La cronaca nera, purtroppo, ci ha abituati a un'eco ricorrente e odiosa: il presunto o reale nesso tra autismo e la figura del killer. Questo collegamento, spesso superficiale e mediaticamente sensazionalistico, alimenta pregiudizi dannosi e distorce la comprensione di una condizione complessa come lo spettro autistico. È fondamentale analizzare criticamente queste associazioni, basandosi sui fatti e sulla conoscenza scientifica, per evitare di stigmatizzare un'intera popolazione e per comprendere le vere radici della violenza.
La Superficialità delle Diagnosi Mediatiche
La tendenza a etichettare killer come "autistici" emerge con prepotenza in seguito a eventi tragici. Nel 2012, Gianluca Nicoletti su LA STAMPA sollevò la questione quando i giornali italiani titolarono all'unisono che Adam Lanza, il responsabile del massacro di Newtown, fosse autistico. Questa narrazione si è ripetuta di recente dopo la sparatoria all'Umpqua Community College in Oregon, quando Christopher Harper-Mercer, autore di nove vittime, fu descritto come autistico.
La "diagnosi" di Harper-Mercer si basava principalmente su post online della madre, Laurel Harper, risalenti a oltre un decennio prima, in cui descriveva sé stessa e il figlio come affetti dalla sindrome di Asperger. Il fatto che Harper-Mercer avesse frequentato una scuola per bambini con bisogni speciali, inclusi quelli con autismo, è stato interpretato come ulteriore prova. Tuttavia, questo ragionamento è fallace: se fosse stato affetto da diabete o calvizie maschile, non si sarebbero cercate spiegazioni di questo tipo. La rapida associazione tra la sua presunta condizione e la sua azione violenta ha stigmatizzato una popolazione che, statisticamente, è molto più a rischio di essere vittima piuttosto che aggressore.

La Confusione sull'Autismo: Un Terreno Fertile per i Pregiudizi
Le generalizzazioni sull'autismo, alimentate dalla confusione sulla sua molteplicità di sintomi, sono alla base di molti pregiudizi. È vero che alcuni individui nello spettro autistico possono avere difficoltà a intuire i pensieri altrui e che le loro azioni potrebbero non essere sempre socialmente appropriate. Questa perplessità viene spesso fraintesa come mancanza di empatia o addirittura maleducazione.
Tuttavia, è cruciale ricordare che le persone autistiche sono individui, con le stesse variazioni di personalità che troviamo nella popolazione generale. Alcuni sono più gentili, altri meno. Alcuni trovano l'interazione sociale estremamente faticosa, mentre altri costruiscono legami profondi con amici e familiari. L'autismo non è una condanna alla violenza; è una neurodiversità che influisce sul modo in cui una persona percepisce il mondo e interagisce con esso.
Autismo vs. Psicopatologia: Una Distinzione Fondamentale
Il desiderio di fare del male ad altri non è intrinsecamente legato all'autismo, bensì alla psicopatologia. Quest'ultima si caratterizza per uno scarso o totalmente assente senso di empatia e rimorso. Mentre alcuni autistici potrebbero non comprendere appieno la pericolosità di un'azione a causa delle loro difficoltà di elaborazione sociale, gli psicopatici agiscono con indifferenza o addirittura con piacere al causare danno.
Nei casi di Harper-Mercer e Lanza, la psicopatologia sembra aver coinciso con l'autismo. Allo stesso modo, la psicopatologia è stata associata alla depressione nei casi di Eric Harris e Dylan Klebold (Columbine) e Elliot Rodger (Isla Vista). È un errore equiparare la "follia" generale a una predisposizione all'omicidio. Dire che qualcuno "è impazzito" per sparare in una scuola non equivale ad affermare che tutte le persone con disturbi mentali siano prediposte all'omicidio.
Il Caso Adam Lanza: Un Profilo Complesso
Adam Lanza, ritenuto responsabile del massacro alla Sandy Hook Elementary School, è stato descritto dal New York Times come affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo caratterizzata da fobia sociale e personalità schizoide. Nonostante fosse intelligente e avesse buoni voti in matematica, non aveva completato il liceo. Le testimonianze dei suoi ex compagni lo dipingono come riservato, con difficoltà relazionali, che cercava di evitare l'attenzione e si presentava in classe portando con sé una ventiquattrore nera, sedendosi vicino alla porta per un'eventuale fuga. Le sue risposte erano spesso monosillabiche, come se parlare gli costasse fatica. La sua assenza nella foto del libro-ricordo della classe del 2010, con la nota "timido con la macchina fotografica", e le testimonianze di chi afferma che non avesse nemmeno finito la scuola, delineano un quadro di profondo disagio sociale. Il suo evidente disagio provocava risatine tra i compagni, ignari della sua condizione.
La sua adolescenza fu turbolenta. Nel 2006, il fratello maggiore Ryan si diplomò e si trasferì, lasciando Adam solo con i genitori, il cui matrimonio era già in crisi e si concluse con un divorzio nel 2008. Il padre si risposò, mentre la madre rimase nella casa di Newtown, a poca distanza dalla scuola elementare dove insegnava. Adam abitava con lei.

Eponimi Controversi: Il Caso Hans Asperger e il Nazismo
La discussione sulla natura dei disturbi e le loro etichette si estende anche alla storia della scienza. La figura di Hans Asperger, eponimo della sindrome che porta il suo nome, è tornata al centro del dibattito a causa delle ricerche di Herwig Czech. Queste ricerche rivelano una vicinanza, un supporto e una collaborazione tra Asperger e il nazismo, contrariamente a quanto si pensava in precedenza. Asperger non fu passivo, ma collaborò strettamente con Franz Hamburger, un esponente di spicco del partito nazista in Austria.
Questo solleva una questione etica cruciale: è giusto onorare scoperte scientifiche attribuite a individui coinvolti in attività criminali o che hanno utilizzato metodi non etici? Il vocabolario scientifico è pieno di eponimi (termini derivati da nomi propri), come il morbo di Parkinson o la malattia di Alzheimer, spesso utilizzati senza conoscere la storia dietro il nome.
Riconsiderare gli Eponimi: Una Prospettiva Etica
Roberto Cubelli e Sergio Della Sala, in un articolo per The Future of Science and Ethics, sostengono che gli studiosi che si sono comportati in modo indegno non dovrebbero essere onorati con un eponimo. Materiali e dati raccolti senza rispetto dei principi etici non dovrebbero essere utilizzati, e la comunità scientifica dovrebbe considerare etichette alternative. Esempi includono l'uso di "artrite reattiva" anziché "sindrome di Reiter" o "neurodegenerazione con accumulo di ferro" al posto di "malattia di Hallervorden-Spatz".
Nel caso dell'autismo, l'ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) ha rimosso l'eponimo "sindrome di Asperger", integrandola nei "disturbi dello spettro autistico". Questo cambiamento riflette una maggiore consapevolezza e un tentativo di superare le controversie storiche.
La Voce della Comunità Autistica: "Non Collegare Autismo e Violenza"
Le organizzazioni che rappresentano le persone autistiche hanno rilasciato dichiarazioni ferme in seguito a eventi come la sparatoria di Sandy Hook. L'Autistic Self Advocacy Network (ASAN) ha sottolineato l'importanza di evitare collegamenti inadeguati e infondati tra autismo o altre disabilità e violenza. Hanno affermato con chiarezza che le persone autistiche e con altre disabilità non sono più inclini alla violenza rispetto ai non disabili. Anzi, sono molto più probabili vittime di crimini.
La violenza è l'atto di un individuo, non di una categoria. È essenziale che i media, i leader politici e la comunità parlino contro ogni tentativo di collegare falsamente le persone autistiche o con disabilità al crimine violento. Queste comunità affrontano già discriminazione e segregazione; stigmatizzarle ulteriormente in momenti di tragedia sarebbe un atto ingiusto e dannoso.
Il trattamento dell’autismo nei bambini: l'approccio delll’Umbrella Behavioural Model
La Realtà Quotidiana dei Genitori di Bambini Autistici
Molti genitori di bambini autistici si trovano a dover affrontare non solo le sfide quotidiane della gestione di una condizione complessa, ma anche l'indifferenza delle istituzioni, l'emarginazione scolastica e la scarsa preparazione della classe medica. La nascita di un bambino autistico ogni cento è una statistica che evidenzia la pervasività del fenomeno.
L'associazione superficiale tra autismo e violenza genera un ulteriore peso per questi genitori, che temono che i propri figli possano essere sospettati di azioni terribili a causa di un'errata percezione della loro condizione. La dichiarazione di Franco Bomprezzi, giornalista esperto di disabilità, che sottolinea la mancanza di un collegamento diretto tra sindrome autistica e violenza sistematica e preordinata, rafforza questo punto.
L'Importanza della Consapevolezza e della Giustizia
È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza sull'autismo, basata sulla scienza e sull'empatia, e non su stereotipi e generalizzazioni. La violenza è un fenomeno complesso, con radici multifattoriali che includono disturbi psicologici, fattori sociali e individuali. Attribuirla superficialmente a una condizione neurologica significa ignorare le vere cause e perpetuare ingiustizie.
La società ha il dovere di proteggere tutte le sue componenti, comprese le persone autistiche, e di combattere attivamente la stigmatizzazione e il pregiudizio. Solo attraverso una comprensione profonda e rispettosa possiamo costruire una società più inclusiva e giusta per tutti.
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