Cerchi Concentrici: Un'Esplorazione Psicologica del Dolore, della Crescita e della Resilienza

Il concetto di cerchio, con la sua intrinseca perfezione e la rappresentazione della ciclicità temporale, ha da sempre affascinato l'umanità. In esso, figure geometriche possono essere inscritte, creando disegni complessi e quasi magici. Applicato alla vita e alle esperienze umane, questo simbolo diventa una lente potente attraverso cui osservare le intricate dinamiche del dolore, della crescita e delle relazioni. L'idea di "cerchi concentrici" emerge come un modello per comprendere come le esperienze, specialmente quelle traumatiche come la perdita perinatale, si propagano attraverso individui, famiglie e comunità, influenzando profondamente il benessere psicologico.

La Perdita Perinatale: Un Dolore Silenziato

La perdita perinatale, ovvero la perdita di un bambino durante la gravidanza, il parto o subito dopo la nascita, è un'esperienza devastante che, purtroppo, viene ancora affrontata con un silenzio assordante. Questo silenzio non è confinato solo agli ambiti accademici, ma permea profondamente le conversazioni quotidiane. Il nostro background culturale gioca un ruolo non trascurabile in questo discorso, contribuendo a una "delegittimazione della sofferenza" di coloro che vivono tale trauma. Quando il dolore di questi genitori non viene riconosciuto, essi si ritrovano a dover confinare la propria sofferenza in uno spazio nascosto, spesso senza poter attingere alle proprie risorse sociali.

Le storie di Roberta ed Enrico, avvocati quarantunenni felici di aspettare la loro prima figlia, Chiara, dopo anni di matrimonio, e di Luciana, che scopre la gravidanza solo nel momento in cui la perde tragicamente, illustrano la crudezza e l'imprevedibilità di queste perdite. Roberta, al sesto mese di gravidanza, si trova di fronte all'indicibile: "Mi dispiace, non c’è il battito". Luciana, all'insaputa della sua gravidanza di nove settimane, sperimenta un'emorragia improvvisa, perdendo "non un embrione, ma il proprio bambino", un'entità conosciuta e persa in un unico, straziante momento. Queste narrazioni mettono in luce come la perdita perinatale possa colpire in qualsiasi momento, indipendentemente dalle aspettative o dalla consapevolezza.

Una madre che abbraccia dolcemente una cicogna

Il libro "A cerchi concentrici" di Gandino, Vanni e Bernaudo si propone di affrontare questa lacuna, offrendo una chiave di lettura sistemico-relazionale del lutto perinatale, basata sulla più recente letteratura scientifica internazionale. Le autrici non si limitano a esplorare l'impatto sulla madre, ma allargano lo sguardo per comprendere le possibili conseguenze psicologiche sulla diade genitoriale, sul sistema familiare esteso e persino sugli operatori sanitari.

L'Impatto sul Sistema Familiare e di Coppia

Tradizionalmente, la letteratura psicologica sulla genitorialità si è concentrata prevalentemente sui vissuti materni, analizzando le conseguenze psicofisiche della gravidanza e della perdita da un'ottica prevalentemente psicoanalitica. Spesso, la madre è colei che si confronta maggiormente con la solitudine di questa perdita, essendo la protagonista biologica della gravidanza. Tuttavia, Gandino, Vanni e Bernaudo propongono un "terzo sguardo" che abbraccia i vissuti genitoriali, i cambiamenti nella coppia e nell'intero sistema familiare.

La nascita di un figlio è un evento che si propaga attraverso le generazioni, assumendo significati diversi a seconda del contesto familiare. Attraverso dinamiche intergenerazionali complesse, le famiglie riorganizzano spazi, modificano distanze e ridisegnano confini relazionali. Ogni membro del sistema familiare crea una nuova rappresentazione di sé e del proprio ruolo in relazione al concepimento. Tuttavia, la perdita perinatale può irrompere in questa fase delicata, distruggendo gli equilibri che si stavano costruendo e generando un'onda perturbante che costringe la famiglia a una rinnovata distribuzione di ruoli.

Sul piano della relazione di coppia, la perdita perinatale impone ai partner di integrare emozioni di gioia e attesa con vissuti di sofferenza e lutto. "Come in una danza", la diade negozia queste difficoltà e diversità, talvolta in modo armonioso, talvolta con passi incerti e dolorosi. La perdita può lasciare tracce anche negli operatori sanitari, che si trovano a confrontarsi con il dolore in un luogo destinato al "dare alla vita". In questo contesto, la perdita si configura come un evento assurdo, paradossale e imprevisto, capace di scatenare emozioni inattese e di difficile gestione.

La Teoria dei Cerchi Concentrici: Un Modello di Benessere

Il concetto di "cerchi concentrici" viene esplorato anche da Jacopo Querci, che propone un modello cognitivo volto a migliorare le performance mentali e ridurre lo stress. Questo modello identifica due cerchi principali:

  1. Il Cerchio Esterno: Rappresenta la corteccia prefrontale, l'area cerebrale responsabile della valutazione dell'ambiente esterno, della pianificazione, della strategia e della mentalizzazione. È la sede del pensiero razionale e consapevole.
  2. Il Cerchio Interno: Costituito dalle parti ancestrali del cervello, come il tronco encefalico, l'amigdala e l'ipotalamo. Queste aree sono legate alle risposte istintive e alle emozioni primarie, spesso attivate in situazioni di pericolo percepito.

Secondo Querci, nel contesto del mondo moderno, relativamente sicuro e privo di minacce immediate, il cerchio esterno (la corteccia prefrontale) tende a "impigrirsi". Di fronte a stimoli esterni e sfide quotidiane che richiedono un impegno energetico maggiore, la corteccia prefrontale può evitare di elaborare le problematiche in modo consapevole. Di conseguenza, molte sfide cognitive, emozionali e comportamentali vengono trasmesse direttamente al cerchio interno, che le interpreta come vere e proprie minacce alla sopravvivenza.

Quando il tronco encefalico è sovraccaricato da stimoli che non è in grado di interpretare correttamente, il corpo reagisce come se fosse in uno stato di pericolo costante. Questo porta a un aumento dei livelli di cortisolo e adrenalina, un'accelerazione del battito cardiaco e una diminuzione delle funzioni digestive e riproduttive. Per contrastare questi effetti deleteri, la teoria di Querci propone una serie di comportamenti e abitudini quotidiane mirati a riattivare il cerchio esterno, responsabilizzando la corteccia prefrontale e aiutandola a filtrare consapevolmente i problemi e gli stimoli stressogeni.

La Biologia del Disturbo Bipolare Pt 2: il ruolo della Corteccia Prefrontale

Applicare i Cerchi Concentrici alla Vita Quotidiana

L'idea di agire su diversi "cerchi concentrici" di cura e attenzione può essere applicata non solo alla gestione dello stress, ma anche alla costruzione di una vita più piena e significativa, specialmente dopo aver affrontato esperienze difficili. Questo approccio suggerisce tre livelli su cui intervenire:

1. Il Cerchio Individuale: La Fondazione del Benessere

Il primo e più fondamentale cerchio è quello individuale. Senza una solida cura di sé, gli altri due cerchi non possono esistere o funzionare efficacemente. Questo livello comprende diverse dimensioni della salute:

  • Salute Fisica: Include la nutrizione (mangiare bene e sano), l'esercizio fisico regolare, un riposo adeguato, l'igiene personale (come l'accurato lavaggio delle mani) e la prevenzione delle malattie.
  • Salute Emotiva: Implica l'osservazione e la presenza con le emozioni spiacevoli (paura, rabbia, tristezza, ansia), senza giudizio, e la coltivazione attiva di quelle più piacevoli (cura, compassione, gratitudine, riconoscenza, gioia, pazienza).
  • Salute Mentale: Richiede di fare pause durante la giornata, ascoltare musica, dedicarsi a letture edificanti, trascorrere tempo in buona compagnia e praticare la consapevolezza del proprio respiro come punto di partenza per la calma interiore.
  • Salute Spirituale: Si manifesta attraverso pratiche come la meditazione, lo sviluppo di una visione ampia e comprensiva degli eventi, la sensibilità verso le vicende altrui e il mantenimento di un centro interiore stabile.

2. Il Cerchio delle Relazioni Vicine: Connessione e Supporto

Il secondo cerchio riguarda le relazioni più intime e significative: la famiglia e gli amici. Prendersi cura dei propri cari implica:

  • Richiedere e Ricevere Aiuto: Essere aperti nel chiedere e nell'accettare supporto pratico ed emotivo.
  • Comunicazione Aperta: Parlare apertamente di ciò che accade, di ciò che si sente, creando uno spazio sicuro per l'espressione dei propri vissuti.
  • Offrire e Chiedere Sostegno: Essere presenti per gli altri, offrendo e chiedendo sostegno reciproco.
  • Gesti Sinceri: Dimostrare presenza e affetto attraverso piccoli gesti autentici e significativi.

3. Il Cerchio Sociale: Comunità e Contributo

Il terzo e più ampio cerchio è quello sociale, che include la comunità e il mondo che ci circonda. Interagire con questo cerchio significa contribuire al benessere collettivo e trovare il proprio posto nel "grande quadro della Creazione". Questo può manifestarsi in vari modi:

  • Offrire i Propri Doni: Identificare e offrire il proprio contributo unico, il proprio "pezzo di puzzle".
  • Servizi e Attività: Partecipare a fiabe, sessioni online per il rilascio di ansia e tensioni, incontri di coerenza cardiaca, gruppi di art-counseling o sessioni individuali.
  • Apertura e Disponibilità: Restare aperti e disponibili, considerando le condizioni economiche personali, per rendere accessibili i propri doni.

L'invito finale è rivolto al lettore: "E tu? Qual è il tuo dono? Il tuo unico pezzo di puzzle?". Questo sottolinea l'importanza di riconoscere il proprio valore e il proprio contributo, che si manifesti attraverso la guarigione personale, il sostegno ai propri cari o l'impegno nella comunità.

Un diagramma che illustra tre cerchi concentrici con parole chiave per ogni livello: individuale, relazioni, società

L'esplorazione del tema dei cerchi concentrici nella psicologia offre una prospettiva multidimensionale sul benessere umano. Dalla elaborazione del lutto perinatale alla gestione dello stress quotidiano, questo modello ci invita a considerare l'interconnessione tra il nostro mondo interiore, le nostre relazioni più strette e la nostra partecipazione al mondo esterno. Comprendere e agire all'interno di questi cerchi concentrici non è solo un percorso verso la guarigione, ma anche verso una vita più ricca, consapevole e connessa. L'invito è a non indietreggiare mai, ma a continuare sempre ad andare avanti sul difficile, ma gratificante, sentiero chiamato vita.

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