Depressione e Relazioni: Comprendere l'Allontanamento e Ritrovare la Connessione

Vivere al fianco di una persona cara che soffre di depressione può essere un'esperienza disorientante e dolorosa. La depressione non è semplicemente tristezza; è una condizione complessa che altera profondamente la percezione di sé e del mondo. Chi si trova a gestire la depressione maggiore di un partner, amico o familiare, sa quanto possa mettere a dura prova le fondamenta di una relazione. Le dinamiche cambiano, la comunicazione diventa ardua e spesso si innesca una spirale di emozioni complesse come frustrazione, senso di colpa e solitudine. Questo articolo si propone come una guida per fare chiarezza, offrendo spunti di riflessione e strumenti pratici per affrontare questa delicata situazione.

persona triste che guarda fuori dalla finestra

Come si Manifesta la Depressione: Oltre la Semplice Tristezza

Per comprendere come comportarsi con una persona depressa, è fondamentale riconoscere i segnali della sua sofferenza. Il disturbo depressivo maggiore si caratterizza per un insieme di sintomi che vanno ben oltre la tristezza, investendo la sfera fisica, emotiva e psicologica.

  • Sintomi Fisici: Questi possono includere astenia (stanchezza cronica), disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), alterazioni dell'appetito (aumento o riduzione), agitazione motoria, aumento del battito cardiaco, vampate di calore o brividi di freddo, nausea e sudorazione.
  • Sintomi Cognitivi: La persona depressa può sperimentare disturbi della concentrazione e della memoria, disorientamento e distorsioni cognitive, ovvero una visione alterata della realtà.
  • Sintomi Emotivi: A livello emotivo, si osservano apatia, incapacità di sentirsi appagati, mancanza di desiderio di intimità, nervosismo, irritabilità, tristezza profonda, ansia, senso di colpa, disperazione, un senso di vuoto, mancanza di speranza nel futuro e un profondo senso di solitudine.

Nel complesso, questi sintomi fanno sì che la persona che soffre di depressione veda il mondo attraverso un filtro scuro, che rende ogni cosa più faticosa, pesante e dolorosa. Comprendere questo è il primo passo per decifrare i suoi comportamenti e non viverli come un attacco personale.

La Depressione in Relazione: Campanelli d'Allarme e Dinamiche Complesse

Quando la persona amata si chiude in sé stessa, è naturale sentirsi messi da parte, confusi o persino arrabbiati. Avere a che fare con un partner depresso può portare a dubitare di tutto, persino dell'amore stesso, e far pensare di trovarsi in una relazione tossica. Spesso si cade nella trappola del pensiero "se il mio amore è abbastanza forte, posso salvarlo".

Questi pensieri, per quanto comprensibili, rischiano di alimentare cicli disfunzionali che logorano la coppia, assumendo talvolta le caratteristiche della codipendenza affettiva. Per il bene di entrambi, è fondamentale imparare a distinguere i sintomi della malattia dai problemi relazionali, per capire cosa osservare e come agire in modo costruttivo.

Oltre ai sintomi generali, la depressione ha un impatto profondo sulle relazioni sentimentali. Se stai vivendo con un partner depresso, potresti riconoscere alcuni di questi campanelli d'allarme:

  • Calo del Desiderio Sessuale: Una diminuzione del desiderio sessuale non spiegabile con altre ragioni (disfunzione sessuale, stress lavorativo, mancanza di tempo per la coppia).
  • Assenza di Intimità Affettiva: Il partner non cerca, anzi rifiuta, contatti fisici di tipo affettivo come baci, carezze, abbracci.
  • Isolamento Sociale e Personale: Tendenza a isolarsi e a trascorrere molto tempo da soli, fino al punto di dare l'impressione che anche quando è in casa non sia realmente presente, sia più taciturno del solito, non trascorra tempo in spazi condivisi o cambi stanza se ci sono rumori o stimoli.
  • Perdita di Controllo e Rinuncia: La persona crede di essere incapace di esercitare un qualunque controllo sul proprio destino, spostando all'esterno il proprio locus of control e assumendo un atteggiamento di rinuncia verso la propria vita.
  • Uso Eccessivo di Dispositivi Elettronici: Utilizzo frequente di cellulare, computer o console di gioco, per aumentare la distrazione e l'isolamento.
  • Aumento del Consumo di Sostanze: Incremento del consumo di sigarette, alcol, droghe.
  • Disturbi del Sonno: Difficoltà a dormire o trascorrere molto tempo a letto.
  • Mancanza di Propositività: Rifiuto di proposte di attività condivise, mostrando meno voglia di trascorrere tempo assieme e, allo stesso tempo, non svolgendo neppure le attività che un tempo erano tra le sue preferite.

coppia che comunica con difficoltà

La Depressione Può Annullare i Sentimenti?

Questa è forse la domanda più dolorosa. È un dubbio che logora: "la depressione può annullare i sentimenti?". Vedere il proprio partner distante e apatico può far credere che la depressione e il disinnamoramento siano la stessa cosa. Molti dei suoi comportamenti, infatti, possono essere confusi con i sintomi del disinnamoramento, generando profonda sofferenza.

La risposta è complessa, ma è importante chiarire un punto: spesso la depressione ti fa credere di non amare. Questo accade a causa dell'appiattimento emotivo, ovvero la difficoltà a provare emozioni, sia positive che negative. A questo si aggiunge l'isolamento depressivo: una chiusura che non è una scelta contro il partner, ma una conseguenza della malattia.

Quindi, anche se il depresso allontana chi ama, non significa che abbia smesso di amare. I sentimenti possono essere sepolti sotto una coltre di apatia, ma non cancellati. Si tratta di uno stato transitorio legato all'episodio depressivo, che però può avere effetti profondi sulla vita di coppia. La speranza che dopo la depressione torni l'amore è ciò che dà la forza di resistere, e spesso è una speranza fondata. Tuttavia, nei momenti più critici, è fondamentale sapere come comportarsi, cosa fare quando il partner depresso ti allontana e cosa non dire per non peggiorare la situazione.

Perché il Partner Depresso Allontana Chi Ama: Le Ragioni Sottostanti

Una delle esperienze più dolorose e confondenti quando si vive con un partner con depressione è sentirsi allontanati. Questo comportamento, sebbene possa sembrare un rifiuto personale, è in realtà una manifestazione diretta della malattia. La depressione agisce come un filtro che oscura la percezione del mondo, inclusa quella di sé e delle relazioni.

La persona che ne soffre può allontanare chi ama per diverse ragioni complesse:

  • Senso di Indegnità: La depressione spesso alimenta la convinzione di non essere degni di amore o di essere un peso per gli altri. Allontanare il partner può essere un tentativo distorto di "proteggerlo" dal proprio malessere. Ammettere con qualcuno di non stare bene significa togliersi una maschera, mostrare la propria parte più vulnerabile e intima. Quindi è un vero e proprio rischio, e fa paura. Nell'aprirsi all'altro si fa una scommessa. Ci domandiamo come reagirà, cosa farà del mio dolore? La maschera è più rassicurante, perché l’altro vede una versione di me che ho confezionato io, quindi rimane distante ed io mi sento in qualche modo protetto o protetta. quando mostro il mio malessere, l’altro mi può ferire o rifiutare. E così il mio aprirmi diventa controproducente, mi fa stare peggio. Un pensiero tipico è: “Io sto male ma non lo dimostro, quindi nessuno mi offre aiuto. Però li giustifico, perché non sanno quello che provo. Se lo sapessero e mi voltassero le spalle sarebbe molto più doloroso."
  • Esaurimento Emotivo e Fisico: Mantenere i legami sociali richiede energia, una risorsa che la depressione prosciuga completamente. L'interazione, anche con la persona amata, può diventare un compito insormontabile. Quando l'umore è depresso, la capacità di dare si riduce, perché la persona fa già molta fatica ad occuparsi di sé stessa.
  • Anedonia: La difficoltà o l'incapacità di provare piacere o altre emozioni può portare la persona a credere di non amare più. Questo non significa che l'amore sia svanito, ma che l'accesso a quel sentimento è temporaneamente bloccato dalla malattia. La depressione vuol dire annullamento dei propri stati d’animo, dei propri sentimenti. Non a caso parliamo di isolamento depressivo.
  • Paura del Giudizio e della Vulnerabilità: Aprirsi e mostrare il proprio dolore richiede coraggio. La depressione può far sentire estremamente vulnerabili e spingere a isolarsi per evitare di essere feriti o incompresi. Spesso si nascondono i propri problemi e si allontana chi si ama con la convinzione di proteggere l’altro e il rapporto stesso. In realtà, ogni maschera che indossiamo impoverisce i nostri rapporti con gli altri, perché ci impedisce di farci vedere per come siamo realmente.

Comprendere che questo allontanamento non è una scelta volontaria ma un sintomo, è il primo passo per non interpretarlo come un attacco personale e per preservare il legame.

Cosa Non Fare Quando si Ha un Partner con Depressione: Evitare Cicli Negativi

È normale provare un profondo senso di frustrazione, e a volte persino rabbia, verso il partner. Vedere la persona che ami trasformata dalla malattia può essere straziante. Tuttavia, alcune reazioni istintive, per quanto umane, possono innescare dei cicli negativi che peggiorano la situazione e logorano il rapporto.

Ecco alcuni comportamenti da cui è meglio astenersi per non alimentare la sofferenza di entrambi:

  • Agire per Ripicca: Frasi come "Se il mio partner non mi cerca, lo cercherò di meno anche io" o "Se rifiuta un mio abbraccio è perché non mi ama, sarò più distaccato finché non mi cercherà" sono controproducenti. Questa reazione, seppur comprensibile, non farà che confermare le paure del partner: si sentirà ancora più rifiutato e abbandonato e, a causa della depressione, non avrà le risorse per tentare un riavvicinamento. Si rischia così di creare una distanza ancora più profonda nella relazione.
  • Appesantire la Relazione: Parlare costantemente dei sintomi della depressione come problemi del rapporto, mettendo in discussione i sentimenti dell'altra persona nei nostri confronti. Usare frasi come "Se mi amassi di più, ci proveresti!" o "Non mi cerchi in nessun modo, è evidente che non mi ami come prima!" non fanno che aumentare nella persona con depressione il senso di colpa verso il partner, il vissuto di inadeguatezza e la frustrazione. È cruciale ricordare sempre che i sintomi non dipendono dalla sua volontà e non sono una scelta. L'analogia può aiutare: se il partner avesse una gamba rotta, non gli chiederemmo di correre una maratona. Allo stesso modo, la depressione è una malattia che limita le sue capacità emotive e relazionali. Ciò di cui ha bisogno non è pressione, ma supporto.
  • Chiedere Conferme: Ripetere domande o frasi per stimolare una risposta dell'altro, per esempio chiedere "Ti amo?" per sollecitare una risposta da parte del partner o esprimere i propri sentimenti con il fine di ottenere uno scambio equo dall'altra parte. Esprimere i propri sentimenti è sano, ma farlo con l'aspettativa di una risposta può trasformarsi in una pressione insostenibile per chi è depresso. È importante ricordare di non forzare mai una reazione. Invece di cercare conferme, si può offrire un supporto incondizionato, rassicurando il partner con affetto e comprensione, senza chiedere nulla in cambio. Questo crea uno spazio sicuro, non un banco di prova per i suoi sentimenti.

AIUTARE UNA PERSONA DEPRESSA: come aiutare qualcuno che soffre di depressione ed essere di supporto

Come Aiutare un Partner Depresso: Consigli Pratici e Un Cambio di Prospettiva

Sapere come comportarsi con una persona depressa è la sfida più grande. Atteggiamenti come sgridare o spiegare come reagire alla depressione, anche se fatti con buone intenzioni, sono spesso controproducenti. Rischiano infatti di aumentare il senso di colpa e di inadeguatezza, spingendo la persona a isolarsi ancora di più.

Il primo passo, quindi, è un cambio di prospettiva: vedere la depressione per quello che è, una malattia che impatta fortemente sulla salute, non una scelta o una debolezza. Raggiungere questa consapevolezza e superare il pregiudizio è fondamentale per alleviare il senso di colpa del partner e creare un clima di accettazione. Allo stesso tempo, può renderci più predisposti a guardare ai suoi comportamenti e alle sue risposte negative, considerandole come una manifestazione della sindrome e non come un attacco personale.

Inoltre, per stare con una persona depressa è cruciale lavorare anche su se stessi, dato che è facile, infatti, iniziare a sentirsi responsabili o colpevoli per la sua sofferenza. Dunque, prendersi cura del proprio benessere emotivo non è un atto di egoismo, ma una necessità per poter continuare a essere un supporto valido e per non esaurire le proprie energie.

Il mostrarsi comprensivi e non giudicanti può stimolare il partner ad aprirsi e a comunicare il suo stato d'animo, facilitando il dialogo e l'eventuale ricerca di supporto da parte di un professionista. In questo contesto, la terapia di coppia può diventare uno strumento prezioso, offrendo uno spazio protetto per decifrare le dinamiche relazionali, trovare un nuovo equilibrio e capire insieme come affrontare la situazione, con la guida di un professionista.

Come Aiutare Concretamente il Partner?

Per aiutare una persona depressa, è essenziale trovare un equilibrio tra supporto attivo e rispetto della sua autonomia. Il tuo ruolo è quello di sostenere, non di sostituirti a lui o lei. Assumersi la responsabilità del cambiamento al suo posto sarebbe controproducente per entrambi.

Se il partner è aperto a ricevere aiuto, il modo migliore per iniziare è chiedere direttamente di cosa ha bisogno. Offrire un supporto specifico è più efficace che agire alla cieca. Ecco alcune aree concrete in cui potresti offrire il tuo aiuto:

  • Individuare un Professionista Adatto: Aiutare a trovare un professionista che possa inquadrare lo specifico disturbo depressivo e formulare una terapia adeguata. Non esiste infatti una sola forma di depressione: potrebbe trattarsi, per esempio, di depressione reattiva, di disturbo depressivo maggiore o di distimia.
  • Riprendere Attività Quotidiane: Stimolare una routine e incoraggiare la ripresa graduale di attività quotidiane.
  • Seguire la Cura Farmacologica: Supportare nel seguire, se necessaria, una cura farmacologica, monitorandone gli effetti.
  • Rientrare in Contatto con Persone Care: Aiutare a rientrare in contatto con le persone più vicine, per poter uscire dall'isolamento.

È importante capire attraverso il dialogo con lui, o con lei, di che cosa si tratta, quali possono essere le origini del problema e che tipo di strategie sta mettendo in atto per uscirne.

Prendersi Cura di Sé per Prendersi Cura della Relazione

Le tue paure sono legittime. La paura di non essere più amato, di non riconoscere più la persona che hai accanto, di non sapere come agire, sono più che comprensibili. Tuttavia, se questa paura prende il sopravvento, rischi di comunicare sfiducia e di confermare nel partner la dolorosa credenza di essere un peso o di non essere più in grado di dare ciò che dava prima.

Ricordare a te stesso che hai accanto una persona che sta soffrendo, e non qualcuno che vuole ferirti, è un esercizio mentale costante. Informarsi sulla depressione, capire cosa comporta e imparare a riconoscere i sintomi come tali, e non come attacchi personali, può aiutarti a mantenere la calma e la lucidità necessarie.

Se il tuo partner ha già intrapreso un percorso, potresti chiedere, con il suo consenso, di partecipare a un colloquio con il suo terapeuta per ricevere maggiori informazioni. Ma ricorda: anche tu hai diritto a un supporto. Se senti che il peso è troppo grande, andare dallo psicologo per te può essere un passo fondamentale per trovare strategie, gestire le tue emozioni e prenderti cura di te.

Quando Cercare Aiuto Professionale: Segnali di Allarme e Supporto Essenziale

Il supporto emotivo del partner è fondamentale, ma la depressione è una condizione clinica che spesso richiede l'intervento di un professionista della salute mentale. È importante riconoscere quando l'amore e la pazienza da soli non sono sufficienti.

Considera di incoraggiare la ricerca di un aiuto professionale quando:

  • I sintomi della depressione persistono e peggiorano nel tempo.
  • Il funzionamento quotidiano del partner (lavoro, studio, cura di sé) è significativamente compromesso.
  • Come partner, ti senti costantemente sopraffatto, ansioso o risentito. Prendersi cura di sé è essenziale per poter sostenere l'altro.
  • La comunicazione nella coppia è diventata quasi impossibile o è fonte di continui conflitti.
  • Il partner esprime pensieri di autolesionismo o suicidio. In questo caso, l'aiuto professionale è urgente e indispensabile.

Un percorso psicologico può aiutare la persona con depressione a elaborare il proprio dolore e a sviluppare strumenti per gestirlo. Cara Samanatha, la depressione a volte costringe a chiudere i rapporti e il desiderio di stare da soli prevale, ma nel vostro caso visto la forte passione che vi lega sono certa che tu con il tuo amore potrai fare molto per il ragazzo a cui tieni tanto, puoi anche aiutarlo ad uscire dal suo stato depressivo. Per cui il consiglio che mi sento di darti, premettendo che il compito non sarà facile è di tentare in tutti i modi che si leghi a te il più possibile, questo darà un nuovo senso alla sua vita. Ovviamente non mancheranno i momenti difficile, ma tu credi in te stessa e vedrai che dal cuore arriverà la forza che ti è necessaria. Ti auguro una buona giornata. Buongiorno Sam, la prima cosa che mi viene da chiederti è se il ragazzo che stai frequentando, oltre a l'assunzione di farmaci, segue anche una psicoterapia. I farmaci sono in grado di agire in una prima fase ma per superare una problematica depressiva serve anche un supporto psicoterapeutico. Come mi sento di consigliare anche a te di parlare con una persona esperta a cui esporre la situazione in modo dettagliato e che sia in grado di indirizzarti…come dici giustamente tu stessa, hai bisogno di capire la vera natura del problema e, aggiungo, trovare risorse e strategie in grado di aiutarti e sostenerti proprio per risolvere questo disagio. Gentile Sam, la ringrazio per aver scritto con tanta sincerità. C'è una cosa che vorrei chiederle: come la fa stare questa situazione? che sentimenti le scatena il suo ragazzo, quando dice che vuole chiudere, e poi dice che vuole continuare a vederla e sentirla? lei sembra in una trappola, in cui non può e non si deve muovere, almeno stando ai desideri che lui le comunica (non voglio stare con te, ma non voglio neanche che ti allontani). Ora mi interrogherei su cosa desidera lei. Purtroppo deve dolorosamente accettare che il suo ragazzo non vuole stare con lei. Convicerlo del contrario non è in suo potere, soprattutto se il ragazzo è davvero depresso: una priorità mi sembra quella di proteggersi, perchè questo ragazzo pur volendole bene potrebbe tormentarla, con il suo modo di fare, e con la rabbia che ha dentro e che non esprime. Lei è disposta, a questo punto, a stare vicino ad una persona che non la vuole? Forse allontanarsi gli darebbe la possibilità di capire cosa veramente desidera e se è disposto a stare con lei. Inoltre immagino che lei si senta impotente di fronte a tutto questo; purtroppo lei può solo esserci, ma gran parte del lavoro toccherà al suo ragazzo. Vivere una perdita è molto dura e richiede del tempo per elaborare il tutto, l'elaborazione può avvenire grazie al sostegno di un professionista che lavorerà sul lutto e sullo stato del suo ragazzo. Da quello che ha scritto il suo ragazzo sta prendendo degli antideprissivi; prescritti da chi? con quale frequenza? Credo che potrebbe essere utile, chiedere al suo ragazzo di intraprendere un percorso di terapia che lo porti al suo benessere; inoltre se lei sente di volergli rimanere vicina non sarà semplice e credo che potrebbe essere utile per lei fare degli incontri prefissati con un professionista che la possano aiutare a vivere serenamente questa situazione. Ha provato a consigliare al suo ragazzo di andare da uno psicologo? sarebbe molto importabte per lui e anche per la vostra relazione. Cara Sam, ritengo che scoprire la natura di un problema umano sia un processo laborioso, è molto generoso da parte stare vicino ad una persona che le sta mostrando tanta fragilità, si ricordi, però, che il coinvolgimento suo e del suo amico è tale per cui sarebbe saggio consultare un professionista per avere un parere sulle problematiche psicologiche e non solo tenere a bada i sintomi. Una diagnosi, da sola, non racchiude l’essenza di una persona e prolungare dubbi e incertezze aumenta solo ansie e dolore. Cara Ragazza, la sua richiesta si presenta confusa, non si capisce se cerca un aiuto per se stessa, per lui o per la coppia. Cpsi come ambivalentee confusivo è il comportamento del ragazzo con cui si confronta. Dovrebbe cercare almeno di chiarirsi da chi vuole partire, se dalla coppia o da lei stessa. Nel primo caso potrebbe potrebbe richiedere una consulenza di coppia, in cui presentandovi entrambi ad un professionista potreste iniziare a chiarire alcuni aspetti della vostra relazione e verificare se si può procedere ad una terapia di coppia, contesto ideale per lo sviluppo della stessa in momenti di difficoltà, o per separarsi bene. Se altrimenti, non è posssibile un percorso di coppia o non comunque non è nei suoi interessi, e piuttosto vuole capire più cose di se stessa, allora dovrebbe richiedere un consulto psicologico per se. Gentile Sam, dalla modalità con cui descrive la situazione immagino che per lei sia molto doloroso vivere una storia in cui da una parte si sente amata ed inserita in un progetto, dall'altra allontanata a causa di un periodo di forte disagio personale che sta vivendo il suo ragazzo. Come lei stessa ha sperimentato può essere molto difficile camminare al fianco di chi sta attraversando un periodo di elaborazione di lutto con manifestazioni depressive che ovviamente è necessario verificare clinicamente. Quello che potrebbe suggerire al suo ragazzo può essere quello di fare riferimento ad un professionista che l'aiuti ad affrontare questo periodo di grande difficoltà e dolore, allo stesso tempo, considerato che riferisce di conoscere questo ragazzo da poco meno di un mese, può immaginare di fare lei un percorso che possa supportarla nell'affrontare le dinamiche che si stanno verificando nella sua coppia oltre che le aspettative rispetto alla stessa. ciao Sam, la cosa che attira la mia attenzione è l'ambivalenza di questa relazione: questo ragazzo sta male, dice di non potersi dare al 100% e vorrebbe defilarsi, poi però fa di tutto per essere presente quando tu ne hai bisogno, se stesse bene ti sposerebbe ma in relatà sta attraversando un periodo difficile, vuole troncare ma non vuole rinunciare a te…. a questo punto secondo me devi chiederti e risponderti con sincerità tu cosa vuoi veramente : sei disposta a stare accanto ad una persona che mette tanti paletti fra di voi, come il fatto di essere depresso? sarà mai disponibile al 100% o è una falsa aspettativa? so che è una scelta molto diffice in quanto scrivi di esere innamorata di questo ragazzo, però sappi anche che la depressione non è un'influenza, ci vuole del tempo per elaborare un lutto, un tempo che è soggettivo. se vuoi vivere con questa altalena di sentimenti la scelta spetta solo a te. non pretendere però cose che una persona in quel momento non è in grado di offrirti. salve, da quello che scrive sembrerebbe trattarsi di una depressione reattova, un episodio isolato nella vita di un uomo di 37 anni che prima di trovarsi a vivere due eventi difficili in conocmitanza non aveva mai avuto problemi rigurdanti la sfera dell'umore. Anche per questo forse questa persona vive una profonda difficoltà nel riconoscere e accettare che in lui ci sia una parte sofferente che probabilmente gli appare inaccettabile, debole, indegna, un vissuto che purtroppo spesso accompagna gli episodi depressivi e che, tutto sommato, e in linea con i pensieri negativi e l'anedonia di questa fase. Per il futuro non saprei fare una previsione professionale valida con le cose che ha scritto; sta a lei valutare se sente di poter aspettare che passi questo brutto momento, rispettando la richiesta di distanza che quest'uomo le ha fatto esplicitamente, o se ritiene più adeguato cercare di stargli vicino nonostante tutto. Se il suo compagno non ha una sotria clinica di disturbi dell'umore probabilmente questa è solo una fase che si risolverà, ma non possiamo sapere in quanto tempo. Magari potrebbe suggerirgli di intraprendere una psicoterapia, cioè di affiancare all'uso dei farmaci anche un percorso di comprensione e di sostegno con un terapeuta, è dimostrato che i miglioramenti arrivano prima e sono più duraturi. Gentile sig.a , dal contenuto del suo post si possono ventilare due ipotesi: la prima , che prende atto dell'importanza del rapporti instaurato, sembra essere una sorta di messa alla prova, per vedere che tipo di reazione suscita un'atteggiamento del genere. Diversamente potremmo pensare ad un comportamento dettato dallo stato depressivo, ma in questo caso dovremmo postulare una condizione depressiva piuttosto inveterata, di un certo rilievo, e non una semplice depressione reattiva. In entrambi i casi, la vostra relazione sembra essere piuttosto importante per lui, pertanto, al di là delle parole, appare piu intenzionato a volerla mantenere che rinunciare facilmente ad essa. Gentile utente, il suo ragazzo evidentemente non è riuscito a superare un momento difficile. Il tempo aiuta, come anche gli antidepressivi, ma è più che auspicabile che inizi anche una psicoterapia.che approfondisca gli eventi occorsi, il loro significato e trovii il modo per scardinare i sintomi depressivi. Cara Samantha, sono d'accordo sulla sincerità del tuo ragazzo. Anch'io sono dell'avviso di voler capire la vera natura del problema. Chiedi al tuo ragazzo di contattarmi e comunicarmi quello che ha in mente sulla vs relazione. Anche tu potresti fare altrettanto. Sarebbe un primo passo per capire qualcosa di più di lui ed anche di voi. Carissima Sam, in genere quando raccolgo la storia iniziale di una coppia in psicoterapia la faccenda comincia più o meno così, ovvero con qualcuno che si immola al rapporto e l'altro che sfrutta la persona che si dedica al rapporto. In genere le sofferenze sono enormi per entrambe, in particolare per il membro della coppia che si prende interamente carico del rapporto lasciando l'altro deresponsabilizzato sia sul rapporto medesimo che su stesso. In sintesi ti direi di chiudere ogni forma di frequentazione se proprio vuoi aiutare questo ragazzo, oltre che in primis te stessa, ragazzo che sembra voler gestire il rapporto in modo tale da ottenerne solo benefici ma nessun impegno. Per quanto riguarda te stessa ti suggerisco di domandarti perchè identifichi una storia d'amore con uno sforzo e una sofferenza, invece di considerarla un tuo naturale diritto alla felicità. Inserire qui il testo Credo che situazioni come quella posta da Sam siano abbastanza frequenti. Succede spesso infatti sia nella vita che nell'attività clinica di sentire di storie analoghe. Ovviamente la situazione particolare andrebbe approfondita, sia sul versante inerente l'atteggiamento di lui che sul versante di lei. Premesso quanto sopra e parlando in senso generale, credo che, più o meno consapevolmente, il ragazzo abbia detto la verità, cioè lui è in una situazione di ambivalenza e non è libero di coinvolgersi pienamente nella relazione con Sam. Possiamo credere ai motivi che adduce o farci mille ipotesi sul perché, ma la realtà è inesorabilmente questa. Visto che la problematica sembra essere sostanzialmente di lui credo possa essere saggio astenersi da un eccessivo investimento nella relazione fintanto che lui stesso non riesca a trovare una propria stabilità e una sufficiente disponibilità ad investire a sua volta nel rapporto con Sam. Senza sminuire il peso che una buona relazione affettiva ha sul benessere delle persone, in casi simili, succede che persone come Sam possano illudersi che con il loro amore l'altro guarirà e riconoscente consoliderà il legame con loro. Spesso questa illusione porta a cocenti delusioni. buon giorno sam, mi sento di dire che in realtà il tuo fidanzato ha subito due lutti: uno per la morte ed uno per la conclusione della storia precedente, questa mole di traumi ha causato la conseguente depressione che però non può risolversi solo con i farmaci. sarebbe bene che si rivolgesse ad un professionista che può aiutarlo ad uscire dal tunnel nel quale è entrato. tu dal canto tuo a mio parere potresti aiutarti a trovare un modo per aiutarlo cercando di non farti travolgere dagli eventi per poter essere utile al cento per cento! Gentile Samantha, per poterLe fornire un consiglio preciso ed utile avrei bisogno di conoscere la diagnosi precisa del disturbo di cui soffre il Suo attuale compagno. I disturbi depressivi hanno tante sfumature che possono essere determinanti per un percorso curativo. Mi sembra che egli si trovi a disagio in questo vostro rapporto in cui non può essere completamente se stesso (almeno lui vive questa disagevole sensazione). Se soffre di disturbi depressivi oltre ai farmaci sarebbe molto proficuo affiancare una psicoterapia che - se lui non l’ha ancora intrapresa - Lei Sam può suggerirgli. Solo in questo modo lui potrebbe approfondire alcune tematiche affettivo/relazionali, e capire, elaborare ed accettare completamente la vostra relazione includendo anche le sue attuali problematiche depressive. Altrimenti Sam Le devo consigliare di aspettare e rispettare i tempi evolutivi della vostra relazione come lui stesso propone. Salve Samantha, la vera natura dei problemi legati alla depressione del suo ragazzo riguardano la difficoltà nella accettazione della “perdita” della persona cara che presumo sia stata particolarmente importante nella sua vita, una figura particolarmente di valore per la sicurezza e la stima personale. Di già la chiusura della relazione contestualmente alla perdita della persona cara è indicativa della tristezza, del vuoto affettivo, del senso di insicurezza e della mancanza di autostima presenti dentro a se stesso e che si esprime poi nella relazione con l’esterno. Gentilissima Sam. Mi permetta di correggere leggermente la sua definizione del problema: da quanto scrive non credo sia esatto definirlo “depressione“, a mio avviso si tratta invece di un normale processo di elaborazione del lutto. Il lutto è un fenomeno ben noto in psicologia, che necessita di un percorso di elaborazione che non può essere accelerato nè frenato, ma deve seguire il suo corso. Il mio suggerimento è di lasciare al suo ragazzo perciò la possibilità di vivere questo momento, facendogli anche comprendere che non è detto che si tratti di un fenomeno patologico, ma solo di un normale momento della vita. Per quanto riguarda le cose che lui le dice a proposito del vostro rapporto, mi viene in mente una risposta forse un po' originale, ma che potrebbe farvi uscire da questo circolo vizioso. Potrebbe dirgli qualcosa tipo: “Sai, ho pensato molto a quello che mi dici, e sono giunta alla conclusione di essere davvero una donna molto ma molto fortunata: mentre tutte le altre conoscono da subito il meglio dell'uomo che frequentano e poi rimangono deluse da quello che scoprono in seguito, il destino a me sta regalando esattamente l'opposto, perchè conosco prima la parte più buia di te, e già così mi sto innamorando ogni giorno di più, ma quando tu avrai superato con i tuoi tempi questo momento difficile, io avrò il bellissimo regalo di scoprire i lati più luminosi e più attraenti di te. Pensa a quel punto quali grandi vette potrà raggiungere il mio già grande amore per te! Come pos…

tags: #il #depresso #non #cerca #incontri #donne

Post popolari: