L'Impatto Silenzioso: Come le Imbarcazioni Alterano la Vita Marina

Il mare, vasto e misterioso, è un ecosistema complesso e delicato, la cui quiete è sempre più minacciata dalle attività umane. Tra le varie forme di inquinamento che affliggono i nostri oceani, quella acustica emerge come una minaccia insidiosa e spesso sottovalutata. Le imbarcazioni, dalle imponenti navi mercantili alle agili barche da diporto, introducono un flusso costante di rumore che disturba profondamente la fauna marina, alterando comportamenti, comunicazione e persino la sopravvivenza di molte specie.

Saturn: Un Progetto Europeo per Comprendere e Mitigare l'Inquinamento Acustico Marino

La crescente consapevolezza di questo problema ha portato alla nascita di Saturn, il primo grande progetto finanziato dalla Comunità Europea dedicato specificamente all'inquinamento acustico dei nostri mari. Questo ambizioso programma, che coinvolge università e gruppi di ricerca europei, tra cui il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), mira a valutare l'impatto del rumore generato dalle navi sulla biodiversità marina.

Navi mercantili in navigazione

Il progetto vede la collaborazione di istituti di ricerca di primo piano, come l'istituto di ingegneria del mare e l'istituto di scienze marine del CNR, insieme al Centro per gli studi di tecnica navale (Cetena) della Fincantieri. L'ingegner Mario Felli, responsabile del progetto scientifico, sottolinea l'importanza di questa iniziativa: "Da diversi anni sto lavorando in questo settore, ma mai come in questa occasione s’integrano le competenze dei biologi e quelle degli ingegneri." L'avvio del progetto nel febbraio scorso prevede almeno quattro anni di lavoro per la presentazione dei primi dati.

La ricerca si concentra sul rumore navale, identificato come il principale indiziato per le conseguenze sulla biodiversità. La sorgente di questo rumore è spesso legata alla formazione e all'implosione di bolle di vapore sulla superficie delle eliche. Le rotte marittime europee sono solcate da una vasta gamma di imbarcazioni, dai mercantili e petroliere alle piccole imbarcazioni da diporto, ognuna delle quali emana un rumore specifico per intensità e frequenze.

L'Impatto del Rumore sulla Fauna Marina: Stress, Alterazione Comunicativa e Aumento della Predazione

Le ricerche condotte nell'ambito del progetto Saturn e in studi correlati rivelano un quadro preoccupante degli effetti del rumore sulla vita marina. Giusi Buscaino, che ha condotto studi in vasca su spigole, orate e gamberetti, ha osservato che "il rumore fa aumentare l’acido lattico stimolando un aumento dei movimenti. Si accresce la paura". Questo aumento dello stress fisiologico può compromettere la capacità degli animali di reagire a stimoli ambientali, inclusa la presenza di predatori.

Studi più recenti, condotti da un gruppo internazionale di ricercatori, hanno esaminato gli effetti del rumore dei motoscafi sulle castagnole e la loro interazione con i predatori, gli Pseudochromis fuscus. I risultati sono stati chiari: i pesci esposti all'inquinamento acustico sono stati catturati più facilmente dai loro predatori. Questo accade perché il rumore stressa i pesci e disturba le loro reazioni, aumentando il loro tempo di reazione a un pesce nemico del 22%. Di conseguenza, è sei volte meno probabile che reagiscano all'arrivo del predatore.

Schema che illustra come il rumore delle imbarcazioni influisce sulla capacità di reazione dei pesci

Il rumore del motore di una barca aumenta significativamente il tasso di cattura delle prede. Nei test di laboratorio, i pesci "preda" esposti al rumore dei motoscafi hanno consumato il 20% in più di ossigeno in 30 minuti. In mare, questo consumo di ossigeno è aumentato del 33%. Questo stress confonde la capacità delle prede di rilevare l'arrivo o la presenza del predatore, favorendo quest'ultimo. Il rumore favorisce il predatore, che ha bisogno del 74% di attacchi in meno per catturare la preda. Con il rumore del motore di una barca, il tasso di cattura delle castagnole in laboratorio è moltiplicato per 2,9 e per 2,4 in mare. Questo significa che le barche a motore aumentano la mortalità dei pesci. In luoghi dove le barche a motore sono molto presenti, come la Grande Barriera Corallina, questo potrebbe influenzare la demografia dei pesci impattati.

Oltre all'aumento della predazione, il rumore può nascondere la comunicazione tra gli stessi animali marini. Molti organismi marini utilizzano il suono per comunicare, orientarsi, localizzare le prede e evitare i predatori. L'inquinamento acustico può interferire con questi segnali vitali, compromettendo la loro capacità di sopravvivenza. I cetacei, ad esempio, utilizzano suoni a bassa e alta frequenza per comunicare, orientarsi nello spazio e per la ricerca delle prede tramite ecolocalizzazione. L'eccessiva immissione di suoni e rumori nell'ambiente marino, come definito dal Joint Group of Experts on the Scientific Aspects of Marine Environmental Protection (GESAMP), rappresenta una forma di inquinamento con effetti deleteri sulle risorse viventi.

La Nautica da Diporto: Un Contributo Non Trascurabile all'Inquinamento Acustico

Mentre il rumore delle grandi navi commerciali è un problema consolidato, anche la nautica da diporto, intesa come ogni tipo di navigazione eseguita a scopo ricreativo o sportivo, contribuisce in modo significativo all'inquinamento acustico. Con circa 160.000 posti barca o ormeggi in tutta Italia, e un numero crescente di imbarcazioni che navigano per diporto, l'impatto cumulativo diventa considerevole.

Immagine di un porto turistico con numerose imbarcazioni

Ogni tipo di imbarcazione, dal piccolo gommone allo yacht, emana un rumore specifico. I motori termici, comuni su molte imbarcazioni, generano vibrazioni e inquinamento acustico che si propagano sia nell'aria che nell'acqua. In acqua, le onde sonore si propagano più velocemente e per maggiori distanze rispetto all'aria, amplificando il disturbo alla fauna marina.

Oltre il Rumore: Altri Impatti Ambientali della Navigazione da Diporto

L'impatto delle imbarcazioni sulla vita marina non si limita all'inquinamento acustico. L'ancoraggio, ad esempio, rappresenta un'altra pratica potenzialmente dannosa. L'ancora, se non posizionata con cura, può causare gravi danni ai fondali marini e agli organismi che li abitano, in particolare alle preziose praterie di Posidonia oceanica. Queste piante marine sono fondamentali per l'ecosistema: producono ossigeno, immagazzinano anidride carbonica, fungono da nursery per molte specie e mitigano l'erosione costiera. L'ancoraggio danneggia le foreste di Posidonia, portando alla morte delle singole piante e compromettendo la struttura complessa delle "matte" che formano. Anche i fondali coralligeni e altri organismi marini sono a rischio.

Movimentazione fondali marini

Un altro aspetto critico è lo scarico delle acque nere e grigie. Mentre sulla terraferma questi scarichi vengono trattati in appositi impianti di depurazione, sulle barche, nella maggior parte dei casi, finiscono direttamente in mare. Questo introduce inquinanti organici e chimici che possono alterare la qualità dell'acqua e danneggiare la vita marina.

Infine, i rifiuti plastici rappresentano una minaccia globale. Materassini, posate monouso e bicchieri utilizzati sulle imbarcazioni vengono facilmente trasportati dal vento o abbandonati in mare. La plastica, frammentandosi in microplastiche, viene scambiata per cibo da pesci, tartarughe e uccelli marini, causando soffocamento, malnutrizione e tossicità. Le plastiche non biodegradabili persistono per centinaia di anni, accumulandosi nei fondali e nelle spiagge, danneggiando habitat e compromettendo la biodiversità.

Verso una Navigazione Sostenibile: Soluzioni e Buone Pratiche

Fortunatamente, esistono soluzioni e buone pratiche per ridurre l'impatto ambientale della navigazione da diporto.

  • Utilizzo dei Gavitelli: L'alternativa più sicura all'ancoraggio sono i gavitelli, boe assicurate al fondale tramite zavorre fisse. Questi permettono di ormeggiare l'imbarcazione senza recare danno al fondale. Sebbene la loro installazione e manutenzione richiedano risorse, sono diffusi principalmente presso le Aree Marine Protette e il loro uso è regolamentato da tariffe.

  • Trolling Motors: I trolling motors, piccoli motori elettrici montati a prua dell'imbarcazione e in grado di mantenere una posizione prestabilita tramite GPS, offrono un'altra opzione per evitare il contatto con il fondale. Attualmente, il loro utilizzo è limitato a imbarcazioni relativamente piccole e in condizioni meteo favorevoli.

  • App per la Navigazione Consapevole: App come Donia, creata dalla francese Andromeda Oceanology, permettono di consultare cartografie dettagliate dei fondali, consentendo di gettare l'ancora esclusivamente su fondali inerti. La cartografia, pur essendo ancora limitata in Italia, rappresenta uno strumento prezioso per una navigazione più responsabile.

  • Motori Elettrici: L'adozione di motori elettrici rappresenta una svolta fondamentale per la nautica ecologica. Questi sistemi riducono notevolmente l'inquinamento acustico e azzerano le emissioni di gas serra. Sebbene la produzione delle batterie comporti ancora un impatto ambientale, i motori elettrici sono una scelta sempre più sostenibile.

Imbarcazione a vela che naviga silenziosamente

  • Velocità di Crociera: Navigare a velocità di crociera, ovvero la velocità ottimale per lo scafo e il motore, non solo riduce il consumo di carburante e le emissioni, ma limita anche l'inquinamento acustico, diminuendo il disturbo alla fauna marina.

  • Barche a Vela: Le barche a vela, con la giusta brezza, rappresentano il mezzo ideale per una navigazione completamente sostenibile.

  • Gestione degli Scarichi: L'uso di saponi ecocompatibili e biodegradabili, e l'installazione di serbatoi di raccolta per le acque nere e grigie, simili a quelli dei camper, che possono essere svuotati a terra, sono pratiche fondamentali per una migliore gestione degli scarichi di bordo.

  • Materiali Oleofili e Idrofobi: Per una migliore gestione degli sversamenti di idrocarburi e oli, si diffonde l'uso di spugne oleofile (che assorbono oli e idrocarburi) e idrofobe (che non assorbono acqua).

  • Consapevolezza e Educazione: L'adozione di un comportamento rispettoso dell'ambiente marino è fondamentale. Questo include evitare l'uso di prodotti plastici monouso, privilegiare prodotti riutilizzabili e realizzati in materiali sostenibili. La promozione di eventi educativi nelle scuole, nei circoli nautici e nelle comunità costiere, incentrati sulla sostenibilità marina e sull'importanza di comportamenti responsabili in mare, è cruciale per diffondere una maggiore consapevolezza ambientale tra tutti coloro che vivono il mare, dal pescatore all'operatore turistico, fino al velista della domenica.

Il principio della sostenibilità, emerso con forza dagli anni '70, è oggi un aspetto prioritario. Le definizioni di inquinanti e gli standard di riferimento sono stati progressivamente delineati, riconoscendo l'immissione di energia nell'ambiente come una forma di inquinamento. L'inquinamento acustico, in particolare, richiede un'attenzione crescente. Nonostante i passi avanti compiuti con l'introduzione dei motori elettrici, è necessario continuare a lavorare per la riduzione della rumorosità di altre macchine di bordo. La navigazione immersi nella natura dovrebbe essere un'esperienza di armonia sensoriale, e l'inquinamento acustico provocato dai motori tradizionali interferisce profondamente con questo equilibrio e con gli ecosistemi marini. La nautica silenziosa e pulita, un tempo un sogno lontano, sta diventando una realtà concreta e sempre più richiesta, orientando il futuro verso barche elettriche o ibride, progettate per massimizzare il comfort acustico e il rispetto degli ecosistemi acquatici.

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