Ferro e Autismo: Un Legame Complesso tra Nutrizione e Sviluppo Neurologico

Il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è una condizione complessa che coinvolge diversi aspetti dello sviluppo neurologico e comportamentale. La ricerca scientifica ha evidenziato correlazioni tra carenze nutrizionali e la manifestazione o l'aggravamento dei sintomi dell'autismo, ponendo particolare attenzione a micronutrienti essenziali come il ferro e la vitamina D. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno esplorato il ruolo degli integratori alimentari nel migliorare alcuni sintomi dell’ASD, tra cui difficoltà di comunicazione, iperattività, disturbi del sonno e problemi gastrointestinali.

Diagramma che illustra i ruoli del ferro nel corpo umano

L'Importanza Cruciale del Ferro per lo Sviluppo

Il ferro è un minerale essenziale per il corpo umano, prezioso alleato nelle funzioni metaboliche, immunitarie ed energetiche. È infatti un componente fondamentale dell’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi che consente il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti, e della mioglobina, proteina che fornisce e fissa l’ossigeno all’interno dei muscoli. Di fatto, possiamo dire che senza ossigeno non c’è energia. Inoltre, lo sviluppo fisico e mentale richiede fonti sufficienti di ferro, in particolare durante l’infanzia. La carenza di ferro è la carenza minerale più diffusa nell’uomo e colpisce soprattutto le donne in età fertile, i bambini, gli adolescenti, le persone che praticano un’intensa attività fisica e le donne in gravidanza. Il nostro corpo non è però in grado di produrre ferro da solo e dobbiamo assumerne una quantità sufficiente dalla nostra dieta quotidiana.

Ferro e Alimentazione: Un Assorbimento Delicato

L’assorbimento del ferro è un processo complesso e buona parte di esso proveniente dalla dieta non viene del tutto assimilato. È consigliabile consumare carni rosse, pesce, cereali integrali, legumi e frutta secca, in quanto contengono ferro più biodisponibile rispetto alle fonti vegetali. Meglio evitare o ridurre al minimo bevande a base di tannini come tè e caffè che, legandosi al ferro, ne rendono difficile l’assorbimento.

Ferro e Gravidanza: Un Fabbisogno Aumentato

Si stima che ogni anno il 35% delle donne in gravidanza presenti una carenza di ferro nel primo trimestre, fino a raggiungere l’85% nel terzo trimestre. La carenza di ferro è particolarmente comune nelle donne che attendono gemelli, donne vegetariane o donne con gravidanze ravvicinate. Una donna in età fertile necessita di assorbire tra 1,5 - 2 mg di ferro al giorno. Per una donna in gravidanza, il fabbisogno di ferro può aumentare fino a 2 - 4 mg nel secondo trimestre e 3 - 6 mg nel terzo trimestre. Anche nel periodo post parto e durante l’allattamento si può manifestare un abbassamento dei livelli di ferritina, indice di una carenza di ferro, la quale, se prolungata, può ridurre le riserve fisiologiche presenti nell’organismo ed indebolire il sistema immunitario, e, se eccessivamente persistente può sfociare nell’anemia.

La Carenza di Ferro nei Bambini con ASD

I deficit di vitamina D e ferro sono comuni tra i bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) indipendentemente dall’atteggiamento verso l’alimentazione. Le carenze di vitamina D e ferro sono comuni nei bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD), colpendo tra il 30% e il 40% dei soggetti. A evidenziarlo è una ricerca pubblicata su Nutrients, secondo la quale, l’alimentazione selettiva tipica dei bambini con ASD non sarebbe un indicatore affidabile di queste carenze. Gli autori dello studio, guidati da Magdalena Yvonne Koh del National University Hospital di Singapore, raccomandano ai medici di eseguire uno screening nutrizionale di routine per i livelli di vitamina D e ferro nei bambini con ASD, indipendentemente dalle abitudini alimentari.

Il disturbo dello spettro autistico è una condizione neurobiologica dello sviluppo caratterizzata da difficoltà nella comunicazione sociale di routine e da comportamenti ristretti e ripetitivi. I bambini con ASD seguono spesso rigide scelte alimentari, che possono avere effetti nutrizionali negativi, soprattutto a livello di vitamina D, essenziale per la salute delle ossa e la funzione immunitaria, e ferro, vitale per lo sviluppo cognitivo.

Per valutare le carenze di questi nutrienti tra i bambini con ASD e approfondire l’impatto di eventuali deficit, i ricercatori hanno coinvolto 241 bambini di età compresa tra 1 e 10 anni con la sindrome. La diagnosi di ASD è stata confermata utilizzando i criteri del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-5) o l’Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS-2).

I risultati dello studio hanno rivelato carenze significative di vitamina D, 36,5% dei 222 partecipanti testati di cui il 32% mostra insufficienza e il 4,5% carenza, e ferro (37,7% dei 236 partecipanti testati), con anemia sideropenica presente nel 15,6% di 122 bambini. In particolare, l’età avanzata e l’etnia erano fattori di rischio significativi per la carenza di vitamina D, mentre non sono state identificate correlazioni significative per la carenza di ferro, in generale, anche se i bambini più grandi avevano maggiori probabilità di manifestare anemia sideropenica. Sorprendentemente, poi, seguire rigide scelte alimentari non era un indicatore affidabile per entrambe le carenze. I risultati, dunque, sottolineano e supportano l’inclusione di screening nutrizionali frequenti come parte dell’assistenza sanitaria di routine di un bambino con ASD.

Il ferro è indispensabile per la sintesi di DNA/RNA, la produzione dei globuli rossi (RBC production) ed è indispensabile per il sistema nervoso centrale. Una carenza di ferro, quindi, può avere ripercussioni significative sullo sviluppo neurologico.

Infografica che mostra le fonti alimentari di ferro e vitamina D

Potenziali Fattori Ambientali e Tossici

Mai nella storia dell'evoluzione lo sviluppo di un feto di qualsiasi specie è stato esposto a così tante sostanze chimiche. L'US EPA stima che siano attualmente utilizzate in modo diffuso più di 87.000 sostanze chimiche. Le nostre diete sono spesso carenti di minerali e vitamine. Secondo l'FDA, molti americani non hanno neppure l'RDA (Recommended Dietary Allowance) per le sostanze nutritive fondamentali. Gli americani consumano in media 70 kg di zucchero a persona ogni anno (negli anni '80 consumavano 2,5 kg per persona). Ci sono più di 3.000 sostanze chimiche nei nostri alimenti; più di 10.000 sono utilizzate come additivi alimentari.

Il mercurio è considerato l'elemento non radioattivo più tossico del pianeta. Una volta entrato nel corpo, permane nella circolazione ematica per 3-6 settimane. Come abbandona il flusso sanguigno è in grado di penetrare in ogni tessuto, in ogni cellula ed in ogni organello endocellulare di tutto il corpo. Gli USA da soli rilasciano nell'ambiente 200 tonnellate di mercurio all'anno. La maggior parte dei pesci ha 0,2-0,3 mcg di mercurio per grammo. Squali, pesci spada e tilefish hanno 0,1 mcg di mercurio (un comune pesce da 170 gr contiene 42,5 mcg di mercurio). Il pesce non è neppure la principale fonte di mercurio: per l'85% il mercurio proviene dalle amalgame. Una tipica amalgama con una superficie di 0,4 cm² rilascia circa 17 mcg di mercurio al giorno, principalmente attraverso la masticazione. Da 8 amalgame verrebbero rilasciati 136 mcg di mercurio al giorno, sottoforma di vapori. La prevenzione migliore per i nostri bambini sarebbe quella di evitare sempre e comunque l'esposizione delle donne a sostanze contenenti mercurio.

Il rischio chimico correlato al consumo di alimenti [video]

Approcci Dietetici e Integrativi

È sicuramente da considerare un discorso dietetico, all’interno del quale se i bambini con i cosiddetti disturbi dello spettro autistico abbracciano una dieta senza glutine e caseina hanno un aumento delle loro prestazioni e del loro comportamento. Dobbiamo ricordare che il glutine si trova nei cereali come grano, orzo, segale ed altri ancora come per esempio il farro, mentre le caseine sono proteine tipiche del latte. A causa degli enzimi digestivi, da queste proteine si formano dei peptidi, ossia una parte più piccola della proteina, così come gli aminoacidi sono una parte più piccola dei peptidi. Alcuni di questi aminoacidi, come le gluteomorfine e le beta-caseomorfine, in caso di permeabilità della barriera intestinale potrebbero essere assorbiti ed entrare in circolo. La conclusione degli studi eseguiti è abbastanza simile e afferma che una dieta priva di glutine o caseina non appare in grado di contrastare i disturbi del comportamento ed altre manifestazioni legate al disturbo dello spettro autistico, ma la mia personale, e ripeto personale, idea è quella che poiché non tutti siamo uguali e tentare una dieta senza glutine e senza latticini non è così pesante, in ogni caso valga comunque la pena provarci.

Mangiate frutta, verdura ed altri alimenti essenziali, coltivati biologicamente. Mangiate meno cibi di origine animale, specialmente carni rosse, e se le consumate, scegliete quelle biologiche.

Potrebbero essere raccomandati alcuni trattamenti per malattie o sintomi specifici. Una dieta a basso contenuto di carboidrati provoca l'utilizzo dei grassi a scopo energetico: si producono chetoni con conseguente alterazione dell'equilibrio Acido/Base. Una chetoacidosi cronica può danneggiare lo sviluppo cerebrale.

Integratori Naturali e il Loro Ruolo Potenziale

Alcuni integratori naturali che rallentano i segni dell'invecchiamento potrebbero aiutare anche i bambini e gli adulti affetti da autismo. Prima di iniziare un regime di integratori, è molto importante farsi guidare dal proprio medico curante per assicurarsi che gli integratori e il dosaggio siano corretti.

Ecco alcuni integratori naturali che hanno dimostrato di aiutare ad alleviare alcuni dei disturbi associati all'ASD:

  • Omega-3 (DHA ed EPA): Favoriscono lo sviluppo cerebrale e possono migliorare la comunicazione e il comportamento. Studi hanno evidenziato che bassi livelli di Omega-3 sono associati a difficoltà cognitive e comportamentali nei bambini con ASD. L’integrazione con DHA ed EPA ha mostrato un miglioramento nella comunicazione sociale e nella riduzione dell’iperattività. Possono anche ridurre l’infiammazione cerebrale, migliorando le funzioni cognitive.
  • Vitamina D: Contribuisce allo sviluppo neurologico e può avere effetti positivi sul comportamento. Studi hanno mostrato che bassi livelli di vitamina D nei bambini autistici erano correlati a sintomi comportamentali più severi. L’integrazione di Vitamina D3 ha riscontrato un miglioramento nei sintomi dell’ASD, tra cui interazione sociale, comportamento ripetitivo e comunicazione. L'integrazione di vitamina D nei neonati potrebbe rivelarsi un metodo sicuro ed efficace per prevenire il rischio di autismo. Esporsi al sole può anche aiutare ad aumentare i livelli di vitamina D.
  • Magnesio e Vitamina B6: Possono ridurre l’iperattività e migliorare il sonno. Il magnesio aiuta a ridurre ansia e irritabilità. La combinazione di magnesio e vitamina B6 ha portato a miglioramenti nell’iperattività, nell’attenzione e nei disturbi del sonno.
  • Probiotici e Prebiotici: Favoriscono l’equilibrio del microbiota intestinale e possono ridurre i disturbi gastrointestinali comuni nei soggetti con ASD. I bambini con ASD presentano spesso un microbiota intestinale alterato, con una ridotta presenza di batteri benefici. L'assunzione di un probiotico di buona qualità può essere benefica per la salute.
  • Melatonina: Aiuta a migliorare la qualità del sonno, spesso alterata nei bambini con ASD. Oltre il 50% dei bambini con ASD ha disturbi del sonno.
  • Acido Folico (Metilfolato): Può migliorare le capacità cognitive e linguistiche. L’integrazione con metilfolato ha portato a miglioramenti nel linguaggio e nella comunicazione nei bambini con ASD.
  • Glutatione: È un potente antiossidante ed è noto come "maestro disintossicante" dell'organismo. La ricerca ha dimostrato che i bambini affetti da autismo presentano spesso bassi livelli di glutatione.
  • L-Carnitina: Questo aminoacido può contribuire al miglioramento dei sintomi comportamentali in pazienti con diagnosi di autismo. La forma liposomiale offre una maggiore biodisponibilità.
  • Coenzima Q10: Supporta la funzione mitocondriale e la produzione di energia cellulare. Molti bambini con ASD hanno disfunzioni mitocondriali. La supplementazione con Coenzima Q10 ha migliorato i livelli di energia e ridotto la fatica.

I bambini affetti da autismo spesso accusano disturbi all'intestino. I problemi più comuni sono costipazione, gonfiore, crampi allo stomaco e diarrea. In una revisione sistematica della letteratura, i ricercatori hanno scoperto che diversi studi indicavano che gli individui autistici presentavano un microbiota intestinale alterato. Inoltre, in alcuni casi, gli studi hanno rilevato che il rimodellamento dell'intestino mediante antibiotici e il trasferimento di "batteri" buoni contribuivano ad alleviare i sintomi dell'ASD.

Le persone affette da autismo spesso hanno difficoltà a digerire carboidrati, proteine e grassi. L'integrazione con un enzima digestivo ad ampio spettro può aiutare in questo processo di digestione, rendendo questi alimenti più facili da assorbire.

Vaccinazioni e Autismo: Una Prospettiva Scientifica

La questione del legame tra vaccini e autismo è stata oggetto di ampio dibattito. Dal 1998, quando Andrew Wakefield, un medico inglese, pubblicò uno studio che sembrava dimostrare l'esistenza di anticorpi antimorbillo nell'intestino di bambini autistici, la comunità scientifica internazionale ha avviato un intenso percorso di ricerca sulla possibilità che i vaccini infantili potessero causare DSA. Recentemente, gli incriminati principali sono stati i metalli pesanti, soprattutto il mercurio, usati dal 2002 come additivo nei vaccini. Ancora una volta la ricerca sui grandi numeri ha mostrato che i bambini vaccinati con prodotti con e senza mercurio hanno lo stesso tasso di DSA. Il rischio di gravi alterazioni dello sviluppo del sistema nervoso centrale è invece senz'altro più alto in caso di sospensione delle vaccinazioni. Basti pensare al fatto che l'infezione del virus della rosolia nelle gestanti è stata in passato una delle principali cause di grave disabilità intellettiva. L'ufficio stampa dell'Istituto Superiore di Sanità ha recentemente pubblicato un position statement in cui si ribadisce l'assoluta mancanza d'evidenza scientifica sulla possibilità che i vaccini possano causare DSA.

La dottoressa O'Hara crede che i vaccini siano necessari perché possono prevenire malattie che possono essere mortali per i bambini. È importante valutare alcuni aspetti prima di procedere con le vaccinazioni:

  • Il bambino è ammalato?
  • Il bambino ha avuto reazioni avverse o un peggioramento della sua salute dopo l'ultima vaccinazione?
  • Il bambino ha alle spalle una storia familiare di: reazione ai vaccini, convulsioni o disturbi neurologici, allergie severe, alterazioni del sistema immunitario?
  • Sono bene informata sugli effetti collaterali delle vaccinazioni?
  • So come identificare e riferire una reazione da vaccino?
  • Conosco il nome della ditta produttrice e il numero di lotto del vaccino?

Prendere in considerazione di controllare i titoli anticorpali (con un prelievo di sangue) prima di eseguire le vaccinazioni di richiamo.

Un Approccio Olistico e Individualizzato

È importante ricordare che, come suggerisce il nome, l'autismo è uno spettro e che un trattamento molto efficace per un bambino può non funzionare per un altro. Quando si assumono integratori per l'autismo, è importante ricordare che i risultati del trattamento variano a seconda dell'individuo e che ci vorrà del tempo per trovare il programma più adatto al proprio caro. "Dimenticate le cose che non possono fare e concentratevi su quelle che possono fare."

Il contenuto di questo articolo è solo a scopo informativo. Non intende sostituire la consulenza, la diagnosi o il trattamento di un medico professionista. Chiedete sempre il parere del vostro medico o di un operatore sanitario prima di iniziare un nuovo regime o programma di salute.

Immagine stilizzata di un cervello con connessioni che rappresentano lo spettro autistico

Conclusioni sull'Interazione Ferro-Autismo

La carenza di ferro è una problematica nutrizionale diffusa che assume particolare rilevanza nel contesto dei disturbi dello spettro autistico. La ricerca scientifica ha messo in luce come un adeguato apporto di ferro sia fondamentale per lo sviluppo neurologico, e come la sua carenza possa influire negativamente sulle funzioni cognitive e comportamentali. Sebbene le cause dell'autismo siano multifattoriali, con una componente genetica e una ambientale significative, la gestione nutrizionale, inclusa la supplementazione di ferro quando necessaria, rappresenta un tassello importante nel complesso mosaico della cura e del supporto per le persone con ASD. È fondamentale che ogni intervento, specialmente quello nutrizionale, sia guidato da una valutazione medica professionale e personalizzata, tenendo conto delle specifiche esigenze individuali.

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