Il Ruolo dell'Insegnante: Tra Difficoltà e Desiderio di Sapere secondo Massimo Recalcati

La figura dell'insegnante, nel tessuto della società, riveste un'importanza capitale. La sua funzione, in qualità di educatore, è di notevole rilievo e presuppone una grande responsabilità, dovendo garantire la formazione e l'istruzione delle nuove generazioni, la futura classe dirigente. In questo contesto, si pone una domanda fondamentale: nell'ambito del processo di apprendimento, l'insegnante debba trasformarsi in un mero "facilitatore", cercando di semplificare il più possibile le nozioni da trasmettere, o possa invece rappresentare una figura più complessa, persino "difficile"?

La Figura del Maestro: Oltre la Semplificazione

Lo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati, richiamando la figura del giovane Pier Paolo Pasolini nei panni di maestro, sottolinea come il compito primario di un insegnante sia quello di "svegliare nell'alunno la coscienza della intelligenza". Lungi dal proporre una semplificazione dei contenuti, l'insegnante dovrebbe anzi sforzarsi di "essere difficile". Questo "difficile", secondo Recalcati, non è sinonimo di oscurità o elitarismo, ma rappresenta piuttosto l'accesso al "nuovo", a ciò che trascende il già visto, il già conosciuto, il già detto. Alimentare la curiosità negli allievi significa, in questo senso, accendere il fuoco del desiderio di sapere.

Massimo Recalcati mentre tiene una lezione

Recalcati descrive il maestro "difficile" non come una figura severa e disumana, ma come colui che istituisce una "soglia", un ostacolo che stimola la ricerca e la curiosità, anziché scoraggiarle. Questa postura fondamentale del maestro si basa sulla consapevolezza di una "differenza sostanziale, una asimmetria che non può essere cancellata tra la sua responsabilità e quella dei suoi allievi". Il farsi "muro" del maestro, dunque, favorisce l'emergere di un desiderio di sapere nuovo, spingendo l'allievo a "valicare un limite, di oltrepassare una soglia, di farsi catturare dall'enigma che il desiderio di sapere del maestro costituisce per l'allievo". In definitiva, il vero ruolo dell'insegnante, secondo Recalcati, è quello di "aprire vuoti nelle teste, aprire varchi nei discorsi già costituiti, fare spazio, aprire mondi e aperture mai pensate prima". Questa è l'"erotica dell'insegnamento".

La Crisi dell'Autorità Scolastica e il Valore della Lezione

Oggi, insegnare è una pratica intrinsecamente difficile per molteplici ragioni. La scuola, come istituzione e autorità, sta progressivamente perdendo credibilità e considerazione. Questa dissoluzione del patto tra le generazioni ha indebolito il ruolo dell'insegnante, che non viene più percepito dai ragazzi come un prolungamento dell'autorità genitoriale, come accadeva in passato. A ciò si aggiungono le scarse risorse destinate alla scuola pubblica, la condizione precaria dell'edilizia scolastica e una generale svalutazione sociale del ruolo docente.

Nonostante queste sfide, Recalcati difende fermamente il valore della lezione frontale, intesa non come una mera trasmissione di informazioni, ma come un momento privilegiato di incontro e scambio. L'ora di lezione, nel suo ideale, è il luogo in cui si superano i mondi isolati (tecnologico, virtuale, sintomatico) e l'animo umano riesce a sublimarsi in una relazione di incontro, scambio e "eros", ovvero desiderio di sapere. La parola del docente, quando è espressione di un desiderio autentico di sapere, ha il potere di accendere negli studenti la passione per l'apprendimento. "Non c’è educazione alla lettura, se non c’è la parola di un maestro", afferma Recalcati, sottolineando come il sapere trasmesso con amore e autenticità sia ciò che conta realmente nella formazione di un individuo.

Un gruppo di studenti che ascolta attentamente un insegnante

L'Insegnante come "Portatore di Fuoco"

Recalcati utilizza una potente metafora tratta dal romanzo "La Strada" di Cormac McCarthy per definire la vera essenza dell'insegnante: "portare il fuoco". Il bravo insegnante è colui che non si limita a riempire le teste degli studenti con nozioni già codificate, ma è colui che stimola dubbi, domande, riflessioni profonde. Valorizza le unicità degli studenti, accogliendo anche le loro difficoltà e peculiarità, senza cercare di omologarli a un modello prestabilito di "allievo ideale". L'insegnante efficace non toglie ostacoli, ma crea la soglia che fa scattare la curiosità e rende lo studio un atto di desiderio.

L'esperienza scolastica può fallire nel suo compito di dare frutto, di far fiorire la vita, nel momento in cui la Scuola-dispositivo prevale sulla Scuola-radura. La prima rischia di diventare un'istituzione "asfissiante, alienante, iper-burocratica", un luogo di "normalizzazione e di irreggimentazione", dove il pensiero divergente viene allontanato e sanzionato, e il pensiero "differente" è annientato in nome di un sapere stantio e ripetitivo. Una scuola per "secchioni", che non riconosce e non valorizza chi devia dalla strada segnata, ammalata di "istituzionalizzazione".

Fare la differenza! Dario Ianes dialoga con Paola Mattioli, Carlo Scataglini e Elisabetta Saglietti

Il Maestro come "Muro" che Suscita Desiderio

Il maestro-muro, lungi dall'essere un ostacolo insormontabile, mette in gioco una differenza sostanziale, un'asimmetria che non può essere cancellata tra la sua responsabilità e quella dei suoi allievi. Questo farsi muro favorisce l'emergere di un desiderio di sapere nuovo. "Essere difficile" non significa essere volutamente oscuri, né difendere una concezione elitaria del sapere, né tantomeno fare equivalere il sapere al potere, ma suscitare il desiderio di valicare un limite, di oltrepassare una soglia, di farsi catturare dall'enigma che il desiderio di sapere del maestro costituisce per l'allievo.

La Trasmissione dell'Amore per il Sapere

Ciò che conta nella formazione di un bambino o di un giovane non è tanto il contenuto del sapere, ma la trasmissione dell'amore per il sapere. Gli insegnanti che rimangono impressi nella memoria degli studenti non sono solo quelli che trasmettono conoscenze, ma coloro che incarnano un amore autentico per il sapere. Recalcati sottolinea come il sapere autentico scuota l'anima, rivoluzioni la vita, faccia tremare la voce del maestro, e ogni volta che lo si dice, è come se lo si pronunciasse per la prima volta. È qualcosa che passa tra gli occhi degli studenti e la voce del maestro, e ha a che fare con l'immensità, col desiderio d'infinito che tiene alta l'attenzione degli allievi.

La Scuola come Radura e Luogo di Incontro

La scuola, nella visione di Recalcati, dovrebbe essere una "radura" nel cuore di un bosco, un luogo di aperture impreviste che si aprono quando ci si muove sui sentieri che si perdono nel fitto di una foresta. La verità, come insegna l'origine della parola greca "aletheia", è un dischiudersi, uno svelarsi. La parola che nasce in aula squarcia il buio, come il fuoco del desiderio. Il vero insegnante è colui che parla a partire dal proprio fuoco, per questo la sua parola è luminosa, perché quello che dice sgorga dalla sua vita. È questo il senso profondo della testimonianza.

Illustrazione metaforica di una scuola come radura in una foresta

Il Maestro e l'Onda del Sapere

Accanto all'immagine del fuoco, Recalcati presenta quella dell'onda, che riprende da un passo di Deleuze. Un bambino sulla spiaggia che si accinge a imparare a nuotare imita il maestro, ma non è questo il cuore della sua formazione. "È solo l’incontro con il reale dell’onda che può scuotere l’allievo dal suo torpore imitativo". L’allievo non può limitarsi a fare come il maestro. Si impara con il maestro, che ci porta fino al punto in cui incontriamo l’onda e inventiamo un nostro stile. È nel modo imperfetto, unico, irripetibile con cui affronteremo l’onda, che nascerà qualcosa di nuovo. Il maestro ci spinge verso l’onda, ma non ci getta mai nella tempesta.

Insegnare: Un Mestiere Impossibile ma Essenziale

Freud ci ricorda che fare il genitore, l’insegnante e il governante sono mestieri impossibili. Prendersi cura degli altri, educarli, ha sempre a che fare con qualcosa che va al di là dei nostri migliori programmi o intenzioni. Eppure, è proprio in questa consapevolezza della fragilità e della mancanza che risiede la nostra umanità e la nostra capacità di prenderci cura l’uno dell’altro. La scuola può essere uno spazio in cui ascoltare una lezione o affrontare una prova significano accendere un fuoco e andare incontro a un’onda, piuttosto che un luogo di angoscia e di ansia da performance. Da qui può nascere una nuova alleanza educativa, tra studenti e insegnanti, tra studenti e studenti. La scuola, pur essendo sempre in crisi, resiste, ed è il luogo di una mancanza che, se sapientemente gestita, può diventare il motore del desiderio e dell'apprendimento.

tags: #massimo #recalcati #insegnanti

Post popolari: