Il senso dell'agency, ovvero la sensazione di controllo delle proprie azioni, è una componente fondamentale dell'esperienza umana. Esso si riferisce alla percezione di essere l'agente causale delle proprie azioni, di avere la capacità di generare cambiamenti nell'ambiente circostante e di compiere scelte significative. Questo costrutto psicologico, sebbene non sempre ampiamente discusso in contesti divulgativi, riveste un'importanza cruciale nella comprensione del benessere mentale e delle dinamiche interpersonali. Forme basilari di alterazione del senso di agency si manifestano in patologie come la schizofrenia e disturbi neurologici, dove i soggetti possono sperimentare la sensazione che i propri pensieri siano indotti da forze esterne o che il movimento di un arto non sia frutto di uno sforzo volontario.
Tuttavia, l'agency non si limita a queste manifestazioni più estreme. Esistono forme più articolate di agency esistenziale, che riguardano la percezione di essere in grado di compiere scelte di vita versus la sensazione di impotenza e di essere vittime di regole imposte e incontrollabili. È plausibile che disturbi del senso di agency siano presenti nei disturbi di personalità (DP), un'area riconosciuta come nodale anche nel modello alternativo per la classificazione dei DP nel DSM-5.
Parallelamente al deficit di agency, esiste il suo opposto polare: l'hyperagency. Questa condizione si manifesta come un eccesso di fiducia nella propria capacità di influenzare l'ambiente o una sovrastima degli effetti che le proprie azioni producono. Finora, questo fenomeno non era stato oggetto di studi approfonditi in laboratorio. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto da Hascalovitz e Ohbi (2015), che hanno indagato le correlazioni tra tratti di narcisismo non clinico e il senso di agency, utilizzando il paradigma dell'intentional binding.

Il Paradigma dell'Intentional Binding e il Narcisismo
Il paradigma dell'intentional binding è uno strumento investigativo che misura la differenza tra l'intervallo di tempo oggettivo tra un'azione e il suo effetto e la percezione soggettiva di tale intervallo. Tipicamente, quando a un soggetto viene chiesto di compiere attivamente un'azione (ad esempio, un click del mouse) e si osserva la sua conseguenza (la comparsa di un'immagine sullo schermo), l'intervallo temporale viene percepito come minore rispetto a quando lo stesso soggetto osserva passivamente l'evento. In altre parole, chi agisce tende a percepire una maggiore contiguità temporale tra la propria azione e il suo risultato.
Hascalovitz e Ohbi (2015) hanno ipotizzato che individui con tratti narcisistici più elevati presentino un senso di agency più pronunciato, traducendosi in un maggiore grado di intentional binding. Sebbene questo studio sia di grande importanza e apra la strada a nuove ipotesi, è fondamentale sottolineare alcune limitazioni. Gli autori hanno analizzato soggetti non clinici con livelli prevalentemente bassi o medi di narcisismo, nessuno dei quali raggiungeva punteggi elevati nel Narcissistic Personality Inventory, che avrebbero effettivamente qualificato la persona come caratterizzata da tratti narcisistici significativi. Inoltre, lo strumento utilizzato analizzava il narcisismo non clinico, che non equivale al disturbo narcisistico di personalità.
Nel commentare questo studio, è stato suggerito che il narcisismo potrebbe essere caratterizzato da un paradosso nell'agency: una marcata hyperagency nel dominio strumentale (la capacità di agire e ottenere risultati) e, al contempo, una carenza di agency nel dominio relazionale, specialmente dopo aver sperimentato rifiuti sociali o sentimentali.
L'Agency e le Sue Manifestazioni nei Disturbi di Personalità
Il senso di agency è un costrutto psicologico che si manifesta in diverse sfaccettature. James P. Lantolf e Steven L. Thome (2006) sostengono che l'agency sia qualcosa di più del semplice controllo volontario sul comportamento. Essa implica una capacità proattiva, selettiva e trasformativa nei confronti dell'ambiente. Le componenti chiave dell'agency includono:
- Capacità vicaria di previsione: La capacità di anticipare eventi futuri, fondamentale sia a livello emotivo che motivazionale.
- Autoregolazione: La capacità di stabilire obiettivi e valutare le proprie azioni in riferimento a standard interni di prestazione.
- Autoriflessione: La capacità di riflettere consapevolmente su sé stessi.
Queste competenze di base creano un continuo feedback con gli esiti delle azioni, in relazione al contesto, producendo una capacità basata sull'esperienza di efficacia propria o altrui.

Disturbi psicologici specifici possono inibire questa capacità. Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), ad esempio, può indurre nel soggetto la sensazione di non essere più padrone delle proprie azioni, poiché l'evento traumatico ha sopraffatto il sistema di controllo. Similmente, patologie come la schizofrenia possono inibire l'agency, portando il soggetto a percepire forze esterne che dirigono il suo comportamento e i suoi pensieri, come la sensazione che un arto non sia mosso da una forza volontaria ma dall'esterno.
Il Narcisismo: Origini, Manifestazioni e il Paradosso dell'Agency
Il termine "narcisismo" deriva dal mito greco di Narciso, un giovane di straordinaria bellezza che si innamorò della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua, consumandosi fino alla morte. Questo mito incarna il grado di separazione tra sé e l'altro e la profonda solitudine che può caratterizzare chi si percepisce al di sopra degli altri.
In psicologia, il concetto è stato introdotto da Sigmund Freud, che nel saggio "Introduzione al narcisismo" lo descrive come una fase normale dello sviluppo, potenzialmente problematica se persiste nell'età adulta. Oggi, la parola "narcisismo" è utilizzata frequentemente, a volte in modo improprio, per etichettare comportamenti autoritari, freddi o egocentrici.
È importante distinguere tra gradi sani di narcisismo e il disturbo narcisistico di personalità (DNP). In senso adattivo, un certo grado di narcisismo è una risorsa: ci permette di credere nelle nostre capacità, desiderare riconoscimento e coltivare ambizioni. Un professionista che espone con sicurezza il proprio lavoro, un atleta che trae energia dal sostegno del pubblico, un artista che si nutre dell'apprezzamento altrui, sono esempi di come il narcisismo possa manifestarsi in modo funzionale. Il problema insorge quando l'autostima si basa esclusivamente sullo sguardo altrui, il bisogno di ammirazione diventa compulsivo e l'empatia scarseggia.
MITI GRECI - Il mito di Narciso
Il DSM-5 descrive accuratamente il Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP), riconoscendo le difficoltà che i pazienti con questo disturbo incontrano nella vita sociale e nel superamento degli stati di disagio. I pazienti DNP tendono ad apparire aggressivi e presuntuosi, a sopravvalutare le proprie prestazioni e a incolpare gli altri per le proprie sconfitte. Presentano spesso comorbilità con disturbi depressivi, bipolari, abuso di sostanze e disturbi alimentari. La qualità delle relazioni romantiche è tipicamente superficiale, e i conflitti sul lavoro sono frequenti.
Le esperienze interiori dei DNP sono complesse e vanno oltre il sentimento di grandiosità e le fantasie di potere. Sono spesso cariche di rabbia derivante dalla sensazione di essere rifiutati socialmente, accompagnata dalla tendenza a disprezzare chi fornisce feedback negativi. Quando i fallimenti sono innegabili, possono incorrere in stati depressivi, caratterizzati da insensibilità emotiva, apatia e senso di vuoto.
Le motivazioni dominanti nelle persone con DNP riguardano l'antagonismo sociale, il bisogno di ammirazione e di essere riconosciuti come speciali. Gli schemi relazionali si basano sul desiderio del sé di essere ammirato e sull'altro visto come dominante e critico. Questo porta a un ciclo di rimuginazione su questioni di status e a un evitamento dei legami di attaccamento per nascondere la vulnerabilità.
Le Diverse Facce del Narcisismo
La letteratura psicologica ha identificato diverse manifestazioni del narcisismo:
- Overt: Caratterizzato da tratti visibili come grandiosità, bisogno costante di ammirazione e arroganza.
- Covert: Presenta tratti più nascosti; questi individui possono apparire timidi o vulnerabili, ma gestiscono le relazioni attraverso colpevolizzazione, vittimismo o sottili strategie di controllo. Condividono con l'overt la mancanza di empatia e il bisogno di approvazione.
- Narcisismo ad alto funzionamento: La persona appare sicura, competente e di successo, ma nasconde un sé fragile che dipende dall'ammirazione altrui e fatica a tollerare fallimenti e critiche. Le relazioni possono essere durature ma prive di autentica empatia e reciprocità.
- Narcisismo comunitario: Si manifesta nella percezione (e nel desiderio di essere percepiti) come particolarmente altruisti, empatici e moralmente superiori, orientando l'attenzione verso gli altri e le relazioni interpersonali piuttosto che verso obiettivi personali.
- Narcisismo maligno: La forma più grave, che combina grandiosità, mancanza di empatia, elementi antisociali, aggressività, invidia e sadismo. Il sé grandioso diventa uno strumento di dominio e disprezzo verso gli altri.

L'Origine del Narcisismo: Fattori Genetici e Ambientali
Non vi è un consenso univoco sull'eziologia del narcisismo. Tuttavia, diversi fattori sono considerati candidati importanti:
- Genitorialità inadeguata: La mancanza di empatia da parte dei genitori verso i bisogni del bambino, l'incapacità di riconoscere, nominare e regolare le emozioni del bambino, in particolare quando intense, possono portare a disregolazione affettiva e a un apprendimento che i bisogni primari non verranno soddisfatti dagli altri, portando all'autosufficienza.
- Attaccamento disturbato: I narcisisti tendono a evitare l'attaccamento, pur lottando costantemente per ricevere attenzione e ammirazione.
- Famiglie focalizzate su status e successo: In questi contesti, solo le qualità che sostengono un'immagine grandiosa di sé sono considerate importanti, mentre altri comportamenti vengono ignorati o puniti.
- Fattori genetici: Sebbene la ricerca sia limitata, sembra esservi una componente ereditaria significativa.
- Cultura e società: La "cultura del narcisismo", come osservata da Christopher Lasch, fondata su immagine, successo e ipercompetizione, e amplificata dai social network, crea un terreno fertile per lo sviluppo di tratti narcisistici, soprattutto tra i più giovani. La ricerca incessante di conferme, alimentata dall'uso dello smartphone e dalla logica dei "like", è una manifestazione contemporanea di questa dinamica.
L'Agency nel Narcisismo: Un Paradosso tra Grandiosità e Vuoto
Il disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da un "Sé grandioso" patologico. In uno stato mentale grandioso, la persona si sente superiore, di successo, speciale, ammirata e autosufficiente, convinta di dominare il mondo. L'emozione predominante è il disprezzo, seguito da un senso di forza ed efficacia. Questo stato, tuttavia, si spegne facilmente di fronte al mancato riconoscimento o alla percezione di rifiuto.
Minacciata nell'autostima, la persona reagisce attaccando, attribuendo ad altri la causa dei propri insuccessi o fallimenti. In un disperato tentativo di evitare la caduta in stati depressivi, può ricorrere all'uso di sostanze, alla seduzione compulsiva o a un lavoro incessante.
Quando questi tentativi falliscono, la persona sprofonda in uno stato di vuoto, caratterizzato da senso di fallimento, sconfitta, sottomissione, autosvalutazione e paura. In questo stato, l'esperienza emotiva è spenta, il mondo appare irreale e distante. Lo spegnimento affettivo e l'isolamento relazionale diventano automatismi per proteggersi dalla sofferenza. L'autostima non fluttua più, ma la vita diventa vuota e noiosa.
Il vero problema del narcisismo risiede in questa passività e nell'anestesia dell'agency. Le osservazioni del DSM-5, come "Fanno eccessivo riferimento agli altri per l’auto-definizione" o "la definizione degli obiettivi si basa sul raggiungimento dell’approvazione degli altri", catturano questo deficit di agency.
L'agency nel narcisismo si manifesta in modo bifacciale:
- Quando il rango sociale è in gioco: Le persone con DNP si sentono autosufficienti, competenti e padrone della situazione, innescando la grandiosità. In questi casi, sono dirette, attive e determinate.
- Quando altre motivazioni sono attive (es. bisogno di affiliazione): Se il successo non è in vista, i narcisisti si sentono vulnerabili o in difficoltà, e l'agency diminuisce drasticamente.
L'Empatia e la Consapevolezza di Sé nel Narcisismo
Una disfunzione nell'empatia è considerata centrale nel narcisismo. Sebbene l'empatia cognitiva (la capacità di comprendere la mente altrui) possa non essere danneggiata, l'empatia affettiva (la capacità di risuonare emotivamente con l'altro) è spesso compromessa. Le persone con narcisismo possono comprendere le motivazioni altrui, ma non reagiscono in modo emotivamente adeguato.
Il DSM-5 riconosce disfunzioni nella consapevolezza di sé, descrivendo il DNP come "spesso inconsapevole delle motivazioni personali" o "troppo in sintonia con le reazioni degli altri, ma solo se percepite come rilevanti per sé". La scarsa consapevolezza di sé è il problema chiave: i narcisisti hanno difficoltà ad accedere ai propri desideri e bisogni e a comprendere cosa innesca le loro reazioni. Di conseguenza, necessitano degli altri per definire i propri desideri e ottenere supporto. L'empatia diventa un'azione costosa e rischiosa, poiché la sofferenza altrui può distogliere l'attenzione da sé e aumentare la percezione del rischio di perdere qualcosa di non chiaramente definito.

Trattamento del Disturbo Narcisistico di Personalità
Attualmente, non esistono studi clinici randomizzati di efficacia completati per il trattamento del DNP, e le opinioni sulla sua trattabilità si basano sul giudizio clinico. Tuttavia, approcci terapeutici come la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) e la Transference Focused Psychotherapy (TFP-N) stanno mostrando risultati promettenti.
La TMI adotta procedure manualizzate passo-dopo-passo, modellate per il trattamento del DNP attraverso l'analisi di casi singoli. L'obiettivo è rivolgersi alla struttura della patologia narcisistica in un contesto di regolazione quasi ottimale della relazione terapeutica. I terapeuti TMI lavorano per minimizzare rotture e malintesi, ricercando sintonia reciproca e rinegoziazione degli obiettivi terapeutici, evitando atteggiamenti prepotenti.
La procedura TMI si articola in due parti:
- Preparazione della scena: Formare una comprensione mentalistica condivisa dei problemi con i pazienti e promuovere progressivamente la conoscenza degli stati mentali. Questo include la promozione di una consapevolezza condivisa dei modelli ricorrenti di interpretazione delle relazioni interpersonali e la comprensione del ruolo della scarsa agency e la promozione dell'azione e dell'autonomia.
- Promozione del cambiamento: Facilitare l'accesso alle parti sane di sé e praticare nuovi comportamenti in linea con i desideri più intimi del paziente. I pazienti sono supportati nella costruzione di nuovi modelli di pensiero, sentimento e comportamento, accedendo agli aspetti del Sé basati su desideri intimi e promuovendo l'autonomia e la capacità di godersi la vita.
La TFP-N, adattamento della Transference Focused Psychotherapy, è un altro modello evidence-based applicato ai pazienti con patologia narcisistica. Si basa sulla prospettiva delle relazioni oggettuali e considera il Sé grandioso patologico come una struttura intrapsichica difensiva che previene il contatto con aspetti negativi del Sé. La TFP-N affronta l'eterogeneità delle manifestazioni del narcisismo, inclusa la patologia narcisistica ad alto funzionamento, che può essere sottodiagnosticata a causa delle sue manifestazioni più sottili.
Il trattamento mira a migliorare il funzionamento interpersonale, spesso compromesso in questi pazienti, che, pur potendo stabilire relazioni, tendono a mancare di intimità, interesse genuino, reciprocità e profondità. L'obiettivo è che questi pazienti sviluppino una maggiore capacità di empatia e una più profonda comprensione di sé e degli altri.
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