazione della salute mentale globale. Il rapporto sottolinea la necessità di una profonda riorganizzazione dei servizi, con l'obiettivo di spostare la cura dalle istituzioni verso la comunità e di aumentare l'assistenza per ansia, depressione e altre comuni condizioni di salute mentale.

Il 7 giugno 2023, la Commissione Europea ha adottato la comunicazione "Un approccio globale alla salute mentale", promuovendo un'azione rapida e intersettoriale per affrontare le sfide legate alla salute mentale. Questo approccio riconosce che la salute mentale è influenzata da settori come istruzione, occupazione, ricerca, ambiente e clima. Si basa su tre principi guida: prevenzione adeguata ed efficace, accesso a cure di qualità e a costi sostenibili, e reinserimento sociale. Le azioni concrete proposte includono la promozione di una buona salute mentale, investimenti nella formazione, garanzia di una buona salute mentale sul luogo di lavoro, protezione di bambini e giovani, sostegno ai gruppi vulnerabili e un ruolo attivo a livello internazionale.

Salute mentale e la ricerca dell'equilibrio | Laura De Dilectis | TEDxLUISS

Iniziative e Strumenti per un Futuro di Salute Mentale per Tutti

Per supportare la riorganizzazione dei servizi in un'ottica integrata e comunitaria, l'OMS Europa ha pubblicato il policy brief "Scaling up mental health services within the primary health care approach", basato su principi di equità, prossimità e sostenibilità. I dati più recenti dall'OMS, contenuti nel report Mental Health Atlas 2024, confermano l'urgenza di intervenire con politiche sanitarie efficaci. Nonostante la crescente consapevolezza, gli impegni politici e finanziari non hanno tenuto il passo, persistono carenze di finanziamenti, personale e servizi, soprattutto nei contesti con risorse limitate. Oltre un miliardo di persone al mondo convive con disturbi mentali, che rappresentano la seconda causa di disabilità a lungo termine, rendendo la trasformazione dei servizi per la salute mentale una delle sfide più importanti della sanità pubblica.

La Commissione Europea ha fatto della salute mentale una priorità, sostenendo azioni e progetti volti a migliorare il benessere psichico delle persone negli ultimi 25 anni. Il portale delle migliori pratiche attivato dalla Commissione facilita la raccolta e lo scambio di iniziative promettenti tra gli Stati membri. Azioni come ImpleMENTAL, che punta a rafforzare i servizi territoriali incentrati sul paziente, e progetti come iFightDepression, per l'autogestione della depressione, dimostrano un impegno concreto. Iniziative specifiche per bambini e adolescenti, come Icehearts Europe e Let’s Talk About Children, mirano a migliorare la loro salute mentale.

L'iniziativa "Healthier Together" per le malattie non trasmissibili, presentata nel giugno 2022, affronta la salute mentale come uno dei cinque filoni principali. L'obiettivo è sostenere gli Stati membri nell'attuazione di politiche efficaci per la promozione del benessere, la prevenzione e l'inclusione sociale. Le attività si concentrano su quattro settori prioritari: sostenere condizioni favorevoli alla salute mentale, promuovere il benessere psichico, migliorare l'accesso tempestivo a servizi di qualità e tutelare i diritti, combattendo stigmatizzazione e discriminazione.

Per supportare ulteriormente gli interventi, la Commissione, in collaborazione con l'OMS e l'OCSE, ha avviato progetti per fornire supporto su misura agli Stati membri, inclusa assistenza tecnica e sviluppo delle competenze. Il progetto EU-PROMENS offre formazione multidisciplinare a operatori sanitari, insegnanti ed educatori.

La stigmatizzazione e la discriminazione rimangono ostacoli significativi alla ricerca di aiuto. Una delle 20 iniziative bandiera della comunicazione su un approccio globale alla salute mentale affronta specificamente l'importanza di combattere questi fenomeni. Un pacchetto di sostegno dell'UE è stato elaborato per aiutare gli Stati membri in questo senso.

Ogni anno, a livello globale, vengono persi 12 miliardi di giorni lavorativi a causa di ansia e depressione, con un costo stimato di circa 1000 miliardi di dollari. Nel 2019, quasi un miliardo di persone viveva con un disturbo mentale, con ansia e depressione come le condizioni più diffuse. La salute psicologica è direttamente correlata all'aspettativa di vita, ai tassi di morte e suicidio, alla disabilità, alla produttività e all'assenteismo.

Le raccomandazioni dell'OMS si raggruppano in quattro aree principali: rafforzamento della leadership e della governance, implementazione di politiche di assistenza a livello comunitario, sensibilizzazione e prevenzione, e potenziamento della diffusione di informazioni e ricerche. Si invita gli Stati membri ad attuare politiche e leggi che proteggano i diritti umani legati alla salute mentale, ad aumentare gli investimenti, e a ripensare gli ambienti per eliminare le barriere alla partecipazione di chi convive con patologie psichiche. Le organizzazioni stanno dimostrando un ruolo attivo nel fornire servizi di supporto psicologico e programmi di sensibilizzazione. Infine, si pone l'accento sul rafforzamento dell'assistenza sanitaria attraverso reti funzionali, servizi di comunità e l'uso del digitale.

Il "World Mental Health Report" dell'OMS del 2022 sottolinea che "la salute mentale è molto più dell’assenza di malattia: è una parte intrinseca della nostra salute e del nostro benessere individuale e collettivo". I bisogni di salute mentale sono elevati a livello globale, ma le risposte sono spesso insufficienti. Nel 2019, quasi un miliardo di persone ha presentato un disturbo di salute mentale, e il suicidio continua a rappresentare una grave tragedia. Le disuguaglianze sociali ed economiche, le emergenze sanitarie, la guerra e la crisi climatica costituiscono minacce strutturali alla salute mentale. La pandemia ha visto un aumento del 25% di depressione e ansia. L'OMS propone una trasformazione degli atteggiamenti, delle azioni e degli approcci per promuovere e proteggere la salute mentale, sviluppare servizi basati sulla comunità, integrare la salute mentale nell'assistenza sanitaria di base, lavorare sulla prevenzione, sui diritti umani, sull'accesso universale a cure di qualità e sul superamento dello stigma e della discriminazione.

Persone diverse che collaborano in un ambiente di lavoro inclusivo

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