Psichiatria negli USA: Una Critica Approfondita tra Musei, Ricerca e Narrazioni Televisive

La psichiatria negli Stati Uniti è un campo complesso e dibattuto, caratterizzato da un'industria farmaceutica potente, un sistema sanitario frammentato e una crescente consapevolezza pubblica sui diritti umani e sulla salute mentale. Questo articolo esplora diverse sfaccettature della psichiatria americana, dall'attivismo dei diritti umani alle sfide della ricerca e alla rappresentazione mediatica, attingendo a informazioni da fonti critiche e accademiche.

Il Museo CCHR: Una Voce Critica contro gli Abusi Psichiatrici

Situato all’interno della sede centrale del CCHR Internazionale ad Hollywood in California, questo museo all’avanguardia documenta come la psichiatria sia un’industria spinta dal profitto e come al suo falso aiuto possa conseguire la morte. Migliaia di legislatori, dottori, sostenitori dei diritti umani, avvocati, professionisti della salute e studenti, così come privati cittadini hanno visitato il museo e stanno usando le informazioni per entrare in azione nella loro ambito, forzando quindi la psichiatria a rendere conto dei suoi crimini ed abusi. Questo tour libero, include documentari, materiali e schermi che mostrano i sistemi di trattamento più dannosi utilizzati dagli psichiatri. È la nostra fonte definitiva sulle teorie e le pratiche psichiatriche del passato e dei giorni nostri. L'accesso al Museo è libero ed è aperto sette giorni su sette.

L'indirizzo del Museo è: Citizens Commission on Human Rights, 6616 Sunset Boulevard, Los Angeles, California 90028 USA. Gli orari di apertura sono: 10:00-21:00 dal Lunedì al Venerdì, 10:00-18:00 il Sabato e 13:00-18:00 la Domenica. Il CCHR, fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal dottor Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria, si propone di investigare e denunciare le violazioni dei diritti umani nel campo della salute mentale. Essi sottolineano come "Nessuno dovrebbe essere vittimizzato da farmaci o trattamenti che non sono cure e nessun governo dovrebbe sostenere questo danno che si presenta con sembianze di aiuto. Il museo è un cammino tra le brutalità dei trattamenti psichiatrici dalla loro origine ai giorni nostri." Solo nell'ultimo anno, sono stati diffusi 18 avvertimenti che limitano l'uso di psicofarmaci che in alcuni casi portano al suicidio, aumentano l'ostilità, causano manie ed allucinazioni. Si stima che 10.000 persone perdano la vita dopo trattamenti psichiatrici come l'elettroshock.

Museo CCHR Hollywood

La Psichiatria nell'Arte e nella Critica Sociale

La critica agli ambienti psichiatrici e ai loro metodi non è un fenomeno recente e trova eco in opere culturali che hanno segnato l'immaginario collettivo. Un esempio emblematico è il film "Qualcuno volò sul nido del cuculo", che, pur essendo una finzione, ritrae un ospedale psichiatrico come un luogo di repressione mascherata e disciplina intransigente, mantenuta da una ferrea capo infermiera, la signorina Ratched. La comparsa del giovane Randle P. McMurphy porta scompiglio in questo ambiente chiuso, mettendo in luce le dinamiche di potere e controllo. Il film, intenso e rivelatore di abusi e violenze nel mondo delle cliniche psichiatriche, offre uno spaccato critico che risuona con le preoccupazioni sollevate da organizzazioni come il CCHR.

Un altro esempio di come la psichiatria e le istituzioni che la circondano siano oggetto di narrazioni critiche è il documentario "Crip Camp: disabilità rivoluzionarie". Questo film, prodotto da Barack e Michelle Obama e disponibile su Netflix, racconta la storia di un campo estivo per ragazzi disabili negli anni Settanta, il Camp Jened. Il documentario non solo celebra la scintilla che portò all'Americans with Disability Act del 1990, ma evidenzia anche come questo luogo divenne un catalizzatore per le manifestazioni per i diritti delle persone disabili, per la deistituzionalizzazione e per l'accessibilità. Il film, attraverso interviste e materiale d'archivio, traccia l'evoluzione di un movimento sociale che ha sfidato le concezioni tradizionali sulla disabilità e sulla salute mentale, intrecciandosi con la storia americana delle amministrazioni Nixon, Carter e Reagan. La figura di Judy Heumann, creatrice del Movimento per i diritti delle persone disabili, emerge come un filo conduttore di questa lotta per l'inclusione e il riconoscimento.

Salute mentale, oltre i pregiudizi | Gerardo Favaretto | TEDxTreviso

Ricerca e Innovazione nella Salute Mentale: La Prospettiva di Thomas Insel

Thomas Insel, figura di primo piano della psichiatria nordamericana e mondiale, ha guidato il National Institute of Mental Health (NIMH) dal 2002 al 2015. L'NIMH, istituito nel 1946, ha la missione di approfondire la comprensione e i trattamenti delle malattie mentali attraverso la ricerca. Insel, laureatosi negli anni '70, ha vissuto il passaggio da un modello basato sulla malattia infettiva a una visione più complessa della salute mentale. Egli stesso ha raccontato che "Mi fu detto anni fa che la mente dell’uomo è un paese così lontano che non si sarebbe mai potuto avvicinarlo ed esplorarlo. Ma oggi, nelle presenti condizioni del progresso scientifico, sarà possibile per una nazione così ricca di risorse umane e materiali come la nostra rendere accessibili i luoghi più remoti della mente."

Insel denuncia i fallimenti del sistema sanitario statunitense, proponendo un nuovo indirizzo per il lavoro sulla salute mentale basato su tre "P": People (gente), Place (contesto di vita), Purpose (scopi di vita). Per fare salute mentale, secondo Insel, sono necessari equità, fiducia, vita e incontri fuori dalle istituzioni sanitarie; la malattia mentale ha una natura medica, ma le soluzioni sono anche sociali, ambientali e politiche. La "recovery", ovvero la ricostruzione di una vita, è un concetto centrale. Insel sottolinea la frattura tra ciò che si sa e ciò che si fa concretamente, evidenziando come negli USA non esista un sistema pubblico di servizi di salute mentale, ma un sistema governato dagli interessi delle compagnie di assicurazione e delle case farmaceutiche.

Nonostante la disponibilità di trattamenti farmacologici di nuova generazione e un numero elevato di operatori per la salute mentale (700.000), i risultati non sono sempre ottimali. Le ragioni includono la scarsa associazione tra trattamenti e assistenza personalizzata, un deficit nella medicina centrata sulla persona e opinioni negative diffuse sui trattamenti. Insel propone di integrare i trattamenti, addestrare gli operatori e personalizzare le cure, citando l'esperienza di Trieste come modello di approccio olistico e basato sui diritti umani.

Le Sfide della Diagnosi e del Trattamento

Il primo capitolo del lavoro di Insel apre con la certificazione che negli USA le malattie mentali sono fra le maggiori cause di morte per suicidio, superando il cancro della mammella, della prostata e l'AIDS. Il dato è in aumento anche senza considerare le morti per overdose. Persone con disturbi mentali in carico ai sistemi pubblici muoiono da 15 a 30 anni prima del resto della popolazione, a causa di patologie cardiache, cerebrovascolari, cancro e respiratorie. Dal 1990 al 2016, le disabilità correlate alle malattie mentali sono aumentate del 43%, con una stima che 1 adulto su 20 soffra di gravi disturbi mentali (Serious Mental Illness - SMI).

La storia dell'assistenza psichiatrica negli USA è recente, con l'apertura di numerosi ospedali di Stato dopo il 1860 e un picco di 600.000 persone internate nel 1955, dove la lobotomia era praticata. Le politiche di Kennedy e la "Great Society" di Lyndon Johnson portarono all'istituzione di MEDICAID, ma l'approccio psicoanalitico divenne egemone, lasciando spesso a se stesse le situazioni più gravi. Il Mental Health System Act di Jimmy Carter promosse prevenzione e assistenza ai cronici, ma seguirono 40 anni di abbandono, soprattutto dopo i tagli alle spese federali operati da Reagan nel 1981.

Gli psicofarmaci sono numerosi (30 antidepressivi, 20 antipsicotici, ecc.), e sebbene le ultime quattro decadi siano state migliori per l'industria farmaceutica, la compliance dei pazienti è bassa (meno del 50%), poiché il farmaco è solo una parte di ciò di cui le persone con disturbi mentali hanno bisogno. Le psicoterapie, con lo sviluppo dei trattamenti comportamentali e familiari, sono importanti, ma la domanda rimane: come mai, disponendo di trattamenti efficaci, gli esiti sono spesso negativi? Insel paragona la cura del diabete, dove si combinano farmaci, stile di vita e assistenza familiare, con le malattie mentali, dove è necessario "ri-costruire una vita" attraverso progetti personalizzati di recovery.

Negli USA, a fronte del taglio dei posti letto nei manicomi statali, c'è stato un incremento dei posti letto in ospedali privati e comunitari. Le prigioni sono diventate di fatto ospedali psichiatrici, ospitando persone in attesa di giudizio, con tassi di recidiva elevati. Questo fenomeno riguarda in modo sproporzionato afroamericani e persone senza fissa dimora.

La qualità delle prestazioni è cruciale, soprattutto per il trattamento delle crisi. Negli USA operano quasi 700.000 professionisti della salute mentale, ma spesso la forza lavoro disponibile non è ben formata. La mancanza di conoscenza sugli effetti dell'integrazione tra trattamenti farmacologici, psicologici e riabilitativi è un limite. Inoltre, vi è un lungo intervallo di tempo tra la comparsa dei sintomi e l'inizio delle cure (6-8 anni per la depressione, 9-23 per i disturbi d'ansia), che spesso compromette l'esito positivo.

La medicina di precisione, che identifica le cause genetiche dei tumori, fatica ad applicarsi alle malattie mentali, dove non sono state riscontrate lesioni specifiche. Le etichette diagnostiche sono spesso datate e imprecise. La diagnosi si basa sui sintomi riferiti dal paziente e sui segni osservati dal clinico, senza test di laboratorio o biomarcatori definitivi. L'approccio genomico ha evidenziato variazioni nel DNA, ma nessuna con valore diagnostico causale. I determinanti sociali come povertà e stress risultano più importanti per l'esito e più manovrabili del rischio genomico. Il disturbo mentale è visto come un disordine dei circuiti cerebrali, ma la soluzione richiede un approccio sociale e relazionale.

Lo stigma rimane un problema fondamentale, influenzando la copertura assicurativa, gli investimenti nella ricerca e l'accesso alle cure. Molte persone evitano i trattamenti per timore di cure coatitive. Insel sottolinea l'importanza delle relazioni sociali ("People") e degli scopi di vita ("Purpose") come risorse fondamentali per la salute mentale.

Grafico sull'aumento delle disabilità mentali negli USA

La Malattia Mentale nella Serialità Televisiva Americana

La malattia mentale è un tema ancora poco esplorato nella serialità televisiva, spesso relegato a stereotipi o spettacolarizzato in contesti di serial killer. Tuttavia, negli ultimi anni, alcune produzioni hanno affrontato l'argomento con maggiore profondità e sensibilità, cercando di rappresentare la complessità dell'esperienza vissuta.

  • It's Okay That's Love (2014): Questo k-drama coreano esplora la schizofrenia attraverso la storia di Jae-Yeol, uno scrittore di successo che inizia a manifestare sintomi come insonnia e vuoti di memoria, fino alla comparsa di un alter ego immaginario e episodi di paranoia. La serie segue il percorso dai primi sintomi alla crisi e al ricovero, con una rappresentazione sensibile e rispettosa della malattia.

  • Kill Me, Heal Me (2015): La serie racconta la storia di Do-hyun, erede di una multinazionale che soffre di disturbo dissociativo dell'identità (DID). Diverse personalità si alternano a seconda dello stress contingente. Nonostante un approccio a tratti stereotipato, la serie sottolinea l'importanza di un ambiente privo di pregiudizi nei confronti del malato mentale e vanta un interprete eccezionale, Ji Sung.

  • Homeland - Caccia alla spia (2011-2020): Carrie Mathison, analista della CIA, soffre di disturbo bipolare. La serie dedica spazio alla descrizione della sua patologia, mostrando come le fasi di euforia si alternino a momenti di depressione e paranoia, soprattutto quando trascura le cure. La rappresentazione di Carrie è priva di falsi pietismi, presentandola come un personaggio complesso e difficile, a prescindere dalla sua malattia.

  • Black Box (2014): Questa serie sottovalutata si concentra sul disturbo bipolare e altre patologie psichiatriche attraverso il personaggio di Catherine Black, una neurologa di successo che nasconde la sua malattia ereditaria. La serie offre una panoramica di patologie meno conosciute, come la sindrome di Gerusalemme o la sindrome di Capgras.

  • Perception (2012-2015): Daniel Pierce, un brillante docente universitario, è affetto da schizofrenia e collabora con l'FBI risolvendo casi difficili attingendo alle sue allucinazioni. La serie offre uno sguardo inedito sulla routine quotidiana dei pazienti psichiatrici, che, come tutti, vivono conoscendo e temendo i rischi di una ricaduta.

Queste serie, pur con approcci diversi, contribuiscono a una maggiore consapevolezza e comprensione della malattia mentale, allontanandosi da rappresentazioni semplicistiche e stigma.

Poster della serie televisiva

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