Geometria Elementare e Archetipi Rossi nell'Architettura di Aldo Rossi

Il dibattito sul ruolo del colore nell'architettura e nel progetto è intrinsecamente legato alla sua rappresentazione grafica. La dicotomia tra forma e sostanza, espressione del progetto e colore come apparenza, ha storicamente relegato il colore a un ruolo secondario, spesso considerato un mero attributo del materiale o una finitura "intercambiabile". Questa marginalità è stata influenzata, in parte, dalle difficoltà tecniche nella rappresentazione esatta e nella riproduzione di disegni colorati.

Disegno architettonico preliminare di Aldo Rossi

La teoria del progetto, con radici profonde nell'architettura, ha tendenzialmente privilegiato gli aspetti concreti della costruzione, considerando il colore come un elemento accessorio. È interessante, tuttavia, analizzare come l'evoluzione degli strumenti e dei metodi di rappresentazione abbia parallelamente influenzato la percezione e l'utilizzo del colore nel processo progettuale. L'affermazione del Design come disciplina, emersa dall'industrializzazione delle arti applicate, ha ereditato e trasformato la cultura formale, spostando l'attenzione dalla dimensione manuale e diretta dell'artigianato a quella "evoluta" dell'industria. Questo passaggio, analogo a quello avvenuto nel tardo medioevo per l'architettura, ha distinto i ruoli dell'autore e dell'esecutore, che comunicano attraverso gli elaborati del progetto, in primis il disegno. Il disegno si posiziona così come mediatore tra la conoscenza teorica dell'atto intellettuale e la sua realizzazione pratica.

La Teoria degli Archetipi e la Città come Memoria Collettiva

Aldo Rossi ha rivoluzionato la concezione della città, discostandosi radicalmente dall'idea dominante del primo Novecento, incarnata da Le Corbusier. Rossi concepiva la città non come un'entità monolitica e funzionale, ma come la stratificazione di tutte le epoche e di tutti gli stili architettonici che l'hanno attraversata. La sua soluzione per integrare questa complessità temporale e stilistica risiedeva nell'utilizzo degli "archetipi". Questi non sono semplici forme, ma rappresentano configurazioni ricorrenti nella storia dell'architettura, capaci di evocare la preesistenza urbana e di creare un dialogo tra l'innovazione e la tradizione.

Esempio di archetipo architettonico: la torre

L'archetipo, in questo senso, agisce come un elemento di memoria collettiva, un segno riconoscibile che si innesta nel tessuto urbano esistente, conferendo identità e continuità. L'opera di Rossi si pone come un superamento delle metodologie del Movimento Moderno, pur affondando le sue radici iniziali nella corrente del Neoliberty, una reazione al razionalismo che recuperava, con diverse sfumature, elementi dell'Art Nouveau.

Il Ruolo del Disegno e la Rappresentazione del Colore

Il forte legame tra il progetto e il disegno, che diventa la principale forma di espressione del primo, sembra confermare la dicotomia tra forma/sostanza/disegno e colore/apparenza/pittura. La teoria del progetto, come accennato, ha spesso ridotto il colore a un ruolo accessorio. Tuttavia, la ricerca di Rossi e la sua pratica progettuale hanno implicitamente esplorato le potenzialità espressive del colore, anche attraverso la lente della sua rappresentazione.

Le difficoltà storiche nella rappresentazione esatta e nella riproduzione del disegno colorato hanno indubbiamente condizionato il ruolo marginale del colore. È interessante ricostruire le relazioni tra la rappresentazione del colore e la ricerca progettuale, notando come l'attenzione dell'architettura nei confronti del colore segua la disponibilità di nuovi strumenti e metodi di rappresentazione.

il colore nell'interior design (prima parte)

L'Attività Didattica e la Trasmissione del Sapere

L'ampia attività didattica svolta da Aldo Rossi presso diverse università, tra cui l'Università degli Studi di Milano Bicocca e l'Università degli Studi di Torino, testimonia il suo impegno nella trasmissione del sapere e nella formazione di nuove generazioni di architetti e matematici. I corsi spaziano dall'Algebra Lineare e Geometria alla Topologia Algebrica e Computazionale, fino a argomenti più specifici come le Toric Varieties. Questa diversificazione riflette la sua visione interdisciplinare, dove la geometria e la matematica trovano applicazioni concrete nella comprensione e nella progettazione dello spazio architettonico.

L'insegnamento di materie come "Algebra Lineare e Geometria" o "Topologia Algebrica" non è casuale. Queste discipline forniscono gli strumenti concettuali e analitici per comprendere le strutture spaziali, le trasformazioni e le relazioni geometriche che sono alla base della forma architettonica. La geometria elementare, in particolare, fornisce i fondamenti per la costruzione e la rappresentazione, mentre concetti più astratti della topologia possono aiutare a comprendere le proprietà invarianti delle forme e delle loro relazioni spaziali, concetti che risuonano con la sua idea di archetipi.

La sua attività didattica, documentata attraverso una vasta lista di corsi tenuti in diversi anni accademici (dal 2025/26 fino al 1992/93), copre un ampio spettro di discipline matematiche e geometriche, dimostrando una profonda connessione tra il rigore del pensiero astratto e la concretezza della pratica architettonica.

L'Influenza dei Trattati e dei Manuali sull'Architettura

La ricca bibliografia citata, che include trattati antichi e moderni, manuali di disegno e progettazione, testi sulla rappresentazione dello spazio e sulla percezione visiva, sottolinea l'importanza che Aldo Rossi attribuiva alla conoscenza storica e teorica. Opere fondamentali come "Dell'architettura" di Vitruvio, i trattati di Leon Battista Alberti, Filarete, Serlio, Palladio e Vignola, rappresentano le fondamenta della disciplina architettonica.

Parallelamente, i manuali di disegno e progettazione, da quelli ottocenteschi a quelli più contemporanei, evidenziano l'evoluzione delle tecniche di rappresentazione e la crescente attenzione verso la formalizzazione del processo progettuale. Testi sulla geometria descrittiva, la prospettiva e la teoria delle ombre sono cruciali per comprendere come lo spazio architettonico viene tradotto su un piano bidimensionale e come questo processo influenzi la percezione finale dell'opera.

L'interesse di Rossi per la "rappresentazione dello spazio" e la "geometria dell'immagine" si riflette nella sua profonda comprensione di come il disegno sia uno strumento non solo per descrivere, ma anche per pensare e creare architettura. La sua opera "L'architettura della città" (1966) è un esempio emblematico di questa visione, dove la città è analizzata attraverso la lente della sua struttura geometrica e della sua storia.

Copertina del libro

Archetipi Rossi: Forma, Memoria e Significato

Il concetto di "archetipo" in Aldo Rossi non si limita a una pura forma geometrica. Gli archetipi sono carichi di significato storico e culturale, evocano memorie collettive e contribuiscono a definire l'identità di un luogo. La torre, il mercato, il teatro, la casa a corte, sono esempi di forme archetipiche che Rossi ha riutilizzato e reinterpretato nei suoi progetti, conferendo loro una nuova vitalità.

Un esempio emblematico è il "Municipio" che "raffigura una sorta di mappa del DNA dove si intrecciano passato e presente di Borgoricco". Questo approccio dimostra come Rossi utilizzasse la geometria elementare non solo per la costruzione fisica, ma anche come strumento per narrare la storia e la memoria di un luogo. La geometria diventa un linguaggio per decodificare e ricomporre l'identità urbana.

La Torre "Aldo Rossi - Le Vie del Commercio" a Lanciano è un altro esempio di come egli integrasse elementi archetipici nel contesto contemporaneo. La sua opera, quindi, non è una mera riproposizione di forme passate, ma una continua ricerca di un equilibrio tra la tradizione e l'innovazione, tra la memoria collettiva e la progettazione del presente.

La Dimensione Teorica e la Pratica Professionale

L'attività professionale di Aldo Rossi, iniziata presso studi di rilievo come quello di Ignazio Gardella e Marco Zanuso, ha compiuto un salto di qualità con la realizzazione di parte del complesso "Monte Amiata" nel quartiere Gallaratese a Milano. La vittoria del concorso per l'ampliamento del cimitero San Cataldo a Modena gli ha conferito fama internazionale, consolidando la sua posizione come figura di spicco dell'architettura contemporanea.

Cimitero San Cataldo a Modena, progetto di Aldo Rossi

La sua direzione della sezione internazionale di architettura alla XV Triennale di Milano nel 1973 e il suo ruolo alla Biennale di Venezia dal 1983 al 1984, evidenziano il suo contributo alla riflessione teorica e alla promozione del dibattito architettonico. L'opera "Autobiografia scientifica" (1981) rappresenta un momento cruciale di auto-analisi, dove Rossi esplora il suo percorso progettuale e teorico, riconoscendo come ogni atto di scrittura e di riflessione generi un nuovo progetto, imprevedibile e imprevisto.

Il riconoscimento del Premio Pritzker nel 1990, primo italiano a riceverlo, ha sancito la sua influenza a livello globale. I numerosi altri premi e riconoscimenti, tra cui l'Aia Honor Award e il premio città di Fukuoka, testimoniano l'ampio apprezzamento per la sua visione architettonica.

L'eredità di Aldo Rossi: Geometria, Archetipi e Città

Aldo Rossi ha lasciato un'eredità duratura nel campo dell'architettura, non solo attraverso le sue opere fisiche, ma anche grazie alla sua profonda riflessione teorica e al suo approccio didattico. La sua capacità di integrare la geometria elementare con la dimensione archetipica e la memoria collettiva ha offerto un nuovo paradigma per comprendere e progettare la città.

La sua opera ci insegna che la geometria non è solo uno strumento tecnico, ma un linguaggio capace di evocare storie, di connettere il passato con il presente e di dare forma all'identità urbana. Gli archetipi rossiani, intrisi di storia e significato, diventano elementi fondamentali per costruire una città che sia al contempo innovativa e profondamente radicata nella sua memoria. La sua influenza si estende ben oltre il campo dell'architettura, toccando la matematica, la teoria del progetto e la nostra stessa percezione dello spazio urbano.

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