Jacques Lacan, figura cardine della psicoanalisi del XX secolo, ha intessuto nel suo pensiero una complessa e affascinante relazione con la topologia, in particolare con il concetto di nodo. Questa disciplina matematica, che studia le proprietà delle figure geometriche che rimangono invariate sotto deformazioni continue, divenne per Lacan uno strumento privilegiato per esplorare le intricate strutture dell'inconscio, del linguaggio e del desiderio umano. Il Seminario "Le sinthome" rappresenta un momento cruciale in questo percorso, dove Lacan si immerge nell'analisi dei nodi per illuminare la natura del sintomo e la sua funzione nella costituzione del soggetto.
La Topologia come Chiave Interpretativa
Lacan era convinto che "siamo tutti strattonati dalla topologia". Questa affermazione sottolinea la pervasività e l'influenza delle strutture topologiche nella nostra esistenza, anche se spesso inconsapevoli. All'epoca della stesura de "Le sinthome", la topologia non era solo un interesse accademico per Lacan, ma una vera e propria "passione, un'ossessione". Egli riteneva che i nodi, in particolare, introducessero proprietà uniche, distinguendosi da altri oggetti matematici e modellistici.

Sciogliere i Nodi del Sintomo: L'Analogia della Corda
Per illustrare il suo approccio, Lacan utilizza l'analogia di una corda e dei nodi che si possono creare. Un nodo semplice, come quello a trifoglio, può essere sciolto ripercorrendo il percorso dei capi della corda all'inverso. Questa operazione viene paragonata al processo analitico: "riprendere il filo dei significanti, all'inverso". L'analisi, in questa prospettiva, mira a districare le connessioni significative che costituiscono il sintomo.
Tuttavia, Lacan introduce una complicazione: annodare ulteriormente un nodo già esistente, invece di scioglierlo, può paradossalmente portare a un nodo che "snoda". Questo suggerisce che, talvolta, un approfondimento o una trasformazione del sintomo, anziché eliminarlo, possa rivelarne una nuova funzionalità o una diversa configurazione.
Il Nodo Borromeo: Struttura e Funzione
Lacan si sofferma in particolare sul nodo borromeo, un particolare tipo di nodo in cui tre anelli sono intrecciati in modo tale che, se uno viene sciolto, tutti gli altri si separano. Questo nodo, a differenza di quello a tre anelli in cui le consistenze (i fili) sono indipendenti, presenta una struttura più complessa e interdipendente.
Nel nodo borromeo a quattro anelli, Lacan individua un legame privilegiato tra due delle consistenze, che permette di distinguere e nominare le altre. Questo porta alla definizione di tre "dominazioni", dove la quarta consistenza crea un "falso buco" con una delle altre tre, distinguendola. Uno degli esempi più significativi è il nodo a quattro costituito da Reale, Simbolico e Immaginario, dove una quarta consistenza crea un falso buco con il Simbolico.
Il nodo borromeo a tre, al contrario, tende all'omogeneizzazione, rendendo difficile distinguere le singole consistenze e producendo una sorta di continuità, paragonabile al nodo a trifoglio. Questa continuità, secondo Lacan, può essere associata alla "personalità paranoica".
Il Sintomo come Sinthome
Tra le tre nominazioni - Reale, Simbolico e Immaginario - Lacan predilige quella Simbolica, associandola al concetto di "sinthome". Il "sinthome" non è semplicemente un sintomo nel senso tradizionale, ma una formazione che, pur emergendo da un errore o da un nodo, contribuisce a mantenere la struttura psichica del soggetto.
Lacan esplora questa idea attraverso l'analisi di James Joyce. Egli nota le affinità tra il suo stile e quello di Joyce, caratterizzato da neologismi e frasi enigmatiche. Tuttavia, mentre i neologismi di Lacan hanno una funzione dimostrativa, quelli di Joyce creano enigmi senza fine, destinati a fornire materiale di studio per generazioni.
Nel caso di Joyce, Lacan individua un "nodo a trifoglio con un errore", che viene riparato attraverso un'altra consistenza. Un secondo esempio è un "nodo borromeo a tre con un errore" che incatena Reale e Simbolico. Da questo errore, Lacan fa emergere le "epifanie" di Joyce, ovvero la capacità di cogliere un evento banale della vita quotidiana e trasformarlo in un "piccolo morso di scrittura", un "piccolo morso di Reale".
L'Errore e la Liberazione dell'Immaginario
L'errore, o "faute" in francese, gioca un ruolo cruciale. Nel caso di Joyce, l'errore porta all'incatenamento di Reale e Simbolico, ma, paradossalmente, libera l'Immaginario. Questo è in contrasto con il nodo a trifoglio del paranoico, dove la continuità delle tre consistenze genera una "viscosità dell'Immaginario".
Lacan distingue tra il soggetto che si è costruito un "sinthome" per riparare un nodo sciolto (come Joyce) e le manifestazioni cliniche contemporanee, come "l'homme sans gravité" descritto da Melman. Quest'ultimo non è un nodo, ma assomiglia a un nodo borromeo in cui un oggetto centrale mantiene unite le tre consistenze.
La Giunta e la Sutura: L'Atto Analitico
Lacan si interroga sulla natura dell'atto analitico in relazione ai nodi. Parla di "giunte" (épissures) come modi per mettere in continuità i fili, e di "sutura" (suture) come atto analitico che crea una messa in continuità tra Simbolico e Immaginario per "fare senso". Una giunta differente collega sintomo e Reale, permettendo il "recupero del godimento".
La giunta tra Simbolico e Immaginario crea senso, come nell'interpretazione analitica. La giunta tra Simbolico e Reale, legata al godimento fallico, collega il sintomo al godimento. Nel nodo borromeo a tre, Lacan posiziona il senso tra Simbolico e Immaginario, il godimento fallico tra Simbolico e Reale, e il "buco" del godimento dell'Altro in un altro punto.
La Relazione tra Soggetto, Linguaggio e Reale
Il pensiero lacaniano enfatizza la strutturazione dell'inconscio come un linguaggio. L'essere umano è intrinsecamente determinato dal linguaggio e dall'inconscio, che non è individuale ma transindividuale. L'Altro, inteso non come persona ma come luogo, è fondamentale per il riconoscimento del soggetto nella comunità.
La follia, per Lacan, nasce dalla relazione del soggetto con il significante e dalla mancanza di simbolizzazione. La psicoterapia mira a ricostruire la storia del soggetto, attribuendo un senso di necessità alle contingenze passate, e permettendo al soggetto di accedere a gradi di libertà.
La parola in psicoanalisi è il materiale del lavoro. Ogni parola è una domanda indirizzata a un altro, che suscita un interlocutore. L'intersoggettività e il potere dialettico della parola sono centrali. L'inconscio è un "Altrove", un luogo da cui il soggetto riceve il proprio messaggio. L'identità non è trovata, ma è effetto di una catena di significanti.
L'Oggetto Piccolo a e il Godimento
Nella terza accezione dell'inconscio, esso è correlato al linguaggio, ma non tutto il godimento pulsionale è significante. Questo "zoccolo duro del godimento", refrattario alla significazione, è ciò che Lacan chiama "l'oggetto piccolo a". Questo oggetto è sempre al di là dell'oggetto trovato, e nella clinica freudiana si presenta tramite il fallo, che è sia immaginario che simbolico.
La Scrittura e il Legame con il Reale
La scrittura, latente nel linguaggio, è la funzione del segno letta come oggetto. La lettura dei segni anticipa l'uso degli stessi segni negli alfabeti, riconducendoci alla radice del legame del linguaggio con il reale. Il soggetto, di fronte a una marca, leggeva prima ancora che esistesse la scrittura, accorgendosi che i segni potevano portare frammenti della sua modulazione parlante.
La Genesi del Soggetto: Alienazione e Separazione
Lacan descrive la genesi del soggetto attraverso due operazioni: alienazione e separazione. L'alienazione iscrive il soggetto nella catena significante, nell'Altro che gli preesiste. Questa operazione produce una cancellazione originaria ($), una mancanza d'essere. Il soggetto si aliena da sé per farsi rappresentare nell'Altro, attraverso il significante unario (S1) che lo rappresenta per un altro significante (S2).
La separazione, invece, introduce un elemento eterogeneo rispetto al significante, facendo entrare in gioco l'oggetto che regola il desiderio. Questa operazione rivela che non tutto è riducibile al significante e che esiste un "buco" incolmabile nel linguaggio. Attraverso la separazione, il soggetto recupera una parte del posto che ha avuto nel desiderio dell'Altro, un "plusgodere".
Il Nodo Borromeo a Tre e la Personalità Paranoica
Lacan collega il nodo borromeo a tre, con la sua tendenza all'omogeneizzazione e alla continuità, alla "personalità paranoica". In questo contesto, il nodo a trifoglio, risultato di tale continuità, apre tre campi: quello dell'oggetto piccolo a, quello del senso (tra Immaginario e Simbolico) e quello del godimento fallico (tra sintomo e Reale).
L'Insegnamento di Lacan e il Concetto di Genere
Il pensiero di Lacan ha influenzato profondamente il dibattito intellettuale, anche in relazione al concetto di genere. Sebbene Lacan abbia incontrato il termine "gender" negli scritti di Stoller, non ne ha fatto una parola chiave del suo insegnamento. Tuttavia, i suoi allievi hanno esplorato il transessualismo, e il suo pensiero offre strumenti per analizzare le dinamiche del genere.
Jacques-Alain Miller sottolinea come il concetto di genere, importato da Judith Butler, tenda a "sminuire, pluralizzare, guastare, cancellare, far dimenticare la funzione della differenza sessuale". Mentre la biologia definisce una differenza tra i sessi, il legame tra esseri parlanti si instaura attraverso la parola e il discorso, creando un legame contingente e instabile. I gender studies, pur disdegnando la differenza tra i sessi, non riconoscono l'inesistenza strutturale del rapporto sessuale, sfociando in utopie.
Éric Marty, analizzando il lavoro di Butler, evidenzia il suo metodo di "deturpazione", appropriandosi dei concetti per deviarli dal loro senso iniziale. Questo approccio, definito "predatorio", mira a decostruire la teoria di genere, pur riconoscendone la complessità e la profondità. Marty sottolinea come Lacan, Barthes, Derrida e Foucault, pur avendo sfiorato il concetto di genere, non ne abbiano fatto un "significante-padrone". Essi hanno prodotto opere ricche di invenzioni linguistiche, ma il genere, come concetto dominante, non era presente nel loro discorso.
In conclusione, l'opera di Lacan, con la sua esplorazione dei nodi topologici e delle strutture del linguaggio, offre una prospettiva unica per comprendere la complessità del sintomo, del desiderio e della costituzione del soggetto. La sua influenza si estende anche ai dibattiti contemporanei sul genere, fornendo strumenti critici per analizzare le dinamiche del potere, del linguaggio e dell'identità.
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