I disturbi muscolo-scheletrici (DMS) rappresentano una delle principali sfide sanitarie nel mondo del lavoro contemporaneo, in particolare quelli legati alla movimentazione manuale dei carichi (MMC) e allo stress lavoro-correlato. Queste patologie, che interessano l'apparato locomotore - comprendendo muscoli, tendini, scheletro, cartilagine, legamenti e nervi - hanno un impatto significativo sulla morbilità, la co-morbilità, la perdita di produttività e l'esclusione sociale. Secondo il progetto Fit For Work, entro il 2020, le patologie muscolo-scheletriche avrebbero assunto la priorità tra le malattie nocive non trasmissibili a livello globale. In Europa, circa il 60% delle malattie professionali è riconducibile ai DMS, un dato allarmante che evidenzia la pervasività del problema. Il trend crescente di queste patologie sembra inarrestabile, rendendo necessaria una comprensione più approfondita delle dinamiche che ne sottendono la diffusione e il riconoscimento.

La Complessità dei Disturbi Muscolo-Scheletrici
I DMS sono un gruppo eterogeneo e complesso di disturbi e patologie che possono manifestarsi in diverse parti del corpo. Condizioni come il tunnel carpale, il gomito del tennista, o l'ernia del disco, pur essendo nomi familiari, nascondono spesso cause multifattoriali. Alla loro insorgenza concorrono sia fattori professionali che extra-professionali. Tra i fattori professionali maggiormente implicati figurano la movimentazione manuale dei carichi, i movimenti ripetitivi (soprattutto se effettuati ad elevata frequenza e velocità), l'uso eccessivo di forza nello svolgimento delle mansioni, l'adozione di posture scorrette (spesso aggravate da un inadeguato posizionamento degli strumenti di lavoro), l'esposizione a vibrazioni e la carenza o inadeguatezza di periodi di riposo.
Nei Paesi industrializzati, questi disturbi impattano negativamente sulla qualità della vita dei lavoratori, manifestandosi con una varietà di sintomi. Il dolore lombare, ad esempio, può irradiarsi a gluteo, coscia, gamba e piede, accentuandosi con il movimento. Similmente, il dolore alla spalla, che può manifestarsi anche a riposo, può irradiarsi alla parte superiore del braccio durante i movimenti di rotazione e abduzione. Altre condizioni, come l'epicondilite laterale (gomito del tennista), sono caratterizzate da dolore nella zona laterale del gomito che aumenta con l'estensione del polso. La difficoltà a piegare un dito o a stringere la mano a pugno può indicare problematiche come la tenosinovite. La degenerazione della cartilagine articolare, come nell'artrosi dell'anca, compromette la funzione "cuscinetto" e lo scorrimento osseo, portando a dolore al movimento che migliora con il riposo, o dolore intenso al ginocchio. Tutti i lavori che comportano un sovraccarico biomeccanico aumentano il rischio di incorrere in questi disturbi, i cui distretti interessati variano in base al tipo di mansione.

Settori e Mansioni a Rischio
La natura dei DMS rende alcuni settori lavorativi particolarmente vulnerabili. Nel settore dell'abbigliamento, operazioni come il taglio manuale o con taglierine elettriche, la cucitura (manuale o a macchina), l'orlatura e altre rifiniture, nonché la stiratura, possono comportare un elevato rischio. Anche il settore delle lavanderie presenta criticità simili. Lavorazioni che implicano la levigatura e/o rifinitura manuale o con strumenti vibranti di materiali come legno, plastica e ceramica espongono i lavoratori a sollecitazioni significative.
Nel settore dei trasporti, i dati INAIL evidenziano che l'81% delle malattie professionali interessa il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo, a causa dell'eccessiva fatica fisica. Le attività più critiche includono il sollevamento, la spinta e il traino di carichi pesanti, ma anche attività ripetitive (per le quali la job rotation, ovvero l'alternanza tra diverse mansioni, sarebbe auspicabile) e l'adozione di posture scorrette o statiche, come nel caso della guida prolungata o del lavoro d'ufficio. Il problema della fatica fisica e dei DMS in questi settori è trasversale a diverse mansioni e professionalità, sia manuali che d'ufficio.
Università Europea di Roma (UER) - Gestione e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici (dms)
La Ricerca e la Mappatura dei DMS in Italia
La ricerca sulla mappatura critica dei disturbi muscolo-scheletrici e del lavoro, condotta dalla Fondazione Marco Biagi in collaborazione con UNIMORE, mira a svelare le dinamiche sottostanti le denunce e i riconoscimenti di queste patologie in Italia. L'obiettivo è sviluppare una metodologia d'analisi che consenta di approfondire l'indagine sugli andamenti dei DMS, individuando la chiave nello studio dei differenziali territoriali, provinciali e di settore produttivo. Questo approccio ha permesso di rivelare aspetti inediti e di approfondire quelli già noti in letteratura.
L'analisi dei dati INAIL relativi agli anni 2015 e 2016 conferma che i DMS rappresentano il 60% delle malattie professionali in Italia, sebbene questo dato sia considerato sottostimato dalla comunità scientifica. La ricerca ha affrontato la complessità della fenomenologia, non solo da un punto di vista statistico, ma anche indagando le componenti macro-interdisciplinari attribuibili alle caratteristiche delle imprese, ai settori di appartenenza, al comportamento dei lavoratori assicurati e dell'INAIL, e al ruolo degli attori istituzionali. La difficoltà principale risiede nella limitatezza dei dati utilizzabili, principalmente quelli di origine assicurativa provenienti dalla Banca dati “Flussi informativi INAIL-Regioni”, a causa del rallentamento del progetto di mappatura epidemiologica dei DMS attraverso un registro nazionale delle malattie professionali.
Lo studio ha analizzato le varie componenti che possono influenzare il comportamento di denuncia, tra cui il ruolo del sindacato, l'effetto ammortizzatore sociale, lo scoraggiamento, il contagio, i licenziamenti e le cessazioni aziendali, e il "pregiudizio di genere". Due domande di ricerca complementari sono state poste: 1) quali sono le possibili determinanti dell'accoglimento o respingimento delle denunce di DMS lavoro-correlati; 2) quali le possibili determinanti della distribuzione delle denunce di DMS lavoro correlati per territorio e settore produttivo.
L'elaborazione dei dati ha evidenziato una vicinanza ricorrente di province piuttosto che di settori produttivi (ATECO). I primi 20 settori con i valori più alti di Rischio Relativo (RR) per la denuncia includono carbone, altre industrie estrattive, costruzioni, servizi alla persona, smaltimento rifiuti, confezione abbigliamento, trasporti terrestri, fabbricazione auto, minerali non metallici, industrie alimentari, industrie tessili, industrie conciarie, industria del legno, metallurgia, lavorazione metalli, sanità, fabbricazione mobili, gomma e plastica, con una predominanza dei settori industriali rispetto ai servizi.
I risultati relativi ai rischi delle province hanno mostrato che, su 110 province, 89 presentano un grado di significatività rilevante. Controllando il settore di produzione, sono emersi 4 valori di RR outlier: Oristano, Medio-campidano, Pescara, Lucca, mentre la maggior parte delle province mostra un rischio di denuncia inferiore al 50% rispetto alla media. Paradossalmente, al nord, dove si concentra la maggior parte della produzione, l'andamento della denuncia è negativo, mentre le zone della costa adriatica centrale, l'Umbria, il nord-ovest della Toscana e il sud-ovest della Sardegna registrano i rapporti più alti.
La conferma di una distorsione causata da un effetto legato alla provincia piuttosto che al settore lavorativo ha portato all'analisi delle possibili componenti in grado di influenzare il comportamento di denuncia, individuate negli effetti istituzionale, socio-economico e economico-produttivo. Al netto dell'effetto delle singole province e della patologia denunciata, solo 10 settori ATECO hanno una probabilità superiore alla media di incorrere nel rischio di riconoscimento: costruzioni, confezioni, coke, industria conciaria, servizi alla persona, industria alimentare, altre industrie estrattive, industria tessile, fabbricazione mobili, fabbricazione di altri mezzi di trasporto. Questo effetto ATECO è interpretato come espressione della gravità della patologia, catalizzatore di patologie maggiormente riconosciute, o come maggiore capacità degli attori sociali e istituzionali.

Riconoscimento delle Patologie e Ruolo degli Attori
Rispetto alle patologie, su 48 analizzate, 35 presentano un rapporto significativo con il rischio di riconoscimento. Tra queste, spiccano ernia del disco, borsite prepatellare, epicondilite mediale, sindrome della cuffia dei rotatori, altre sinoviti, tunnel carpale, tendinite bicipitale, tenosinovite stiloide radiale, tendinite calcificante della spalla e altre lesioni meniscali. L'essere una patologia giuridicamente tutelata sembra essere l'elemento trainante del riconoscimento.
Per quanto riguarda i coefficienti delle province di denuncia, al netto dell'ATECO e delle patologie, 24 province hanno mostrato una probabilità uguale o superiore alla media di riconoscimento, con una distribuzione molto differente sul territorio nazionale. Solo per 9 province è stato riscontrato contemporaneamente un valore di probabilità superiore alla media sia per i riconoscimenti che per le denunce: Ravenna, Pesaro e Urbino, Lucca, Livorno, Pisa, Terni, Reggio Calabria, Cagliari, Fermo. In queste aree si può presumere un coordinamento tra attori sociali e istituzionali per far emergere le patologie.
In molte province si denuncia meno, con una minore percentuale di riconoscimento. Sette province, invece, hanno presentato un'alta probabilità di denunce e un basso riconoscimento: Massa Carrara, Arezzo, Perugia, Teramo, Pescara, Chieti e Rimini. In tutte queste, sembra giocare un ruolo significativo l'azione degli attori coinvolti. Complessivamente, il lavoro rileva la persistenza di distorsioni di provincia e ATECO, di tariffa e ICDX. Gli autori ipotizzano che, negli anni di forte ascesa (2009-2010), le denunce e i riconoscimenti abbiano seguito un andamento che esula dal contesto socio-economico, rendendo preponderante il ruolo degli attori socio-istituzionali.
La Situazione in Francia e la Necessità di Soluzioni Tecnologiche
Un rapporto pubblicato da Santé publique France ha espresso preoccupazione per l'aumento delle segnalazioni di malattie legate al lavoro tra il 2012 e il 2018. Il tasso di denuncia delle malattie legate al lavoro è in quasi continuo aumento, passando dal 4,9% del 2017 al 7,1% per gli uomini nel 2018. I disturbi muscolo-scheletrici (DMS) rappresentano quasi la metà delle segnalazioni per gli uomini e il 40% per le donne. Anche il disagio mentale è una componente significativa, con un terzo delle segnalazioni per gli uomini e il 52% per le donne. Gli operai sono particolarmente colpiti da queste patologie, mentre i dirigenti sembrano essere risparmiati.
Lo studio evidenzia che il 75% dei DMS che rientrano nell'ambito di una malattia professionale non sono stati dichiarati come tali. La ricerca migliora la comprensione e l'identificazione delle situazioni di rischio, aiutando le aziende a prendere decisioni in materia di qualità della vita lavorativa (QWL). L'introduzione di tecnologie innovative, come gli esoscheletri passivi, può rafforzare la protezione dei dipendenti contro gli effetti negativi di posture scorrette, movimenti ripetitivi e sollevamento di carichi pesanti. Gli esoscheletri HAPO, leggeri e regolabili, sono adatti a tutti i lavori manuali che richiedono di tenere le braccia in avanti o verso l'alto in modo prolungato.

Prevenzione e Azioni Concrete per i Lavoratori
È intollerabile che si continui a permettere lo sviluppo di queste malattie professionali, che possono essere molto invalidanti. La tecnologia può giocare un ruolo cruciale nella prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici e nell'alleviare la fatica fisica sul lavoro. Veicoli ergonomici, macchine per la movimentazione meccanica dei carichi e realtà virtuale sono solo alcuni esempi delle soluzioni che possono aiutare a ridurre il rischio. Tuttavia, è fondamentale che l'introduzione di queste tecnologie sia contrattata con i lavoratori e i sindacati, affinché supportino l'essere umano nei compiti più gravosi, anziché sostituirlo.
I lavoratori possono intraprendere diverse azioni concrete:
- Ascoltare il proprio corpo: Non chiedere al corpo una fatica eccessiva. Fermarsi prima di raggiungere il limite è un diritto.
- Pretendere mezzi e strumenti adeguati: Richiedere tecnologie all'avanguardia che possano alleviare la fatica fisica.
- Richiedere rotazione delle mansioni e pause: Rifiutare di essere adibiti a mansioni ripetitive o statiche per tutto il tempo, chiedendo di alternare le attività e di usufruire delle pause necessarie per il recupero.
- Conoscere il peso dei carichi: Chiedere all'azienda sistemi di misurazione ed etichettatura dei carichi per poterne valutare a priori lo sforzo necessario.
- Denunciare la malattia professionale: Rivolgersi alle sedi Inca o ad altri enti di supporto per ricevere assistenza nella denuncia.
- Informarsi sui benefici previdenziali: Verificare l'accesso a benefici per lavoro usurante o gravoso e chiedere supporto per ottenerli.
Università Europea di Roma (UER) - Gestione e prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici (dms)
Il Ruolo della Formazione e della Gestione del Rischio
La normativa, in particolare il Decreto Legislativo 81/08 in Italia, impone ai datori di lavoro di adottare un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Questo include la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), l'organizzazione della Sorveglianza Sanitaria e la formazione/addestramento dei lavoratori. La prevenzione in azienda significa dotarsi di un'organizzazione che gestisca attivamente la salute e la sicurezza, riconoscendo che la maggior parte degli infortuni e delle malattie professionali ha una causa organizzativa.
I disturbi muscolo-scheletrici lavoro-correlati sono condizioni di malessere fisico che coinvolgono ossa, muscoli, legamenti e nervi, dovute allo stress fisico durante determinate attività lavorative. La causa può essere uno sforzo improvviso o, più frequentemente, movimenti ripetitivi effettuati in modo errato per lunghi periodi. L'avanzare dell'età dei lavoratori aumenta significativamente l'insorgenza di questi disturbi.
La soluzione primaria risiede nella prevenzione, focalizzata non solo sull'aspetto medico una volta comparsi i sintomi, ma soprattutto sull'attività preventiva individuale e sull'adozione di pratiche lavorative corrette. È fondamentale che gli interventi programmati tengano conto dell'intero carico esercitato sul corpo, considerando tutte le forme di tensione a cui è sottoposto. La responsabilità delle azioni preventive ricade su datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti della sicurezza e strutture pubbliche competenti. Il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori sono cruciali, poiché sono loro a conoscere meglio il proprio ambiente di lavoro e i rischi associati.
La Clinica del Lavoro, fondata ai primi del Novecento, rappresenta un esempio storico di struttura dedicata alla diagnosi e cura delle malattie professionali, offrendo anche servizi ambulatoriali per l'accertamento dell'origine professionale di patologie muscoloscheletriche e consulenze specialistiche. La consapevolezza e l'azione congiunta sono indispensabili per affrontare la sfida dei disturbi muscolo-scheletrici e garantire un ambiente di lavoro più sicuro e salubre.
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