Andare a scuola, andare al lavoro e più in generale socializzare è un’ottima medicina per prevenire mali come l’anoressia e la bulimia. Questa affermazione, apparentemente semplice, racchiude una profonda verità sulla natura dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e sul loro legame indissolubile con la costruzione dell'identità e il valore personale. Il Dott. Gabriele Stampa, psichiatra responsabile del Centro per la cura dei disturbi della condotta alimentare di Asso, offre una prospettiva illuminante su queste patologie, sfumando i confini tra "malattia" e "scelta esistenziale", e sottolineando l'importanza cruciale delle relazioni sociali nel percorso di guarigione e prevenzione.
Chi Sono i Pazienti e Quali Richieste di Aiuto?
Il Centro di Asso cura principalmente ragazze affette da tre disturbi tipici: l'anoressia, la bulimia e il binge eating. Sebbene queste patologie siano prevalentemente femminili, il Dott. Stampa sottolinea la presenza di alcune richieste d'aiuto anche da parte di giovani maschi.

È doveroso interrogarsi sulla definizione di "patologia" in questo contesto. Nelle classificazioni psichiatriche e psicologiche, questi disturbi sono certamente definiti come tali. Tuttavia, sul campo, si osserva come possano essere interpretati più come "patologie della volontà". Questa apparente contraddizione, un ossimoro, nasce dalla constatazione che, mentre una patologia tradizionale implica anomalie indotte dall'esterno, nei DCA vi è un contributo fondamentale della persona. L'individuo, per svariate ragioni, sceglie non tanto di "ammalarsi", quanto di persistere in una condizione di precarietà esistenziale.
Le Manifestazioni dei Disturbi Alimentari
La precarietà esistenziale a cui accenna il Dott. Stampa si manifesta in modi distinti a seconda del disturbo:
Anoressia Nervosa: La Torre d'Avorio della Restrizione
L'anoressia nervosa si caratterizza per un desiderio pervasivo di non mangiare, di dimagrire, con una perdita di peso corporeo che può raggiungere il 20-30% al di sotto della norma. Vi è un timore costante di ingrassare, che si traduce in sintomi precisi e progressivi. Tra le conseguenze fisiche più evidenti vi sono la perdita del ciclo mestruale e alterazioni metaboliche e ormonali significative. Le giovani anoressiche mettono in atto complessi meccanismi restrittivi, che possono includere vomito autoindotto, iperattività fisica estrema e uso improprio di lassativi e diuretici. L'idea fissa di perdere peso diventa totalizzante, quasi come una droga, poiché la focalizzazione sul cibo e sul corpo occupa ogni spazio mentale.

Bulimia Nervosa: Cicli di Abbuffate e Purificazione
La bulimia nervosa si manifesta attraverso abbuffate incontrollate, durante le quali si ingeriscono quantità enormi di cibo in tempi brevissimi, a volte anche cibi crudi o congelati, in un comportamento al limite della decenza. Queste abbuffate sono seguite da comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto, per "evacuare" il cibo ingerito. A differenza delle anoressiche, le pazienti bulimiche possono mantenere un peso corporeo nella norma o leggermente sottopeso, non raggiungendo le perdite di massa corporea estreme. Anche per loro, l'idea fissa del peso è presente, ma si concede occasionalmente un "piacere" nell'abbuffata, un "peccato" a cui le anoressiche non cedono.
Binge Eating Disorder: L'Abbuffata Senza Purificazione
Il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) presenta similitudini con l'obesità, poiché le abbuffate sono frequenti ma non sono seguite da comportamenti purgativi come il vomito.
L'Alimentazione come Strumento di Vita e di Attacco
Il Dott. Stampa sottolinea come il disturbo alimentare si presenti "con la vita". L'alimentazione, infatti, è lo strumento primario attraverso cui un individuo vive e interagisce con il mondo. Rifiutando di alimentarsi, il soggetto attacca la propria esistenza. Sebbene le cause possano avere radici esterne, è la persona stessa a compiere azioni contro di sé, inviando spesso messaggi di morte o di auto-eliminazione a familiari e amici.
L'Età della Crescita e la Costruzione dell'Identità
Tendenzialmente, i disturbi alimentari emergono durante il periodo dell'adolescenza, un'età di svolta cruciale per la costruzione dell'identità e del valore personale. Tuttavia, si osserva una crescente tendenza a intercettare questi problemi già in età infantile. Le anoressie possono essere legate a diversi momenti dello sviluppo, in particolare a periodi traumatici in cui i giovani si trovano ad affrontare contesti diversi, stressanti e dolorosi. Queste esperienze possono generare difficoltà nella costruzione di un valore intrinseco e nella definizione della propria identità. Di fronte a questi momenti di svolta, alcuni reagiscono con una chiusura, ritirandosi in una sorta di "torre".
Adolescenza e costruzione dell’identità - Dott.ssa Barbara Barbuto
Un Fenomeno in Aumento: Fluidità e Comorbilità
"Sì, lo raccontano tutti, sono aumentate tutte le forme e i disturbi di personalità e le dipendenze", afferma il Dott. Stampa, evidenziando un aumento generale dei problemi di salute mentale. Si assiste a una crescente "fluidità", con più problematiche che insorgono contemporaneamente nella stessa persona. Le classiche patologie psichiatriche, come l'isteria o la schizofrenia, sembrano lasciare spazio a nuove manifestazioni.
La Perdita di Punti di Riferimento Sociali
In questo "tempo nuovo", vengono a mancare quegli elementi che tradizionalmente aiutavano l'individuo a navigare nella società, come la religione. L'individualismo ha prevalso sulla socialità, e la tecnologia ha preso il sopravvento. Questa trasformazione sociale ha implicazioni profonde sulla salute mentale e sulla capacità di costruire relazioni sane.
L'Importanza Cruciale della Socialità e delle Relazioni
"Certo, i contesti contano moltissimo, le relazioni ci formano, ci fanno crescere", ribadisce con forza il Dott. Stampa. La socialità è il principale strumento con cui costruiamo la nostra identità. Per molte ragazze anoressiche, il periodo del Covid-19 è stato paradossalmente una "manna dal cielo", poiché la pandemia e l'isolamento hanno favorito la loro tendenza alla chiusura e all'estraniamento dal mondo. Hanno potuto rafforzare il loro "castello", rimanendo isolate. Questo spiega perché molte sofferenze sono venute a galla negli ultimi anni.
Scuola e Lavoro: Mestieri Sociali
L'importanza della socialità si riflette nella vita quotidiana. Andare a scuola è fondamentale per i giovani, un vero e proprio "mestiere sociale" che li espone a interazioni e scambi. Allo stesso modo, per gli adulti, andare al lavoro rappresenta un contesto sociale essenziale. È nei luoghi sociali che si realizzano i nostri valori e dove, attraverso le relazioni, diventiamo ciò che siamo. "Siamo il prodotto di relazioni".
DCAmolo: Un Ponte tra Prevenzione e Cura
Il Dott. Stampa è anche presidente di DCAmolo, una realtà comasca nata dieci anni fa con l'obiettivo di contrastare i disturbi alimentari. L'associazione organizza confronti, convegni e serate d'incontro, svolgendo un prezioso lavoro di prevenzione nelle scuole e negli oratori. Inoltre, DCAmolo raccoglie fondi per sostenere il centro di cura di Asso, promuovendo progetti di danza, teatro, psicomotricità, gite e uscite, tutte attività volte a favorire l'apprendimento dello stare insieme.

Il Progetto Vita: Integrazione tra Pubblico e Privato
Dal 2009, DCAmolo è collegata all'ospedale Sant'Anna di Como attraverso il progetto Vita. Questo percorso sperimentale, voluto dalla Regione, mira a integrare il settore pubblico (il dipartimento di Salute Mentale del Sant'Anna, Asst Lariana) con quello privato, rappresentato dal centro di Asso. Questa collaborazione è fondamentale per offrire un percorso di cura completo e integrato ai pazienti.
La Ricerca di Sé negli "Incontri del Sabato"
Il ciclo di eventi "Incontri del sabato", promosso dal Comune di Moltrasio in collaborazione con la Cooperativa Moltrasina e il Comune di Carate Urio, si inserisce in questo contesto di riflessione sull'identità e il valore personale. Questi incontri, gratuiti e aperti a tutti, stimolano domande fondamentali sulla propria soggettività: "Chi sono?", "Cosa voglio?", "Dove sono posizionato all'interno della società?", "Come costruisco il mio valore e il mio riconoscimento?".

In un mondo che spesso impone una "normalizzazione" basata su uno sterile adattamento piuttosto che su un effettivo potere decisionale emergente dai conflitti della vita, la libertà di definire sé stessi può apparire più ardua della "schiavitù volontaria". Il ciclo di incontri mira ad aprirsi a nuove prospettive di collaborazione con le realtà comunali limitrofe, come dimostra la partecipazione del Comune di Carate Urio, rafforzando il tessuto sociale e offrendo spazi di riflessione preziosi per la costruzione di un sé autentico e valorizzato.
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