Nel complesso panorama della salute mentale, la distinzione tra le diverse figure professionali può spesso generare confusione. Psicologo, psichiatra, psicanalista e psicoterapeuta sono termini comunemente utilizzati in modo interscambiabile nel linguaggio comune, ma che designano ruoli, formazioni e competenze distinte. Comprendere queste differenze è il primo passo fondamentale per orientarsi e scegliere il professionista più adatto alle proprie esigenze. In Italia, il disagio psicologico è un'esperienza più diffusa di quanto si pensi; uno studio italiano ha rilevato che il 15,6% della popolazione ha sofferto di un disturbo mentale al momento dell'indagine o nel periodo immediatamente precedente (Silvestri et al., 2023). Eppure, la confusione sui ruoli professionali può diventare un ostacolo che frena dal chiedere aiuto. Capire a chi rivolgersi è il primo, fondamentale passo per prendersi cura di sé.
Chi è lo Psicologo?
Lo psicologo è un professionista della salute mentale che ha completato un percorso di laurea magistrale in Psicologia. Per poter esercitare, deve superare un Esame di Stato e iscriversi all'Albo professionale della propria regione (Sezione A). Questa iscrizione è una garanzia fondamentale di competenza: senza di essa, non si può parlare di psicologo, ma solo di dottore in Psicologia. Questo assicura che il professionista a cui ci si rivolge abbia completato tutto l'iter formativo e deontologico richiesto dalla legge.
È importante sottolineare che lo psicologo non è un medico e, pertanto, non può prescrivere farmaci. Questa è una domanda molto comune, ed è importante fare chiarezza.

Di cosa si occupa lo Psicologo
Esistono diversi tipi di psicologia e, di conseguenza, molteplici ambiti operativi che dipendono dalla specializzazione del professionista. Per esempio, lo psicologo del lavoro opera in azienda per supportare il benessere dei dipendenti e favorire un clima collaborativo, mentre lo psicologo clinico si focalizza maggiormente sul disagio individuale e relazionale.
In generale, l'attività dello psicologo è regolamentata dalla Legge 56/1989 e si articola in cinque pilastri fondamentali rivolti a individui, coppie, famiglie e comunità, con l'obiettivo di promuovere il benessere bio-psico-sociale e aiutare le persone a gestire le sfide della vita quotidiana:
- Diagnosi: l'inquadramento del funzionamento psicologico della persona attraverso colloqui clinici e, dove necessario, l'utilizzo di test validati.
- Sostegno psicologico: un percorso focalizzato su uno specifico problema di vita o un momento di crisi temporanea, volto a riattivare le risorse personali.
- Psicoeducazione: un'attività informativa e formativa che fornisce strumenti e conoscenze utili per comprendere e gestire meglio specifici temi o dinamiche psicologiche.
- Abilitazione e Riabilitazione: interventi mirati all'acquisizione, al potenziamento o al recupero di competenze, con l'obiettivo di promuovere l'autonomia e la crescita personale.
- Prevenzione: l'insieme di azioni volte a ridurre il rischio di insorgenza di patologie e a promuovere attivamente la salute e il benessere bio-psico-sociale della collettività.
Lo psicologo opera per migliorare la capacità dell’individuo di comprendere se stesso e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace. Può lavorare in ambito clinico, ma anche delle aziende, dello sport, della scuola, della salute, ecc. Può svolgere interventi rivolti al singolo, al gruppo, ma anche alla comunità. Il principale strumento di intervento dello psicologo è il colloquio psicologico.
Lo psicologo che non sia specializzato e abilitato alla psicoterapia NON ha la formazione per la cura dei disturbi psicologici o psichiatrici. In ambito clinico può fare diagnosi, supporto, e suggerire adeguati percorsi di trattamento. Può inoltre offrire consulenza e supporto psicologico a tutti coloro che presentino un disagio o un problema che non configuri i sintomi di una psicopatologia.
Quando rivolgersi a uno Psicologo
A volte, di fronte a una difficoltà, il primo pensiero può essere: "non ho bisogno dello psicologo, devo farcela da solo". Questa convinzione è molto comune, ed è uno dei principali ostacoli che impediscono di prendersi cura della propria salute mentale. La risposta è: ogni volta che si avverte un disagio che impedisce di vivere serenamente e di usare appieno le proprie risorse. Non è necessario aspettare che il malessere diventi insostenibile. Si ha il diritto di prendersi cura del proprio benessere fin da subito: un percorso di supporto psicologico può aiutare a comprendere l'origine del proprio malessere e a sciogliere quei nodi emotivi che impattano sulla propria vita.
In presenza di un disagio soggettivo che non comporta una vera e propria sintomatologia, può essere utile rivolgersi inizialmente allo psicologo con cui valutare la natura della problematica presentata. Potremo così trovare preziose indicazioni sull’opportunità o meno di una consulenza psicologica, di una vera e propria psicoterapia e/o di una consulenza psichiatrica.
Per quanto riguarda l’aspetto pratico, il costo di una seduta dallo psicologo è in media tra i 50 e i 90 euro. Il prezzo può salire nel caso di uno psicologo a domicilio, ma anche scendere se ci si rivolge a uno psicologo online; in quest'ultimo caso il prezzo medio è di 49 euro a seduta. La durata di una seduta dallo psicologo può variare; in Unobravo il tempo standard è di 50 minuti, una durata che i terapeuti confermano essere proficua per esplorare le tematiche emerse e perseguire gli obiettivi a lungo termine.
Differenza tra Psicologo e Psicoterapeuta
Se la differenza tra psicologo e psicoterapeuta genera spesso confusione, la chiave sta in una parola: specializzazione. Lo psicoterapeuta è un professionista che, dopo la laurea in Psicologia o in Medicina, ha intrapreso un percorso di specializzazione post-laurea di almeno quattro anni. Questa formazione avviene in scuole universitarie o istituti privati riconosciuti dal MUR (Ministero dell'Università e della Ricerca) e fornisce gli strumenti teorici e pratici per intervenire sulla cura dei disturbi psicologici.
In sintesi, lo psicoterapeuta è la figura preposta alla psicoterapia. Il suo obiettivo è trattare la sofferenza psicologica di individui, coppie e famiglie, utilizzando metodi e tecniche specifiche per aiutare i pazienti a raggiungere un nuovo equilibrio.
Un'altra distinzione importante riguarda la prescrizione dei farmaci. Uno psicoterapeuta con formazione da psicologo non può prescrivere farmaci. Al contrario, uno psicoterapeuta-medico (solitamente uno psichiatra) può integrare il percorso di psicoterapia con un trattamento farmacologico, se lo ritiene necessario.

Cosa fa lo Psicoterapeuta
Quando una persona vive una sofferenza psicologica significativa, che impatta la sua vita quotidiana, lo psicoterapeuta interviene per identificare la natura del problema e definire un percorso di cura strutturato, basato su approcci e tecniche scientificamente validati. L'intervento psicoterapeutico mira a curare il disagio e a ridurre i sintomi, agendo su più livelli:
- Aiuta a individuare i fattori che originano e mantengono la sofferenza.
- Lavora per potenziare le risorse personali e sviluppare nuove strategie per affrontare le difficoltà.
L'obiettivo di una psicoterapia è la cura e il cambiamento profondo di quelle modalità di pensiero, emotive, comportamentali o relazionali che generano malessere. Si tratta di un lavoro che va alla radice del problema, per un benessere più stabile e duraturo.
In questo risiede un'altra differenza chiave: mentre lo psicologo clinico si occupa di diagnosi e sostegno, lo psicoterapeuta utilizza strumenti e tecniche terapeutiche specifiche, apprese durante la specializzazione e fondate su una precisa teoria di riferimento, per guidare un processo di cambiamento profondo.
Lo psicoterapeuta è uno specialista che lavora nel campo della salute (mentale) con competenze e funzioni specifiche. Oltre alla laurea in psicologia, o in medicina, ha una specializzazione post universitaria di almeno quattro anni. Lo psicoterapeuta può fornire una valutazione della situazione del paziente al fine di giungere ad una diagnosi e disporre quindi un trattamento terapeutico.
Il primo passo per diventare psicoterapeuta è superare i test di ingresso per accedere ai corsi di laurea in Psicologia o Medicina e Chirurgia. Chi decide di diventare psicoterapeuta tramite la strada “psicologica”, dovrà poi effettuare un tirocinio operativo e superare l’esame di Stato di Psicologia. Questa procedura resterà valida fino a quando non entrerà in vigore la legge sulle lauree abilitanti, che abilita lo psicologo tramite la valutazione positiva del tirocinio e il superamento, in sede di esame di laurea, di una prova pratica. Gli aspiranti psicoterapeuti devono anche frequentare una scuola di specializzazione quadriennale. Una volta conclusa la scuola, lo psicoterapeuta sceglie di specializzarsi in una delle tecniche elencate, in base alla quale eserciterà strumenti diversi. In generale, possiamo dire che li mette in atto all’interno di colloqui singoli: questi possono ripetersi frequentemente nel corso del tempo, dato che una differenza tra psicologo e psicoterapeuta è che quest’ultimo si occupa di disturbi cronici, i quali richiedono un intervento più lungo.
Lo psicoterapeuta utilizza tecniche specifiche per ristabilire il benessere psichico di individui, famiglie e gruppi. Il lavoro dello psicoterapeuta può essere diviso in due fasi: diagnosi e terapia. Dopo aver compreso il tipo di disturbo di cui soffre il paziente, lo psicoterapeuta stila un piano terapeutico: stabilisce il numero e la frequenza di sedute e gli approcci da usare. Per quanto riguarda la durata della psicoterapia, non esiste un arco di tempo standard che vada bene per tutti. Ogni persona che intraprende una terapia porta con sé una speranza: quella di stare meglio, di risolvere una questione, di uscire da un blocco, e ogni persona porta con sé anche la paura che la terapia non funzioni, che il percorso sia troppo lungo o troppo costoso. Bisogna inoltre considerare che i risultati non dipendono esclusivamente dal lavoro dello psicoterapeuta, ma anche dalla forza di volontà e dalla partecipazione attiva del paziente.
La qualità essenziale per uno psicoterapeuta è saper generare fiducia così da permettere al paziente di percepire quello della terapia come un “luogo sicuro”, dove potersi esprimere liberamente, affrontando senza timori anche argomenti delicati, quali comportamenti autolesionistici o ricordi e pensieri di cui ci si vergogna.
le 8 regole per scegliere lo psicologo giusto per te
Ci sono tante possibilità di carriera e sviluppo professionale per chi desidera diventare psicoterapeuta. A seconda degli interessi personali e dell’ambito in cui desidera lavorare, si può arricchire la propria formazione e frequentare corsi per specializzarsi. Inoltre ci sono opportunità di lavoro anche in ospedale, consultori e centri di riabilitazione. Consigliamo di diventare psicoterapeuta a chi ha interesse per la psicologia e desidera comprendere e aiutare i pazienti con disturbi psicologici. È un lavoro molto coinvolgente, ricco di soddisfazioni anche a livello emotivo, che permette di aiutare le persone a ritrovare un proprio equilibrio e il benessere psichico, migliorando la qualità della vita e delle relazioni.
Accade molto spesso che si faccia confusione tra lo psicologo e lo psicoterapeuta, sebbene siano delle figure diverse. Innanzitutto lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha frequentato una scuola quadriennale in psicoterapia post laurea, dopo aver effettuato l’iscrizione all’albo degli psicologi. Prima di rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbero sorgere dei dubbi, come ad esempio: “Perché rivolgersi ad uno psicoterapeuta se ho tanti amici con cui sfogarmi?”. Infatti con gli amici si tende a mettere in atto gli stessi schemi disfunzionali per cui si pensa di chiedere aiuto, vale a dire che seppure abbiamo benefici nel parlare con qualcuno di fidato tendiamo a ripetere gli stessi errori e a restare sulle nostre posizioni. Sebbene questo avvenga anche nella relazione terapeutica, lo psicoterapeuta ha gli strumenti per promuovere il cambiamento. Un altro possibile pensiero potrebbe essere “Ce la faccio da solo”.
La psicoterapia è un lavoro che il paziente e il terapeuta compiono insieme attraverso un’alleanza terapeutica che si crea lentamente durante il percorso. Nel primo incontro il paziente esprime le ragioni che lo hanno portato lì, cariche di sofferenza. L’obiettivo della psicoterapia è il cambiamento attraverso una maggiore consapevolezza di sé, del modo di rapportarsi agli altri, delle proprie emozioni e dei propri comportamenti. La relazione terapeutica è uno strumento attraverso cui si apprendono strategie e risorse personali mediante cui si affronta la propria sofferenza in modo diverso. Il paziente non è un soggetto passivo che riceve una “cura” dispensata dal “medico”, ma è promotore del proprio cambiamento che non dipende da ciò che il terapeuta fa, ma da ciò che si fa insieme. Non è necessario cambiare perché si è sbagliati ma perché il proprio modo di funzionare non è efficace affinché si ci senta bene con se stessi.
Lo psicoterapeuta è un professionista della salute mentale, qualificato all’esercizio della psicoterapia. Lo psicoterapeuta può essere un medico o uno psicologo, quindi, ed è iscritto al rispettivo ordine professionale degli psicologi o dei medici. Durante la terapia, lo psicoterapeuta sostiene il paziente nella gestione dei sintomi, nella comprensione di pensieri ed emozioni, nella risoluzione dei problemi e nella promozione del benessere psicologico e della qualità della vita.
Il ruolo principale del psicoterapeuta è aiutare le persone a superare i problemi psicologici e migliorare la loro qualità di vita attraverso un processo basato sulla comunicazione. È importante sottolineare, innanzitutto, che non esiste un momento giusto per cercare l’aiuto di uno psicoterapeuta. Spesso, molte persone rimandano la decisione di consultare uno psicoterapeuta, senza rendersi conto che procrastinare potrebbe aggravare le difficoltà. La psicoterapia può essere anche un viaggio interessante che conduce alla conoscenza e alla scoperta di sé.
Approcci e Fattori di Efficacia della Psicoterapia
Esistono diversi approcci e tecniche di psicoterapia, ognuno dei quali ha le proprie teorie, metodi e strategie terapeutiche. Tra i principali possiamo trovare:
- La terapia psicoanalitica o dinamica: basata sulla teoria psicoanalitica di Sigmund Freud.
- La terapia cognitivo comportamentale: lavora per identificare e cambiare i pensieri e i comportamenti disfunzionali, che contribuiscono a problemi come ansia, depressione o abitudini non sane.
- La terapia sistemico familiare: si concentra sui sistemi familiari o relazionali.
- La terapia breve strategica: un approccio focalizzato sulla risoluzione rapida di problemi specifici.
- La terapia di accettazione e impegno (ACT): si concentra sulla consapevolezza e sull’accettazione dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni scomode, senza cercare di cambiarle o eliminarle. Aiuta le persone a sviluppare una maggiore flessibilità psicologica e ad agire in linea con i propri valori e obiettivi, pur sperimentando il disagio emotivo.
- La terapia di gruppo: prevede la partecipazione di più persone, che condividono problemi simili. Questo approccio può offrire un ambiente di supporto, scambio di esperienze e feedback, promuovendo la consapevolezza di sé e il cambiamento personale.
- La terapia dialettico comportamentale (DBT): sviluppata da Marsha M. Linehan per il trattamento del disturbo borderline di personalità.
- La terapia gestaltica: si concentra sullo sviluppo della consapevolezza di sé e sulle esperienze presenti. Utilizza tecniche come il “qui e ora”, il dialogo immaginario e il lavoro con le parti interne per aiutare i pazienti a esplorare e integrare diversi aspetti della loro personalità.
- L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): utilizzato per il trattamento del trauma e dei disturbi correlati.
Al di là del singolo approccio o della tecnica utilizzata, i fattori che rendono davvero efficace un percorso terapeutico sono universali e trasversali a ogni modello clinico. Il predittore più affidabile del successo della terapia non è infatti la teoria di riferimento, lo sono invece:
- La qualità della relazione terapeutica: quel legame di fiducia, sintonia ed empatia (l'alleanza terapeutica) che permette al paziente di sentirsi accolto e non giudicato, creando una base sicura per l'esplorazione di sé.
- La professionalità del terapeuta: che include non solo la formazione accademica e la specializzazione, ma anche la capacità clinica di adattare il proprio intervento alle caratteristiche uniche di chi ha di fronte, mantenendo un assetto etico e deontologico rigoroso.
- La fiducia e la motivazione del paziente: l'ingrediente fondamentale rappresentato dalla disponibilità a mettersi in gioco e dalla speranza nel cambiamento, elementi che trasformano il colloquio in un processo attivo di trasformazione.
Quando questi elementi si intrecciano, la terapia smette di essere un’applicazione di tecniche e diventa un’esperienza umana trasformativa, capace di generare risultati duraturi indipendentemente dall'orientamento teorico.
Differenza tra Psicologo e Psichiatra
Lo psichiatra è un laureato in Medicina e Chirurgia con una specializzazione in Psichiatria. La sua funzione principale è quella di occuparsi, quando necessario, di impostare il trattamento farmacologico più consono a ristabilire l'equilibrio biochimico dell'organismo e di monitorarne gli effetti nel tempo. Essendo un medico, è l'unico tra i professionisti della salute mentale che può prescrivere farmaci.
È un luogo comune purtroppo radicato pensare che lo psichiatra intervenga solo in presenza di patologie "gravi" o croniche. In realtà, il suo supporto è prezioso in moltissime situazioni in cui un aiuto farmacologico mirato può alleviare una sofferenza acuta (come un forte stato d'ansia o una depressione invalidante), rendendo così la persona più ricettiva e il percorso di psicoterapia decisamente più efficace. Spesso, infatti, l'approccio combinato tra parola e farmaco rappresenta la strategia d'elezione per ritrovare il benessere in tempi più brevi e con risultati più stabili.
È importante sapere che lo psichiatra può anche aver conseguito una specializzazione in psicoterapia: in questo caso, egli deterrà entrambi i titoli di psichiatra e psicoterapeuta, potendo scegliere di approfondire costantemente un determinato orientamento clinico. Tuttavia, il punto cruciale è che non esiste alcuna competizione tra queste figure. Al contrario, la collaborazione interdisciplinare è spesso la vera chiave del successo terapeutico. Uno psichiatra che non sia anche psicoterapeuta, qualora lo ritenga opportuno, indirizzerà il paziente verso un percorso psicologico da affiancare alla terapia farmacologica.
Psichiatri, psicologi e psicoterapeuti lavorano frequentemente in stretta sinergia, integrando le proprie competenze biologiche, cliniche e relazionali. Questo approccio a "rete" permette di costruire un progetto di cura su misura, garantendo alla persona un supporto completo e multidimensionale.

Quando un disturbo psichico influisce negativamente sul funzionamento della persona, per esempio a livello relazionale, sociale o lavorativo, l’intervento del medico psichiatra può aiutare. Allo stesso modo, l’intervento dello psicoterapeuta mira a ridurre la sofferenza del paziente agendo sui meccanismi psichici e comportamentali sottostanti al problema. Psichiatra e psicoterapeuta lavorano quindi su facce diverse della stessa medaglia, il disagio psichico, ciascuno con le proprie competenze. In un’ottica di integrazione mente e corpo, meglio ancora se psichiatra e psicoterapeuta lavorano in stretta collaborazione.
Neurologo, Psichiatra e Psicologo: Ambiti e Competenze
Per completezza, è utile chiarire la distinzione con un’altra figura medica con cui spesso si fa confusione: il neurologo. Mentre lo psichiatra si occupa della cura dei disturbi della mente e delle emozioni (come schizofrenia, disturbi dell’umore o di personalità), il neurologo si focalizza sulle patologie organiche e strutturali del sistema nervoso centrale e periferico.
Il neurologo interviene in presenza di malattie come la sclerosi multipla, l’ictus, il Parkinson, le demenze o l’epilessia. Sebbene sia lo psichiatra che il neurologo siano medici e possano entrambi prescrivere farmaci (inclusi gli psicofarmaci) o richiedere esami clinici, il loro focus è profondamente diverso: il primo si concentra sulla sofferenza psichica e comportamentale, il secondo sulle lesioni o il malfunzionamento fisico dei circuiti nervosi.
In questo panorama, è bene ricordare che gli psicologi, essendo laureati in Psicologia e non in Medicina, non hanno la facoltà di prescrivere farmaci o fornire indicazioni di tipo medico. Il loro raggio d’azione riguarda invece gli interventi di prevenzione, la diagnosi psicologica, le attività di abilitazione e riabilitazione e il sostegno psicologico volto a migliorare la qualità della vita e il benessere emotivo della persona.
Quale Professionista Scegliere? La Guida alla Decisione
Arrivati a questo punto, la domanda sorge spontanea: è più indicato uno psicologo o uno psicoterapeuta per la mia situazione? O forse uno psichiatra? Se si avverte confusione, è del tutto comprensibile. La buona notizia è che non si deve avere la risposta pronta prima di iniziare.
Un primo passo fondamentale può essere parlarne con il proprio medico di base o rivolgersi direttamente a uno psicologo per un colloquio di orientamento. Sarà il professionista stesso, dopo aver ascoltato la propria storia e accolto i propri bisogni, a indicare il percorso più adatto, che potrebbe anche prevedere la collaborazione di più figure.
Comprendere queste distinzioni ha un valore pratico enorme: permette di muoversi con consapevolezza nel mondo della salute mentale, rivolgendosi al professionista capace di individuare le proprie specifiche esigenze e di proporre gli interventi più efficaci per raggiungere i propri obiettivi di benessere.
La scelta tra un psicologo o uno psicoterapeuta dipende dalla natura dei problemi che si stanno affrontando. Al fine di prendere la decisione migliore, alcune considerazioni potrebbero essere utili. Uno psicologo può essere adatto se si sta cercando un supporto a breve termine per problemi specifici come lo stress, la gestione dell’ansia, il lutto o le difficoltà relazionali. Questa figura professionale può fornire valutazione e diagnosi ed è in grado di fornire consulenza su problemi specifici. Se si hanno problemi di salute mentale più complessi come la depressione, i disturbi d’ansia, i disturbi di personalità o difficoltà emotive significative e persistenti, potrebbe essere utile ricorrere all’aiuto di uno psicoterapeuta. Uno psicologo può offrire un sostegno basato sulla consulenza o sulla terapia breve, che potrebbe essere appropriata per problematiche specifiche o di breve durata. È possibile riflettere sulle proprie esigenze personali e sui risultati che si desiderano ottenere dalla terapia. Può essere utile, per cominciare, chiedersi che cosa si cerca dal sostegno psicologico o dal percorso terapeutico. In alcuni casi, è possibile iniziare con un professionista ed eventualmente essere indirizzato a un altro, se le esigenze cambiano o se si ravvisa la necessità di un approccio diverso.
Riconoscere uno psicoterapeuta bravo non è facile. Non ci sono parametri facilmente identificabili né criteri di misurazione condivisi. Neppure le recensioni, un sistema oggi molto utilizzato per valutare un professionista, sono utili, e rischiano anzi di essere fuorvianti. Infatti, ci sono pazienti che adorano il proprio psicoterapeuta pur non facendo progressi, e pazienti che mostrano miglioramenti evidenti ma tendono ad attribuirli a sé stessi e non alla terapia (per la verità, più un terapeuta è bravo, più riesce a far sperimentare al paziente l’esperienza di “farcela da solo”). Inoltre la terapia è prima di tutto una relazione di collaborazione, il cui esito non dipende solo dallo psicoterapeuta, ma anche e soprattutto dal paziente: se una persona non è abbastanza motivata e non possiede alcune risorse di base è difficile che ci sia un cambiamento duraturo. Infine, ogni relazione terapeutica è diversa dall’altra: alcune funzionano e altre meno, anche se il terapeuta è lo stesso.
Ci sono indubbiamente professionisti che lavorano meglio degli altri. La qualità principe di uno psicoterapeuta è saper creare e mantenere una solida relazione terapeutica. Essere sensibili, attenti e saper generare fiducia è la condizione fondamentale che permette al paziente di percepire quello della terapia come un “luogo sicuro”, dove potersi esprimere liberamente, affrontando senza timori anche argomenti delicati, quali comportamenti autolesionistici o ricordi e pensieri di cui ci si vergogna. Gli psicoterapeuti devono saper tollerare l’ambiguità, l’incertezza, la complessità e i conflitti che caratterizzano ogni relazione terapeutica. Si tratta di una capacità necessaria per favorire il cambiamento, poiché crea lo spazio per far emergere nel paziente e nel terapeuta stesso nuove direzioni e intuizioni. Anche l’incontro più conflittuale e sconfortante può avere un esito positivo se il terapeuta rimane dentro il processo invece che fuggire spaventato. Un bravo psicoterapeuta è per sua natura compassionevole e premuroso, ed è in grado di “amare” ciascun paziente. Si intende una forma di amore che trasmette il massimo rispetto, soprattutto a chi è stato vittima di trascuratezza o abuso.
I terapeuti migliori sono più veloci ed efficienti nel trovare soluzioni efficaci, non tanto perché hanno un dono o un talento particolare, ma per l’estrema dedizione al lavoro e per la curiosità insaziabile che li guida durante tutto il loro percorso professionale. Uno psicoterapeuta bravo è in grado di adattare il proprio stile e le proprie strategie ai bisogni del paziente. Possiede un alto grado di pragmatismo e sa utilizzare una vasta gamma di metodi e strategie. Pur avendo un modello di riferimento, si è emancipato dai propri insegnanti e ha trovato una propria voce: possiede cioè un suo stile personale, una propria “melodia”, che si è evoluta attraverso la pratica professionale.
I bravi terapeuti preferiscono la dura realtà a una rassicurante illusione. Sono emotivamente onesti e sanno dire la verità ai pazienti in modo che questi possano prendere contatto con ciò che non vogliono vedere. Uno dei compiti principali del terapeuta, infatti, è dare feedback costruttivi ai pazienti, illustrando loro quali comportamenti sono controproducenti e disfunzionali, naturalmente usando sensibilità e delicatezza.
I bravi terapeuti osano: accettano le sfide difficili e complesse piuttosto che rifugiarsi nelle attività semplici e routinarie. Sanno portare i propri pazienti all’azione, per esempio con compiti a casa, attività esperienziali, giochi di ruolo in seduta, dialogo, esperimenti comportamentali. Hanno il coraggio di esporsi per dire cose fuori dagli schemi e impopolari. Ai bravi terapeuti viene naturale prestare attenzione ai punti di forza dei loro pazienti. Hanno un genuino interesse verso le persone e verso i modi differenti in cui queste danno senso alle loro esperienze.
Valorizzare le risorse significa favorire trasformazioni, svolte, salti di livello nella costruzione dell’identità di sé. Non per niente oggi c’è sempre più attenzione verso la cosiddetta “crescita post-traumatica”: le avversità e le tragedie permettono alle persone di sviluppare capacità di resilienza talvolta insospettabili. Talvolta, per cambiare, è necessario “toccare il fondo”, poiché è proprio da quel dolore che proviene la forza in grado di promuovere i cambiamenti necessari.
I bravi terapeuti chiedono feedback ai colleghi e soprattutto ai pazienti. I feedback sono fondamentali per adattare le proprie strategie alle necessità di ogni situazione. I bravi terapeuti non si ritengono responsabili delle svolte creative che a volte si verificano nelle loro sedute, ma li considerano piuttosto il risultato di uno sforzo collaborativo. Non si sentano mai proprietari dei risultati delle loro terapie, dal momento che il successo è prima di tutto del paziente, né si può diventare un grande terapeuta se ci si pone come priorità quella di conseguire successi. È invece fondamentale pensare sempre come un principiante, ogni minuto di ogni seduta terapeutica.
Un buon psicoterapeuta è in grado di imparare dai propri errori: anziché essere spaventato dagli errori ne è affascinato. Sa che le opportunità di crescita e di apprendimento per lo più nascono dagli imprevisti e dalle speranze disattese. Riconoscere e comprendere i propri fallimenti è fondamentale per smettere di fare le cose che non stanno funzionando e provare altre strade. Per questo i terapeuti migliori, anziché evitare le sfide che aumentano la probabilità di ottenere risultati insoddisfacenti, sono inclini ad affrontarle. Come ovvio, è fondamentale che il terapeuta abbia l’attitudine a non incolpare mai il paziente quando le cose non funzionano e che sappia assumersi le responsabilità degli errori senza farsene spaventare.
I buoni terapeuti vanno oltre la mera tecnica e sanno utilizzare le proprie caratteristiche personali per rafforzare l’efficacia del lavoro di aiuto. I valori che abbracciano a livello professionale sono congruenti con i principi personali con cui si muovono quotidianamente anche in privato. Sono onesti e corretti, perché l’affidabilità è il “gold standard”. Ma non si limitano a dare l’impressione di essere affidabili, lo sono sul serio. Sono spontanei senza essere impulsivi. Ricercano la verità e dicono la verità, tuttavia la comunicano con grande sensibilità e attenzione.
I terapeuti migliori danno la possibilità di sperimentare, di prendersi dei rischi, di accedere a parti di sé e dei loro pazienti ancora inesplorate. Sanno andare - e condurre i loro pazienti - oltre la zona di comfort, verso sentieri ancora sconosciuti. E lo fanno coniugando uno spirito fanciullesco alla disciplina.
I terapeuti migliori possiedono un’approfondita conoscenza, non solo della psicoterapia, ma anche di molti altri campi. Hanno infatti una fame insaziabile di comprendere sé stessi, gli altri e il mondo. E questo è un bene perché la professione di psicoterapeuta offre l’opportunità di utilizzare nel lavoro quotidiano qualsiasi cosa, dai film visti ai libri letti, dalle esperienze vissute nel quotidiano ai viaggi intrapresi. I bravi terapeuti cambiano periodicamente qualcosa di importante nel loro modo di lavorare e nella loro vita. La “routine” li annoia. Sanno uscire dalla propria zona di comfort, spingendosi ad allargare la propria visione del mondo. Si reinventano sempre anche perché non ambiscono alla sicurezza e tollerano l’insicurezza.
Trovare il professionista adeguato per il proprio benessere mentale è un percorso personale. Comprendere le differenze tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra è il primo passo fondamentale per prendersi cura della propria salute mentale. Ogni professionista offre un tipo di supporto specifico, e la scelta dipende interamente dalle proprie esigenze personali. Non si tratta di trovare il professionista "migliore" in assoluto, ma quello più adatto a te in questo momento della tua vita.
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