Quando si parla di sessualità e di comportamento sessuale nelle persone anziane, la società tende a perpetuare visioni stereotipate e pregiudizi. La sessualità in età avanzata è spesso percepita come inesistente, oggetto di scherno o addirittura moralmente riprovevole. Questo deriva dal falso presupposto che l'attrazione fisica sia legata esclusivamente alla giovinezza e alla bellezza. Di conseguenza, la vecchiaia viene associata a stereotipi che non contemplano un'espressione appropriata della sessualità. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che, in molte forme di demenza, possono emergere comportamenti sessuali considerati "inappropriati" (ISB). La frequenza di tali manifestazioni oscilla tra il 7% e il 25%, con una maggiore incidenza tra i residenti delle case di riposo e nei pazienti con un deterioramento cognitivo più avanzato.

Comportamenti Sessuali Inappropriati nella Demenza: Una Sfida per i Caregiver
Nei malati di demenza, i comportamenti sessuali inappropriati possono essere un sintomo difficile da accettare e gestire, sia per il paziente che per chi si prende cura di lui. Spesso, questi comportamenti derivano dalla perdita di inibizioni, una conseguenza diretta del deterioramento cognitivo. Il malato, a differenza di chi lo osserva, non percepisce il proprio agire come inaccettabile socialmente. Di fronte a gesti, parole o attenzioni non consone, è cruciale che il caregiver mantenga la calma, ricordando che si tratta di manifestazioni della malattia e non di provocazioni. Ad esempio, la masturbazione in pubblico non va interpretata come esibizionismo, né parole o gesti inappropriati come intenzionali offensive.
È importante sottolineare che, talvolta, i comportamenti sessuali nella demenza non sono legati a desiderio o disinibizione, ma possono rappresentare l'unico canale comunicativo disponibile per esprimere un bisogno o gestire una situazione. Analizzando il gesto al di là del suo aspetto esteriore, si può comprendere il bisogno sottostante. Lo spogliarsi, ad esempio, potrebbe indicare la necessità di andare in bagno o semplicemente una sensazione di caldo.
Il Caso della Cognata: Un Istinto Materno o una Relazione Familiare Complessa?
La testimonianza di un utente solleva una questione delicata riguardo all'atteggiamento di una cognata nei confronti del padre novantenne affetto da demenza senile. La cognata manifesta una devozione che va oltre la normale assistenza filiale, negando terapie efficaci e sacrificando ogni momento personale per stare al fianco del padre, descritto come egocentrico e irrispettoso. Questo comportamento suscita interrogativi: si tratta di un "istinto materno" non realizzato, sfogato su un padre percepito come "bambino capriccioso", di un forte senso di colpa, o della necessità di brillare di luce propria in una dinamica familiare complessa?

La risposta suggerisce di non banalizzare la situazione con interpretazioni psicologiche semplicistiche. È fondamentale chiedersi perché il disagio sia percepito da chi osserva e non dalla protagonista. La questione potrebbe affondare le radici in relazioni familiari malate e di lunga data. Intervenire è difficile se chi manifesta il disagio, ovvero la cognata, non lo segnala. L'anziano padre potrebbe approfittare di questa dinamica. Si consiglia di rivolgersi a un terapeuta sistemico per analizzare le dinamiche familiari e la rabbia sottostante che traspare dalle parole di chi pone il quesito.
La Sessualità nella Demenza: Un Fenomeno da Comprendere
L'interesse sessuale, il desiderio di vicinanza, tenerezza o contatto fisico non scompaiono con una diagnosi di demenza. Le esigenze esistono, ma si manifestano in modi diversi a seconda della persona, del tipo e dello stadio della malattia. Il desiderio sessuale può diminuire, rimanere invariato o persino aumentare. Con il progredire della malattia, la disinibizione può portare a comportamenti inappropriati o alla trasgressione di limiti sociali.
Per i familiari e gli assistenti, questa è una vera sfida. Alzheimer Svizzera suggerisce due strategie:
- Riconoscere e prevenire i fattori scatenanti: Identificare le cause dei comportamenti inappropriati e agire per evitarle.
- Distrarre e reindirizzare: Proporre nuove attività, offrire una bevanda, un gioco o un oggetto da tenere in mano. Poiché le persone con demenza hanno difficoltà a svolgere più compiti contemporaneamente, un'attività alternativa può sostituire il comportamento indesiderato.
Sessualità e Relazioni nella Demenza
Ogni coppia vive l'intimità e la sessualità in modo unico. Anche con un partner affetto da demenza, è possibile mantenere una relazione intima, purché entrambi si sentano a proprio agio con ciò che fanno.
Comportamenti Inappropriati e Tentativi di Avvicinamento
Con l'avanzare della demenza, la consapevolezza delle norme sociali può affievolirsi, portando a comportamenti come avance indesiderate, toccamenti o linguaggio volgare. Nella demenza frontotemporale, la diminuzione dell'empatia e l'aumento della disinibizione possono aggravare tali manifestazioni. È essenziale ricordare che si tratta di conseguenze della malattia e non di azioni consapevoli. È importante comunicare chiaramente ciò che si accetta e ciò che si rifiuta, e reindirizzare l'attenzione dell'interlocutore se necessario.
Le persone con demenza possono perdere la cognizione del tempo e dell'invecchiamento, avvicinandosi in modo inappropriato a persone più giovani. Possono anche confondersi, scambiando figli per partner a causa di somiglianze fisiche. In questi casi, è fondamentale esprimere chiaramente il proprio disagio, fare un passo indietro e, se necessario, lasciare la stanza.
Assistere al proprio padre o marito che mostra affetto o bacia un'altra paziente può essere scioccante. Questo comportamento non indica una diminuzione dell'amore, ma piuttosto una ricerca di vicinanza dovuta al disorientamento e alla solitudine causati dalla malattia. In tali situazioni, è utile rivolgersi al personale di cura per ricevere suggerimenti appropriati e prevenire aggressioni.

Comportamenti in Pubblico
A volte, i malati di demenza possono spogliarsi in pubblico o avvicinarsi troppo a sconosciuti. Questi comportamenti non sono necessariamente legati alla sfera sessuale. Lo spogliarsi può indicare la necessità di andare in bagno o una sensazione di caldo. In questi casi, è opportuno accompagnarli in bagno e aiutarli a rivestirsi. Distrarli con un oggetto da tenere in mano, una bevanda o una passeggiata può essere utile.
Per affrontare situazioni che turbano, è consigliabile contattare associazioni dedicate come Telefono Alzheimer o un medico.
L'Impatto della Demenza sull'Identità e sulle Relazioni Familiari
In Italia, oltre un milione di persone soffre di demenza, con circa tre milioni di caregiver coinvolti nell'assistenza. Le iniziative come il "Caffè Racconto" offrono spazi di confronto per i familiari, aiutandoli ad affrontare dubbi e difficoltà.
Le testimonianze evidenziano la complessità dell'accompagnare un genitore nel declino cognitivo. La perdita di memoria e il cambiamento di personalità possono essere sconvolgenti. La difficoltà nel riconoscere la persona amata, la confusione tra passato e presente, e la perdita di confini tra realtà e fantasia sono aspetti comuni.
Affrontare la Malattia e Riconoscere l'Identità
La testimonianza di chi ha visto la propria madre perdere gradualmente la lucidità descrive un percorso doloroso di negazione iniziale, seguito dalla necessità di informarsi sulla malattia e cercare supporto psicologico. La strategia cambia: invece di cercare di riportare la persona alla realtà, si impara a seguirla nel suo mondo, accettando che "vero e falso possono finire a gambe all'aria".
L'idea di "diventare madre della propria madre" o che un padre diventi "come un bambino" riflette l'inversione dei ruoli percepita dai caregiver. Tuttavia, è fondamentale comprendere che la malattia non altera i ruoli, ma il modo in cui vengono vissuti. La persona con demenza continua a essere figlio, figlia, padre, madre, mantenendo la propria identità attraverso i ruoli che ha ricoperto e continua a rivivere, anche se in modo alterato.
OrientAlzheimer - 1 - La differenza tra Alzheimer e demenza
Il concetto di "carepartner" invece di "caregiver" sottolinea un cambiamento di prospettiva: amare la persona e starle accanto, piuttosto che sentirsi prigionieri del dovere. Questo approccio permette di connettersi con i sentimenti, vivere il presente e attraversare i cambiamenti in una crescita continua.
La dignità della persona con demenza non viene tolta dalla malattia, ma dal modo in cui gli altri scelgono di esserle accanto. Riconoscere l'identità, chiamare la persona con il suo nome, fluire nel suo mondo e rispettare le sue preferenze sono azioni che rafforzano il legame emotivo e riducono ansia e confusione.
Il Lutto per una Persona Ancora in Vita
Uno degli aspetti più difficili è elaborare il lutto di una persona che è ancora presente fisicamente ma che, nella sua essenza, è cambiata. Questo "lutto nel durante" non allevia il dolore del lutto finale, ma richiede un adattamento continuo e un amore rinnovato per la nuova "forma" della persona cara.
Mantenere l'indipendenza del malato il più a lungo possibile, adattare le attività alle sue capacità e permettergli di fare da solo ciò che può, sono strategie che aumentano l'autostima e favoriscono il buon umore. Anche nei momenti più difficili, c'è spazio per ridere e trovare momenti di leggerezza.
È importante evitare atteggiamenti paternalistici o vezzeggiativi, e trovare nuovi modi per stare accanto, accogliendo il momento presente. Ricordare il passato della persona, pur vivendo il suo presente, aiuta a mantenere viva la sua identità.
Ricerca e Supporto
La ricerca sul morbo di Alzheimer e altre demenze è in continua evoluzione, con eccellenze italiane impegnate nello studio e nella cura di questa malattia neurodegenerativa. Associazioni come la Federazione Alzheimer Italia offrono informazioni e supporto. Libri e risorse dedicate ai caregiver forniscono strumenti preziosi per affrontare questo percorso complesso.
L'esperienza della demenza insegna la resilienza, la capacità di adattamento e l'importanza di un amore incondizionato che va oltre la memoria e l'identità. Come le aringhe che lottano per sopravvivere nella loro migrazione annuale, anche le persone con demenza e i loro cari intraprendono un viaggio di lotta e speranza, dimostrando la forza dello spirito umano di fronte alle avversità.
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