I disturbi del comportamento alimentare (DCA), oggi più modernamente definiti Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA), rappresentano un insieme complesso e variegato di patologie psichiatriche che destano crescente preoccupazione sia dal punto di vista clinico che per il loro impatto significativo sulle famiglie e sull'organizzazione dei sistemi sanitari. Caratterizzati da un rapporto disfunzionale con il cibo, il peso e l'immagine corporea, questi disturbi possono manifestarsi con comportamenti alimentari patologici o con comportamenti finalizzati al controllo del peso e delle forme corporee, compromettendo profondamente la salute fisica, psicologica e sociale dell'individuo.

Cosa Sono i Disturbi Alimentari?
I disturbi alimentari sono malattie psichiatriche invalidanti, potenzialmente mortali, che si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionali e preoccupazioni eccessive per il peso e la forma corporea. A spiegarcelo il dott. Franco Scita, medico psichiatra e responsabile del reparto DCA dell’Ospedale Maria Luigia, i DCA sono disturbi psichiatrici invalidanti, potenzialmente mortali, che compromettono la salute fisica e il funzionamento sociale dell’individuo. Sono disturbi caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e con il proprio corpo. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5), nel suo aggiornamento del 2013, li raccoglie in un unico capitolo, "Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione", comprendendo sia i disturbi tipici dell'adolescenza e dell'età adulta, sia quelli più frequenti nei bambini. L'obesità, pur essendo una condizione di salute che può avere correlazioni con disturbi mentali, non è inclusa nel DSM-5 come disturbo mentale in sé, essendo definita come "eccesso di grasso corporeo" e risultante dall'interazione di fattori genetici, fisiologici, comportamentali e ambientali.
Le Diverse Forme dei Disturbi Alimentari
I disturbi alimentari comprendono una varietà di condizioni, tra cui le più note sono l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder - BED). A queste si aggiungono il disturbo da ruminazione, il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID), e il disturbo alimentare non altrimenti specificato (EDNOS o DNA con altra specificazione).
Anoressia Nervosa: È un grave disturbo alimentare, forse il più conosciuto e riconoscibile, caratterizzato da un'intensa paura di ingrassare o da un disturbo dell'immagine corporea, o entrambi. La presenza di uno o entrambi questi sintomi motiva i pazienti a intraprendere diete sempre più restrittive o mettere in atto altri comportamenti disfunzionali per perdere peso, come attività fisica eccessiva o l'utilizzo improprio di lassativi. A differenza di quanto spesso si crede, l'anoressia non si caratterizza dalla presenza frequente di episodi di vomito, ma piuttosto dalla riduzione dell'introito calorico e un'aumentata attività fisica che portano a una progressiva perdita di peso. Nell'anoressia nervosa, inoltre, il funzionamento cognitivo ed emotivo sono notevolmente deficitari. Le problematiche medico-internistiche, dovute alla malnutrizione e allo stato di perdurante emaciazione, possono coinvolgere tutti gli organi e i sistemi del corpo e rappresentano un fattore di primaria importanza nel percorso di cura.
Bulimia Nervosa: Può essere meno evidente dell'anoressia nervosa, poiché il peso corporeo può essere normale o in leggero sovrappeso. Se il peso corporeo è significativamente basso nei pazienti con bulimia nervosa, viene fatta una diagnosi di anoressia nervosa binge-purging, considerata un disturbo di gravità maggiore. La bulimia nervosa è caratterizzata da episodi ricorrenti di abbuffate, definite come "l'ingestione di grandi quantità di cibo accompagnate da una soggettiva sensazione di perdita del controllo", seguite da comportamenti compensatori per prevenire l'aumento di peso. La strategia di compenso più comune è il vomito autoindotto, ma possono essere utilizzate anche altre strategie come l'uso inappropriato di farmaci, il digiuno o l'esercizio fisico eccessivo. Questi comportamenti sono guidati da un'autovalutazione negativa relativa al peso, alla forma del proprio corpo o del proprio aspetto fisico, nonché da un senso di vergogna e di disagio.
Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder - BED): È caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, senza però i comportamenti di compenso tipici della bulimia nervosa. Il BED determina, di norma, un notevole aumento di peso e spesso chi ne soffre ha una lunga storia di numerose diete fallite. Negli uomini, il BED è il disturbo del comportamento alimentare più frequente, rappresentando circa il 40% delle diagnosi.
Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo (ARFID): Questa modalità di alimentazione vede l'individuo incapace di mantenere i propri bisogni nutritivi o energetici. I sintomi principali sono l'evitamento o la restrizione alimentare (riduzione della quantità e varietà di cibi), che determinano perdita di peso, ritardi nella crescita, carenze nutrizionali, dipendenza da alimentazione tramite sondino nasogastrico o integratori, e un importante compromissione psicosociale. I sintomi possono insorgere nel contesto di una generale assenza di interesse per il cibo, selettività alimentare basata sulla sensibilità sensoriale, e paura delle conseguenze negative del mangiare.
Disturbo da Ruminazione: Caratterizzato da rigurgiti o vomito ripetuti, in assenza di nausea, conati di vomito involontari o disgusto. Il cibo viene a volte trattenuto in bocca per molto tempo oppure rigurgitato una volta ingerito.
I disturbi del comportamento alimentare: la bulimia
Chi Viene Colpito dai Disturbi Alimentari?
I disturbi del comportamento alimentare possono interessare chiunque, a prescindere da ceto sociale, sesso, età o etnia. Sebbene siano più frequenti nelle donne, si osserva negli ultimi anni un aumento dei casi anche negli uomini e nelle fasce di età più adulte. L'età di insorgenza tipica va dai 12 ai 25 anni, con un picco intorno ai 14 e ai 17 anni, ma si notano sempre più casi ad insorgenza precoce (bambini) o tardiva (adulti). Nei maschi, le preoccupazioni possono concentrarsi su un corpo percepito come poco muscoloso o mascolino, mentre nelle femmine tendono a focalizzarsi principalmente su peso e forme corporee.
Le Cause: Un Intreccio Complesso
Non è facile riassumere le cause di un disturbo del comportamento alimentare, dato che ci sono innumerevoli modi in cui i problemi alimentari si possono presentare e ogni individuo ha la propria storia e i propri vissuti. La teoria cognitivo-comportamentale dei disturbi alimentari sostiene che in un sottogruppo di individui possano operare fattori aggiuntivi. Possono concorrere fattori psicologici, come la necessità estrema di avere controllo su vari aspetti della vita che si focalizza sul controllo dell'alimentazione, o comorbilità con altri disturbi psichici. Anche la genetica e la biologia possono giocare il proprio ruolo come concause del problema. Studi genetici hanno dimostrato che l'anoressia nervosa ha un'importante componente genetica, con l'identificazione di diversi loci associati al disturbo. Fattori di rischio correlazionali includono bassa autostima, ansia sociale, disinteresse verso le relazioni sociali e attaccamento insicuro.
Le Conseguenze: Un Impatto Profondo
Le conseguenze dei disturbi alimentari possono essere gravi e diffuse, influendo sulla salute fisica, psicologica e sociale della persona.
Salute Fisica: Possono provocare danni agli organi interni, alterazioni ormonali, infertilità, osteoporosi, disturbi cardiaci, disidratazione, squilibri elettrolitici, problemi dentali e gastrointestinali. Per l'anoressia nervosa, le complicanze mediche possono essere fatali. La bulimia nervosa può causare problemi dentali, disfunzioni gastrointestinali e squilibri elettrolitici.
Salute Psicologica: Questi disturbi si associano spesso a depressione, ansia, isolamento sociale, riduzione dell’autostima e difficoltà nella gestione delle emozioni. Il rapporto con il proprio corpo risulta significativamente alterato.
Relazioni Sociali: I DCA minano le relazioni sia amicali che affettive. Le persone con questi disturbi possono avere difficoltà ad affrontare cene e incontri aggregativi, a causa di comportamenti anoressici che impediscono una serena partecipazione. L'isolamento sociale è un fattore di mantenimento fondamentale per l'anoressia nervosa.

Come Riconoscere i Segnali di un Disturbo Alimentare?
I segnali di un disturbo del comportamento alimentare (DCA) possono variare e spesso includono:
- Cambiamenti nel comportamento alimentare (es. restrizioni estreme, abbuffate compulsive, rituali alimentari).
- Preoccupazioni eccessive per il peso e l’aspetto fisico.
- Esercizio fisico eccessivo.
- Utilizzo di metodi per eliminare il cibo ingerito (vomito autoindotto, lassativi, diuretici).
- Alterazioni dell’umore e isolamento sociale.
- Senso di colpa dopo aver mangiato.
- Forte preoccupazione per il proprio corpo.
È importante prestare attenzione a cambi repentini nelle abitudini alimentari o nella personalità. Molta attenzione deve essere posta alle diete, soprattutto se gestite in autonomia. Il basso peso, come spesso erroneamente si ritiene, non è un marcatore unico e specifico per i DNA, in quanto anche condizioni di normopeso e sovrappeso, fino all’obesità, possono essere associate alla presenza di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
Cosa Non Dire a Chi Soffre di un DCA?
È fondamentale evitare commenti sul peso, l’aspetto fisico, o sul cibo. Frasi come “sei troppo magro/a”, “perché non mangi di più?”, “non sembri avere un disturbo alimentare”, possono essere dannose. Invece, è importante esprimere preoccupazione per la loro salute e il loro benessere e incoraggiare a cercare aiuto professionale. Quando una persona con DCA racconta bugie, soprattutto in riferimento al cibo consumato o all'attività motoria effettuata, è importante non insistere per scoprire la verità, ma riflettere su cosa può aver causato tale comportamento e cercare di capire come sta la persona che fugge.
Il Percorso di Guarigione: Un Approccio Multidisciplinare
Affrontare un disturbo alimentare significa innanzitutto imparare a riconoscere e gestire i fattori scatenanti, come eventi o situazioni che innescano emozioni intense e reazioni disfunzionali legate al cibo o al corpo. Per curare i disturbi alimentari è necessario che si scelga di chiedere aiuto rivolgendosi a medici e psicoterapeuti specializzati. Il trattamento dei DCA si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge il sostegno medico, psicologico e nutrizionale, con un team composto da psichiatri, psicologi psicoterapeuti, nutrizionisti, dietisti, medici internisti e altri specialisti.
Rivolgersi a uno psicologo per i DCA del Centro Lilac, significa ricevere un supporto creato sulla base dei propri bisogni specifici, con un approccio che coinvolge altri professionisti come nutrizionisti e psichiatri. Il protocollo di cura prevede, di norma, una fase di ricovero (quando la sintomatologia è particolarmente grave o la terapia ambulatoriale si è dimostrata inefficace) ed una successiva fase di day hospital o trattamento ambulatoriale. Nonostante il ricovero sia in certi casi fondamentale, non è in grado di completare il lavoro psicologico e riabilitativo che spesso deve essere portato a termine a livello ambulatoriale.

Il coinvolgimento dei genitori nelle sessioni di psicoterapia può aiutare a migliorare la comunicazione e creare un ambiente supportivo, in particolare per pazienti minorenni. Tra gli approcci terapeutici più efficaci troviamo il Trattamento Fondato sulla Famiglia (FBT - Family Based Treatment), che considera la famiglia come risorsa primaria per la guarigione del paziente.
La durata del percorso di guarigione da un DCA può variare da persona a persona e dipendere da vari fattori come la gravità del disturbo, il tempo trascorso prima di cercare aiuto, e l’adesione al trattamento. La diagnosi precoce è fondamentale: prima si avvia la presa in carico, prima si rompe questa condizione, prima si avrà la guarigione.
I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione non sono una fase, né una scelta. Il cibo è molto più di un semplice carburante: è relazione, emozione, regolazione dell’umore e della concentrazione. Se si sospetta di avere un DCA o si conosce qualcuno che ne soffre, è importante cercare aiuto professionale il prima possibile.
