Ripensare l'Inconscio: Un Viaggio tra Psicoanalisi, Scienza e Filosofia

L'idea di inconscio, un concetto ormai pervasivo nel linguaggio comune e nelle discipline più disparate, rischia di trasformarsi in un'entità "liquida", come la definirebbe il sociologo Zygmunt Bauman. In questo contesto, il lavoro di Francesco Conrotto, "Ripensare l'inconscio", si propone come un'operazione necessaria di "messa a punto" del nostro apparato concettuale, in un'epoca di fermento teorico e di modelli in continua evoluzione. Nessun singolo approccio può infatti esaurire la complessità dei fenomeni psichici, un campo che da sempre stimola il pensiero umano.

Rappresentazione astratta del cervello umano con connessioni neurali.

Fin dai suoi albori, la psicoanalisi ha cercato di definire e comprendere la natura dell'inconscio. Nei primi lavori di Sigmund Freud, l'inconscio era primariamente identificato con il "rimosso", ovvero con il materiale psichico - pensieri e desideri - espulso dalla coscienza perché ritenuto inaccettabile dall'Io. Questo nucleo pulsionale, originato da una "fonte" somatica, inviava alla psiche un "rappresentante psichico", un'idea che oggi, alla luce delle attuali conoscenze neuroscientifiche, necessita di una profonda revisione.

Le Vie della Psicoanalisi: Un Panorama Evolutivo

La psicoanalisi post-freudiana ha notevolmente ampliato i propri orizzonti teorici, esplorando nuove dimensioni dell'inconscio. Autori come Franco Fornari con la sua teoria coinemica, Julia Kristeva con il concetto di "Chorà" (modalità primitiva di significazione pre-verbale), o Ignacio Matte Blanco con la sua "bi-logica" dei processi inconsci, hanno contribuito a una maggiore complessità nella comprensione di questo dominio psichico.

La questione della scientificità della psicoanalisi è stata un terreno di dibattito acceso. Conrotto ripercorre il celebre scontro tra Karl Popper e Adolf Grünbaum, evidenziando una sottile "collusività" tra le loro tesi apparentemente contrapposte, e si sofferma sulla critica radicale di Ludwig Wittgenstein. La concezione ermeneutica della psicoanalisi, supportata da Jürgen Habermas e Paul Ricoeur, ha trovato terreno fertile nella psicoanalisi nordamericana. Se da un lato questa corrente ha affrontato con rigore la scientificità della disciplina, dall'altro ha contribuito alla "crisi della metapsicologia" e dei suoi concetti fondamentali.

Ritratto di Sigmund Freud.

Esponenti significativi come David Rapaport, Merton Gill e George S. Klein hanno guidato questa critica, con Klein che ha inaugurato la corrente narratologica, a cui aderirà in seguito Robert Stolorow. In Europa, in particolare in Francia, il pensiero di Jacques Lacan, con il suo "ritorno a Freud" filtrato attraverso la linguistica, la filosofia e la matematica, ha rappresentato una svolta epocale. Autori post-lacaniani come André Green, Jean Laplanche e Patrick L. Assoun sono stati indicati da Conrotto come figure chiave nell'approfondimento della questione metapsicologica e dello statuto epistemologico della psicoanalisi, ampliando i confini del "sistema inconscio" e rielaborando concetti freudiani.

La Visione Costruttivista dell'Inconscio

La tesi centrale sostenuta da Conrotto, autodefinitasi "visione costruttivista del funzionamento psichico", afferma che "l’apparato psichico nel suo funzionamento spontaneo, costruisce se stesso e produce conoscenza". In questa "rivisitazione critica" dell'inconscio, l'autore attinge ai contributi della linguistica e delle neuroscienze, con particolare riferimento alla grammatica generativa di Noam Chomsky e agli studi sulla psicofonetica.

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La prospettiva di Conrotto, integrando molteplici filoni di ricerca, porta a una rilettura dei concetti di "pulsione", "rimozione/fantasmi originari" e "tracce mnestiche" all'interno di un "nuovo paradigma", come descritto da Thomas Kuhn.

Dalla Biologia alla Psiche: Una Nuova Comprensione dei Processi

Le attuali conoscenze sul funzionamento del cervello impongono una revisione della concezione freudiana del rapporto tra corpo e psiche. Il sistema nervoso e quello endocrino non inviano segnali specifici al cervello; ciò che arriva sono impulsi nervosi generati da stimoli percettivi e sensoriali, interni ed esterni. Il principio di codificazione indifferenziato, che registra solo la frequenza degli impulsi, implica che è a livello cerebrale che tali impulsi vengono "tradotti" o, più propriamente, "trasdotti" - trasformati da stimoli somatici in contenuti psichici.

Questo processo, comune a tutti i viventi e modulato dal livello evolutivo di ciascuna specie, porta alla formazione di "schemi d'azione", che possiamo definire come "istinti" al servizio della sopravvivenza e della continuazione della specie. Nell'essere umano, grazie al complesso sviluppo cerebrale, si attiva un secondo processo traduttivo: la trasformazione degli schemi d'azione autoconservativi in "schemi di senso".

I dati percettivi (visivi, uditivi, cinestetici) diventano così "significanti" di un registro psichico più legato alla ricerca del piacere e dell'eccitazione, che Laplanche definisce "sessualità allargata". Questo registro può essere definito "pulsionale", ma con la precisazione di Widlöcher di un "pulsionale senza pulsione", poiché non corrisponde esattamente al funzionamento pulsionale freudiano.

Questo funzionamento psichico, orientato al piacere, entra in conflitto con le esigenze autoconservative, generando un primo conflitto psichico. La dimensione eccitatoria viene quindi espulsa dalla coscienza o le viene negato l'accesso.

La Nascita dei Contenuti Inconsci: Indicazioni dalla Linguistica

L'ipotesi freudiana che i primi contenuti dell'inconscio derivassero da tracce mnestiche di esperienze ancestrali preistoriche non è scientificamente sostenibile, poiché le esperienze individuali non si trasmettono per via genetica, a differenza del DNA.

Le ipotesi di Noam Chomsky sulla nascita e formazione del linguaggio umano offrono preziose indicazioni. Chomsky ipotizza che il neonato umano sia geneticamente dotato non solo della capacità di apprendere il linguaggio dell'ambiente, ma anche di formulare frasi secondo regole grammaticali universali, la "grammatica generativa trasformazionale". Questo suggerisce che, già a livello di stimoli sensoriali (visivi, uditivi, cinestetici), esistano significanti di valore universale per tutti gli esseri umani.

Diagramma che illustra la struttura del linguaggio secondo Chomsky.

Ciò che è comune a tutti gli umani, secondo questa prospettiva, sono le regole che articolano e organizzano questi significanti. I prodotti di questa articolazione rappresentano ciò che la psicoanalisi definisce "Fantasmi Originari". Il fantasma della "Seduzione" spiegherebbe il senso dell'eccitazione "sessuale" (intesa come tendenza primaria all'eccitazione). Il fantasma della "Scena Primaria" risponderebbe alla domanda sull'origine ("da dove vengo?"), anch'essa legata all'eccitazione sessuale. Il fantasma della "Castrazione" affronterebbe la differenza tra i sessi e la sua valenza erotica. L'articolazione di questi tre "fantasmi" - schemi interpretativi di situazioni somatiche e relazionali - darebbe origine al "Complesso di Edipo".

Alla luce delle neuroscienze e della linguistica, le "fantasie inconsce" possono essere considerate schemi interpretativi degli stimoli esterni e interni. La conoscenza umana, pertanto, assume uno statuto congetturale, non corrispondentista.

Un Auspicio per la Metapsicologia Allargata

In conclusione, la "metapsicologia allargata" offerta da Conrotto apre nuove prospettive per la comprensione dell'inconscio, integrando avanzamenti scientifici e riflessioni filosofiche. L'autore ci invita a considerare la mente come un costruttore attivo della propria realtà psichica, in un processo continuo di elaborazione e significazione. Questo approccio ci ricorda la lezione di Immanuel Kant, il quale sosteneva che la nostra conoscenza si ferma al livello del "fenomeno", lasciando il "noumeno", la "cosa in sé", inaccessibile. L'inconscio, nella sua complessità e dinamicità, rimane un territorio affascinante e in continua esplorazione.

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