Mangiare Compulsivo: La Verità Dietro il Binge Eating Disorder

Il Binge Eating Disorder (BED), noto anche come disturbo da alimentazione incontrollata o disturbo da fame compulsiva, è un disturbo alimentare complesso che va oltre la semplice golosità o una dieta fallita. Spesso confuso con la bulimia nervosa, il BED si distingue per episodi ricorrenti di abbuffate caratterizzati da un'ingestione di cibo in quantità considerevoli e in un lasso di tempo limitato, accompagnati da una marcata sensazione di perdita di controllo. Questo disturbo, che colpisce una percentuale significativa della popolazione, in particolare le donne nei paesi occidentali ma sempre più anche gli uomini, interferisce profondamente con la vita e il benessere della persona.

Cosa Definisce un'Abbuffata Compulsiva?

Per comprendere appieno il Binge Eating Disorder, è fondamentale definire cosa costituisca un'abbuffata compulsiva. Ricercatori hanno analizzato in dettaglio le esperienze di coloro che soffrono di questa condizione, identificando due caratteristiche comuni: una quantità di cibo mangiata che è consistente e, soprattutto, una sensazione di perdita di controllo. Questa seconda caratteristica distingue nettamente l'abbuffata compulsiva dall'alimentazione quotidiana eccessiva o dalla semplice indulgenza.

Le descrizioni personali delle abbuffate compulsive sono spesso rivelatrici. Molti pazienti descrivono un impulso irresistibile a mangiare, quasi come se fossero in trance. L'atto di mangiare avviene rapidamente, a volte senza nemmeno masticare adeguatamente, e il cibo viene ingurgitato voracemente, fino a raggiungere un doloroso e spiacevole senso di sazietà, spesso senza avvertire alcuna fame fisiologica. I primi momenti di un'abbuffata possono essere piacevoli, con il gusto e la composizione del cibo che sembrano molto apprezzabili. Tuttavia, questa sensazione è raramente duratura, lasciando presto spazio a sentimenti di colpa, vergogna e frustrazione.

Le persone che soffrono di BED mangiano ad una velocità notevolmente superiore rispetto a chi non ha disturbi alimentari. Molti si riempiono la bocca di cibo in maniera meccanica, bevendo abbondantemente per facilitare la deglutizione, contribuendo così a un senso di pienezza e gonfiore. Alcuni camminano o gironzolano mentre mangiano, con un'espressione disperata. L'accesso al cibo diventa estremamente importante, spingendo alcuni a prendere quello degli altri, a rubarlo nei negozi, o a mangiare cibo scartato.

persone che mangiano in segreto

L'abbuffata è quasi sempre premeditata, spesso preceduta dall'acquisto di specifici tipi di cibo. Solitamente, questi episodi avvengono quando la persona è da sola, per via dell'imbarazzo, della vergogna o della rabbia provate per il proprio comportamento. La segretezza è una caratteristica fondamentale; alcune persone sono talmente vergognose che riescono a nascondere il disturbo per anni, mangiando in modo apparentemente normale in presenza di altri e ricorrendo a notevoli sotterfugi per mantenere il segreto.

Le Radici Multifattoriali del Binge Eating Disorder

Le cause del Binge Eating Disorder sono di natura multifattoriale, intrecciando fattori biologici, psicologici, familiari, sociali e lavorativi. La singola abbuffata è spesso facilitata da fattori neuroendocrini legati alla disregolazione dell'assetto glicemico. La componente psicologica gioca un ruolo decisivo: gli episodi di abbuffata rappresentano una modalità alterata di gestione delle emozioni, una fuga o una difesa disadattiva rispetto a complessità e vissuti emotivi che il paziente percepisce come ingestibili.

Il disturbo è nettamente più diffuso nei pazienti che hanno un parente di primo grado affetto dalla stessa patologia, con una prevalenza stimata intorno al 50-60%. Questo suggerisce una predisposizione genetica o familiare.

All'origine dell'abbuffata c'è spesso una storia di fallimentare diete dimagranti iniziate e poi abbandonate, ma soprattutto un'incapacità di fondo nella gestione delle proprie emozioni. La ricerca del cibo per puro piacere, in un mondo sempre più circondato e sommerso da esso, ha modificato l'atto alimentare trasformandolo in un imperativo del godimento piuttosto che della sopravvivenza, generando insicurezze e ansie riguardo a cosa e quanto mangiare.

Le persone che soffrono di BED, e in generale i soggetti in sovrappeso, presentano spesso caratteristiche di personalità come il perfezionismo, la bassa autostima e l'insoddisfazione nei confronti della vita e di sé stessi. Questa insoddisfazione può portare a un'estrema preoccupazione per la forma e il peso corporeo. Per far fronte a queste emozioni, una delle soluzioni adottate è l'inizio di una nuova dieta, spesso molto restrittiva, che evita determinati cibi, riduce le porzioni o salta i pasti.

Tuttavia, lo stare a dieta induce un senso di deprivazione che può scaturire l'insorgere del fenomeno dell'abbuffata. L'abbuffata compulsiva è una risposta naturale all'essere cronicamente a dieta e agli sforzi prolungati di mantenere un peso corporeo più basso. Questo comportamento può essere vissuto come fuori dal controllo personale, inducendo un senso di vergogna e colpa per aver infranto le proprie regole e per non essere stati capaci di controllarsi.

La paura di aumentare di peso può essere così forte da portare a misure compensatorie estreme come il vomito autoindotto o l'abuso di lassativi e diuretici, sebbene questo sia più tipico della bulimia nervosa. Più frequentemente, nel BED, si assiste al tentativo di riacquistare il controllo intraprendendo un nuovo periodo di diete, creando un ciclo autoperpetuante: ad ogni perdita di controllo si verifica un peggioramento delle caratteristiche personali e un aumento delle preoccupazioni per forme e peso.

schema ciclo binge eating

È solo quando la persona inizia a interrompere questo schema, mangiando normalmente, che gli impulsi ad abbuffarsi recedono, e il cammino verso la guarigione può dirsi iniziato.

Le Conseguenze sulla Salute Fisica e Mentale

Il susseguirsi di abbuffate incontrollate è chiaramente rischioso per la salute del paziente e per il suo benessere mentale. In particolare, l'obesità è uno dei principali rischi del Binge Eating Disorder, comportando a catena altri disturbi quali diabete, ipertensione, problemi cardiovascolari e respiratori, e di conseguenza una maggiore predisposizione alla mortalità.

Oltre alle implicazioni fisiche, il BED ha profonde ripercussioni sulla salute mentale. Chi ne soffre il più delle volte nasconde il problema, si isola, si colpevolizza e si rassegna, compromettendo le relazioni interpersonali e la qualità della vita. Problemi di adattamento del ruolo sociale sono comuni, poiché la persona fatica a svolgere le funzioni attese nei contesti in cui vive.

La Sindrome dell'Alimentazione Notturna (NES) e la sua Relazione con il BED

La Night Eating Syndrome (NES), o Sindrome dell'Alimentazione Notturna, è una condizione complessa e ancora poco conosciuta che si colloca all'incrocio tra il comportamento alimentare disfunzionale, la regolazione emotiva e i disturbi del ritmo sonno-veglia. Il tratto distintivo della NES è la tendenza a concentrare l'assunzione di cibo nelle ore serali o notturne, con un pattern che si ripete nel tempo. A livello esperienziale, ciò che accade nella NES è molto simile a una forma di "emotional eating", ovvero alimentazione guidata non dalla fame fisiologica, ma da uno stato emotivo disagevole.

Tuttavia, nel caso della NES, questo "mangiare per emotività" si colloca in una fascia temporale molto specifica - quella notturna - in cui il livello di vigilanza e la capacità di autoregolazione sono fisiologicamente alterati. Questo rende la NES una sindrome complessa, non riducibile a una semplice cattiva abitudine.

Nonostante le somiglianze, la NES non è formalmente inclusa nei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione riconosciuti dal DSM-5 come il BED. Manca, per esempio, l'elemento della perdita di controllo in senso stretto e non sempre sono presenti le abbuffate massicce e rapide tipiche del BED. La NES si colloca quindi tra le "altre condizioni clinicamente rilevanti".

Le caratteristiche principali della NES includono:

  • Assunzione di cibo concentrata nelle ore serali e notturne: La persona consuma una porzione significativa delle calorie quotidiane dopo cena, spesso svegliandosi appositamente per mangiare.
  • Presenza di coscienza e ricordo degli episodi: A differenza di alcune forme di parasomnia alimentare, nella NES la persona è consapevole dell'atto alimentare e lo ricorda al risveglio.
  • Ridotta assunzione di cibo al mattino: Marcata ipoalimentazione nelle prime ore del giorno, con saltare la colazione o pasti mattutini molto leggeri per assenza di appetito.
  • Umore peggiorato nelle ore serali: Andamento depressivo serale, con aumento di tristezza, ansia e tensione psicologica, che può scatenare il comportamento alimentare notturno come automedicazione affettiva.
  • Disturbo del sonno associato: Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni frequenti, con il risveglio spesso accompagnato da un forte desiderio di mangiare.
  • Senso di perdita di controllo e disagio psicologico: Simile al BED, ma concentrato in momenti specifici.
  • Dissociazione tra fame fisiologica e impulso emotivo: Il comportamento alimentare risponde più a una spinta emotiva che a un bisogno nutritivo, diventando un modo per sedare stress, ansia, insonnia o solitudine.

La NES condivide numerose caratteristiche con il Binge Eating Disorder, tanto da poter generare confusione diagnostica. Tuttavia, le due condizioni non sono sovrapponibili. Nel BED è possibile riscontrare comportamenti compatibili con la NES, ma non tutte le persone con NES soddisfano i criteri per una diagnosi di BED.

Disturbi Alimentari: Anoressia, Bulimia, Binge-eating. | #TELOSPIEGO

Il Ruolo delle Dietee e il Ciclo Vizioso

La storia di ripetuti tentativi di dieta è un elemento centrale nella comprensione del BED. Le diete yo-yo, caratterizzate da un rapido alternarsi di perdita e aumento di peso, sono un terreno fertile per lo sviluppo di disturbi alimentari. Queste diete, spesso restrittive, inducono un senso di deprivazione che può innescare il desiderio irrefrenabile di cibo.

Studi su modelli animali hanno dimostrato che il cibo, specialmente quello ricco di zuccheri e grassi, può creare assuefazione e spingere al mangiare compulsivo, in modo analogo alle droghe. Ripetute abbuffate possono influire sul cervello, causando cambiamenti comportamentali e neurobiologici tipici della dipendenza, con un crollo nel sistema di ricompensa cerebrale legato alla dopamina. Le persone che seguono diete yo-yo tendono a essere meno sensibili alla dopamina, il neurotrasmettitore del benessere.

Questo squilibrio può portare al BED, dove si perde il controllo sul cibo. Il ciclo vizioso si autoalimenta: la dieta restrittiva porta all'abbuffata, l'abbuffata genera senso di colpa e vergogna, che spinge a una nuova dieta restrittiva.

Percorsi di Guarigione: Un Approccio Multidisciplinare

La buona notizia è che il Binge Eating Disorder può essere efficacemente curato e trattato. Il primo passo fondamentale è prendere atto della necessità di un supporto qualificato e avere una ferma volontà di guarire. Un comune trattamento dimagrante da solo non può risultare efficace nel lungo termine, poiché non affronta le cause profonde del disturbo.

Il trattamento più efficace nel contrastare il BED è costituito dalla terapia psiconutrizionale interdisciplinare, che mira a determinare una significativa diminuzione o addirittura la scomparsa delle abbuffate. L'approccio terapeutico deve essere multidisciplinare, coinvolgendo figure specializzate in psichiatria e psicoterapia.

Nella diagnosi e nel trattamento del Disturbo da Alimentazione Incontrollata è importante tener conto dell'aspetto emotivo ed emozionale che accompagna gli episodi di abbuffate. Le tecniche psicologiche utilizzate includono la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che affronta sia le abitudini alimentari inadeguate sia gli aspetti cognitivi sottostanti come la sopravvalutazione dell'importanza del peso e della forma fisica. Un'altra forma di terapia psicologica utile è la terapia interpersonale, che si concentra sul miglioramento delle relazioni con gli altri.

In alcuni casi, lo psichiatra può suggerire l'integrazione della psicoterapia con una terapia farmacologica, prevedendo la somministrazione di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Questi farmaci possono aiutare a ridurre la frequenza delle abbuffate, migliorare il tono dell'umore e diminuire la sensazione di perdita di controllo.

È importante sottolineare che la guarigione dal BED è un percorso complesso e spesso lungo, che richiede almeno un anno di trattamento. Non si tratta di una mancanza di volontà, ma di comprendere e gestire le cause sottostanti del comportamento alimentare. Cambiare il modo di affrontare le emozioni spiacevoli è difficile, ma possibile.

terapeuta che parla con paziente

Trovare metodi funzionali per gestire le emozioni, come parlare con un amico, piangere o dedicarsi ad attività piacevoli, è cruciale. Ricordare che non si risolve mai un problema con un altro problema è fondamentale: l'abbuffata, pur offrendo un'iniziale attenuazione del disagio, genera a posteriori sensi di colpa, ansia e umore depresso, minando l'autostima.

La cura del BED si svolge solitamente a livello ambulatoriale. Il ricovero è raramente utile e può persino essere controproducente, poiché la sospensione forzata dell'accesso al cibo e la protezione da eventi stressanti possono dare un'illusione di guarigione che svanisce al ritorno alla vita quotidiana.

In sintesi, il Binge Eating Disorder è un disturbo complesso che richiede un approccio olistico e personalizzato. Comprendere le sue cause, riconoscere i segnali e intraprendere un percorso terapeutico guidato da professionisti sono passi essenziali verso la guarigione e il recupero di un rapporto sano con il cibo e con sé stessi.

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