Le leggi della dinamica, formulate da Isaac Newton nel XVII secolo, rappresentano uno dei pilastri della fisica, fornendo un quadro concettuale essenziale per comprendere il moto degli oggetti e le forze che li influenzano. Questo articolo si propone di esplorare questi principi fondamentali attraverso una serie di esercizi semplici, mirati a consolidare la comprensione degli studenti e degli appassionati di fisica. Attraverso l'analisi di scenari concreti, si mira a rendere accessibili concetti che sono alla base della meccanica classica e che hanno trovato applicazione in innumerevoli campi scientifici e tecnologici.
Le Basi Teoriche: Dalla Cinematica alla Dinamica
Prima di addentrarci negli esercizi, è utile richiamare brevemente i concetti chiave che sottendono lo studio della dinamica. La cinematica si occupa della descrizione del movimento dei corpi in termini di posizione, velocità e accelerazione, senza considerare le cause di tale movimento. La dinamica, invece, estende questa analisi introducendo il concetto di forza come agente capace di modificare lo stato di moto di un corpo. La massa di un corpo diventa così un parametro cruciale, poiché determina la sua inerzia, ovvero la sua resistenza a cambiare stato di moto.

Un corpo mantiene il proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme finché una forza esterna non interviene a modificarne lo stato. Questo è il nucleo della Prima Legge di Newton, o legge dell'inerzia. In assenza di forze esterne o quando queste si bilanciano reciprocamente, un corpo continuerà a muoversi con velocità costante o rimarrà fermo. Questo principio è fondamentale per definire un sistema di riferimento inerziale, ovvero un sistema in cui vale la legge dell'inerzia.
La Seconda Legge di Newton, o legge della forza e dell'accelerazione, quantifica la relazione tra forza, massa e accelerazione. Essa stabilisce che la variazione del moto di un corpo è direttamente proporzionale alla forza applicata e avviene nella direzione della forza stessa. Matematicamente, questa legge si esprime come $\vec{F} = m\vec{a}$, dove $\vec{F}$ è la forza risultante agente sul corpo, $m$ è la sua massa e $\vec{a}$ è la sua accelerazione. L'unità di misura della forza nel Sistema Internazionale (SI) è il Newton (N), definito come la forza necessaria per imprimere a una massa di 1 kg un'accelerazione di 1 m/s².
Infine, la Terza Legge di Newton, nota come legge di azione e reazione, descrive l'interazione reciproca tra due corpi. Essa afferma che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Se il corpo A esercita una forza sul corpo B, allora il corpo B esercita simultaneamente una forza di uguale intensità ma di direzione opposta sul corpo A. È cruciale comprendere che queste forze agiscono su corpi distinti e, pertanto, non si annullano a vicenda.
Esercizi Pratici sui Principi della Dinamica
Per applicare questi principi a situazioni concrete, analizziamo una serie di esercizi che coprono diversi aspetti delle leggi di Newton.
Moto Rettilineo Uniforme e Accelerato
Consideriamo un corpo che si muove con rettilineo uniforme con velocità v=20m/s. Se su questo corpo agisce una forza F=800N costante che ne contrasta il movimento, possiamo determinare la decelerazione. Dalla seconda legge di Newton, $F = ma$, possiamo ricavare l'accelerazione (in questo caso, una decelerazione): $a = F/m$. Se la massa del corpo non è specificata, non possiamo calcolare un valore numerico per la decelerazione, ma possiamo esprimere la relazione.
Immaginiamo ora un corpo che parte da fermo e si muove in moto a velocità costante e durante la fase iniziale di moto accelerato. Se il corpo si muove in salita e in discesa con accelerazione di 0,2m/s², e vogliamo calcolare la velocità raggiunta dopo 10 secondi, possiamo usare la formula $v = v0 + at$. Partendo da fermo ($v0 = 0$), la velocità dopo 10 secondi sarà $v = 0 + (0.2 \, \text{m/s}^2) \times (10 \, \text{s}) = 2 \, \text{m/s}$.
Un altro scenario coinvolge un corpo che subisce un'accelerazione di 2m/s². Se si chiede di calcolare la velocità del corpo dopo 30 secondi, assumendo che parta da fermo, avremo $v = v_0 + at = 0 + (2 \, \text{m/s}^2) \times (30 \, \text{s}) = 60 \, \text{m/s}$. Analogamente, calcolare la velocità del corpo dopo 20 secondi darà $v = 0 + (2 \, \text{m/s}^2) \times (20 \, \text{s}) = 40 \, \text{m/s}$.
Consideriamo una massa di 1kg che ha un'accelerazione di 2m/s². Se la sua traiettoria forma un angolo θ=20° rispetto alla direzione positiva dell’asse x, possiamo scomporre la forza risultante nelle sue componenti cartesiane. La forza lungo l'asse x sarà $Fx = max = m(a \cos \theta)$ e lungo l'asse y sarà $Fy = may = m(a \sin \theta)$.

Forze e Interazioni
Due forze orizzontali, agiscono su un corpo di massa m=3kg che si può muovere su di un piano privo di attrito. La forza F1=9N è diretta nel senso positivo dell’asse x. Se la seconda forza è $F2 = -12i + 8j$ N, la forza risultante sarà $\vec{F}{ris} = \vec{F}1 + \vec{F}2 = (9\hat{i}) + (-12\hat{i} + 8\hat{j}) = (-3\hat{i} + 8\hat{j})$ N. L'accelerazione del corpo sarà $\vec{a} = \vec{F}_{ris} / m = (-3/3\hat{i} + 8/3\hat{j}) \, \text{m/s}^2 = (-1\hat{i} + 8/3\hat{j}) \, \text{m/s}^2$.
Un corpo della massa m=1kg ha una accelerazione a=2m/s². Se la sua traiettoria forma un angolo θ=20° rispetto alla direzione positiva dell’asse x, la forza risultante agente sul corpo è $\vec{F} = m\vec{a}$. Le componenti di questa forza saranno $Fx = ma \cos(20^\circ)$ e $Fy = ma \sin(20^\circ)$.
Un corpo si muove con velocità costante v=3m/s lungo l’asse x. Se su di esso agisce una prima forza che in notazione vettoriale è $F1 = 3i + 3j$ N, e una seconda forza $F2 = -12i + 8j$ N, la forza risultante è $\vec{F}{ris} = \vec{F}1 + \vec{F}_2 = (3-12)\hat{i} + (3+8)\hat{j} = -9\hat{i} + 11\hat{j}$ N. Poiché il corpo si muove a velocità costante, l'accelerazione è nulla, il che implica che la forza risultante deve essere zero. Questo scenario suggerisce che ci siano altre forze agenti, o che il problema richieda un'analisi in un sistema non inerziale, oppure che le forze date non siano le uniche. Se interpretiamo che queste siano le uniche forze esterne, allora il corpo non potrebbe muoversi a velocità costante.
Un corpo è soggetto alle forze F1=32N, F2=55N, F3=41N, con angoli θ1=30° e θ2=60°. Per trovare la forza risultante, dobbiamo scomporre ciascuna forza nelle sue componenti cartesiane e poi sommarle vettorialmente. Assumendo che F1 e F2 siano le uniche forze con angoli specificati e che F3 sia diretta lungo un asse, ad esempio l'asse x positivo:$F{1x} = 32 \cos(30^\circ)$, $F{1y} = 32 \sin(30^\circ)$$F{2x} = 55 \cos(60^\circ)$, $F{2y} = 55 \sin(60^\circ)$$F{3x} = 41$, $F{3y} = 0$La forza risultante sarà $F{ris, x} = F{1x} + F{2x} + F{3x}$ e $F{ris, y} = F{1y} + F{2y}$. L'accelerazione sarà poi $\vec{a} = \vec{F}{ris} / m$.
Andrea tira con una forza FA=220N, Carlo tira con una forza FC=170N. Se tirano nella stessa direzione e verso, la forza totale è $F{tot} = FA + FC = 220N + 170N = 390N$. Se tirano in direzioni opposte, la forza totale (risultante) sarà la differenza tra le due: $|FA - F_C| = |220N - 170N| = 50N$.
La forza F1=2N mentre l’accelerazione della scatola è a=12m/s² con θ=30°. Se F1 è l'unica forza applicata, la massa della scatola sarebbe $m = F1/a = 2N / (12 \text{ m/s}^2 \times \sin(30^\circ))$ se l'accelerazione è perpendicolare alla forza, oppure $m = F1/a$ se F1 è la forza risultante e $\theta$ è la direzione dell'accelerazione. Assumendo che F1 sia una delle forze agenti e che l'accelerazione risultante sia di 12 m/s² a 30°, possiamo trovare la massa se conosciamo tutte le forze. Se F1 fosse l'unica forza, allora la massa sarebbe $m = F1/a = 2N / 12 \text{ m/s}^2 = 1/6$ kg. Tuttavia, l'angolo di 30° suggerisce che F1 non sia la forza risultante o che ci siano altre forze.
Un corpo di massa m=500 kg viene lanciato da fermo e accelerato per 1,8 s fino a raggiungere la velocità di 1600 km/h. Per calcolare l'accelerazione media, convertiamo la velocità in m/s: $1600 \, \text{km/h} = 1600 \times (1000 \, \text{m} / 3600 \, \text{s}) \approx 444.4 \, \text{m/s}$. L'accelerazione media è $a = \Delta v / \Delta t = (444.4 \, \text{m/s} - 0) / 1.8 \, \text{s} \approx 246.9 \, \text{m/s}^2$. La forza di spinta necessaria sarebbe $F = ma = 500 \, \text{kg} \times 246.9 \, \text{m/s}^2 \approx 123450 \, \text{N}$.
Un'automobile, quando vengono azionati i freni, si ferma in uno spazio di 15 m. Se la forza frenante media è di 4900N e la massa dell'auto è 1000 kg, possiamo calcolare la decelerazione: $a = F/m = 4900N / 1000kg = 4.9 \, \text{m/s}^2$. Per trovare la velocità iniziale, possiamo usare l'equazione $vf^2 = v0^2 + 2a\Delta x$. Poiché $vf = 0$ (l'auto si ferma), abbiamo $0 = v0^2 - 2a\Delta x$, quindi $v_0 = \sqrt{2a\Delta x} = \sqrt{2 \times 4.9 \, \text{m/s}^2 \times 15 \, \text{m}} \approx 12.1 \, \text{m/s}$.
Spazio di frenata
Sistemi con Più Corpi
Consideriamo un sistema in cui un corpo si muove con una accelerazione di 3 m/s², diretta verso il basso. Se la massa del corpo è $m$, la forza risultante sarà $F_{ris} = mg - T$, dove $T$ è la tensione di un cavo (se presente). Se l'accelerazione è verso il basso, la forza peso è maggiore della tensione.
Una massa di 500g (0.5 kg) libera di muoversi su un piano orizzontale privo di attrito subisce l'azione di una forza costante di 6,2N per 1,5 s. La velocità iniziale è di 0,96 m/s, con direzione e verso uguali a quelli della forza. L'accelerazione dovuta alla forza è $a = F/m = 6.2N / 0.5kg = 12.4 \, \text{m/s}^2$. La variazione di velocità dovuta alla forza è $\Delta v = at = 12.4 \, \text{m/s}^2 \times 1.5 \, \text{s} = 18.6 \, \text{m/s}$. La velocità finale sarà $vf = v0 + \Delta v = 0.96 \, \text{m/s} + 18.6 \, \text{m/s} = 19.56 \, \text{m/s}$.
Un cavo orizzontale traina un carrello di massa m=200 kg lungo un piano orizzontale liscio. La tensione nel cavo è T=500 N. L'accelerazione del carrello è $a = T/m = 500N / 200kg = 2.5 \, \text{m/s}^2$.
Un'automobile di massa m=900 kg si muove lungo una strada piana e rettilinea alla velocità di 20 m/s. Se il motore eroga una forza di 1000 N e le forze resistive totali (attrito aria, attrito rotolamento) sono 400 N, la forza risultante è $F{ris} = F{motore} - F{resistive} = 1000N - 400N = 600N$. L'accelerazione dell'auto è $a = F{ris}/m = 600N / 900kg \approx 0.67 \, \text{m/s}^2$.
Il sistema disegnato si muove con una accelerazione a=2m/s², mentre la sfera indicata ha massa m=3kg. Se la sfera è parte del sistema e si assume che la forza che la muove sia proporzionale alla sua massa e all'accelerazione del sistema (senza attriti), la forza che agisce sulla sfera è $F_{sfera} = ma = 3kg \times 2 \, \text{m/s}^2 = 6N$.
La massa A con mA=15 kg è collegata alla massa B con mB=11 kg con un cavo. Entrambe subiscono un'accelerazione di a=3 m/s² verso l'alto dovuta alla trazione di un ulteriore cavo collegato alla massa A. La forza totale che agisce sul sistema A+B è $F{tot} = (mA + mB)a = (15kg + 11kg) \times 3 \, \text{m/s}^2 = 26kg \times 3 \, \text{m/s}^2 = 78N$. Questa forza totale è fornita dalla tensione nel cavo superiore collegato ad A. La tensione nel cavo che collega A e B sarà $T{AB} = mB a = 11kg \times 3 \, \text{m/s}^2 = 33N$ (se tirato da A verso B) o $T{AB} = mA a = 15kg \times 3 \, \text{m/s}^2 = 45N$ (se tirato da B verso A, ma il sistema è tirato verso l'alto da A). Assumendo che il cavo colleghi A e B e che l'accelerazione sia verso l'alto, la tensione nel cavo che collega A e B può essere calcolata analizzando le forze su uno dei blocchi. Ad esempio, per il blocco B, la tensione $T{AB}$ e la forza peso $mB g$ contribuiscono all'accelerazione verso l'alto: $T{AB} - mB g = mB a$ (se la tensione tira verso l'alto) o $mB g - T{AB} = mB a$ (se la tensione tira verso il basso). L'interpretazione più probabile è che il cavo colleghi A e B e che un ulteriore cavo tiri A verso l'alto. In questo caso, per il blocco B: $T{AB} - mB g = mB a$ non è corretto se A tira B. Se A tira B, la tensione $T{AB}$ nel cavo tra A e B è quella che causa l'accelerazione di B. Se il sistema è tirato verso l'alto, la forza netta su B è $T{AB} - mB g$ (se la tensione è verso l'alto) o $mB g - T{AB}$ (se la tensione è verso il basso). Assumendo che il cavo colleghi A e B e che questo cavo sia teso, l'accelerazione di B è causata dalla tensione $T{AB}$. La forza netta su B è $T{AB} - mB g = mB a$ se la tensione è verso l'alto e tira B verso l'alto. Se A tira B, la tensione $T{AB}$ è la forza che agisce su B. La forza netta su B è $T{AB} - mB g = mB a$ se la tensione $T{AB}$ è verso l'alto e tiriamo B. Se consideriamo il sistema A+B tirato da un cavo su A, la tensione nel cavo tra A e B è $T{AB}$. Per B: $T{AB} - mB g = mB a$ (se $T{AB}$ è verso l'alto). Se il sistema è tirato verso l'alto con un cavo su A, la forza totale su A+B è $F{superiore} - (mA+mB)g = (mA+mB)a$. La tensione tra A e B è determinata dalle forze su A o B. Per B: $T{AB} - mB g = mB a$ (se $T{AB}$ tira verso l'alto). Se il cavo collega A e B, la tensione $T{AB}$ tira B. La forza netta su B è $T{AB} - mB g = mB a$ se la tensione è verso l'alto. Se A tira B, la tensione $T_{AB}$ è la forza su B.
Tre blocchi, m1=12kg, m2=24kg, m3=31kg, sono collegati tra loro da funi di massa trascurabile su un piano orizzontale con attrito trascurabile. Se una forza F viene applicata a uno dei blocchi, l'accelerazione del sistema è $a = F / (m1+m2+m3)$. La tensione nelle funi dipenderà da quale blocco è tirato e da quale parte della catena è la fune.
Due blocchi, mA=4 kg e mB=6 kg, sono collegati da una fune inestensibile su un piano orizzontale privo di attrito. Sul blocco A agisce la forza FA=12N e sul blocco B la forza FB=24N, entrambe nella stessa direzione. La forza risultante sul sistema è $F{ris} = FA + FB = 12N + 24N = 36N$. L'accelerazione del sistema è $a = F{ris} / (mA + mB) = 36N / (4kg + 6kg) = 36N / 10kg = 3.6 \, \text{m/s}^2$. La tensione nella fune che collega A e B sarà $T{AB} = mB a = 6kg \times 3.6 \, \text{m/s}^2 = 21.6N$ (se A tira B) o $T{AB} = mA a = 4kg \times 3.6 \, \text{m/s}^2 = 14.4N$ (se B tira A). Assumendo che FA sia applicata ad A e FB ad B, e che A tiri B, la tensione nella fune è la forza che agisce su B dovuta ad A.

Il sistema di masse m1=200g (0.2 kg) ed m2=800g (0.8 kg) viene accelerato verso l'alto con a=6m/s² e poi verso il basso con accelerazione a=0,6m/s².Per l'accelerazione verso l'alto: la forza totale verso l'alto è $F{tot} = (m1+m2)g + (m1+m2)a = (0.2+0.8)kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2 + (0.2+0.8)kg \times 6 \, \text{m/s}^2 = 1kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2 + 1kg \times 6 \, \text{m/s}^2 = 9.8N + 6N = 15.8N$.Per l'accelerazione verso il basso: la forza totale verso il basso è $F{tot} = (m1+m2)g - (m1+m2)a = (0.2+0.8)kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2 - (0.2+0.8)kg \times 0.6 \, \text{m/s}^2 = 9.8N - 0.6N = 9.2N$.
Un oggetto di massa m=20g (0.02 kg) si muove lungo l'asse x sottoposto a una forza resistente proporzionale alla velocità, $R=kv$, con $k=2 \, \text{N·s/m}$. L'equazione del moto è $m a = -kv$, o $m (dv/dt) = -kv$. Questa è un'equazione differenziale che descrive un moto con decelerazione esponenziale. La velocità all'istante t è data da $v(t) = v_0 e^{-(k/m)t}$.
Un corpo fermo avente massa m = 0,50 kg viene applicata una forza F = 2 N. L'accelerazione è $a = F/m = 2N / 0.5kg = 4 \, \text{m/s}^2$. La velocità dopo un tempo t sarà $v = at = 4t$.
Un uomo trascina una cassa di massa 65 kg applicando una forza orizzontale di 250 N per una distanza di 10 m. Se si assume che non ci sia attrito, l'accelerazione è $a = F/m = 250N / 65kg \approx 3.85 \, \text{m/s}^2$. Il tempo impiegato per percorrere 10 m può essere calcolato con $\Delta x = v0 t + \frac{1}{2} a t^2$. Partendo da fermo ($v0=0$), $10m = \frac{1}{2} (3.85 \, \text{m/s}^2) t^2$, da cui $t = \sqrt{2 \times 10m / 3.85 \, \text{m/s}^2} \approx 2.28 \, \text{s}$.
Un razzo di massa m=500 kg viene lanciato da fermo e accelerato per 1,8 s fino a raggiungere la velocità di 1600 km/h (circa 444.4 m/s). L'accelerazione media è $a = \Delta v / \Delta t = 444.4 \, \text{m/s} / 1.8 \, \text{s} \approx 246.9 \, \text{m/s}^2$. La forza di spinta necessaria è $F = ma = 500 \, \text{kg} \times 246.9 \, \text{m/s}^2 \approx 123450 \, \text{N}$.
Un'automobile di massa m=1200 kg si muove alla velocità di 20 m/s. Quando vengono azionati i freni, l'auto si ferma in 15 m. La decelerazione media può essere calcolata da $vf^2 = v0^2 + 2a\Delta x$. $0 = (20 \, \text{m/s})^2 + 2a(15 \, \text{m})$, quindi $a = -(20 \, \text{m/s})^2 / (2 \times 15 \, \text{m}) = -400 \, \text{m}^2/\text{s}^2 / 30 \, \text{m} \approx -13.33 \, \text{m/s}^2$. La forza frenante risultante è $F_{freno} = ma = 1200 \, \text{kg} \times (-13.33 \, \text{m/s}^2) \approx -16000 \, \text{N}$. Il modulo della forza frenante è quindi 16000 N.
Un aereo atterra con massa di 50000 kg, velocità iniziale di 70 m/s e forza di frenata risultante di 250000 N. La decelerazione è $a = F/m = -250000N / 50000kg = -5 \, \text{m/s}^2$. Per calcolare il tempo impiegato per fermarsi, usiamo $vf = v0 + at$. $0 = 70 \, \text{m/s} + (-5 \, \text{m/s}^2) t$, da cui $t = 70 \, \text{m/s} / 5 \, \text{m/s}^2 = 14 \, \text{s}$.
Un uomo di 75 kg pratica lo sci d'acqua e viene tirato da un motoscafo da fermo a una velocità di 15 m/s su una distanza di 50 m. L'accelerazione media è calcolata da $vf^2 = v0^2 + 2a\Delta x$. $0 = (15 \, \text{m/s})^2 + 2a(50 \, \text{m})$, quindi $a = -(15 \, \text{m/s})^2 / (2 \times 50 \, \text{m}) = -225 \, \text{m}^2/\text{s}^2 / 100 \, \text{m} = -2.25 \, \text{m/s}^2$. La forza risultante che si oppone al moto (resistenza dell'acqua) è $F_{resistenza} = ma = 75 \, \text{kg} \times (-2.25 \, \text{m/s}^2) \approx -168.75 \, \text{N}$.
Una palla da biliardo di massa m=0.17 kg raggiunge una velocità di 5 m/s in un intervallo di tempo di 0.5 s. L'accelerazione media è $a = \Delta v / \Delta t = 5 \, \text{m/s} / 0.5 \, \text{s} = 10 \, \text{m/s}^2$. La forza media applicata è $F = ma = 0.17 \, \text{kg} \times 10 \, \text{m/s}^2 = 1.7 \, \text{N}$.
Una scatola di massa m = 1 Kg poggia su un tavolo. Viene spinta con una forza F=5 N diretta orizzontalmente. Se il tavolo è privo di attrito, l'accelerazione è $a = F/m = 5N / 1kg = 5 \, \text{m/s}^2$. L'equazione del moto lungo l'asse x è $Fx = max$. Lungo l'asse y, la forza peso $P = mg$ è bilanciata dalla reazione vincolare $N$, quindi $N-P=0$, ovvero $N=mg$.
Ascensori e Tensioni
Una lampada di massa m è appesa tramite una corda al soffitto di un ascensore che sta decelerando in discesa con $a=2.4m/s^2$. La tensione della corda è T=89N. Poiché l'ascensore decelera in discesa, l'accelerazione è verso l'alto. La forza risultante sulla lampada è $F_{ris} = T - mg$. Poiché l'accelerazione è verso l'alto, $m a = T - mg$. Quindi, $m a + mg = T$, e $m(a+g) = T$. La massa della lampada è $m = T / (a+g) = 89N / (2.4 \, \text{m/s}^2 + 9.8 \, \text{m/s}^2) = 89N / 12.2 \, \text{m/s}^2 \approx 7.3 \, \text{kg}$.
La cabina di un ascensore ha una forza peso p=27,8kN. La sua massa è $M{cabina} = p/g = 27800N / 9.8 \, \text{m/s}^2 \approx 2837 \, \text{kg}$. Ci sono due ascensori collegati, A (MA=1400kg) e B (MB=1300kg), con una cassa di massa m=12kg sul pavimento di A. In fase di sollevamento, la tensione nel cavo che collega i due ascensori (immaginando che colleghi A e B) vale T=19,1kN. Se il cavo collega A e B, e questo cavo è teso verso l'alto, la forza sul blocco B è $T - mB g = m_B a$. Se il cavo collega A e B e tira B verso l'alto, la tensione è $T = 19100N$. La massa totale di B più la cassa (se sulla cassa agisce la tensione) è $1300kg + 12kg = 1312kg$. Se la tensione agisce su B, allora $19100N - (1312kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2) = 1312kg \times a$. $19100N - 12857.6N = 1312kg \times a$, quindi $6242.4N = 1312kg \times a$, $a \approx 4.76 \, \text{m/s}^2$.
Un blocco di massa m=5 kg viene trascinato su un piano privo di attrito da un cavo con una forza F=12N che forma un angolo θ=25°. L'accelerazione della massa è la componente della forza lungo la direzione del moto: $Fx = F \cos \theta = 12N \cos(25^\circ) \approx 10.88N$. L'accelerazione è $a = Fx / m = 10.88N / 5kg \approx 2.18 \, \text{m/s}^2$. Se la forza F viene incrementata lentamente, il valore di F che permette di sollevare il blocco dal pavimento dipende dalla forza peso e dalla componente verticale della forza applicata. Per sollevare il blocco, la componente verticale della forza deve superare il peso: $F \sin \theta > mg$. Quindi, $F > mg / \sin \theta = (5kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2) / \sin(25^\circ) \approx 49N / 0.42 \approx 116.7N$.
Un ascensore di massa M=600kg reca appesa al soffitto una lampada di massa m=5kg.a) Se l'ascensore sale con accelerazione a=2m/s², la tensione nel cavo di sostegno è $T = (M+m)g + (M+m)a = (600kg+5kg) \times 9.8 \, \text{m/s}^2 + (600kg+5kg) \times 2 \, \text{m/s}^2 = 605kg \times (9.8+2) \, \text{m/s}^2 = 605kg \times 11.8 \, \text{m/s}^2 \approx 7139N$.b) Se l'ascensore scende con accelerazione a=2m/s², la tensione nel cavo è $T = (M+m)g - (M+m)a = (600kg+5kg) \times 9.8 \, \text{m/s}^2 - (600kg+5kg) \times 2 \, \text{m/s}^2 = 605kg \times (9.8-2) \, \text{m/s}^2 = 605kg \times 7.8 \, \text{m/s}^2 \approx 4719N$.c) L'accelerazione a' dell'ascensore immediatamente dopo la rottura del cavo: l'ascensore e la lampada cadono liberamente sotto l'effetto della gravità, quindi l'accelerazione è $a' = g = 9.8 \, \text{m/s}^2$ (verso il basso).
Una forza F=20N viene applicata al blocco A di massa mA=4kg che, a sua volta, spinge il blocco B di mB=6kg. Il sistema costituito dai due blocchi scivola orizzontalmente lungo l’asse x. L'accelerazione del sistema è $a = F / (mA + mB) = 20N / (4kg + 6kg) = 20N / 10kg = 2 \, \text{m/s}^2$.
Una massa m=10kg deve essere calata dal secondo piano di una casa con una fune il cui carico di rottura è F=70N. Se la fune viene calata con un'accelerazione $a$, la tensione nella fune è $T = mg - ma$. Per evitare la rottura, $T < 70N$. Quindi, $mg - ma < 70N$. $10kg \times 9.8 \, \text{m/s}^2 - 10kg \times a < 70N$. $98N - 10kg \times a < 70N$. $28N < 10kg \times a$. $a > 2.8 \, \text{m/s}^2$. Quindi, per calare la massa senza rompere la fune, l'accelerazione verso il basso deve essere maggiore di 2.8 m/s². Se la si cala a velocità costante ($a=0$), la tensione è $T=mg=98N$, che supera il carico di rottura.
Forze su Piani Inclinati e Altre Configurazioni
Un corpo si muove in salita e in discesa con accelerazione di 0,2m/s². Se parte da fermo, calcolare la velocità raggiunta dopo 10 secondi: $v = v_0 + at = 0 + (0.2 \, \text{m/s}^2) \times (10 \, \text{s}) = 2 \, \text{m/s}$.
Una sfera di massa 3·10⁻⁴ kg è sospesa ad un cavo. Un vento spinge la sfera formando un angolo θ=37° rispetto la verticale. La forza del vento $F{vento}$ e la tensione $T$ nel cavo bilanciano la forza peso $P = mg$. Scomponendo le forze: $F{vento} = T \sin(37^\circ)$ e $P = T \cos(37^\circ)$. Dalla seconda equazione, $T = P / \cos(37^\circ) = (3 \cdot 10^{-4} \, \text{kg} \times 9.8 \, \text{m/s}^2) / \cos(37^\circ) \approx 2.94 \cdot 10^{-3}N / 0.7986 \approx 3.68 \cdot 10^{-3}N$. La forza del vento è $F_{vento} = T \sin(37^\circ) \approx 3.68 \cdot 10^{-3}N \times 0.6018 \approx 2.21 \cdot 10^{-3}N$.
Una lampada è appesa, tramite una corda, al soffitto di un ascensore che sta decelerando in discesa con a=2,4m/s². Calcolare la massa della lampada sapendo che la tensione della corda è T=89N. Come visto precedentemente, $m = T / (a+g) = 89N / (2.4 \, \text{m/s}^2 + 9.8 \, \text{m/s}^2) \approx 7.3 \, \text{kg}$.
Un corpo di massa m=3kg si muove su di un piano orizzontale liscio sotto la spinta di una forza F costante. Se la forza è F=9N, l'accelerazione è $a = F/m = 9N / 3kg = 3 \, \text{m/s}^2$.
Un corpo di massa m=3kg scende lungo un piano inclinato di 21° con accelerazione a=0,38m/s². La componente della forza peso lungo il piano è $F{p, \parallel} = mg \sin(21^\circ)$. La forza risultante lungo il piano è $F{ris} = F{p, \parallel} - F{attrito} = ma$. Quindi, $mg \sin(21^\circ) - F{attrito} = ma$. $F{attrito} = mg \sin(21^\circ) - ma = m(g \sin(21^\circ) - a)$. $F_{attrito} = 3kg (9.8 \, \text{m/s}^2 \times \sin(21^\circ) - 0.38 \, \text{m/s}^2) \approx 3kg (9.8 \times 0.358 - 0.38) \, \text{m/s}^2 \approx 3kg (3.51 - 0.38) \, \text{m/s}^2 \approx 3kg \times 3.13 \, \text{m/s}^2 \approx 9.39N$.
Un corpo di massa m=10kg scende lungo un piano inclinato con coefficiente di attrito dinamico $\mu=0.35$ in 7 secondi. L'angolo del piano è tale che la componente della forza peso è maggiore della forza d'attrito. L'accelerazione è $a = (mg \sin \theta - \mu mg \cos \theta) / m = g(\sin \theta - \mu \cos \theta)$. Se scende in 7 secondi da fermo su una certa distanza, possiamo dedurre l'accelerazione.
Un convoglio con massa m=5 ton (5000 kg) viene trascinato in fase iniziale del moto con un'accelerazione di 2m/s². Le forze passive valgono R=1000N. La forza di trazione necessaria in questa fase è $F{trazione} = ma + R = 5000kg \times 2 \, \text{m/s}^2 + 1000N = 10000N + 1000N = 11000N$. Durante la fase di moto uniforme, l'accelerazione è zero, quindi la forza di trazione è uguale alle forze passive: $F{trazione, uniforme} = R = 1000N$.
Un'automobile di massa m=1000 kg percorre una curva di raggio 100m alla velocità di 54 km/h (15 m/s). La forza centripeta necessaria è $F_c = mv^2/r = 1000kg \times (15 \, \text{m/s})^2 / 100m = 1000kg \times 225 \, \text{m}^2/\text{s}^2 / 100m = 2250N$. Questa forza è fornita dall'attrito tra pneumatici e strada.

Riepilogo dei Principi Chiave e Applicazioni
Gli esercizi presentati illustrano l'applicazione diretta delle leggi di Newton in diverse situazioni. La capacità di scomporre le forze nelle loro componenti cartesiane, di applicare la seconda legge di Newton per determinare l'accelerazione e di considerare le interazioni tra più corpi sono competenze fondamentali.
La prima legge di Newton (inerzia) è evidente in situazioni dove un oggetto mantiene il suo stato di moto finché una forza netta non agisce su di esso. La seconda legge (forza e accelerazione) è il pilastro per calcolare accelerazioni, forze o masse quando le altre due sono note. La terza legge (azione-reazione) è cruciale per comprendere come le forze si scambiano tra i corpi, come nel caso del camminare o delle interazioni tra oggetti connessi.
Gli esercizi sugli ascensori evidenziano come la percezione del peso (la tensione nella fune) cambi a seconda dell'accelerazione del sistema di riferimento. Piani inclinati, forze agenti in direzioni diverse, e sistemi composti da più masse richiedono un'attenta analisi vettoriale delle forze.
La comprensione di questi principi non si limita alla fisica teorica, ma ha implicazioni dirette nella progettazione di veicoli, strutture, macchinari e nella comprensione di fenomeni naturali. La capacità di risolvere esercizi come questi è un passo fondamentale per chiunque desideri approfondire la propria conoscenza del mondo fisico.
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