Le nostre menti sono straordinarie macchine di elaborazione, capaci di creare rappresentazioni interne del mondo che ci circonda. Queste rappresentazioni, note come mappe cognitive, sono fondamentali per la navigazione, la pianificazione e la comprensione dello spazio. Tuttavia, uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Bologna e dell'Università di Aarhus (Danimarca) rivela che le mappe cognitive che la nostra mente utilizza per rappresentare la geografia sono spesso significativamente diverse dalla realtà disegnata sulle carte geografiche. Lo studio, pubblicato sul Journal of Environmental Psychology, ha esplorato le distorsioni sistematiche presenti nelle nostre percezioni spaziali, concentrandosi in particolare sulla rappresentazione dell'Italia, della Sardegna e di alcune capitali europee.

Un'Italia "Raddrizzata" e Semplificata
La prima fase della ricerca ha investigato la mappa cognitiva dell'Italia. Attraverso test che includevano il confronto tra coppie di città per determinarne la posizione relativa in termini di est/ovest e nord/sud, sono emerse diverse distorsioni comuni. Ad esempio, Venezia viene quasi universalmente percepita come più a est di Catania, mentre Milano è ritenuta più a est di Palermo. In realtà, la situazione è invertita in entrambi i casi. Similmente, tra Bologna e Roma, la maggior parte dei partecipanti ha indicato Bologna come più a est, quando è Roma a trovarsi leggermente più a oriente, una realtà che sorprende molti. Roma, infatti, si posiziona persino più a est di Venezia, un dato che contrasta con la percezione comune.
Marco Costa, docente al Dipartimento di Psicologia dell'Alma Mater e guida della ricerca, spiega che queste distorsioni obbediscono a una regola generale di semplificazione e geometrizzazione. Nel caso dell'Italia, il fenomeno più marcato è la "rotazione" dell'asse longitudinale della penisola. Mentre una mappa geografica mostra l'Italia ruotata di circa 47 gradi rispetto all'asse orizzontale, le mappe cognitive la tendono a "raddrizzare", riducendo questo angolo medio a circa 74 gradi. Questa semplificazione geometrica spiega le difficoltà riscontrate nel confrontare correttamente le città sull'asse est-ovest.
Oltre alla rotazione, l'Italia nelle mappe cognitive appare spesso più corta e schiacciata, con una larghezza sovrastimata. Anche i confronti nord-sud presentano incongruenze: Aosta è frequentemente immaginata più a nord di Trento, quando è il contrario. Cagliari, inoltre, è spesso ritenuta più a nord di Foggia e Taranto, mentre in realtà si trova più a sud di entrambe. Il risultato complessivo è una penisola dalla silhouette "normalizzata", con una forma geometrica più regolare e compatta rispetto alla sua reale conformazione.
Le isole maggiori non sfuggono a queste distorsioni. La Sicilia, in media, viene spostata più a meridione e allineata con la punta della Calabria, portando a immaginare Messina come più a sud di Reggio Calabria. Anche la posizione della Sardegna subisce significative alterazioni nella mappa cognitiva.

La Sardegna: Un'Isola Spostata al Nord
Per escludere le distorsioni legate alla rotazione dell'asse peninsulare, i ricercatori hanno dedicato un test specifico alla sola Sardegna, partendo da una mappa geografica corretta dell'Italia, ma priva dell'isola. Ai partecipanti è stato chiesto di disegnare il profilo della Sardegna e di posizionarla nel modo più accurato possibile rispetto alla penisola. Anche in questo caso, i risultati hanno evidenziato una forte tendenza a seguire schemi geometrici precisi.
La distorsione principale emersa è il posizionamento della Sardegna decisamente più a settentrione rispetto alla realtà. L'isola, che in realtà si trova sulla stessa latitudine dell'Italia meridionale, viene quasi sempre visualizzata nelle mappe cognitive spostata verso nord, assumendo una posizione più centrale rispetto alla costa tirrenica. Leonardo Bonetti, dottorando all'Università di Aarhus e coautore dello studio, spiega che le mappe cognitive seguono un principio di semplificazione rispetto alla realtà, portando a una tendenza ad aumentare la simmetria tra i confini dei diversi territori.

L'Europa: Più Piccola e con Anomalie Nordiche
La terza parte dello studio ha analizzato la mappa cognitiva dell'Europa, concentrandosi sul posizionamento delle principali capitali. I risultati indicano un continente percepito come più piccolo rispetto alla realtà, con distanze generalmente sottostimate tra le città. L'unica eccezione a questa tendenza riguarda Londra e Dublino, che vengono mediamente rappresentate molto più a nord di quanto non siano in realtà. Bonetti ipotizza che questo fenomeno sia legato al fatto che Regno Unito e Irlanda, essendo isole separate dal continente, siano percepite come più distanti.
L'analisi del posizionamento delle capitali rivela ulteriori distorsioni. Londra è spesso collocata più a nord di Amsterdam e Berlino, mentre geograficamente si trova a sud di entrambe. Anche le posizioni di altre capitali subiscono "aggiustamenti": Vienna, situata vicino al confine orientale dell'Austria, viene spostata verso ovest e avvicinata all'Italia. Madrid e Lisbona, invece, tendono a essere posizionate più a nord, assumendo una collocazione più centrale all'interno dell'Europa percepita.
GEOGRAFIA: la popolazione
Verso una Nuova Geografia della Mente
I dati raccolti dai tre test confermano un principio fondamentale: quando si tratta di rappresentare lo spazio geografico, la nostra mente tende a semplificare e a regolarizzare. Marco Costa conclude che questi studi delineano le regole generali che la nostra mente utilizza per creare mappe cognitive dello spazio, come la tendenza ad allineare i territori rispetto agli assi ortogonali o a collocarli seguendo precise strutture geometriche.
Queste scoperte hanno implicazioni significative per la didattica della geografia. Comprendere le difficoltà più comuni nel processo di immaginazione dello spazio geografico può rivelarsi prezioso per migliorare l'insegnamento della materia fin dalla più tenera età. Riconoscere queste "distorsioni cognitive" permette di sviluppare strategie pedagogiche più efficaci, aiutando gli studenti a colmare il divario tra la loro percezione interna del mondo e la sua rappresentazione cartografica oggettiva. La consapevolezza di queste tendenze mentali può rendere la lettura delle mappe geografiche più chiara e intuitiva, contribuendo a una migliore comprensione del nostro pianeta.
Lo studio, frutto della collaborazione tra Marco Costa dell'Università di Bologna e Leonardo Bonetti dell'Università di Aarhus, si inserisce nel più ampio campo della psicologia cognitiva, che a partire dagli anni '60 ha iniziato a indagare i processi mentali. Figure come Edward C. Tolman, con i suoi concetti di "mappa cognitiva" e "apprendimento latente", hanno gettato le basi per la comprensione di come gli organismi acquisiscono e utilizzano informazioni spaziali, discostandosi dal semplice schema stimolo-risposta per abbracciare modelli più complessi che includono scopi, aspettative e rappresentazioni interne. L'indagine sulle mappe cognitive della Sardegna e dell'Europa contribuisce a fornire una base empirica solida a queste teorie, illustrando come i principi di semplificazione e geometrizzazione governino la nostra percezione dello spazio su diverse scale.
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