La comprensione dei rapporti sociali rappresenta uno degli ostacoli più significativi che gli individui nello spettro autistico si trovano frequentemente ad affrontare. Per supportarli in questo ambito, educatori e genitori cercano costantemente strategie innovative ed efficaci. Tra queste, la creazione e l'utilizzo di storie sociali emergono come uno strumento di notevole valore, capace di facilitare l'apprendimento e l'integrazione in contesti sociali complessi. Questo approccio narrativo, fondato sull'esperienza pluriennale di esperti nel campo, offre una guida pratica per la creazione di narrazioni personalizzate, capaci di illuminare le sfumature del comportamento sociale e di promuovere una maggiore consapevolezza di sé e degli altri.

Il Potere Trasformativo della Narrazione
Il racconto, la scrittura e la narrazione in generale sono intrinsecamente legati alla storia umana, giocando un ruolo fondamentale nell'interazione sociale. Gli adulti, attraverso la narrazione, trasmettono alle nuove generazioni le modalità con cui interpretare la realtà. Parallelamente, ogni individuo vive un processo narrativo che gli consente di affrontare la propria storia personale, attribuendo significati diversi agli eventi vissuti. L'essere umano, per sua natura, necessita di dare un senso a ciò che accade, di trovare uno spazio per la riflessione e il racconto, di recuperare il significato delle proprie azioni e di generare significato per dare valore alla propria esistenza. L'approccio narrativo risponde a bisogni fondamentali dell'individuo contemporaneo: il desiderio di comprendersi, di riconsiderare il tempo vissuto e di attribuire un significato profondo alla propria esistenza. Le narrazioni diventano un espediente prezioso per apprendere aspetti degli altri e di noi stessi che altrimenti rimarrebbero inaccessibili. Per i bambini autistici, questa acquisizione di comprensione reciproca risulta spesso complessa e difficile, poiché essi faticano a conquistare lo stadio del sé interpersonale e possono mancare di un'adeguata competenza narrativa.
Storie Sociali: Un Approccio Strutturato per Comprendere il Mondo
Le storie sociali, una specifica tipologia di storytelling, si configurano come una delle forme più efficaci di narrazioni personali, costruite su misura per il singolo individuo. Originariamente concepite per gli alunni con autismo, la loro efficacia è stata riconosciuta anche per un'ampia gamma di bambini con altre difficoltà. Si tratta di brevi racconti che mirano a facilitare la comprensione del mondo sociale e a promuovere comportamenti appropriati al suo interno. Esse comunicano significati sociali complessi in modo conciso, descrivendo al destinatario diverse opportunità di scelta tra soluzioni alternative, stimolandolo così ad attivare un pensiero divergente e capacità di problem-solving.
La peculiarità delle storie sociali risiede nel fatto che partono da ciò che il bambino sa fare, anche se non in modo corretto, e non da ciò che non è in grado di fare. Una storia sociale, di per sé, non può insegnare una nuova abilità; tuttavia, può fornire informazioni e suggerire un'abilità che il bambino già possiede e che attualmente non utilizza nel modo appropriato. Molte storie sociali spiegano il meccanismo sottostante di una norma sociale o di un fenomeno, con l'obiettivo di aiutare il bambino a conoscere e selezionare i comportamenti e i codici di condotta migliori da applicare per raggiungere un obiettivo in un dato contesto. Un uso attento del linguaggio, la specificazione del contesto, l'offerta di scelte tra diversi possibili comportamenti e la fornitura di spiegazioni sul "perché" sono tutti elementi cruciali per favorire la generalizzazione delle competenze, permettendo così di affrontare una varietà di situazioni.

La Creazione di Storie Sociali: Un Percorso Guidato
La creazione di storie sociali richiede un approccio metodico e personalizzato. Le storie sono scritte per un individuo, riguardo a una situazione che egli trova difficile, e si basano su un'attenta valutazione delle sue specifiche esigenze. Devono essere redatte in modo da adattarsi ai livelli di linguaggio e vocabolario del bambino, facendo anche uso di ausili visivi o di altro tipo. L'obiettivo generale delle storie sociali è quello di modificare una condotta, che però necessita di essere prima di tutto compresa nelle sue molteplici cause. La bellezza delle storie sociali risiede nella loro adattabilità a qualsiasi esigenza e necessità del bambino. Possono avvalersi di strumenti come il canale visivo, attraverso immagini e simboli, che rappresentano il primo strumento di pensiero utilizzato dai bambini, in particolare quelli autistici.
Le storie sociali possono essere redatte da insegnanti, genitori, terapisti, educatori e, in generale, da chiunque senta la necessità di utilizzare questo strumento. Dopo aver scritto il testo, la storia deve essere personalizzata in base allo sviluppo del bambino, alle sue capacità attentive, al suo stile di apprendimento e, per quanto possibile, ai suoi interessi. Questi accorgimenti conferiscono validità allo strumento e ne rendono efficace l'utilizzo. Come già accennato, le storie sociali possono trattare una vasta gamma di temi e argomenti; possono essere molto semplici o più complesse, utilizzare simboli o testo ordinario. La loro diversificazione è fondamentale e deve basarsi sul destinatario.
Strumenti Digitali per lo Storytelling Sociale
Nell'era digitale, strumenti come l'app Smart Tales offrono un supporto prezioso nella creazione di storie sociali. Smart Tales è un'app educativa certificata (IBCCES) progettata per supportare i bambini nello spettro autistico attraverso storie interattive e giochi educativi. Ha ottenuto la certificazione dall'International Board of Credentialing and Continuing Education Standards (IBCCES) come risorsa utile per l'apprendimento di bambini con autismo e disturbi cognitivi. Le storie educative di Smart Tales insegnano le emozioni e la socialità, ed è apprezzata dai bambini con autismo per il ritmo calmante della narrazione. Con questa app, è possibile realizzare storie sociali (o qualsiasi tipo di storia con testo e immagini) che possono rivelarsi utili per ragazzi con difficoltà di apprendimento o con problemi di comportamento.
Stare bene in Classe: Una Storia Sociale per Bambini con Autismo
La Famiglia e il Parent Training: Un Ruolo Cruciale
Le famiglie svolgono un ruolo fondamentale nell'intervenire fin dalle prime fasi, facendo il possibile per aprire diverse strade di possibilità al bambino. Sono loro che per prime hanno il potere di decidere quale percorso intraprendere e come vivere e far vivere la vita al proprio bambino. Nel caso dell'autismo, spesso si sperimenta un tempo di "essenza", in cui ogni decisione ha un impatto significativo e ogni momento è prezioso per intervenire. Da vari studi emerge che il tempo che i genitori dedicano alla riflessione e all'espressione dei propri pensieri incide sulla loro relazione di coppia e sulla vita familiare in generale. L'utilizzo di pratiche narrative favorisce la riconsiderazione degli obiettivi di vita della famiglia, con effetti positivi sulla diminuzione dello stress e sul supporto della rete sociale.
La condivisione delle esperienze tra i genitori permette lo sviluppo della resilienza familiare, una competenza determinante per la gestione di un evento complesso come la nascita di un figlio con disabilità. Permette di condividere dubbi, paure, perplessità e strategie per affrontare la quotidianità con altre persone che vivono la stessa situazione. Lo strumento del Parent Training rappresenta un'opportunità che consente ai genitori di riflettere sui propri vissuti e di condividerli, con l'obiettivo di aumentare la coesione e il senso di competenza genitoriale. Con la nascita di un figlio, la vita dei genitori cambia notevolmente, ancora di più nel caso di un bambino con disabilità: devono accettare la perdita dell'immagine di "figlio sano" e affrontare un processo di elaborazione che prevede diverse fasi. Con la comunicazione della diagnosi, i sentimenti che emergono nell'animo dei genitori sono spesso contrastanti: rabbia, paura, senso di colpa, incertezza per il futuro, tra gli altri. Le famiglie resilienti sono quelle che dimostrano una buona resistenza allo stress, competenze nella condivisione degli affetti e capacità di ricerca e mantenimento delle reti di supporto sociale.
L'Impatto delle Storie Sociali sui Sintomi dell'Autismo
Ciò che colpisce maggiormente è che le storie sociali intervengono in modo da arginare i disagi derivanti dalla triade dei sintomi dell'autismo: difficoltà di interazione, di comunicazione e la presenza di comportamenti atipici con interessi ristretti. Esse aiutano il bambino a lavorare sulla sua capacità di comprendere i pensieri altrui e la possibilità che gli altri credano e pensino a cose differenti; sull'attenzione condivisa, in modo da riuscire nel tempo a condividere con gli altri; inoltre, delineano e suggeriscono un comportamento adeguato in un certo contesto, per rimpiazzare un comportamento impulsivo e inappropriato.
Esistono anche storie sociali più complesse, definite "avanzate", in quanto favoriscono un ulteriore coinvolgimento del bambino e degli adulti attraverso l'uso di frasi di controllo, cooperative e parziali. Le frasi di controllo sono affermazioni, suggerite dal bambino, che lo aiutano a identificare strategie per richiamare alla mente le informazioni contenute nella storia sociale e che suggeriscono il comportamento sociale appropriato. Le frasi cooperative, invece, identificano ciò che gli altri faranno per aiutare il bambino; mentre quelle parziali incoraggiano il bambino a fare ipotesi riguardo al passo successivo in una particolare situazione, ad esempio riguardo alla risposta di un'altra persona alle loro azioni.
È fondamentale sottolineare che le storie sociali non devono trasformarsi in un "libro degli ordini", che pretende un certo comportamento da parte dei bambini con una serie di regole da eseguire. Non devono essere utilizzati imperativi e istruzioni, ma bisogna promuovere l'apprendimento descrivendo una situazione e presentando delle alternative.

Presentazione Efficace e Generalizzazione delle Competenze
Il modo in cui una storia sociale viene presentata e raccontata incide sulla sua efficacia. Quando una storia sociale viene presentata per la prima volta, dovrebbe essere mostrata in un contesto privo di distrazioni, che permetta al bambino di farsi attrarre e lasciarsi andare a questa novità, concentrandosi e accogliendo la proposta. Il primo incontro con la storia potrebbe non essere semplice: possono insorgere varie difficoltà ed è utile non arrendersi, ma prendersi del tempo per capirne la causa, se è il lettore ad aver commesso un errore o se il bambino non è disposto e per quale motivo.
È inoltre necessario che la storia venga condivisa dal bambino con più adulti e ripetuta in vari contesti. Le storie hanno maggiori probabilità di avere un impatto positivo se viene sviluppata una sorta di routine della loro lettura, il che richiede la collaborazione di tutte le figure che ruotano intorno al bambino, mantenendo sempre chiaro l'obiettivo. Uno studio in cui sono state sviluppate tre storie sociali differenti per gestire la stessa situazione, sottoposte a tre bambini, ha dimostrato che le storie sociali determinano una riduzione dei comportamenti problema nei bambini autistici e che, per ottenere miglioramenti a lungo termine, sono necessarie più letture. Questi risultati sono importanti perché le storie sociali sono uno strumento pratico, non intrusivo, e possono basarsi su un punto di forza dimostrato da molti bambini autistici: l'aderenza a regole o routine.
Le storie sociali possono sostenere i momenti di passaggio e transizione che implicano un cambiamento nella vita, aiutando a superare la resistenza al cambiamento. Possono servirsi di ausili visivi, immagini e simboli, che sono uno strumento primario per il pensiero, specialmente per i bambini autistici. In sintesi, le storie sociali rappresentano un ponte narrativo che, attraverso la personalizzazione, la ripetizione e un contesto di supporto, facilita la comprensione del mondo sociale, promuove l'autonomia e rafforza le competenze relazionali negli individui con autismo.
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