In elettrotecnica, un bipolo rappresenta un elemento circuitale fondamentale, caratterizzato da due terminali (o morsetti) che ne definiscono l'interazione con i fenomeni elettromagnetici esterni. Il comportamento di un bipolo nei confronti di questi effetti è interamente determinato dal legame costitutivo, ovvero dalla relazione che intercorre tra la tensione ai suoi capi e la corrente che lo attraversa. Questo legame, derivabile dalle leggi fondamentali dell'elettromagnetismo, come le equazioni di Maxwell, può assumere forme di notevole complessità. Per questo motivo, una classificazione accurata dei bipoli diventa essenziale per una loro corretta comprensione e modellazione.
La Caratteristica del Bipolo: Rappresentazione Grafica del Comportamento
Per i bipoli che non presentano memoria e le cui proprietà non variano nel tempo (bipoli invarianti nel tempo), la relazione costitutiva può essere efficacemente rappresentata graficamente attraverso la cosiddetta "caratteristica". Questa rappresentazione grafica pone, tipicamente, la corrente come ascissa e la tensione come ordinata, o viceversa, a seconda del caso specifico e della convenzione adottata. La curva o le curve risultanti nel piano corrente-tensione (I-V) offrono una visualizzazione immediata del comportamento del bipolo in regime stazionario.

La caratteristica tensione-corrente di un bipolo stazionario è, in genere, rappresentabile con una o più curve nel grafico V-I. Un bipolo stazionario ha una sola caratteristica, mentre un bipolo dinamico ne possiede infinite, a seconda del regime di funzionamento. Ad esempio, imponendo una certa corrente, si calcola la tensione ai capi del bipolo (bipolo controllato in corrente), o viceversa.
Bipoli con Memoria: La Sfida della Caratterizzazione Dinamica
La caratterizzazione grafica dei bipoli che possiedono memoria diventa significativamente più complessa. In questi casi, l'introduzione di una caratteristica è possibile solo se la grandezza di comando (la variabile indipendente scelta per descrivere il comportamento) presenta variazioni ben definite nel tempo.
Un bipolo dinamico è un bipolo nel quale la tensione, o la corrente, in un dato istante dipende dalla corrente, o dalla tensione, nello stesso istante e negli istanti precedenti. In questo scenario, non è più possibile utilizzare una singola curva caratteristica per descrivere completamente il suo comportamento.
Ad esempio, per i bipoli non lineari, autonomi, con memoria e passivi, se la grandezza di comando varia in modo sinusoidale nel tempo, la grandezza comandata risulterà periodica. In tali circostanze, al variare del tempo, si descrivono dei cicli nel piano (i, u), noti come cicli di isteresi.

Equivalenza dei Bipoli: Stessa Funzione, Diverse Realizzazioni
È importante notare che due bipoli possono essere costruiti e realizzati in modi fisicamente differenti pur mantenendo la medesima relazione costitutiva. In queste situazioni, si afferma che i due bipoli sono "equivalenti". Il principio fondamentale che sottende questo concetto è il principio di equivalenza o di sostituzione: un bipolo B può essere sostituito da un altro bipolo B′ ad esso equivalente all'interno di un circuito senza che il resto del circuito venga influenzato in alcun modo.
Consideriamo un circuito elementare composto da due bipoli resistivi, B1 e B2, con relazioni costitutive note f1(V1,I1) = 0 e f2(V2,I2) = 0. Il circuito presenta 4 incognite (tensione e corrente in ogni lato). Per risolverlo, sono necessarie 4 equazioni linearmente indipendenti. Un approccio grafico basato sull'uso delle caratteristiche permette di risolvere questo sistema. La coppia (V, I) che soddisfa entrambe le caratteristiche rappresenta la soluzione del circuito.
Connessione in Serie di Bipoli
Due bipoli resistivi B1 e B2 connessi in serie formano un nuovo bipolo equivalente Bs. La caratteristica di Bs, fs(Vs,Is) = 0, si determina considerando che per ogni valore di Is, la tensione totale Vs è data dalla somma delle tensioni V1 e V2 dei singoli bipoli, corrispondenti a quella corrente Is.
Connessione in Parallelo di Bipoli
Analogamente, due bipoli resistivi B1 e B2 connessi in parallelo danno origine a un bipolo equivalente Bp. La sua caratteristica, fp(Vp,Ip) = 0, si ottiene sommando le correnti I1 e I2 dei singoli bipoli per ogni valore di tensione Vp comune.
BIPOLI RESISTIVI TRATTAZIONE GRAFICA
Classificazione dei Bipoli: Attivi, Passivi, Lineari e Non Lineari
La classificazione dei bipoli può avvenire secondo diversi criteri, tra cui la loro capacità di generare o assorbire energia, e la linearità della loro relazione costitutiva.
Bipoli Attivi e Passivi
Un bipolo è assimilabile a un sistema termodinamico che scambia lavoro elettrico con l'esterno tramite i suoi morsetti. La distinzione tra bipoli attivi e passivi si basa sulla gestione dell'energia:
- Bipolo Passivo: Se l'energia associata al bipolo è sempre positiva (secondo la convenzione dell'utilizzatore, dove la potenza assorbita P = V * I è positiva), il bipolo è detto passivo. Se questa energia è sempre strettamente positiva, è definito "strettamente passivo". In sostanza, un bipolo passivo assorbe energia.
- Esempi di bipoli passivi includono il resistore, il condensatore e l'induttore (in determinate condizioni).
- Bipolo Attivo: Viceversa, se il bipolo eroga energia (ossia attua un assorbimento negativo di energia, P < 0), è detto attivo. Se questa energia è sempre strettamente negativa, è definito "strettamente attivo".
- Esempi di bipoli attivi sono i generatori di tensione e di corrente.
Un criterio alternativo per classificare i bipoli in attivi o passivi si basa sulla tensione a vuoto e sulla corrente di cortocircuito:
- Bipoli Passivi: Si dicono tali quando sia la tensione a vuoto che la corrente di cortocircuito sono entrambe nulle.
- Bipoli Attivi: Si dicono tali quando sia la tensione a vuoto che la corrente di cortocircuito sono entrambe diverse da zero.
Bipoli Lineari e Non Lineari
La relazione costitutiva tra tensione e corrente definisce se un bipolo è lineare o non lineare:
- Bipolo Lineare: La relazione costitutiva è un'equazione lineare. Ad esempio, la legge di Ohm per un resistore (V = R * I) è lineare. Nei bipoli lineari, il principio di sovrapposizione degli effetti è applicabile.
- Bipolo Non Lineare: La relazione costitutiva non è un'equazione lineare. La caratteristica tensione-corrente di un bipolo non lineare non è una retta.
Componenti Elettrici Esemplificativi
Il Resistore
Il componente elettrico corrispondente a un bipolo lineare e passivo è il resistore. La sua relazione costitutiva è descritta dalla legge di Ohm: $V = R \cdot I$, dove R è la resistenza. L'energia del resistore è trasformata in calore irreversibilmente per effetto Joule, e la sua potenza assorbita è sempre positiva ($P = R \cdot I^2 \ge 0$).
Il Condensatore
Il condensatore è un bipolo che immagazzina energia in un campo elettrico. La sua relazione costitutiva in regime dinamico è: $I(t) = C \cdot \frac{dV(t)}{dt}$, dove C è la capacità. È un elemento dotato di memoria, poiché la sua caratteristica è univocamente determinata solo se si conosce il valore iniziale della tensione al tempo $t_0$. Inoltre, il condensatore non è sempre strettamente passivo, potendo anche erogare energia in certe condizioni, sebbene la sua potenza media assorbita in un ciclo completo sia nulla.

L'Induttore
L'induttore immagazzina energia in un campo magnetico. La sua relazione costitutiva in regime dinamico è: $V(t) = L \cdot \frac{dI(t)}{dt}$, dove L è l'induttanza. Come il condensatore, è un elemento con memoria, la cui caratteristica è definita dalla conoscenza della corrente iniziale al tempo $t_0$. L'induttore, analogamente al condensatore, non è sempre strettamente passivo e può erogare energia.

I Generatori
Gli elementi che forniscono energia sotto forma di tensione o corrente sono i generatori. I generatori ideali di tensione e di corrente sono modelli teorici che possono fornire tensioni o correnti indefinitamente nel tempo e senza dissipazione. Nella realtà, tali condizioni ideali non si realizzano mai completamente.
Bipoli in Regime Quasi Stazionario
In regime quasi stazionario, il campo elettrico è un campo vettoriale conservativo, esprimibile come gradiente di un potenziale scalare, il potenziale elettrico $\vec{E} = -\nabla V$. In questo regime, l'unica corrente presente è quella di conduzione, determinata dal campo di densità di corrente delle cariche libere $\vec{J}$. Un bipolo, in questo contesto, è definito come l'unione tra una superficie chiusa impermeabile ai fenomeni elettromagnetici e una porta elettrica formata da due conduttori con estremi in una coppia ordinata di morsetti.
Considerazioni sui Tripoli
Sebbene l'analisi si sia concentrata sui bipoli, è utile menzionare brevemente i tripoli. I tripoli sono componenti a 3 terminali. Per un tripolo, si possono definire 3 correnti entranti e 3 tensioni tra coppie di terminali. Le considerazioni fatte per i bipoli si estendono ai tripoli, tenendo conto che solo 2 delle 3 correnti e 2 delle 3 tensioni sono indipendenti. È comune fissare un terminale di riferimento per misurare le tensioni degli altri due terminali indipendenti, considerando la corrente entrante nel terminale di riferimento come dipendente dalle altre due.
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