L'invecchiamento è un processo naturale che riguarda tutti gli esseri viventi, inclusi i nostri amati animali domestici. Sebbene sia normale osservare una diminuzione dell'energia e una maggiore propensione al riposo nei cani e nei gatti anziani, alcuni cambiamenti comportamentali possono indicare una condizione più seria: la demenza senile, nota anche come sindrome da disfunzione cognitiva (CDS - Cognitive Dysfunction Syndrome). Questa patologia neurodegenerativa, simile all'Alzheimer nell'uomo, può compromettere significativamente la qualità della vita dell'animale e il rapporto con il proprietario, ma con una corretta informazione e un approccio proattivo, è possibile gestirla efficacemente.
Comprendere la Demenza Senile negli Animali
La demenza senile negli animali domestici è un'alterazione molto comune nella pratica clinica quotidiana, anche se diagnosi e trattamento sono aspetti diffusi a causa della non specificità dei segni clinici, per cui è necessario conoscerla e studiarla. Nei cani, la CDS è una malattia degenerativa tipica degli animali geriatrici. Si contraddistingue per un'alterazione comportamentale del paziente, con progressiva perdita delle funzioni cognitive. Alcuni degli aspetti che possono essere compromessi da questa situazione sono la memoria, la capacità di apprendimento, il riconoscimento e la percezione dell'ambiente. Tuttavia, questa patologia non influisce solo sull'etologia del paziente, in quanto è anche associata a un quadro clinico di alterazioni locomotorie, sensoriali e organiche del cane.

Nei gatti anziani, con l'aumento della longevità felina, cresce anche il rischio di demenza. Riconoscere i segnali precoci e adottare piccole attenzioni può migliorare la loro qualità di vita. In certi casi è anche possibile rallentare la progressione della malattia.
Cause e Meccanismi della Disfunzione Cognitiva
Alla base della demenza senile negli animali vi sono cambiamenti chimici e fisici associati all'età. A livello dell'encefalo si hanno atrofia corticale, dilatazione dei solchi cerebrali, aumento delle dimensioni dei ventricoli e retrazione delle circonvoluzioni. Tuttavia, la scoperta anatomica più significativa in questa patologia è la progressiva perdita di neuroni con l'invecchiamento del paziente. Nel corso degli anni, diversi studi hanno associato la protein-chinasi C (PDK), la protein-chinasi A (PKA) e la protein-chinasi cAMP-dipendente con la memoria sia a breve che a lungo termine nei cani, a causa sia della loro posizione nell'ippocampo che della loro funzione di fosforilazione a livello di vari substrati del cervello.
Nell'uomo, la demenza è associata a modificazioni a livello delle strutture cerebrali che degenerano, per cui perdono diverse proteine, tra cui le placche beta-amiloidi e la lipofuscina, conosciuta anche come pigmento dell'invecchiamento. Non è ancora chiaro il motivo per cui queste sostanze si depositino nelle cellule nervose. In ogni caso, sappiamo che le capacità cognitive dei cani affetti da tale patologia si deteriorano in modo permanente.
Sintomi Comuni della Demenza Senile
I sintomi della demenza senile negli animali compaiono molto gradualmente e peggiorano progressivamente, ma così lentamente che il proprietario si abitua, considerandoli comportamenti normali. Raramente il proprietario porta il cane in visita per questo motivo, a meno che il sintomo non sia così frequente e intenso da diventare "disturbante".
Nei cani, i sintomi includono:
- Alterazione del ritmo sonno-veglia: Spesso si svegliano di notte, si agitano, incominciano ad abbaiare o vogliono uscire. Dormono di più, soprattutto di giorno. Nei cani affetti da demenza, questo comportamento naturale può modificarsi: li si nota dormire più spesso durante il giorno e avere maggiori fasi di veglia durante la notte. La perdita di sonno può insorgere anche nelle ore notturne, con una forma di insonnia a lungo termine. Inoltre, i cani affetti da demenza durante il sonno soffrono di una maggiore irrequietezza: ad esempio li si nota ansimare mentre dormono o svegliarsi di soprassalto, spaventati. Questo disturbo, noto come "sindrome del tramonto", si manifesta nel tardo pomeriggio con comportamenti come abbaiare senza motivo, camminare irrequieti, vagare o una serie di altri comportamenti sintomatici.
- Disorientamento: Possono non riconoscere a volte il proprietario, conoscenti, perdersi o non riconoscere il percorso o il sentiero che percorrono abitualmente. I primi chiari segni di demenza nel cane sono il fatto che non riesca a riconoscere persone note e la tendenza a girovagare senza meta. Il disorientamento dei cani affetti da demenza si esprime anche nel loro tipico sguardo fisso, come se stessero osservando qualcosa che non c'è, o nello stazionare dietro ai mobili, talvolta sembrando quasi bloccati, senza apparente motivo.
- Minzione o defecazione in casa: La perdita delle buone abitudini igieniche può essere stressante sia per il cane, sia per la famiglia. L'incontinenza può essere causata anche da altre patologie come diabete mellito, malattia di Cushing, insufficienza renale.
- Diminuzione dell'interazione sociale: Minor interazione con il proprietario e altri componenti della famiglia.
- Vocalizzazioni anomale: Abbaia senza motivo, al di fuori di un contesto normale. Un forte miagolio o un aumento dei vocalizzi nei gatti anziani possono talvolta indicare problemi cognitivi.
- Perdita di comportamenti appresi: Non risponde al richiamo (da non confondere con la sordità). La maggior parte dei comandi come “Seduto!” o “A cuccia!” sono stati appresi dal tuo cane quando era un cucciolo o molto giovane. Mentre capita solo di tanto in tanto che i cani anziani senza problemi cognitivi (non affetti da demenza) non eseguano questi comandi a causa dei loro problemi di udito, nei cani con la sindrome da disfunzione cognitiva è più probabile notare una frequente mancanza di risposta ai banali comandi appresi anni prima.
- Aumento dell'appetito: Chiede nuovamente cibo anche se ha appena mangiato.

Nei gatti, i sintomi possono includere:
- Aumento dei vocalizzi, specialmente di notte.
- Disorientamento e confusione.
- Cambiamenti nelle abitudini igieniche, come urinare o defecare fuori dalla lettiera.
- Alterazioni del ciclo sonno-veglia.
- Diminuzione delle interazioni sociali o aumento dell'ansia.
- Cambiamenti nell'appetito.
Diagnosi: Escludere Altre Cause
La diagnosi di disfunzione cognitiva, sia nel cane che nel gatto, si basa sull’esclusione di altre malattie potenzialmente responsabili di un analogo quadro clinico. Questo non risulta sempre facile perché negli animali anziani sono spesso presenti anche altre patologie concomitanti. L’unico modo per avere la certezza della diagnosi è effettuare una risonanza magnetica che metta in evidenza la presenza o meno di atrofia della corteccia cerebrale. Già i sintomi, però, sono molto suggestivi di questa patologia. La risonanza magnetica sarà comunque fondamentale per escludere altre patologie che possano giustificare alterazioni comportamentali simili, in primis una neoplasia cerebrale.
È importante distinguere nettamente la demenza dal naturale processo di invecchiamento del cane. È perfettamente normale che i cani anziani, durante il giorno, riposino più a lungo e mangino meno. Tuttavia, occorre prestare particolare attenzione nel caso in cui si notino nel proprio animale le manifestazioni tipiche sopra descritte.
Altre condizioni mediche comuni nei cani anziani possono manifestarsi in modo simile. Ad esempio, i cani anziani spesso hanno deficit visivi o uditivi che possono causare disorientamento e ridurre l’interazione con la famiglia. Tumori cerebrali possono imitare i segni della CDS. L’osteoartrite è molto comune nei cani anziani e può ridurre la voglia di giocare, nonché contribuire agli incidenti domestici.
Strategie di Gestione e Supporto
La sindrome da disfunzione cognitiva è un processo che non può essere curato, quindi sia i proprietari che il professionista veterinario hanno bisogno di tecniche diverse per palliare e ritardare, per quanto possibile, il quadro clinico.
Terapia Comportamentale e Ambientale
- Mantenere una routine: Create una routine quotidiana regolare e rispettatela. Questo aiuta l'animale a sentirsi più sicuro e riduce la confusione.
- Minimizzare i cambiamenti ambientali: Mantenete al minimo le modifiche al loro ambiente per evitare ulteriore confusione o ansia.
- Luci notturne: Le luci notturne aiutano il gatto a gestire meglio i cambiamenti del ciclo sonno-veglia.
- Adattamenti per problemi di mobilità: Se il gatto o il cane ha altri problemi di salute, come l'osteoartrite, l'installazione di rampe o scale può aiutarlo a raggiungere i luoghi in alto che preferisce o a muoversi più agevolmente.
- Creare punti di riposo: Create ulteriori punti di riposo nei luoghi caldi.
- Pazienza e comprensione: Cercate di non sentirvi frustrati se sembrano confusi o se hanno incidenti in casa. L'animale non lo fa apposta. Evitate di sgridarlo per gli incidenti dentro casa; questo può aumentare la sua ansia.
- Arricchimento ambientale: Introducete attività di arricchimento che siano mentalmente e fisicamente stimolanti, ma adatte alla personalità dell'animale e che tengano conto di problemi di salute.
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Nutrizione e Integrazione
Uno degli aspetti chiave nel trattamento della demenza senile nei cani è la terapia nutrizionale. Una dieta ricca di antiossidanti, come la vitamina C, E, beta-caroteni, flavonoidi e carotenoidi, ha dimostrato di aumentare la funzione mitocondriale e di rallentare il deterioramento. Gli acidi grassi e i trigliceridi a catena media sono coinvolti anche nella funzione mitocondriale e nella formazione di proteine precursori dell'amiloide, per cui la loro somministrazione può essere utile nei pazienti anziani o in quelli che già mostrano segni del disturbo.
Esistono alimenti specifici per cani anziani formulati per preservare la salute sia a livello locomotorio e cardiovascolare, sia a livello cognitivo, grazie al contenuto in antiossidanti e acidi grassi essenziali. La gamma di prodotti Advance Senior è un esempio di questo tipo di alimentazione.
Gli antiossidanti agiscono nel cervello catturando i cosiddetti radicali liberi (composti aggressivi che contengono ossigeno). Questa sorta di “spazzini dei radicali liberi”, così importanti per proteggere le funzioni cerebrali, si trovano in particolare nelle vitamine C ed E, così come pure nella provitamina A.
Stimolazione Mentale e Fisica
I cani molto impegnati mentalmente hanno un minor rischio di sviluppare la demenza senile. Offrendo costantemente al tuo amico peloso nuovi compiti per stimolare le sue funzioni cognitive, puoi anche aiutarlo a rallentare la progressione di questa malattia incurabile. Ad esempio, ogni tanto puoi cambiare il passo e offrire al tuo cane qualche gioco di intelligenza! Tieni presente che anche cimentarsi con lui in un nuovo training per insegnargli nuovi trick può aumentare le sue capacità cognitive.
Il gioco può essere un elemento importante, soprattutto se il cane o il gatto vive per lo più in casa. Sono disponibili una serie di giocattoli progettati appositamente per soddisfare il suo naturale istinto di caccia e inseguimento. Altri animali possono preferire giochi motivati dal cibo, i cosiddetti food puzzle, ovvero mangiatoie con un rompicapo che l'animale deve risolvere per guadagnare il suo bocconcino preferito, ma assicuratevi di sostituire regolarmente il cibo.
Passeggiate brevi, ordini semplici e addestramento con rinforzo positivo possono essere utili nel mantenere l'animale attivo e coinvolto.
Terapia Farmacologica
Oltre alla terapia comportamentale e all'alimentazione, esistono farmaci che possono aiutare il vostro animale. Nello specifico, per la demenza canina, sono la selegilina, che darà effetti dopo tre settimane circa, antidepressivi triciclici e come ultima scelta le benzodiazepine. La propentofillina è un principio attivo che agisce sui disturbi della circolazione sanguigna cerebrale e periferica del cane, rafforzandone la funzione cardiaca.
Considerazioni Finali
La demenza senile negli animali domestici è una patologia reale e comune, spesso sottovalutata perché i sintomi vengono erroneamente attribuiti al normale processo di invecchiamento. La consapevolezza di questi segnali e un dialogo aperto con il proprio veterinario sono fondamentali per garantire ai nostri compagni a quattro zampe una migliore qualità di vita negli anni d'oro. Indipendentemente dai cambiamenti subiti dal tuo animale, nessun declino dovrebbe compromettere il vostro legame. Conoscere i problemi legati all'invecchiamento permette di adottare strategie per mantenere l'animale coinvolto in varie attività e farlo sentire amato. La demenza può portare a qualche inconveniente “gestionale” un po’ scomodo per il proprietario, ma niente che possa giustificare azioni drastiche.
È importante ricordare che i contenuti riportati hanno scopo puramente informativo e non vogliono e non devono sostituire il parere medico-scientifico del veterinario.
