Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è una condizione neurobiologica che può influenzare significativamente l'esperienza scolastica di bambini e adolescenti. L'ADHD a scuola si manifesta spesso con difficoltà di concentrazione, iperattività e impulsività, ostacolando l'apprendimento e le relazioni con insegnanti e compagni. Come possono educatori e genitori supportare gli studenti con ADHD? In questo articolo esploreremo strategie efficaci per gestire l'ADHD nella scuola primaria, secondaria di primo grado e nella scuola superiore, fornendo suggerimenti pratici per migliorare l'esperienza scolastica di bambini e adolescenti.
ADHD e Scuola: Un Quadro Generale
L'ADHD è caratterizzato da difficoltà nel mantenere l'attenzione, controllare i comportamenti impulsivi e gestire l'iperattività. A scuola, questo può tradursi in una serie di ostacoli, come la difficoltà a completare i compiti, rispettare le regole e organizzare lo studio. Inoltre, l'impulsività può rendere più complicate le interazioni sociali con compagni e insegnanti. Un ambiente educativo che tenga conto delle necessità degli alunni con neurodivergenze e metta in pratica strategie ad hoc (per esempio, con un piano didattico personalizzato per ciascuno) può fare la differenza nel percorso scolastico degli studenti, aiutandoli a sentirsi più sicuri e supportati.
L’ADHD è un disturbo neurobiologico che colpisce principalmente i bambini e può persistere anche in età adulta. Questo disturbo comportamentale si manifesta con sintomi come: iperattività, impulsività, attenzione disattenta. L’ADHD è un disturbo che può avere un impatto significativo sulla vita del bambino, influenzando la sua capacità di apprendimento, le relazioni sociali e la sua autostima. È importante capire che l’ADHD non è causato da una mancanza di disciplina o da una cattiva educazione, ma è un problema biologico che richiede un trattamento specifico. La diagnosi dell’ADHD deve essere effettuata da un professionista sanitario qualificato, dopo aver escluso altre possibili cause dei sintomi. Con una diagnosi precoce e il giusto supporto, i bambini con ADHD possono imparare a gestire i loro sintomi e raggiungere il loro pieno potenziale.
Quando colpisce i bambini l’ADHD, è caratterizzato da sintomi di inattenzione, iperattività e impulsività, il che può influire significativamente sulla vita quotidiana e soprattutto a scuola. I bambini con ADHD possono avere difficoltà a concentrarsi sulle attività scolastiche, a seguire le istruzioni e a organizzare il proprio lavoro. Possono anche mostrare comportamenti disturbanti in classe, come interrompere gli altri o essere irrequieti. È importante che gli insegnanti e i genitori siano consapevoli dei sintomi dell’ADHD nei bambini per poter fornire loro il supporto adeguato. Una corretta gestione dell’ADHD a scuola può includere l’implementazione di strategie efficaci, l’utilizzo di schede didattiche come supporto e una comunicazione aperta tra la scuola e la famiglia. Con l’aiuto di interventi appropriati, i bambini con ADHD possono affrontare meglio le sfide scolastiche e raggiungere il successo.
L’insorgenza e i sintomi dell’ADHD nei bambini sono argomenti di grande importanza per genitori e insegnanti. Nei bambini, i sintomi possono manifestarsi già durante l’infanzia e persistere fino all’età adulta. I segni più comuni dell’ADHD includono difficoltà nel mantenere l’attenzione, comportamenti impulsivi, agitazione e inquietudine costante. Un intervento tempestivo può contribuire a migliorare la loro qualità di vita e le loro performance scolastiche.
Il meccanismo alla base dell’insorgenza del disturbo non è ancora del tutto chiaro, ma numerose evidenze (Del Campo et al., 2011; De Felice et al., 2015) sottolineano come esso si possa originare da una disfunzione biologica di alcuni neurotrasmettitori. Molto spesso, inoltre, i genitori o altri adulti che hanno a che fare con bambini e bambine con ADHD si chiedono se il disturbo possa essere originato da modalità educative non adeguate. In generale, il disturbo viene definito da una difficoltà nel mantenere la concentrazione (disattenzione), nella gestione dei propri impulsi (impulsività) e nel controllo motorio (iperattività). Tali difficoltà possono presentarsi singolarmente (ADHD con manifestazione di disattenzione o di iperattività predominante) o contemporaneamente (ADHD con manifestazione combinata). Non tutti i bambini presentano però le stesse difficoltà; ogni bambino può presentare manifestazioni e comportamenti molto diversi uno dall’altro, e tali problematiche possono evolvere nel corso dello sviluppo, modificando l’impatto e la gravità dei sintomi sulla vita quotidiana (Ianes et al., 2009). Bambini che presentano una maggior sintomatologia da iperattività e impulsività risultano essere costantemente in movimento, fanno fatica a rispettare il proprio turno e risultano essere molto rumorosi.

ADHD nella Scuola dell'Infanzia: Fondamenta per l'Autocontrollo
L’ADHD nei bambini può iniziare a manifestarsi già nella scuola dell’infanzia con difficoltà nel mantenere l’attenzione su un’attività, irrequietezza costante e impulsività. Gli educatori possono adottare strategie mirate che aiutino a sviluppare attenzione e autocontrollo. Creare routine strutturate offre sicurezza ai bambini, mentre giochi che stimolano l’autoregolazione e il rispetto dei turni possono aiutarli a migliorare il comportamento in classe. Anche l’uso di supporti visivi, come immagini e schede illustrate, può facilitare la comprensione delle regole.
Di solito, soprattutto se il bambino arriva alla scuola primaria senza una diagnosi di ADHD, gli insegnanti danno il tempo di capire le regole di comportamento e tollerano i comportamenti problematici per i primi tre mesi. Le regole di comportamento sociale da seguire in classe e a scuola vanno spiegate bene, e se possibile illustrate visivamente, in modo calmo ma autorevole a tutti i bambini, fin dai primi giorni di scuola. Innanzitutto spiegate quali sono i comportamenti socialmente inopportuni e perché. Per farvi capire meglio, fate degli esempi concreti chiedendo: secondo voi, va bene alzarsi durante la lezione? Le regole devono essere semplici, comprensibili, ma soprattutto devono avere senso. Vanno definite bene, condivise e non semplicemente imposte. Accertatevi che siano chiare per tutti.
ADHD nella Scuola Primaria: Strategie Didattiche per un Apprendimento Efficace
La scuola rappresenta una fase cruciale per l’apprendimento e lo sviluppo delle abilità sociali. L’ADHD nei bambini della scuola primaria può manifestarsi con difficoltà nel rimanere concentrati e completare i compiti, ma alcune strategie possono aiutarli a gestire meglio la quotidianità scolastica. Strumenti come tabelle e timer sono utili per organizzare le attività, mentre brevi pause attive tra un esercizio e l’altro consentono al bambino di scaricare l’energia in eccesso. L’apprendimento multisensoriale, che coinvolge stimoli visivi, uditivi e tattili, facilita la memorizzazione e la comprensione. Anche il supporto relazionale gioca un ruolo importante: un insegnante che adotta un approccio positivo e incoraggiante può davvero fare la differenza.
L’ambiente gioca un ruolo essenziale nel processo di apprendimento degli alunni con ADHD. Ridurre le possibili distrazioni, facendoli sedere nei primi posti, o togliere quanto di distraente è solitamente appeso alle pareti della classe risulta essere da subito una buona strategia. Oltre all’ambiente, un ruolo essenziale nel contesto didattico degli alunni con ADHD riguarda la metacognizione. I bambini con ADHD molto spesso dispongono delle corrette strategie per risolvere il compito proposto, ma tendono ad utilizzarle in modo poco efficace o nel momento non adatto a causa dei problemi di autoregolazione e di controllo. Risulta quindi essenziale permettere agli alunni di compiere delle riflessioni sul proprio funzionamento attentivo, sulla capacità di concentrazione, e sulla pianificazione delle attività da svolgere. In quest’ottica, rendere maggiormente consapevoli gli alunni con ADHD del processo di pianificazione e di problem-solving, permette di migliorare anche la motivazione e il livello di autoefficacia nei confronti del compito. Operativamente, i docenti possono aiutare gli alunni a comprendere che tipologia di problema dovranno affrontare e quali sono gli obiettivi da perseguire. Una volta definita la tipologia del compito, attraverso attività mirate che permettano di comprendere i meccanismi cognitivi necessari alla risoluzione dell’attività, possono rendere maggiormente consapevoli gli alunni con ADHD di come funziona la loro attenzione, la loro memoria e le funzioni esecutive, permettendogli individuare il proprio stile di apprendimento. Un altro elemento essenziale nel lavoro metacognitivo con gli alunni con ADHD è il lavoro sulle possibili conseguenze delle proprie scelte, focalizzandosi anche, con un’ottica più generale, a quelle che potrebbero essere le conseguenze di determinati comportamenti in contesto scolastico e domestico.
Le attività per bambini ADHD nella scuola primaria, come esercizi di mindfulness e role-playing, possono aiutarli a sviluppare un maggiore autocontrollo.

ADHD nella Scuola Secondaria e Superiore: Nuove Sfide e Adattamenti
Passando alla scuola secondaria di secondo grado e alla scuola superiore, le difficoltà possono aumentare a causa di un carico di studio più impegnativo e della necessità di maggiore autonomia. Gli studenti con ADHD possono sperimentare problemi nell'organizzazione e nella gestione del tempo, rendendo necessario l'utilizzo di strategie specifiche. Planner e checklist possono aiutare a suddividere i compiti in piccoli step, mentre tecniche di memorizzazione attiva come mappe concettuali e riassunti favoriscono l'apprendimento. Anche il supporto emotivo svolge un ruolo importante: incoraggiare la fiducia nelle proprie capacità e fornire strumenti per gestire lo stress può migliorare la loro esperienza scolastica. Inoltre, le tecnologie digitali possono essere un valido alleato per ottimizzare lo studio.
L’ADHD nella scuola secondaria di secondo grado può essere gestito con l’uso di strumenti digitali per l’organizzazione dello studio. Gli studenti ADHD possono dover affrontare numerose sfide nel contesto scolastico a causa delle loro difficoltà nella gestione dell’attenzione, dell’impulsività e della regolazione emotiva. Tuttavia, con gli strumenti compensativi giusti, la scuola può trasformarsi da un ambiente ostile e frustrante a un luogo in cui l’alunno può apprendere in modo efficace, valorizzando i suoi punti di forza e riducendo le difficoltà che derivano dalla sua neurodivergenza.
Materiali didattici personalizzati e strumenti digitali: gli studenti ADHD spesso hanno difficoltà a seguire testi lunghi e complessi a causa della loro scarsa capacità di attenzione sostenuta e della difficoltà a mantenere il focus sui dettagli. Per questo motivo, è utile fornire materiali didattici semplificati, schemi riassuntivi, mappe concettuali e presentazioni visive che aiutino a mantenere l’attenzione sui punti chiave. I libri di testo dovrebbero essere disponibili in formato digitale per permettere all’alunno di evidenziare, prendere appunti e usare sintesi vocali che leggano il testo ad alta voce. Le applicazioni per la sintesi vocale e la dettatura possono essere strumenti fondamentali per compensare le difficoltà di lettura e scrittura, permettendo agli studenti di concentrarsi meglio sul contenuto piuttosto che sulla forma.
Uso di mappe concettuali e schemi visivi: le mappe concettuali non sono solo strumenti utili per tutti gli studenti, ma rappresentano un vero e proprio strumento compensativo essenziale per chi è ADHD. La loro struttura grafica aiuta a ridurre il sovraccarico cognitivo, permettendo agli studenti di avere una visione d’insieme dei contenuti senza perdersi nei dettagli o smarrire il filo logico di un argomento. Questi strumenti visivi possono essere utilizzati per prendere appunti, organizzare idee per un tema o uno studio complesso e facilitare la memorizzazione delle informazioni chiave.
Tempi più flessibili per le verifiche e riduzione del carico di lavoro: uno degli aspetti più difficili per gli studenti ADHD è gestire il tempo, sia nello studio che nelle verifiche scritte e orali. Molti studenti non riescono a completare le prove nei tempi standard perché si distraggono, si bloccano di fronte all’ansia da prestazione o impiegano più tempo per rielaborare le informazioni. Un’estensione dei tempi delle verifiche è una misura compensativa importante che permette loro di esprimere al meglio le proprie conoscenze senza subire la pressione di una scadenza troppo ravvicinata. Inoltre, nelle verifiche scritte è utile ridurre il numero di domande o esercizi, focalizzandosi sulla qualità delle risposte piuttosto che sulla quantità.
Modalità di verifica diversificate e più adatte al profilo ADHD: le prove scritte lunghe e complesse possono rappresentare una difficoltà insormontabile per molti studenti ADHD, che tendono a perdere il filo del discorso, a scrivere in modo disorganizzato o a dimenticare parti importanti delle loro risposte. Per questo motivo, è fondamentale diversificare le modalità di verifica, dando la possibilità di sostenere interrogazioni orali più frequenti, usare domande a risposta multipla o consentire agli studenti di registrare le loro risposte in formato audio o video.
Strutturazione chiara della giornata scolastica e anticipazione dei cambiamenti: gli studenti ADHD faticano a gestire cambiamenti improvvisi nella routine e hanno bisogno di una struttura chiara e prevedibile per organizzarsi mentalmente. Per questo motivo, è utile che gli insegnanti forniscano schemi visivi dell’orario scolastico, con indicazioni precise su cosa verrà trattato in classe e quali saranno le attività previste. Se ci sono cambiamenti di programma, gite scolastiche o eventi particolari, è importante comunicarli in anticipo, in modo che lo studente abbia il tempo di prepararsi mentalmente alla nuova situazione.
Utilizzo di tecniche per aumentare la concentrazione e ridurre la distrazione: poiché gli studenti ADHD hanno una maggiore vulnerabilità alle distrazioni, è utile adottare strategie per aiutarli a mantenere il focus. Ad esempio, l’uso di cuffie con riduzione del rumore durante lo studio o le verifiche può ridurre le interferenze sonore e aiutare a concentrarsi. Gli insegnanti possono assegnare agli studenti ADHD posti a sedere strategici, lontano da fonti di distrazione come finestre o porte.
Maggiore attenzione alla regolazione emotiva e al supporto motivazionale: uno degli aspetti meno considerati ma di grande impatto nell’apprendimento degli studenti ADHD è la loro difficoltà nella regolazione emotiva. La frustrazione, la noia, l’ansia da prestazione e la paura di fallire possono interferire pesantemente con il rendimento scolastico. È importante che gli insegnanti siano consapevoli di queste difficoltà e adottino un approccio empatico e motivante. Un feedback positivo frequente può fare una grande differenza nell’autostima dello studente, aiutandolo a non sentirsi sempre inadeguato rispetto ai compagni.
Possibilità di movimento e pause attive: gli studenti ADHD spesso hanno bisogno di muoversi per mantenere l’attenzione. Costringerli a stare seduti per ore senza interruzioni non solo è controproducente, ma può aumentare la loro impulsività e la difficoltà di concentrazione.
Canalizzare l’iperattività in comportamenti più accettabili: i bambini ADHD tendono ad avere difficoltà a gestire la noia e l’inattività, il che può portarli a mettere in atto comportamenti inappropriati. L’obiettivo non è eliminare la noia, ma offrire alternative più accettabili.
Dare le istruzioni in modo progressivo per evitare il sovraccarico: gli studenti ADHD possono sentirsi sopraffatti quando ricevono troppe informazioni contemporaneamente. Un’ottima strategia per aiutarli è fornire le istruzioni in modo sequenziale, evitando di spiegare tutti gli esercizi insieme.
Suddividere i compiti per ridurre il carico cognitivo: gli studenti ADHD spesso si sentono sopraffatti da compiti lunghi e complessi, il che li porta a procrastinare o a rinunciare del tutto.
Permettere l’uso di appunti e materiali di supporto: la memoria di lavoro degli studenti ADHD è spesso debole, il che rende difficile trattenere le informazioni a lungo.
Quando la scuola adotta questi accorgimenti, gli studenti ADHD possono partecipare all’apprendimento in modo più sereno, riducendo la frustrazione e potenziando le proprie capacità.
ADHD: cosa fare e non fare in classe | Consigli pratici di Donatella Arcangeli
ADHD e Strategie a Scuola: Il Ruolo Chiave di Insegnanti e Genitori
Gli insegnanti e i genitori hanno un ruolo chiave nel supportare i bambini con ADHD. Per sostenere questi studenti durante l’orario scolastico, gli insegnanti possono, per esempio: adottare un approccio flessibile, fornire istruzioni chiare e concise, utilizzare rinforzi positivi per mantenere alta la motivazione, creare spazi di apprendimento strutturati. "ADHD a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti" (Erickson, 2013) può essere una lettura utile per chi insegna perché suggerisce interventi concreti con i quali far fronte in modo efficace alle esigenze didattiche ed educative.
Alcuni studenti possono beneficiare del sostegno scolastico, con interventi mirati per migliorare le loro capacità di apprendimento e socializzazione. Anche a casa, i genitori possono affiancare le strategie proposte dagli insegnanti creando un ambiente organizzato, con routine chiare e prevedibili. Mantenere un dialogo aperto con la scuola e promuovere attività extra-scolastiche che sostengano le competenze sociali può rappresentare un ulteriore aiuto per il benessere del bambino. Un confronto con uno psicologo che si occupa di ADHD può offrire ai genitori uno spazio per comprendere meglio alcuni comportamenti del proprio figlio e ricevere un supporto nella gestione quotidiana, in modo rispettoso delle sue caratteristiche e dei suoi bisogni.
La comunicazione efficace con la scuola è fondamentale per creare un ponte di successo nel supporto dei bambini con ADHD. Genitori e insegnanti devono lavorare insieme per condividere informazioni, strategie e obiettivi al fine di garantire un ambiente educativo adatto alle esigenze del bambino. È importante che i genitori si sentano ascoltati e coinvolti nel processo decisionale, mentre gli insegnanti devono essere aperti alle informazioni fornite dai genitori riguardo alle specifiche necessità del bambino.

Attività Didattiche per Studenti con ADHD: Coinvolgere e Stimolare
Le attività scolastiche dovrebbero essere adattate all’età degli alunni con ADHD, così da rispondere alle loro esigenze. Le attività per bambini ADHD nella scuola primaria, come esercizi di mindfulness e role-playing, possono aiutarli a sviluppare un maggiore autocontrollo. Le attività per ADHD nella scuola media, invece, possono consistere nel suddividere i compiti in piccoli step e utilizzare giochi didattici interattivi.
Promuovere e stimolare il ruolo degli alunni, rendendoli attivi nel processo di apprendimento, risulta essere un’altra importante strategia da utilizzare per far fronte alle difficoltà attentive e di impulsività degli alunni con ADHD. Oltre agli insegnanti, anche i compagni di classe possono essere una risorsa chiave nella gestione della sintomatologia da ADHD. Attraverso attività di cooperative learning, in cui agli studenti viene richiesto di lavorare insieme in piccolo gruppo al fine di raggiungere degli obiettivi didattici comuni, gli alunni con ADHD potranno migliorare la propria capacità di autoregolazione e aumentare la consapevolezza delle competenze che possono essere utili nella gestione delle dinamiche di gruppo. In ultimo, le risorse tecnologiche a disposizione all’interno della classe, possono avere un ruolo fondamentale nel limitare quelle che sono le fragilità cognitive negli alunni con ADHD, e risultare un elemento chiave per rendere l’apprendimento maggiormente interattivo e piacevole. L’utilizzo della LIM, e la presentazione del materiale didattico attraverso diversi canali sensoriali (ad esempio, attraverso l’utilizzo di contributi video o audio) o l’utilizzo di materiale interattivo, possono rendere l’esperienza di apprendimento più piacevole e rendere più dinamiche le spiegazioni, riducendo in questo modo la difficoltà degli alunni con ADHD nel mantenere un adeguato livello attentivo per lungo tempo. Oltre a poter ridurre le fragilità attentive, gli strumenti compensativi informativi possono aiutare gli studenti con ADHD a pianificare e rielaborare le informazioni da apprendere, in modo da diventare agenti attivi nel processo di apprendimento.
Gestione delle Distrazioni e Motivazione allo Studio
La distrazione è una caratteristica chiave dell’ADHD, infatti bambini e bambine sono altamente sensibili agli stimoli ambientali. Proprio per questo, va allestito un ambiente in modo strategico:
- Zona studio minimalista: la scrivania deve essere sgombra e deve avere sopra solo il materiale necessario. Intorno sarebbe meglio non avere distrazioni (es. giochi, altri libri ecc.), quindi la stanza per i compiti dovrebbe essere diversa dalla stanza dedicata al gioco e al tempo libero.
- Evitare interruzioni esterne: i telefoni devono essere in silenzioso e lontani dalla scrivania, non ci deve essere la TV accesa o altre fonti sonore e non si dovrebbe permettere ai fratelli (se presenti) di entrare nella stanza durante il momento dei compiti.
- Oggetti da manipolare: talvolta, per alcuni bambini o bambine, un antistress (es. piccola pallina da manipolare o una seduta dinamica) permette loro di gestire meglio l’iperattività, convogliando la motricità su questi oggetti. Potrebbe essere utile anche alternare le modalità: studio da seduti, ripasso camminando, disegno dei concetti e approfondimento con video. Cambiare stimolo mantiene sicuramente più viva la concentrazione.
Trovare la motivazione: un primo passo importante. Il primo nodo da sciogliere è solitamente la motivazione allo studio. Salta subito agli occhi che quando c’è un interesse, come i videogiochi o un video, le difficoltà sembrano sparire. Come se la motivazione e l’interesse togliessero tutti i problemi. Questo è vero per tutti, ma nelle persone con ADHD fa molto effetto dato il grande divario con le situazioni in cui hanno difficoltà. Per aiutarle, potrebbe essere utile partire dagli interessi e dalle passioni, per poi portare i compiti in quel mondo. Ad esempio, se il bambino o la bambina fossero attratti dal mondo delle automobili, potremmo:
- Trasformare il compito in una sfida personale: “Siamo in una pista, tutte le auto stanno correndo e il nostro pilota fa pit stop perché la macchina non funziona bene. Abbiamo solo dieci minuti di tempo per sistemare tutto e tagliare il traguardo. Se concludi l’esercizio correttamente entro questo tempo, aggiusti l’auto e possiamo vincere la gara!”.
- Usare rinforzi positivi a breve termine: si tratta di un premio concordato al raggiungimento di un obiettivo prefissato. Ad esempio, potrebbe essere cinque minuti di gioco con le macchinine oppure una medaglia sticker. Gli sticker fungono da “raccolta punti” al termine della quale è possibile definire un premio finale.
- Dare senso al compito: può essere utile collegare la nozione da studiare con delle esperienze concrete vissute per facilitare l’apprendimento (es. “Hai presente le ruote della tua auto preferita? L’invenzione della ruota, che stai studiando in storia, parla delle antenate delle ruote moderne”).
- Scegli insieme da dove iniziare: coinvolgere il bambino o la bambina nelle decisioni li rende più partecipi e meno oppositivi. La motivazione va costruita con empatia e flessibilità, perché la pressione e le forzature peggiorano solo la situazione, alimentando l’ostilità verso la scuola e lo studio.
Mnemotecniche Divertenti e Organizzazione dello Studio
I bambini con ADHD possono riscontrare delle difficoltà nell’immagazzinamento e recupero delle informazioni nel tempo. Questo è legato alle fragilità attentive, che ostacolano la memorizzazione. A tutti capita di non porre attenzione nel chiudere la macchina per, poi, tornare ad accertarsi di averla effettivamente chiusa. Ciò avviene perché il nostro cervello ha agito con il pilota automatico, senza porre attenzione sull’azione svolta. La conseguenza è che quell’azione, non essendo passata dal filtro attentivo, non è stata nemmeno archiviata in memoria.
Esistono però delle tecniche, chiamate mnemotecniche, che supportano la fissazione delle informazioni nella mente. Queste possono essere poste in maniera giocosa, utilizzando la multisensorialità, in modo tale che il bambino o la bambina possano divertirsi imparando. Occorre capire quali sono a loro più congeniali. Tra queste ci sono:
- Acronimi o frasi buffe: si tratta di frasi come ad esempio “ma con gran pena le reca giù” per ricordarsi la suddivisione delle Alpi (MA=Marittime, CO=Cozie, GRA=Graie, PE=Pennine, LE=Lepontine, RE= Retiche, CA=Carniche, GIU=Giulie). Si possono trovare (o creare) altre frasi o acronimi anche per le preposizioni semplici in italiano, per le regioni italiane o per altri elenchi da memorizzare.
- Visualizzazione creativa: si possono disegnare mappe mentali colorate, associare immagini o foto inerenti al tema. Se costruite tramite computer, è possibile collegare video, registrazioni audio o link a particolari siti di approfondimento.
- Tecnica dei loci: classica mnemotecnica in cui si individua un percorso all’interno della propria casa (ma può essere anche in giardino o nel parco vicino a casa) e si individuano dei loci, ossia dei punti di riferimento da associare ad un concetto o immagine. Ad esempio, se devo ricordare le regioni italiane posso partire nella parte nord della casa e associare la Valle d’Aosta all’armadio, il Piemonte al letto ecc. Dopodiché inizierò a camminare lungo questo itinerario e a fissare le informazioni. Quando mi troverò a doverle recuperare, basterà percorrere mentalmente il percorso con le sue varie tappe.
- Parola in movimento: è possibile associare dei concetti a dei movimenti, che possono formare una coreografia. In questo modo, il bambino o la bambina può esporre un argomento, mentre un adulto esegue davanti a lui i vari gesti associati ai passaggi del discorso oppure può eseguirli in autonomia davanti ad uno specchio.
- Registrare e riascoltare la propria voce: a volte può essere utile raccontare la lezione o esporre un argomento a parole proprie e registrandosi, stimolando così la rielaborazione e promuovendo la consapevolezza circa le parti in cui si è più incerti. La multisensorialità è un’alleata potente, poiché, coinvolgendo corpo, emozioni e mente, aiuta ad imprimere maggiormente le informazioni.
Organizzazione dello studio: strumenti visivi e routine flessibile. La pianificazione è spesso una delle funzioni esecutive più ostacolate dall’ADHD. Serve, quindi, una struttura visibile, ma non rigida, che aiuti i bambini a gestire il tempo e il carico di lavoro. Alcuni strumenti che possono tornare utili in questi casi sono:
- Planner settimanale a colori: si può usare una planner cartaceo o plastificato da tenere in bella vista. Usare colori diversi per scandire momenti differenti (es. scuola, compiti, tempo libero, appuntamenti ecc.) aiuta a visualizzare rapidamente le diverse attività.
- Check-list giornaliera: si tratta di una lista di cose da fare e da spuntare, che aiuta a spezzettare in blocchi più semplici le attività. L’utilizzo di micro-obiettivi o micro-tappe permette al bambino o alla bambina di non perdere la concentrazione in compiti estremamente lunghi.
- Timer visivo o clessidra: aiuta a percepire lo scorrere del tempo, in questo caso esiste una tecnica (tecnica del pomodoro) che aiuta scandire il tempo con cui svolgere un’attività (20-25 minuti di lavoro + 5 minuti di pausa alla fine di ogni sessione). Per i bambini con ADHD le sessioni di lavoro possono essere ridotte anche a 15 minuti in base alla tenuta del bambino o della bambina.
- Routine aperta: sarebbe opportuno mantenere orari fissi per le varie attività, ma nello stesso tempo è bene adottare una certa flessibilità.
L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è una condizione neurobiologica che può influire sulle abilità di un bambino di prestare attenzione, controllare i propri impulsi e regolare il proprio comportamento. Questa condizione può avere un impatto significativo sulla vita di un bambino, specialmente a scuola. Per i genitori e gli insegnanti, può essere difficile capire come gestire l’ADHD in modo efficace e aiutare il bambino a raggiungere il suo pieno potenziale.
Strategie quotidiane per i genitori nel gestire l’ADHD possono essere di grande aiuto nel fornire un ambiente stabile e strutturato per il bambino. Prima di tutto, è importante creare una routine giornaliera prevedibile, con orari fissi per le attività principali come il sonno, il cibo e lo studio. Inoltre, è fondamentale stabilire regole chiare e aspettative realistiche per il comportamento del bambino. È utile anche fornire istruzioni brevi e concise, spezzando le attività in compiti più piccoli e gestibili. I genitori possono incoraggiare l’organizzazione e la pianificazione, ad esempio utilizzando un calendario o una lista delle cose da fare. Infine, è essenziale elogiare e premiare i successi del bambino, anche quelli più piccoli, per aumentare la motivazione e l’autostima.
In conclusione, l’ADHD può essere una sfida per i genitori e gli insegnanti, ma ci sono molte strategie efficaci per gestirlo a scuola e a casa. È importante che i genitori e gli insegnanti lavorino insieme per creare un ambiente di supporto per il bambino con ADHD. Le schede didattiche possono essere un ottimo strumento per aiutare il bambino a concentrarsi e a organizzare le proprie attività. Inoltre, le strategie quotidiane come la routine e la gestione del tempo possono aiutare il bambino ad avere successo sia a scuola che a casa. La comunicazione efficace tra la scuola e i genitori è essenziale per garantire che il bambino riceva il supporto necessario. Con l’aiuto di queste strategie, i bambini con ADHD possono avere successo nella scuola e nella vita quotidiana.
È inoltre fondamentale che genitori e insegnanti si uniscano per affrontare l’ADHD nei bambini in modo efficace. In tal senso la scuola svolge un ruolo cruciale nel fornire un ambiente inclusivo e supportivo per questi studenti, implementando strategie mirate e utilizzando strumenti come le schede didattiche. Tuttavia, il sostegno a casa è altrettanto importante, con genitori che adottano strategie quotidiane per gestire l’ADHD dei loro figli. Inoltre, la comunicazione aperta e efficace tra scuola e famiglia è essenziale per creare un ponte di successo per il bambino con ADHD. Non possiamo sottovalutare l’impatto che questa condizione può avere sulla vita di un bambino, ma con il giusto sostegno e l’approccio adeguato, possiamo aiutarli a raggiungere il loro pieno potenziale.
L’ADHD, il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, rientra nei Disturbi del Neurosviluppo e può causare una compromissione nel funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. L’ADHD può presentarsi come disturbo a sé o invece essere in associazione con i DSA o con altri disturbi evolutivi. Il percorso migliore per la presa in carico del bambino/ragazzo con ADHD si attua senz’altro quando è presente una sinergia fra famiglia, scuola e clinica. Per gli alunni con una certificazione clinica di ADHD, il consiglio di classe predispone il PDP entro il primo trimestre scolastico e articolato per le discipline coinvolte nel disturbo.
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è una neurodivergenza, ovvero un modo diverso di funzionare a livello neurologico rispetto alla norma statistica. In quanto disturbo del neurosviluppo, l’ADHD non è qualcosa che compare improvvisamente nel corso della vita, ma è presente fin dalla prima infanzia e accompagna l’individuo per tutta la sua esistenza. Finché il bambino è in un contesto più informale e libero, come quello familiare o della prima infanzia, le sue difficoltà possono non emergere in modo così netto, oppure vengono attribuite a un temperamento vivace, a un carattere impulsivo o alla semplice immaturità.
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