Codice Rosso Psichiatrico: Un Approccio Integrato alla Prevenzione e al Trattamento della Violenza

La violenza nelle relazioni affettive, la violenza intrafamiliare e nei legami è un fenomeno complesso e strutturato, radicato in dinamiche di dominanza e controllo che affondano le loro origini sia in fattori culturali che personologici. Riconoscere la gravità di tali condotte e implementare strategie efficaci per la prevenzione e il trattamento è diventato un imperativo sociale e legale, culminato nell'introduzione della Legge n. 69/2019, comunemente nota come "Codice Rosso". Questa normativa rappresenta un avanzamento significativo nel sistema di tutela penale per le vittime di violenza domestica e di genere, delineando un modello procedurale d'urgenza che mira a garantire tempestività e coordinazione tra gli apparati giudiziario, di polizia e i servizi territoriali.

Illustrazione del concetto di

Il principio cardine del "Codice Rosso" risiede nella massima urgenza, richiamando i protocolli ospedalieri di priorità. La tempestività è intesa come elemento determinante per la protezione della persona offesa e per l'efficacia dell'intervento investigativo. In linea con questo principio, l'articolo 347 del Codice di Procedura Penale è stato riformato per imporre alla Polizia Giudiziaria l'obbligo di comunicare immediatamente al Pubblico Ministero, anche oralmente, ogni notizia di reato rientrante nel perimetro del Codice Rosso. Non vi è più spazio per valutazioni discrezionali sulla gravità apparente del fatto: minacce verbali, condotte persecutorie o episodi isolati, se riconducibili all'ambito familiare o relazionale, devono essere trattati con la presunzione assoluta di urgenza.

Il quadro normativo del Codice Rosso è stato ulteriormente rafforzato dalla Legge n. 168/2023, di conversione del D.L. 15 settembre 2023, n. 123 (cd. “Legge Roccella”). Questa integrazione ha introdotto misure cautelari più incisive e tempestive, tra cui l'arresto obbligatorio in flagranza in caso di violazione delle misure di protezione e l'estensione delle aggravanti nei casi di reiterazione delle condotte, premeditazione, o esercizio di forme di violenza non fisica, come quella economica o psicologica. Queste modifiche si allineano agli obblighi sovranazionali, in particolare alla Convenzione di Istanbul del 2011 e alla Direttiva 2012/29/UE, che sanciscono il diritto della vittima a una protezione effettiva, personalizzata e tempestiva.

L'Ampliamento della Rete di Protezione: Dai Reati Tradizionali alle Nuove Forme di Violenza

La platea dei reati rientranti nella disciplina del Codice Rosso è stata significativamente ampliata per comprendere non solo i reati tradizionalmente associati alla violenza domestica e di genere, ma anche forme più subdole e complesse di maltrattamento. Tra questi figurano i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.), gli atti persecutori (stalking, art. 612-bis c.p.), la violenza sessuale (art. 609-bis c.p.), la violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies c.p.), i delitti di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.), il revenge porn (art. 612-ter c.p.), nonché la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis c.p.).

Schema che illustra la tipologia di reati coperti dal Codice Rosso

Un aspetto cruciale del Codice Rosso è il riconoscimento e la punizione di reati emergenti, come il "revenge porn", che sanziona la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, allo scopo di danneggiarle. Questo reato, punito con la reclusione da uno a sei anni e una multa sostanziosa, prevede aggravanti specifiche se commesso da un coniuge (anche separato o divorziato) o da una persona legata da una relazione affettiva alla vittima.

La Violenza Economica e Psicologica Riconosciute

Con la Legge n. 168/2023, il quadro normativo è stato ulteriormente esteso per includere reati legati alla violenza economica e psicologica, riconoscendo la loro gravità e il loro impatto devastante sulla vittima. Questo allargamento riflette una crescente consapevolezza della natura multidimensionale della violenza e della necessità di un approccio olistico alla sua prevenzione e repressione.

La Tutela dei Minori: Un Focus Prioritario

Un elemento di fondamentale importanza nell'ambito del Codice Rosso è la tutela dei minori, spesso vittime dirette o testimoni di violenza domestica e di genere. La legge introduce significative modifiche volte a garantire la loro protezione e il loro diritto a un percorso di cura e assistenza.

La Violenza Assistita e i suoi Impatti

La "violenza assistita" si verifica quando un minore è esposto, direttamente o indirettamente, a condotte violente perpetrate tra adulti, in particolare tra i genitori. Non è necessario che il minore sia fisicamente presente durante l'atto violento; l'ascolto delle liti, il racconto dell'accaduto da parte della madre, o la visione delle conseguenze della violenza sulla madre sono sufficienti a configurare tale forma di maltrattamento. La legge n. 69/2019, pur non prevedendo un reato autonomo di violenza assistita, rafforza la tutela attraverso l'aggravante comune per i delitti contro la vita e l'incolumità individuale, contro la libertà personale e per i maltrattamenti in famiglia, qualora il fatto sia commesso in presenza o in danno di un minore di diciotto anni (art. 61 co.1 n.11-quinquies c.p.).

Illustrazione di un bambino che assiste a una scena di violenza domestica

Il decreto-legge 14 agosto 2013 n.93 aveva già introdotto questa circostanza aggravante, ma la legge n. 69/2019 ha ulteriormente modificato l'articolo 572 del codice penale, introducendo la fattispecie di maltrattamenti in famiglia commessi in presenza o in danno di minore, configurando il minore come persona offesa e non più solo come testimone.

L'Ascolto Protetto e l'Intervento dei Servizi

In presenza di minori nel contesto familiare, l'intervento della polizia giudiziaria richiede massima attenzione e sensibilità. Gli operatori devono segnalare tempestivamente la presenza dei minori al Pubblico Ministero, ai Servizi Sociali competenti e, se del caso, al Tribunale per i Minorenni. È fondamentale documentare con precisione le condizioni materiali dei minori, evitando forzature o interrogatori non autorizzati. Qualora emerga un coinvolgimento diretto del minore, come vittima di violenze assistite o maltrattamenti, dovrà essere garantita l'audizione protetta ex art. 351, comma 1-ter, c.p.p., con l'ausilio di esperti psicologi o neuropsichiatri infantili.

L'articolo 362, comma 1-ter c.p.p., introdotto dalla riforma, impone al Pubblico Ministero l'obbligo di ascoltare la persona offesa entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato, salvo che l'interessato abbia già rilasciato dichiarazioni esaustive. In questi casi, l'ascolto del minore deve avvenire in modalità protette, in un ambiente idoneo e con l'ausilio di professionisti qualificati.

Percorsi di Recupero e Trattamento per gli Autori di Violenza

Il "Codice Rosso" non si limita a inasprire le pene e a velocizzare le procedure, ma pone un'enfasi significativa sui percorsi di recupero e trattamento per gli autori di violenza. L'articolo 6 della legge n. 69/2019 prevede che la sospensione condizionale della pena per i reati di violenza domestica e di genere sia subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni specializzate.

Simbolo di un percorso di riabilitazione e crescita personale

Questi percorsi si basano su un modello d'intervento integrato, che include approcci clinici, criminologici ed educazionali. Il modello "ATV - Alternative to Violence", nato a Oslo nel 1987, è un esempio di programma europeo che tratta gli autori di violenza nell'ambito di relazioni intime. Tale modello si integra con le Linee guida nazionali dei programmi di trattamento per uomini autori di violenza contro le donne (RELIVE).

L'Approccio "Work With Perpetrators" (WWP)

Il progetto "WWP - Work with Perpetrators of Domestic Violence in Europe" (poi Rete europea Work With Perpetrators European Network- WWP EN) pone come obiettivo principale il miglioramento della sicurezza delle vittime. I programmi per perpetratori devono dare priorità alla sicurezza delle compagne e dei bambini. Questo concetto viene esteso a tutti gli autori di violenza, uomini e donne, riconoscendo che anche le donne possono essere autrici di maltrattamento e violenza.

Il Modello Teorico di Cambiamento Prochaska e Di Clemente

Una base teorica fondamentale per i percorsi di trattamento è il modello teorico di cambiamento di Prochaska e Di Clemente. Questo modello riconosce che il cambiamento è un processo graduale che attraversa diverse fasi, dall'inconsapevolezza alla pre-contemplazione, dalla contemplazione alla preparazione, dall'azione al mantenimento. Comprendere queste fasi è cruciale per sviluppare interventi mirati ed efficaci.

Analisi Criminodinamica e Criminogenetica

Il percorso trattamentale prevede un'analisi criminodinamica e criminogenetica del fatto, partendo dall'analisi delle denunce, delle querele e delle eventuali sentenze di condanna. Questo approccio permette di comprendere le dinamiche sottostanti la condotta violenta, identificando i fattori di rischio e le motivazioni che hanno portato all'agire criminale.

Valutazione Costante dei Rischi

Un altro punto fondamentale del percorso trattamentale è la costante valutazione dei rischi di escalation della violenza, del rischio di recidiva e di non osservanza delle misure cautelari. Questa valutazione continua permette di adattare l'intervento alle esigenze del soggetto e di garantire la sicurezza della vittima.

Il Ciclo della Violenza

Le Diverse Forme di Abuso e Maltrattamento

Il concetto di violenza si estende ben oltre l'aggressione fisica, abbracciando una vasta gamma di condotte dannose per lo sviluppo e il benessere della persona, con particolare riferimento ai minori.

Abuso Fisico

L'abuso fisico si manifesta attraverso la produzione di lesioni volontarie, che vanno da forme lievi a severe, fino al decesso della vittima. Include morsi, graffi, schiaffi violenti, ustioni, fratture costali, traumi all'occhio e all'orecchio. Spesso, in queste situazioni, è presente una carenza di cure necessarie al minore, non solo a livello fisico ma anche psichico.

Abuso Psicologico

L'abuso psicologico consiste in un comportamento attivo o omissivo che compromette irreparabilmente lo sviluppo del bambino. Comprende atteggiamenti di scarsa vigilanza, eccessivi comportamenti restrittivi, disprezzo, svalutazione, rifiuto e critiche ripetute. Si manifesta continuativamente nel tempo, compromettendo la sfera relazionale tra bambino e figura di riferimento.

Incuria e Discuria

L'incuria rappresenta una negazione intenzionale di cure materiali ed affettive, riguardanti nutrizione, igiene, abbigliamento, abitazione, protezione da pericoli, assistenza medica. La discuria, invece, consiste nella somministrazione di cure non appropriate, caratterizzata da assenza di vigilanza o, al contrario, da un'eccessiva limitazione dell'autonomia.

Ipercura e Sindrome di Munchausen per Procura

L'ipercura si manifesta con cure eccessive, che possono sfociare nella Sindrome di Munchausen per procura (Disturbo Fittizio provocato da altri), in cui vengono prodotti o simulati segni e sintomi in un'altra persona per assumere il ruolo di malato per interposta persona.

Abuso Sessuale

L'abuso sessuale, in un'accezione ampia, comprende l'abuso con e senza contatto fisico, inclusi rapporti sessuali, masturbazioni, esposizione di organi genitali, visione di filmati pornografici e trattazione di temi sessuali in modo erotico. Il contatto fisico non è un requisito necessario affinché un adulto possa abusare sessualmente di un minore.

L'Operatività del Codice Rosso: Ruolo della Polizia Giudiziaria e Procedure

L'efficacia del Codice Rosso dipende in larga misura dall'operatività della Polizia Giudiziaria, che agisce come primo filtro protettivo e principale incaricato della raccolta degli elementi indiziari.

Attività di Iniziativa e Atti che Richiedono Delega

La polizia giudiziaria può compiere di propria iniziativa diverse attività, tra cui la raccolta di sommarie informazioni, il sequestro probatorio urgente (se vi è pericolo nel ritardo) e l'allontanamento urgente dalla casa familiare previa autorizzazione del Pubblico Ministero.

Tuttavia, altri atti, potenzialmente lesivi di diritti fondamentali, richiedono l'autorizzazione preventiva del Pubblico Ministero o del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP). Questi includono perquisizioni personali o domiciliari, sequestri di beni non urgenti (inclusi dati digitali), intercettazioni telefoniche o ambientali, acquisizione forense di dispositivi elettronici e accesso ai dati conservati dai provider di telecomunicazioni.

Diagramma di flusso che illustra le procedure del Codice Rosso

Gestione degli Atti e delle Prove Digitali

Nel contesto delle indagini, l'acquisizione forense di dispositivi elettronici richiede procedure specifiche per garantire l'integrità della prova. L'uso di software certificati e l'eventuale presenza di consulenti tecnici o periti sono imprescindibili. L'acquisizione di dati da fornitori di servizi (Google, Meta, operatori telefonici) necessita di richieste precise, con identificazione dell'utenza, intervallo temporale e oggetto dell'indagine.

La Clausola di Salvaguardia e la Vittimizzazione Secondaria

Particolare attenzione è dedicata alla "clausola di salvaguardia", che prevede la possibilità di rinviare o delegare l'audizione immediata se questa possa nuocere alla vittima. È fondamentale evitare la "vittimizzazione secondaria", ovvero l'ulteriore sofferenza che la vittima può subire a causa delle modalità con cui viene trattata dalle istituzioni. L'ascolto deve essere rispettoso, neutro, non giudicante e aderente ai principi di ascolto attivo, evitando stereotipi e preconcetti.

La Collaborazione Multidisciplinare

La collaborazione tra giustizia, psichiatria e psicologia forense è essenziale. L'articolo 5 della Legge n. 123/2023 prevede l'ausilio di esperti di psichiatria o psicologia forense nell'assunzione delle informazioni dalla persona offesa e nell'interrogatorio del soggetto denunciato, qualora emerga il pericolo di reiterazione delle condotte. Questo approccio integrato mira a garantire una valutazione completa della pericolosità sociale e a fornire un supporto adeguato sia alla vittima che all'autore di reato.

Sfide Operative e Prospettive Future

Nonostante i progressi legislativi, l'implementazione efficace del Codice Rosso presenta ancora delle sfide. La rapidità iniziale garantita dalla normativa può scontrarsi con la lentezza del percorso legale successivo, lasciando la vittima in un limbo emotivo. Inoltre, la gestione dei percorsi di recupero per gli autori di violenza richiede risorse adeguate, competenze specifiche e una rete di servizi territoriali efficienti e coordinati.

La legge n. 69/2019, pur rappresentando un passo avanti fondamentale, necessita di un continuo aggiornamento e di un'attenta valutazione della sua applicazione pratica. L'obiettivo ultimo è quello di creare un sistema di protezione integrato, che non solo punisca i colpevoli, ma che offra un sostegno concreto alle vittime e promuova un cambiamento culturale volto alla prevenzione della violenza in tutte le sue forme. La psichiatria, la psicologia e le scienze forensi giocano un ruolo cruciale in questo processo, offrendo strumenti diagnostici e terapeutici per comprendere e affrontare le complesse dinamiche della violenza e per promuovere percorsi di recupero efficaci e duraturi.

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