Lo Sguardo del Narcisista: Riconoscere i Segnali di un'Anima Vuota

Il narcisista patologico è un seduttore che conosce perfettamente le strategie per legare una persona a sé. Il suo approccio, che passa attraverso determinate fasi, è generalmente molto diretto: nel primo periodo ricopre la vittima di complimenti, talvolta esagerati o addirittura poco credibili, pur di far credere alla vittima di essere follemente innamorato di lei. Nel momento in cui la vittima rimane intrappolata nella sua rete, il narcisista comincia a recitare la parte del fidanzato perfetto e dell’amante perfetto, ma l’illusione di una costante “luna di miele” dura molto poco. Il narcisista ad un certo punto si stuferà della relazione che ha imbastito con la sua vittima, comincerà a offenderla e sminuirla in maniera costante e duratura. Dopo un periodo di sparizione, il narcisista ritornerà dalla vittima, spesso senza dare alcuna spiegazione, cioè esattamente com’è sparito. Dopo il ritorno, è molto probabile che il narcisista sparisca di nuovo e che successivamente ritorni ancora. Se negli ambiti meno privati però il ghosting non ha conseguenze particolarmente pesanti, all’interno delle relazioni amorose ha conseguenze devastanti per la vittima, che in genere si attribuisce la colpa dell’allontanamento del narcisista. Gode in particolare quando si rende conto di esercitare un potere totale sull’emotività di un’altra persona, cioè quando riesce a ridurre la persona in questione alla dipendenza emotiva. Le conseguenze per chi subisce il ghosting sono traumatiche. Il disagio che si prova è violento, il rifiuto sociale che si sperimenta attiva nel cervello i percorsi neuronali uguali a quelli del dolore fisico. Quando tutto questo manca restano i dubbi, la frustrazione, le domande senza risposta, l’impotenza e la stima verso se stessi cala. Subito compare la rabbia e magari, in un secondo momento, anche la depressione, il tutto in base alla durata della relazione e all’importanza di essa. Il dolore è molto forte perché non ha forma. Contattare la persona che ha fatto ghosting, per un chiarimento ed un confronto, è legittimo ma sicuramente la richiesta non avrà esito positivo. Cercare di capire dove sta l’errore e la colpa non porterà da nessuna parte, perché le dinamiche non sono quelle stesse di una sana relazione: quando c’è di mezzo un narcisista tutto viaggia con dei criteri diversi. Innanzitutto, bisogna capire se la persona che è sparita all’improvviso senza fornire alcuna spiegazione è davvero un narcisista. Questo però non basta a far di loro dei narcisisti. Bisogna immediatamente cominciare col No Contact, interrompendo qualsiasi tentativo di contattarlo nel periodo in cui è sparito e, soprattutto, vincere la tentazione di rispondere ai suoi messaggi e alle sue provocazioni nel momento in cui tornerà alla carica. All’atto pratico tra queste due strategie non c’è alcuna differenza, a parte i diversi punti di vista. Allo stesso tempo, è opportuno che tu ti concentri su te stessa e sulla tua vita, riscoprendo la libertà e il piacere di fare ciò di cui hai voglia, che ti rende felice. Altrimenti, lui continuerà ad avere potere su di te pur non essendoci più. Devi desiderare il tuo riscatto, devi trovare la forza e la voglia di accantonare questa situazione, anche per potergli “sbattere in faccia” la tua felicità. Ricordati sempre che lui è un vero e proprio artista della manipolazione, lui gode nel veder soffrire gli altri.

La triste vicenda di Senago che ha visto protagonisti Alessandro Impagnatiello (carnefice) e Giulia Tramontano incinta di sette mesi del figlio Thiago (vittime), ha aperto un dibattito sul profilo psicologico dell’assassino definito da più parti un soggetto narcisista. Un termine che in sé racchiude una vasta gamma di comportamenti e che non sempre, fortunatamente, sfocia in un omicidio, ma che deve allertare la società sui possibili risvolti di un profilo caratteriale di questo tipo. «Il narcisismo è un disturbo di personalità, un tratto distintivo cronico che la persona affetta non riconosce in sé». «Molto difficilmente chi è affetto da questo disturbo è curabile, anche se possono esserci delle modalità di accesso alla personalità di questi individui. Innanzitutto, perché non chiedono mai un aiuto psicologico, a meno che non ci sia una caduta depressiva, proprio conseguente ad una ”ferita narcisistica”, oppure problematiche in altri ambiti, ad esempio lavorativi. Dopo aver ascoltato le parole della madre di Alessandro Impagnatiello definire il proprio figlio “mostro” e chiedere perdono ai genitori di Giulia, ci si chiede quanto possa essere responsabile la famiglia. «Nei primissimi anni di vita si formano i tratti del carattere di un individuo, che si strutturano successivamente. Di sicuro esistono dei sistemi familiari disfunzionali in cui un genitore, lui stesso narcisista, può alimentare delle premesse tali per cui si generano dei piccoli narcisi. Ciò non significa che tutta la responsabilità sia da ricercare in seno alla famiglia, i figli non sono scatole vuote, ma assimilano molto dai contesti sociali oltre che familiari. Il comportamento di Alessandro Impagnatiello è stato da subito definito come espressione di un disturbo della personalità narcisistica. «I segnali ci sono, ma occorre distinguere bene il disturbo della personalità narcisistica, dal tratto narcisistico. Il disturbo è un comportamento pervasivo, c’è sempre, mentre i tratti sono espressioni di un carattere, che emergono in alcuni contesti. Un soggetto con disturbo della personalità narcisistica si riconosce immediatamente: ha un senso di grandiosità, non tanto attribuibile a riconoscimenti avuti nella vita sociale o privata, ma frutto di una superiorità che non ha un substrato oggettivo. Si sentono così senza una giustificazione. Il senso di grandiosità è accompagnato poi da una totale assenza di empatia e da una anaffettività.

Illustrazione di un volto con espressione vuota e occhi freddi

I soggetti con un tratto di personalità narcisista appaiono solitamente belli e dannati, sono all’apparenza forti e sicuri di sé, è proprio così? «Premesso che non è una caratteristica esclusiva del genere maschile, è pur vero che è un tratto più frequente negli uomini. All’apparenza sembrano forti, ma in realtà hanno una personalità mai evoluta e strutturata. Hanno una sorta di egocentrismo infantile che nell’adulto è pericoloso. Un castello di carta, dunque, tenuto in piedi da menzogne e alimentato dalle stesse vittime. «Spesso si circondano di yesman o yeswoman, di cui hanno bisogno per funzionare. Il narcisista è una persona che mente su tutto, sempre pro domo sua. Riesce ad avere molte relazioni parallele perché non investe emotivamente ed è anaffettivo. «Il narcisista è affascinante, curato e sa recitare molto bene il ruolo del principe azzurro. La preda viene investita da subito di messaggi, dichiarazioni d’amore con un vero e proprio love bombing (bombardamento d’amore). Questo può creare una immediata infatuazione seguita da un innamoramento. A correre maggiori rischi sono le donne - cenerentola che credono di aver trovato l’uomo della vita, invece vanno incontro ad un mostro. Evitare l’ultimo appuntamento. «Se l’intervento è possibile nella fase della crescita, è più difficile in età adulta. Nel caso di Alessandro Impagnatiello, molto probabilmente, c’è anche una componente antisociale, persecutoria e di sadismo. Alcuni ritengono che il disturbo narcisistico sia inguaribile, di sicuro è una vera condanna perché si tratta di un soggetto divorato dall’invidia, dalla competizione, dalla rivalità. Condannato a non avere amore e ad inseguire una immagine vincente che è artefatta, Narciso, come nella leggenda, è destinato a cadere.

Le Due Facce del Narcisismo: Overt e Covert

Il narcisista Covert è una persona con una personalità caratterizzata da un ego grandioso, smisurato, mascherato da grandi sentimenti di vulnerabilità. Rivestito da una doppia personalità è incapace di relazioni sane e durature. Di narcisismo si parla tanto e tanto male. I social brulicano di post, frasi fatte e frasi altrui fatte proprie, aforismi e frasi-mantra-minaccia, che non servono assolutamente a nulla. Segue la caccia all’uomo nero, al cattivo, al mostro, ma di diagnosi cliniche e di disamine approfondite spesso non c’è traccia. In questo scritto analizzo la differenza tra il narcisita covert e il narcisita overt (scrivo al maschile, ma esiste anche il narcisismo al femminile). La letteratura distingue due manifestazioni cliniche di narcisismo: overt (grandioso) e covert (vulnerabile). È facilmente riconoscibile perché ha tratti caratteriali ridondanti e un modus operandi sempre uguale. Rinforzo intermittente. Presenza-assenza. Il narcisista covert, invece, è meno riconoscibile. I narcisisti covert, esattamente come gli overt, sono assolutamente incapaci di instaurare delle relazioni sane e longeve. Molto spesso indossano due maschere: una pubblica e una privata. In pubblico e con il pubblico sono gentili, dei partner perfetti; in privato mettono in scena e in atto le solite condotte denigratorie e svalutanti. Si tratta di pazienti depressi, che non si nutrono di niente, che non sono mai soddisfatti da nessuna attività e tantomeno da loro stessi. Cosa pensa e come si comporta un narcisista Covert? Per colpa e grazie alla sua bassa autostima, il narcisita Covert manipola esattamente come il narcisita Overt. In apparenza il Covert è insicuro e sensibile, ricorda un agnellino spaurito. Il Narcisista Covert usa il sesso, così come usa le persone, come un’arma per sedurre, stregare e legare a sé tutti i suoi partner, nonostante della sessualità intesa come scambio e relazione profonda non gli interessi granché. Per conquistare le sue prede, utilizza il sesso come mezzo per realizzare tutti i desideri della sua amante o del suo amante. Studia con dovizia di particolari le fantasie della persona che sta frequentando per incarnarla e incatenarla a sé, per stregarla e, in fondo, per manipolarla. Sotto le lenzuola si impegna in ars amatorie uniche, memorabili. Tra bugie e manipolazioni utilizzerà tutto quello che è un suo possesso per ottenere ciò che vuole: l’anima altrui, il possesso e il controllo. Mentre è impegnato ad accontentare le fantasie del partner, il narcisita o la narcisista Covert è sicuramente già impegnato altrove. Nella sua vita amorosa, bugie e tradimenti si fondono e confondono. Anche in questo caso agisce di nascosto, non in maniera plateale. Il narcisista Covert si vendica in silenzio, con dispetti e ricatti, senza farsi scoprire, pur di rimanere sempre ben celato. Nega ciò che fa e dice, riscrive il passato creando una dissonanza cognitiva nel partner, confondendolo, manipolandolo ancora una volta, instillandogli dubbi e sofferenze atroci. Poi prosegue e non si ferma: estende il suo nefasto raggio d’azione alle persone care al partner. Sottrae gli affetti e distrugge i legami. Il narcisista Covert, così come l’Overt, in amore cerca sempre una persona con bassa autostima, bisognosa di attenzioni e conferme. All’interno di queste dinamiche così sperequate può manipolare il partner e utilizzare ogni situazione a suo vantaggio. Controlla il partner grazie a un eccesso - anzi, esubero - di attenzioni. In questo pantano emotivo gli viene estremamente semplice ritornare sui suoi passi, perché dopo una separazione torna sempre. Un’altra differenze tra narcisismo covert e overt è la modalità di reagire alle critiche. Il narcisita Covert vive in trappola, in una devastante sensazione di vuoto spesso derivante dalle carenze affettive vissute sin da bambino. Tale vuoto muove le fila delle sue future azioni: ricerca relazioni di coppia nelle quali non riesce a entrare in profondità. Prova invidia, rabbia e frustrazione, e l’idea difensiva e ben radicata di superiorità gli rende ancora più difficile aprirsi con l’altro, fidarsi e lasciarsi andare. Così come non lo fa in amore, non lo fa in terapia.

Narcisista covert e narcisista overt : qual'è la differenza?

Il narcisismo patologico è un disturbo di personalità. È caratterizzato da varie sfaccettature, mistificate o plateali. I narcisisti sono delle persone, tutte, estremamente bisognose di ricevere una costante ammirazione mista a dosi massicce di attenzione da parte degli altri. Utilizzano le relazioni come mezzo per confermare il proprio valore personale. I narcisisti sono molto sensibili al rifiuto interpersonale, per cui tendono ad evitare le situazioni sociali. Sembrerebbe infatti che ci sia più d’una similitudine tra il narcisismo Covert e la personalità evitante. Le due condizioni cliniche condividono diverse caratteristiche: la vergogna, la timidezza nel modo di porgersi, il disagio e la sofferenza psicologica, l’iper controllo nei confronti dell’ambiente e degli altri, un’eccessiva sensibilità alle critiche e al rifiuto interpersonale. Il narcisista Covert, infatti, ha delle fantasie grandiose di popolarità, visibilità e bellezza che vengono poi nascoste dietro una rappresentazione di sé molto modesta. Quando le relazioni sono in sofferenza non è mia abitudine consegnare al paziente o alla coppia la loro diagnosi, perché nessuno è mai solo la propria etichetta diagnostica.

ARTICOLO - COME TUTTI GLI ARTICOLI DI QUESTO BLOG - RIVOLTO A VITTIME DONNE E VITTIME UOMINI, MA PER COMODITA’ GRAMMATICALE ED INCIDENZA, USERO’ IL MASCHILE PER IL NARCISISTA ED IL FEMMINILE PER LA VITTIMA.

C’è chi potrebbe pensare: “l’apparenza inganna”, “non si può giudicare una persona dall’aspetto, dagli occhi, da una parte del suo corpo”. È spesso così, ma non sempre, perché in realtà lo sguardo non si riferisce solamente agli occhi, ma ha un non so che di legato all’espressione, alla modalità con cui osservare la realtà, al modo di interagire non verbalmente e di comunicare senza parlare, senza toccare, senza apparentemente fare nulla, ma in realtà facendo molto. Lo sguardo è un qualcosa di personale ed unico della persona. È un qualcosa che riflette come la persona è e come si approccia al mondo esterno come essa stessa (la persona) lo percepisce e come si pone ad esso. Lo sguardo è il biglietto da visita, è il passpartout. Può incenerire o far perdere la testa. Ed ha sempre qualcosa di estremamente vero all’interno, riguardante la persona che guarda ed osserva. Se si impara a riconoscere com’è lo sguardo di un soggetto narcisista (con tratti narcisistici o proprio con disturbo narcisistico diagnosticato), lo si evita, e si riconosceranno narcisisti patologici (e talvolta i più rari psicopatici) anche solo passando una manciata di tempo insieme, nella baraonda di non-reazioni visive dei suoi occhi alle emozioni che non riesce a captare e che il suo corpo non riesce ad assimilare.

Le Caratteristiche dello Sguardo Narcisistico

Come saprete da vari anni, prediligo molto le descrizioni per elenchi puntati, quindi anche in questo caso descriverò le caratteristiche peculiari dello sguardo di un individuo narcisista/manipolatore.

  • È uno sguardo controllante. È uno sguardo attento, che osserva le situazioni in cui si trova, le persone più manipolabili e quelle meno manipolabili da arginare. È uno sguardo che controlla se ci sono persone più invidiabili da svalutare e demolire, e che controlla se la preda di turno è sotto il suo pieno controllo o a rischio di allontanarsi. Se pensi per un attimo a personalità narcisistiche in gruppo, noterai come per dei momenti (più o meno lunghi, in base se sono overt o covert) staranno in silenzio e studieranno la situazione, che può essere una cena tra amici, un dopocena, o altro. Osserverà ognuno, per farsi sommariamente un’idea su come comportarsi per emergere, su come comportarsi per evitare pseudo attacchi alla propria magnificenza, anche minimi, che non sopporterebbe. Non c’è spontaneità. C’è controllo delle situazioni, delle persone, delle proprie prede. E lo sguardo è il perfetto specchio di tutto questo.

  • È uno sguardo che osserva in maniera distaccata la realtà. Un narcisista non vive le situazioni dal di dentro, ma le vive dal di fuori, giudicando, parlando tantissimo degli altri con fare superiore e distaccato. Anche lo sguardo è conforme a questo modo di (non) vivere la vita. Nella personalità di un narcisista, lui considera se stesso sempre “super partes”, esente da doveri, norme, regole, e soprattutto esente dal percepirsi allo stesso livello di tutti gli altri esseri umani del mondo. Vedrai dunque il narcisista osservare, da fuori della situazione in cui si trova, le persone che sono con lui, come un dio giudicante, annoiato o anche spesso divertito dagli esseri umani pieni di difetti e debolezze, non come lui, a cui invece tocca stare lì, in quella cena, in quel dopocena, con persone che analizza ad ogni parola che pronunciano, e verso le quali spara sentenze su che problemi abbiano, che insicurezze abbiano (ricordiamo che, talvolta, anche molte persone di professione psicologhe hanno marcatissimi tratti narcisistici, e con la scusa della laurea in psicologia o affini, si sentono in diritto di sparare, anche solo per la durata di una cena, non solo opinioni, ma proprio diagnosi, con lo stesso sguardo distaccato e pieno di diritti, in quanto professionisti).

  • È uno sguardo freddo. Anche quando ride, anche quando sorride, anche se si trova in un volto facciale apparentemente sorridente, non è uno sguardo spontaneo, ma uno sguardo invece che dentro non ha reazione emotiva diretta. Le persone umane hanno emozioni e, a seguito delle emozioni che provano, generano senza rendersene conto una reazione immediata a livello di sguardo, di movimento degli occhi. Guardano un film commovente? Ecco che gli occhi si inumidiscono da soli. Assistono ad una scena che ritengono inaccettabile? Gli occhi si tingono di rosso ed esplode la rabbia per quell’ingiustizia. I narcisisti non provano emozioni autentiche, ma solo protoemozioni legate all’acquisizione o la perdita dei loro approvvigionamenti narcisistici (es. sono contenti se conquistano una preda ambita, sono disperati se vedono una loro preda fuggire prima dello scarto da loro attuato): per il resto, per loro le emozioni NON ESISTONO, ma esistono solo emulazioni (=copie). Ecco perché, SEMPRE, lo sguardo di un narcisista è FREDDO, glaciale, immobile. Quando non lo è, è perché si muove sulla superficialità di quando prende o perde approvvigionamento narcisistico, ma per tutto il resto della normalità della sua vita, lo sguardo è fermo, talvolta assente.

  • È uno sguardo predatore. Immaginate situazioni intime che avete vissuto con il manipolatore o la manipolatrice con cui avete avuto a che fare. Immaginate, ad esempio, i lunghi baci tra voi. Com’era quello sguardo? Scommetto che fosse uno sguardo cacciatore, come quello di un lupo affamato che vuole nutrirsi della sua preda, che sa di essere in una posizione superiore ad essa e percepisce che senza di essa rimarrebbe incompleto, incapace di esistere a se stesso, affamato e voglioso. Un narcisista senza prede rischia la morte psichica. Ha bisogno di “mangiare” attenzioni, premure, cure, complimenti, e senza di esse non sopravvivrebbe e cadrebbe in un oblio di depressione e vuoto. Ecco perché quando fa l’amore, quando bacia, quando abbraccia, spesso questa apparente voracità viene scambiata per passione: non è così. È ingurgitare cibo. È ingurgitare approvvigionamento narcisistico. E quando il narcisista (o la narcisista) vi fissava sensualmente durante i baci, o durante i rapporti, vedeva in voi una preda succulenta. Anche in questi casi, lo sguardo è inconfondibile. Se ci pensate a posteriori, sicuramente vi renderete conto che non erano sguardi di affetto, di amore sano, di reciprocità, di calore. Ma erano sguardi glaciali di possesso.

  • È uno sguardo intimorito dagli “attacchi” delle persone buone e costantemente sulla difensiva. I narcisisti controllano perché hanno paura degli esseri umani (che loro propriamente non sono, in quanto privi di emozioni reali e spontanee), e il loro sguardo riflette anche questo. Se ti trovi in sua presenza ad una cena, ad un pranzo, con altre persone (specialmente se conosciute da poco), noterai attimi di sguardi “guardinghi”, che ispezionano, che hanno PAURA delle persone empatiche che potrebbero smascherarlo, o ancor peggio fargli percepire che a loro manca tantissimo, tutto ciò che queste persone buone hanno, ovvero la spontaneità, l’empatia, lo stupore reale, la propensione sincera per gli altri e non la propensione per gli altri per apparire. Se un narcisista non si trova in una zona totalmente di comfort per lui (es in presenza di una scimmia volante o di una preda super collaudata, manipolata e inzerbinata), il suo sguardo trapela ansia, timore. Che ovviamente maschererà con timidezza/dolcezza/riservatezza/sboronaggine, in base a se covert o overt.

  • È uno sguardo che NON RAPPRESENTA LA DIRETTA CONSEGUENZA DELL’EMOZIONE CHE C’è DENTRO A QUELL’INDIVIDUO AVENTE QUELLO SGUARDO. È molto collegato ad uno dei punti precedenti, riguardante lo sguardo freddo, ma preferisco staccarlo perché lo reputo essenziale. C’è avviene semplicemente perché i narcisisti manipolatori e le narcisiste manipolatrici NON PROVANO EMOZIONI come gli esseri umani non vampirizzanti di energie, ma provano protoemozioni, emozioni superficialissime, legate prevalentemente solo alla rabbia, alla paura e all’eccitazione e alla finta gioia di quando traggono approvvigionamento narcisistico (es. ottenimento di un titolo, conquista di una preda sentimentale, emozione nell’aver diffamato qualcuno di empatico e pericoloso per le sue maschere). Come può da uno sguardo trapelare un’emozione se l’emozione autentica non viene minimamente provata? È impossibile, e con un attento e costante esercizio di individuazione si può imparare a cogliere sempre di più la sfumatura tra sguardo di persona autentica e sguardo di vampiro energetico/narcisista/manipolatore. È difficile, sì è difficile, ma studiando, imparando a capire le persone, si può arrivare a trovare le chiavi per individuare le differenze, anche in quelle persone insospettabili, benvolute da tutti, ma che dentro invece hanno una radicata matrice di invidia, desiderio di svalutazione degli altri e irrisoluzione.

Bàsati sempre sulle sensazioni “di pancia” che provi in presenza di quella determinata persona. Valuta non con la testa ma con le sensazioni. Non credere alle parole che escono dalla bocca, ma cerca di percepire se c’è calore umano sincero nei suoi occhi. Cerca di capire empaticamente se c’è morbidezza umana o espressioni facciali artefatti, costruiti, volti a creare sorrisi carini e gentili, ma privi, dentro di vere emozioni corrispondenti a quell’espressione. È più difficile a dirsi che a farsi. Se ci si prende la mano, si arriva a comprendere in pochi secondi se una persona è piena di anima o se invece ne è totalmente priva e mente con gli occhi, con lo sguardo, con i finti sorrisi. Prendi per un attimo in esame la persona a cui indubbiamente stai pensando adesso (o più di una, se ne stai pensando di più): ha reazioni spontanee alle emozioni? La senti di pancia? Il suo sguardo è limpido? Luminoso? E non intendo brillante e vanaglorioso, perché è altro. Sicuramente le risposte sarebbero scontate, ora che valuti con una lente giusta. Una persona con tratti narcisistici o narcisista potrebbe elargire sorrisi raggianti, risate sonore, rumorose anche, o potrebbe fissare negli occhi dispensando parole di amore eterno e di romanticismo, di promesse e fantasie per il futuro, MA un conto è avere sguardi affamati di approvvigionamento narcisistico e voglia di manipolare, E UN CONTO È AVERE UNO SGUARDO PURO, privo di controllo, privo di macchinazione, privo di invidia nascosta da rassicuranti sorrisini perbenisti (tipico delle “amiche” narcisiste verso la loro amica empatica). Se guardi la realtà con l’empatia e non con la superficialità (loro), sicuramente avrai le risposte che cerchi da te, in pochissimi secondi, da ora in poi, per il futuro, come tuo autoscudo da personalità abusanti e soprattutto manipolatorie.

La Seducente Illusione dello Sguardo Narcisistico

Gli occhi appaiono in primo piano nella relazione con un’altra persona. Tu guardi negli occhi di qualcuno per leggere in lui, per consentire a lui di leggere in te, distogli lo sguardo da qualcuno per trasmettere certe emozioni, eviti di incontrare lo sguardo di qualcuno per trasmetterne altre. Di solito, fissare un’altra persona è considerato rozzo e maleducato, sebbene possa denotare attenzione e persino infatuazione, ma anche quello sguardo da un ammiratore infatuato può essere considerato maleducato, figuriamoci lo sguardo interminabile di un passante che non può credere a ciò a cui lui o lei sta assistendo.

  1. Lo Sguardo Seduttivo: Non è usato da tutti i nostri simili, ma se vi siete stati sottoposti, lo saprete e lo ricorderete bene. Era il momento in cui quei brillanti occhi blu si agganciavano ai tuoi occhi e fissavano profondamente dentro di te. Quegli occhi scintillanti di smeraldo sembravano incantati mentre ti fissavano. Gli intensi occhi marroni che sembravano sciogliersi mentre ti fissavano incerto. Qualunque sia il colore dei nostri occhi, quando hai ricevuto per la prima volta uno sguardo seducente, il colore sembrava diventare più luminoso, la luce splendeva in essi e l’intensità del nostro sguardo era immensa. Non era tanto l’essere guardato, ma piuttosto un evento in sé. Il nostro sguardo fisso era insolito perché probabilmente non lo avevi mai sperimentato da nessun altro in precedenza. In quel momento, il nostro sguardo implacabile ti diceva che tu e solo tu eri importante. Non c’era nient’altro di significativo nell’universo. Lo sfondo svaniva, i suoni circostanti si attenuavano e tutte le distrazioni venivano allontanate. Volevamo mostrarti che la nostra devozione per te andava oltre ogni altra cosa. Solo permettendo a noi stessi di fissarti per così tanto tempo siamo stati in grado di trasmettere la profondità del nostro amore, l’enormità del nostro desiderio per te, la portata del nostro bisogno di stare con te. Il tempo è rallentato e poi si è fermato, la tua pelle fremeva dall’esperienza di questo sguardo allettante. Il tuo respiro ti si fermava nei polmoni, il tuo viso sembrava arrossire e l’ondata di dipendenza ti travolgeva, mandandoti un brivido su e giù per la spina dorsale, attorno al collo e contorcendoti lo stomaco. Eppure, ciò che hai davvero visto mentre quei due occhi continuavano a penetrare profondamente in te, era te stesso. Abbiamo iniziato questo rapporto sapendo che guardarti per un periodo di tempo non convenzionale ti avrebbe fatto sentire a disagio e affascinato, così ci avresti mostrato cosa c’era nei tuoi occhi. Ci avresti rivelato il tuo desiderio, il tuo amore, le tue speranze, i tuoi desideri e la tua dedizione. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato rispecchiare a te quello che ci avevi mostrato, amplificato attraverso gli auspici dell’imitazione per la quale siamo diventati famosi. In quel momento, mentre sostenevamo il tuo sguardo dall’altra parte del tavolo, o dopo quel bacio, o mentre giacevamo sopra di te, ti abbiamo mostrato te stesso e così abbiamo piantato i semi che ti hanno fatto innamorare di noi, ma in realtà ti eri innamorato di te stesso. Questo è il motivo per cui il tuo amore è diventato qualcosa che va oltre qualsiasi cosa tu abbia mai sperimentato prima. Il mondo turbinava nei nostri occhi, il tuo mondo. Abbiamo offerto possibilità illimitate attraverso la promessa che ti abbiamo rispecchiato e mantenendoti in questo sguardo ti abbiamo detto che ti volevamo sopra qualsiasi cosa e ogni altra cosa. Ti volevamo. Ti volevamo.

  2. Lo Sguardo Vuoto: In “Perché il narcisista sembra così strano”, ho spiegato riguardo all’impostazione sconosciuta in cui la persona che una volta ha illuminato la tua vita, diventa come un estraneo, quasi un automa. Questo è un cambiamento che si verifica quando inizia la svalutazione. Se sperimenti questo, allora potresti anche sperimentare lo sguardo in questo frangente. Questo sarà uno sguardo vuoto che è accentuato dall’espressione vuota che lo accompagna. Non è uno sguardo di confusione o malintesi; non è uno sguardo di oscurità, ma è invece lo sguardo vuoto di una persona vuota. Stai guardando il vuoto che esiste in tutti i nostri simili. Questo rappresenta il punto di svolta. Lo sguardo seduttivo brillava, ardeva e splendeva delle emozioni positive costruite che ti avrebbero indotto a rispondere con carburante positivo. Quello è andato. L’oscurità della svalutazione non è ancora iniziata con il suo disegno del carburante negativo. Invece, stai assistendo alla via di mezzo. Questo farà sì che tu divenga confuso. Ti porterà a chiedere se tutto va bene e a domandarti cosa è successo. Sarai disorientato su dove sono andati quegli sguardi mesmerici e scintillanti. Perché non vieni più guardato con quello sguardo penetrante ed edificante? Dove siamo andati? Se avevamo un’anima, è come se fosse stata risucchiata da dentro di noi, lasciando solo questo guscio. Non puoi lamentarti di essere trattato male, dal momento che non sono stati ancora messi in atto abusi contro di te.

  3. Lo Sguardo Malevolo: Questo, forse, è lo sguardo che più si associa alla nostra specie. Quando sei sottoposto al nostro sguardo malevolo, i nostri occhi si scuriscono, enfatizzati dalla contorsione dei nostri lineamenti che ci fa apparire come qualcos’altro. Il verde incandescente, il blu splendente e il marrone beato sono svaniti. Questo sguardo ti farà fare un passo indietro sotto il suo impatto. L’odio che è contenuto nell’oscurità dell’inchiostro ti renderà freddo, ti manderà ghiaccio nel cuore ed è abbastanza da farti scoppiare in lacrime. Il terrore ti afferra perché quando ti viene indirizzato questo sguardo, stai vedendo il male nel nostro essere. L’odio puro e non adulterato che abbiamo per te. È ribollente, denso e vizioso. Potresti aver colto qualche occasionale sguardo malevolo da noi, solo un lampo di odio, ma quello è qualcos’altro. Quei brevi sguardi erano avvertimenti che potevano essere usati solo per un istante per evitare il rilevamento da parte di terzi e la frattura della facciata. Questo è uno sguardo fisso. A volte può essere accompagnato da sibili di minaccia e insulti. La persona che pensavate fossimo sarà completamente assente. Il tuo mondo è stato annientato in un istante e sostituito da due sfere di nero scintillante, che ti dicono che sei odiato.

  4. Lo Sguardo di Disprezzo: Puoi forse essere testimone di questo se ti viene effettivamente detto dello scarto. Più spesso, appare post scarto quando provi a vederci, a supplicare le nostre risposte, a pregarci di tornare con te e così via. Questo sguardo è di puro disprezzo. Disprezzo e disgusto per te. Come diavolo siamo arrivati ad accoppiarci con una persona così debole, così patetica e disgustosa come te. Ci fai rabbrividire a pensare che una volta ti abbiamo anche guardato con favore, amore e desiderio. La vergogna che proviamo a scegliere qualcuno come te viene gettata da parte per essere coperta da uno sguardo sprezzante, progettato per indebolire la tua posizione e dirti senza mezzi termini che non vogliamo avere nulla a che fare con te. Abbiamo una persona molto migliore. Questo sguardo è per spingerti a stare lontano e per proibirti di ricordarci che una volta ti avevamo promesso il mondo. Non vogliamo ricordare certe questioni. Qualcun altro riceve quelle promesse ora.

  5. Il Recupero Successivo Maligno: Come puoi aspettarti, adotta lo stesso approccio dello sguardo malevolo sopra descritto. Se dovessimo contattarti per cercare di convincerti a tornare da noi, che si tratti di post-scarto o di post-fuga, cercheremo di sostenere il tuo sguardo ancora una volta. Questa volta quei nostri occhi brilleranno di nuovo ma di speranza, desiderio e contrizione. Ancora una volta questo è puro artificio. Tutto quello che stiamo facendo è rispecchiare ciò che ci mostri. La speranza che potremmo aver visto l’errore del nostro comportamento. Il desiderio che noi arriviamo alla consapevolezza di aver sbagliato. Il dolore per una persona che deve comportarsi in questo modo. Il rimorso per esserti impegnato con una persona così vile. Il desiderio che hai che il periodo d’oro risplenda ancora una volta. Lo sguardo è un’arma importante quando ci impegniamo con te.

Hai trovato interessante Lo Sguardo del Narcisista? Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G.

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